
ELEZIONI: FN SULLA PROPRIETA' DELLA MONETA
admin venerdì 17 ottobre 2008
L'Aquila, 17 ott. - L’ europarlamentare di Forza Nuova, nonché candidato alla carica di presidente della regione Abruzzo, l’ on. Roberto Fiore, interviene in merito alla crisi del sistema finanziario-capitalistico internazionale, rilanciando una delle battaglie storiche di Forza Nuova, che sarà anche uno dei punti cardine del programma elettorale del partito nelle prossime elezioni regionali: la proprietà popolare della moneta.
“Con la fine del capitalismo finanziario cui assistiamo in queste ore si ritorna a concentrarsi sull’economia reale produttiva e libera da usura.
Il Santo Padre, dicendo che “solo la Parola di Dio è solida” esprimeva un concetto fondamentale della dottrina cristiana: il sistema economico, come tutte le articolazioni della società umana, deve dipendere dalla Legge di Dio. Il motivo per cui questo sistema fallisce è la sua lontananza, se non inimicizia strutturale, da Dio.
Provvidenzialmente, il sistema finanziario usuraio oggi non è in grado di andare avanti. L’Irlanda prima, con la dichiarazione di protezione dei correntisti, l’ Islanda poi, con la presa di controllo da parte dello Stato della banche nazionali, hanno dato dimostrazione che il potere politico oggi è costretto a gestire la situazione e mettere sotto controllo le banche.
Paradossalmente, nell’attuale sistema monetario, l’unico modo che lo Stato avrebbe per coprire il buco è chiedere i soldi alle stesse banche che lo hanno prodotto e che perciò stanno crollando.
Forza Nuova ha la soluzione, già espressa nel 1997 nei suoi Punti Fermi: lo Stato batta moneta. Gli Stati nazionali devono stampare denaro in proprio e non delegare queste funzioni a istituti privati quali sono le varie banche centrali. In Abruzzo l’ esperienza del Simec portata avanti dal prof. Auriti a Guardiagrele, dimostra proprio l’ efficacia di questa proposta rivoluzionaria, che può essere riproposta anche localmente sotto forma di un circuito economico parallelo a quello tradizionale.
Il denaro, emesso come credito e non come è attualmente debito, avrebbe come corrispettivo e garanzia le reali ricchezze nazionali e non il nulla attuale".