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    Predefinito Precari della Ricerca: Berlusconi li licenzia in tronco !

    PRECARI DELLA RICERCA:BERLUSCONI LI LICENZIA IN TRONCO!

    DI Maria Rosaria Cuocolo*

    Fin dall’insediamento dell’attuale Governo avevamo ampiamente percepito che le metodologie di confronto democratico non sarebbero state proprio il segno distintivo dell’Esecutivo Berlusconi.
    Dagli incontri pro-forma ai testi di legge non emendabili, il Governo in carica si sta caratterizzando per una sempre più crescente deminutio di democrazia.
    Siamo, però, ora davvero preoccupati per quanto sta accadendo per il disegno di legge finanziaria per il 2009: non solo il testo è ritenuto blindato e, quindi, non suscettibile di modifiche durante l’iter parlamentare, per quanto il Ministro della Funzione Pubblica (vedi art.2, comma 35) si attribuisce la potestà di erogare direttamente, mediante atti unilaterali, le somme (esigue ed irrisorie) che egli stesso decide di stanziare per i lavoratori.
    Ma tutto questo rischia, paradossalmente, di passare in penombra se consideriamo quanto sta accadendo in queste ore rispetto all’emendamento in materia di stabilizzazioni (art.37 bis del ddl A.C.1441 quater).
    Tale norma blocca il già sancito e proceduralmente in itinere processo di stabilizzazione dei precari degli enti pubblici di ricerca, dell’università e dell’alta formazione musicale, licenziando in tronco migliaia di ricercatori, tecnologi, tecnici ed amministrativi.
    Si pensi al risultato che con questo provvedimento di legge il Governo Berlusconi otterrà: sarà di colpo cancellato un patrimonio di esperienza e professionalità a cui il mondo della ricerca e dell’alta formazione non può rinunciare!
    E’ un gesto totalmente insensato che manifesta appieno il completo disinteresse di Berlusconi e dei suoi alleati di Governo rispetto al tema della ricerca e dell’alta formazione.
    L’attacco generalizzato a tutto il settore pubblico ha come unica prospettiva quella di azzerare ogni impegno sul diritto alla formazione ed alla formazione di elevata specialità, nonché sul diritto alla attività di ricerca pubblica, perseguendo, tra l’altro, la cancellazione di ogni prospettiva lavorativa futura per tanti giovani e meno giovani che in tutti questi anni hanno ampiamente fornito il loro apporto ed il loro contributo di elevata qualificazione professionale alla ricerca scientifica in Italia.
    Evidentemente il Governo Berlusconi è convinto che lo sviluppo del Paese possa avvenire senza alcun investimento nella ricerca e nel personale che in essa vi opera.
    Come Partito Socialista siamo al fianco di tutti i lavoratori coinvolti in questa “epurazione culturale” di stampo berlusconiano, dimostrando la nostra vicinanza anche con la nostra presenza alle varie manifestazioni e presidi di protesta che si terranno in questi giorni e presentando un appello pubblico a difesa della ricerca scientifica pubblica in Italia.
    In un Paese dove, in generale, l’occupazione cresce meno rispetto al già lento trend degli ultimi anni ed aumenta il numero delle persone che non solo dichiarano di essere disoccupate ma che hanno l’effettivo bisogno di trovare una soluzione lavorativa, a noi Socialisti sembra un vero delitto legiferare per attaccare la parte più debole del sistema produttivo, vale a dire il precariato.
    Il Partito Socialista si impegna per una forte mobilitazione sui luoghi di lavoro contro la decadenza automatica dei contratti attualmente in proroga ed a sostegno del legittimo diritto all’esistenza di migliaia di precari e delle loro famiglie.

    *Responsabile Nazionale PS Università e Ricerca

  2. #2
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    Predefinito

    7/10/2008 (7:27) - IL CASO
    Il taglio dei cervelli
    spreco alla rovescia

    A rischio l'istituto che vigila su terremoti e vulcani
    JACOPO IACOBONI
    INVIATO A NAPOLI
    E’ come se a un passaggio a livello dicessero al ferroviere: vai a casa, non ci sono più soldi. E alzassero la sbarra in attesa che passi il treno. Bum.

    E’ l’ultimo effetto della campagna italiana contro gli sprechi: non il taglio di soldi, il taglio dei cervelli. Accade all’Istituto di geofisica e vulcanologia, che vigila su terremoti e vulcani italiani; sostiene Science Watch che è il più prestigioso nel mondo, ma col già famoso emendamento Brunetta (il 37 bis al ddl 1441 sugli enti di ricerca) rischia - lamentano i suoi ricercatori - di non poter più continuare a svolgere il servizio di controllo per una ragione semplice: la metà delle persone che lo svolgono sono precari, e l’emendamento abolisce le graduatorie senza poter assicurare concorsi. Moltissimi di questi precari scienziati vincerebbero un concorso a titoli, se fosse fatto. Ma i precari ormai odorano tutti di fannullonismo. Se qualcuno non li ha mai assunti una ragione ci sarà.
    Questa è dunque la storia di uno spreco alla rovescia, di talenti, non di soldi, di cervello e non di base imponibile. Una piccola storia sullo spirito del tempo. Mentre Renato Brunetta sceglie Domenica In per dire alla precaria (in quel caso di un altro istituto) che «l’Isfol ti può assumere, niente può impedire la tua assunzione, io non c’entro nulla se non ti hanno assunto e sono pronto a darti una mano», all’Ingv i precari stanno valutando se sospendere i turni di controllo dei terremoti. L’istituto, altro che Alitalia o ministeri vari, non è sindacalizzato: ci vedi passeggiare ragazzi occhialuti e magari coi lunghi ricci neri in testa alla Giovanni Allevi, non sindacalisti barbuti; facce come Antonella Cirella, laureata quattro anni fa, vincitrice del più importante premio per geofisici al mondo, dell’American geophysical union.

    Insomma, non siamo a Fiumicino; anche se la sezione romana è non lontanissima. L’Ingv ha nove sezioni, tre a Roma, questa di Napoli che si chiama Osservatorio Vesuviano - funzionando con gli standard attuali, una cosa così nell’80 avrebbe di molto ridotto i danni del devastante terremoto in Irpinia -, più Catania, Palermo, Bologna, Milano-Pavia, Pisa. Ci lavorano 556 assunti, più 357 ricercatori e tecnici a tempo determinato, il quaranta per cento. Sono loro che rischiano. E poco sembra contribuire a rasserenarli il fatto che la sede napoletana si trovi accanto all’Edenlandia, il parco giochi dei bambini napoletani; né che a Roma i ricercatori riuniti ieri in assemblea provino anche l’ironia. Slogan sui manifesti: «Te trema la casetta? Chiama Brunetta».

    Racconta Luigi Improta, quarantenne napoletano nel cui curriculum ci sono anni di studio all’estero, pubblicazioni, lavori (anche coi privati, per esempio la Shell), che i 357 precari sono divisi in questo modo: 282 (tra ricercatori e tecnici) hanno un contratto a tempo determinato, 68 hanno assegni di ricerca, 7 sono co.co.co. Tra Napoli e Roma svolgono un lavoro cruciale, racconta Luigi mostrando le apparecchiature della sala di controllo dell’Ingv, dove si tengono d’occhio - tre turni al giorno, 24 ore su 24 - tutti gli eventi sismici italiani. In questo momento ci sono otto computer e tre ricercatori che li presidiano. «Se il 9 ottobre passasse l’emendamento, di fatto rischierebbe di venir azzoppata tutta la rete di segnalazioni da tutta Italia». La metà è composta da precari. Con alcuni casi esemplari.

    Lauro Chiaraluce spiega che Brunetta stabilisce un principio: non si può esser precari più di tre anni. Dopo, occorre essere assunti. Giustissimo. Il guaio è che i concorsi all’Ingv non si sono quasi fatti. E gli organici ora vengono ridotti. Esistono oltretutto situazioni limite in cui anche la retorica del tagliare a tutti i costi produce sprechi. Nel 2003 il governo Berlusconi II stanziò - all’indomani del terremoto di San Giuliano - quindici milioni di euro per potenziare la rete di controllo del centro-sud, la terra a rischio sismico più alto in Italia. Alcuni dei ricercatori che oggi rischiano furono spediti ad addestrare altri giovani fisici e geologi, in mezzo a terra e fango. Roba non molto dissimile, per senso civico, dai volontari dell’alluvione di Firenze, su cui s’è costruita la retorica di una generazione (i postsessantottini).

    L’Osservatorio di Grottaminarda, Irpinia, oggi funziona grazie a 22 di quei giovani campani. Tutti (tranne tre) precari, tutti specializzati da altri precari. Mandi a casa loro e hai speso intuilmente quindici milioni. Tra parentesi: l’Ingv nel 2007 ha pubblicato 490 saggi sulle riviste scientifiche più importanti: il 70 per cento viene da quelli che da luglio 2009 potrebbero finire a spasso.

    Barbara dice «si ricordano di noi solo quando c’è un’emergenza. Allora all’improvviso diventiamo importanti». Raffaele (Di Stefano) dice che lui, dopo quattro anni di ricerca all’estero (Svizzera), poteva scegliere se tornare o restare fuori: «Scelsi di tornare, evidentemente la scelta sbagliata». Per Sergio Vinciguerra parla il curriculum: 40 anni, quattro al Mit a Boston poi il rientro in Italia, oggi è pubblicato da Science (un po’ come aver vinto Wimbledon nel tennis, a parte i guadagni, 1600 euro al mese).

    Brunetta domani ha convocato anche Enzo Boschi al ministero. Il presidente dell’Ingv sostiene i ragazzi, ha scritto a Berlusconi, dialogato a destra e sinistra. «Voglio capire le situazioni istituto per istituto», promette il ministro. Per non trovarsi la casa subissata di chiamate, «te trema la casetta chiama Brunetta».
    http://www.lastampa.it/redazione/cms...7118girata.asp

  3. #3
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    * (1 ottobre 2008) Gli interventi del Governo su Ricerca e Università, ancora una volta in larga parte impropriamente inseriti nelle manovre di bilancio, hanno innescato una protesta che in questi giorni si sta estendendo in tutto il Paese. L'ultimo capitolo di questa politica miope e sciagurata riguarda il blocco della procedura di stabilizzazione dei precari degli Enti di Ricerca e dell'Università contenuta nel DDL 1441 in discussione alle Camere. E non sarà certo lo slittamento del blocco a luglio 2009, che sembra verrà introdotto come emendamento, a risolvere la questione.

    L'Osservatorio sulla Ricerca offre un'analisi dettagliata dei punti salienti delle politiche che il Governo ha messo in atto in questi mesi e ospita la SOTTOSCRIZIONE di un Appello al Presidente della Repubblica proposto da un gruppo di "stabilizzandi" e aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che sono sensibili al problema. Una battaglia che consideriamo di straordinaria importanza.



    LE POLITICHE DEL GOVERNO SU UNIVERSITÀ E RICERCA PRESENTANO IL CONTO AL PAESE

    Osservatorio sulla Ricerca - 1 ottobre 2008



    Le politiche Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini su Università e Ricerca PRESENTANO IL CONTO AL PAESE e determinano una prospettiva di futuro per l'Italia fuori dagli accordi di Lisbona, ossia fuori dalla strategia europea che ha individuato NELLA CONOSCENZA IL FULCRO CENTRALE DEL NUOVO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE.

    Riportiamo di seguito la lista dei drammatici interventi del Governo (era difficile prevedere in così pochi mesi la messa in atto di un progetto così disastroso, privo di qualunque indirizzo proveniente da una seria valutazione del sistema Università e Ricerca e senza nessuna trasparenza e confronto):

    1) Il finanziamento dell'abolizione dell’ICI sulla prima casa per le famiglie con redditi alti (per quelle con bassi redditi era già stata abolita dalla finanziaria 2008 del Governo Prodi), si basa tra gli altri sul decreto legge n. 93/2008 che ridurrà ogni anno (fino al 2013) di 467 MILIONI DI EURO il fondo statale di finanziamento ordinario delle università (taglio del 6% totale del fondo che però grava essenzialmente sulla parte comprimibile (13%): manutenzioni, utenze, etc);

    2) la legge n. 133/08 comporta una riduzione del turn-over al 20% per le università (su 5 che vanno in pensione 1 solo verrà assunto) nel periodo 2009-2013 con la seguente riduzione di finanziamento (-64 milioni-euro nel 2009, -190 milioni-euro nel 2010, -316 milioni-euro nel 2011, -417 milioni-euro nel 2012, -455 milioni-euro nel 2013). Per gli EPR si avrà una riduzione del 20% nel 2009 mentre dal 2010 al 2013 ogni unità di personale che esce potrà essere sostituita da una sola unità personale in entrata e non in base al valore economico "liberato" (un dirigente di ricerca libera un valore economico che corrisponde a più unità di personale al primo impiego).

    Sommando i soli tagli all’università provenienti da ICI e turn-over si ha che nel quinquennio 2009-2013 ci sarà una riduzione di quasi 4 miliardi di euro (circa 8.000 miliardi delle vecchie lire!!).

    3) Nella legge n. 133/08 viene inserita una norma che concede la possibilità alle università italiane di trasformarsi in fondazioni private. Sono del tutto evidenti i rischi per l’autonomia degli atenei e dei docenti oltre che per quei settori e ambiti di ricerca che non sono appetibili sul piano economico.

    Di fatto il combinato disposto – taglio indiscriminato delle risorse e possibilità di trasformazione in fondazione privata – rischia di modificare il sistema universitario nazionale in un sistema di formazione estremamente debole e con accessi differenziati in base al censo. Inoltre, senza alcun riferimento alla valutazione si selezioneranno le sedi universitarie non sulla base del loro valore didattico e scientifico ma in ragione della diversità del contesto socio economico in cui operano

    Citiamo una parte dell’articolo che lo storico Franco Cardini ha scritto per il Secolo d’Italia il 16 luglio 2008: “Il passaggio dall’Università alla Fondazione è in un certo senso epocale: sarà il passaggio da una concezione culturale e comunitaria a una patrimoniale e privatistica del sapere; da una mediocre e magari, perché no?, scalcinata Università di tutti, a una (forse) buona e (certo) più costosa università per i ricchi. Privatizzandosi, alcune università potranno salvarsi: ma in questo modo andrà una volta per tutte a farsi benedire il diritto allo studio: o meglio lo studio come diritto.”

    4) la legge 133/2008 prevede, anche per gli enti di ricerca come per le altre amministrazioni dello Stato, una riduzione della pianta organica pari almeno al 10%: questo implica per quegli enti che hanno la pianta organica al completo un gravissimo problema di blocco, aggiuntivo a quello del turn-over.

    5) infine, ma di gravità addirittura più rilevante in quanto AGGREDISCE LA PARTE PIU' DEBOLE E AL TEMPO STESSO PIU' PREGIATA PER L'INVESTIMENTO SUL FUTURO, c’è da considerare il combinato disposto tra l'articolo 49 della legge 133/2008 (che non permette l'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco del quinquennio ultimo) e il 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter d’approvazione parlamentare (che blocca la procedura delle stabilizzazioni). Il risultato è un blocco di massimo 3 anni per le forme contrattuali a tempo determinato (in enti dove la frequenza dei concorsi è scarsissima) e il licenziamento in tronco (dopo 3 mesi dall'entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie (dallo Stato!) di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale.

    INSOMMA IL QUADRO CHE EMERGE è CHIARISSIMO:

    - TAGLI ECONOMICI INSOPPORTABILI per un settore già in grave sofferenza e del tutto sottovalutato rispetto a quanto sta succedendo nel resto del mondo negli ultimi 15 anni. Tagli oltretutto del tutto indiscriminati, alla faccia di tutte le discussioni su merito e promozione delle eccellenze.

    - ABBANDONO DELLE RISORSE PIÙ PREGIATE di cui un paese oggi può godere: i giovani di talento nella ricerca scientifica. Non è un caso che in tutto il mondo i nostri giovani trovino rapidamente collocazione e si inseriscano a livelli qualificati.

    - Infine l'immagine che lo Stato fornisce di sé stesso è drammaticamente incoerente. Uno Stato (non conta la parte politica che guida in quel momento il Governo) non può garantire un percorso di acquisizione certa di diritti e immediatamente dopo tradire quella garanzia: sono in gioco tanto la reputazione delle Istituzioni quanto le stesse basi di solidità civile dei cittadini.

    L'Osservatorio sulla Ricerca su proposta di un gruppo di "stabilizzandi" si è reso disponibile a raccogliere, divulgare e promuovere un appello al Capo dello Stato perché si adoperi per sostenere una battaglia che ci pare di straordinaria importanza. La raccolta di firme riguarda ovviamente tutti coloro che sono sensibili al problema di un Paese che intende evolvere e non fermarsi e regredire.

    Cordialmente,

    Osservatorio sulla Ricerca
    http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H


  4. #4
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    Appello al Presidente della Rapubblica (TUTTI possono sottoscrivere)



    APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO
    da parte di un gruppo di "stabilizzandi" e aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che ritengono questo un problema per la ricerca nazionale e per il paese

    Caro Presidente,

    Le scriviamo perchè conosciamo la Sua sensibilità sulla tematica della ricerca nel nostro paese. Noi, ricercatori, tecnologi, tecnici, e collaboratori amministrativi degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR), ci troviamo protagonisti, nostro malgrado, di un’annosa situazione che sta volgendo inaspettatamente verso un esito negativo. Ci riferiamo alla procedura di "stabilizzazione" del personale precario negli EPR. Tale procedura, iniziata con la legge 296/2006 (finanziaria 2007), viene ad essere abrogata con l'articolo 37-bis inserito nel ddl 1441 in iter di approvazione parlamentare.

    Questo articolo abroga il comma 519 della finanziaria 2007, e l'analogo comma 90 dell'art. 3 della finanziaria 2008, che davano il via alle procedure di stabilizzazione per il personale titolare di un contratto a tempo determinato che avesse già maturato 3 anni di servizio alla data del 29/09/06 (finanziara 2007), o 29/09/07 (finanziara 2008), o che conseguisse tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente a tali date.

    In alcuni Enti, è la situazione nel CNR ma non solo, facendo conto sulle proprie risorse di bilancio derivanti dal turn over, in ossequio alle disposizioni di legge, sono state espletate tutte le formalità richieste per stilare le graduatorie necessarie per portare a termine la procedura. Per restare al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ad aprile 2008 sono stati convertiti in contratti a tempo indeterminato 248 contratti a tempo determinato. Per la tranche successiva, si era in attesa di autorizzazione da parte della Funzione Pubblica. Purtroppo, però, al posto dell'autorizzazione, è arrivata la notizia del suddetto ddl 1441, con il quale, non solo viene negato il posto a tempo indeterminato, ma, contemporaneamente, viene prospettato il licenziamento entro 90 giorni dall'entrata in vigore della norma (a causa del combinato disposto del ddl 1441 e dell’art. 49 della legge 133/08).

    Quindi, da personale in attesa di assunzione a tempo indeterminato, diventiamo aspiranti disoccupati. Aggiungendo la beffa al danno, tale norma va ad incidere su persone che, a causa del blocco delle assunzioni perpetrato dal 2002 a tutto il 2006, sono state reclutate con contratti a termine nella speranza di vedere mutate le condizioni generali. L'anzianità così maturata, da vantaggio ai fini della graduatoria, si è tramutata in SVANTAGGIO, a causa delle norme contenute proprio nell'articolo 49 della legge 133/2008.

    Senza considerare il personale interessato presso gli altri Enti Pubblici di Ricerca, già solo all'interno del CNR ci sono circa 700 persone in questa scandalosa situazione, che rapportati agli attuali circa 8000 dipendenti a tempo indeterminato, rappresentano pressappoco il 9% della forza lavoro.

    Stiamo parlando di personale che nella stragrande maggioranza dei casi ha altissima qualificazione e che con il proprio lavoro permette agli EPR di mantenere livelli di eccellenza in molti ambiti di ricerca, spesso avendo anche responsabilità su progetti di ricerca nazionali o internazionali.

    Le chiediamo, nell’ambito delle Sue prerogative, di valutare la possibilità di un Suo autorevole intervento. Stiamo chiedendo di non disperdere un preziosissimo patrimonio italiano.

    Allo stato delle cose, ci troviamo ineluttabilmente di fronte a un drammatico bivio: continuare con questo stesso lavoro, ma andando all'estero, alimentando la già cospicua e tristemente nota "fuga dei cervelli" (che riguarda non solo il dramma individuale delle persone che la subiscono ma anche lo spreco di pubblico denaro speso nella formazione di personale che investirà poi quel capitale fuori dai confini nazionali), oppure gettare l'esperienza fin qui maturata nell'ambito della ricerca e reinventare una professionalità in altro ambito, cosa certamente difficile per persone intorno ai 40 anni e con i naturali carichi familiari collegati all’età.

    Un tale emendamento, nato col fine di razionalizzare la spesa pubblica, finisce in realtà con lo sperperare ingenti risorse umane ed economiche, sulle quali il Paese ha faticosamente investito in questi ultimi anni.

    Se è vero che la sfida moderna dell'economia è nello sviluppo della ricerca e della conoscenza, un'azione di questo genere determinerebbe uno svantaggio forse incolmabile rispetto agli altri Paesi industrializzati.

    Certi di un suo interessamento alla questione, Le porgiamo cordialmente i nostri saluti.

    Francesco Filippone ISM-CNR

    Valentina De Santis IIA-CNR

    Francesca Altieri INAF

    Francesca Assennato ISPRA

    Carlo Alberto Brunori INGV

    Patrizia Calandra IBC-CNR

    Valentina Campo ISPRA

    Antonella Cirella INGV

    Teresa Cuccurullo IBC-CNR

    Melania Del Santo INAF

    Chiara Di Pietro IBC-CNR

    Raffaele Di Stefano INGV

    Alessandra Esposito INGV

    Alessandra Fino IIA-CNR

    Andrea Fiorentino ISPRA

    Raffaela Gaddi ISPRA

    Elisbaetta Golini IBC-CNR

    Silvia Mandillo IBC-CNR

    Daniela Marazziti IBC-CNR

    Fulvio Mazzocchi IIA-CNR

    Claudio Numa ISPRA

    Fabio Paglieri ISTC-CNR

    Giuliana Papoff IBC-CNR

    Giovanni Pezzulo ISTC-CNR

    Sabrina Putti IBC-CNR

    Nicoletta Rossi IBC-CNR

    Daniela Scarabimo IBC-CNR

    Luca Tummolini ISTC-CNR

    Michela Zamboni IBC-CNR

    http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H


    (per aderire andare sul link e cliccare su "SOTTOSCRIZIONE" e poi cliccare su "per aderire")

  5. #5
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    Red face

    Non ho capito bene perchè sono stati licenziati.
    Se non hanno fatto niente di male, è una cosa grave.
    Davide Zerillo

  6. #6
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    Una settimana contro l’emerdamento

    Non si fermano le iniziative contro l’emerdamento. Per martedì 14 Cgil Cisl Uil di università e ricerca hanno indetto un presidio alla Funzione Pubblica a Roma, nel pomeriggio, dalle 14.00. Mercoledì 15 gli stessi sindacati convocano tutti a Montecitorio, la mattina dalle 10.00. Giovedì 16 a Torino è prevista la mobilitazione dei precari. Il 15 e 16 saranno giornate di mobilitazione d’ateneo a Bologna.

    Venerdì 17 invece è in programma lo sciopero generale indetto dai sindacati di base (Cobas, RdB/Cub, SdL), in gran parte con rivendicazione del precariato.
    http://precaridellaricerca.wordpress...-lemerdamento/

  7. #7
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    Precari di tutta la Sardegna unitevi

    I precari dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (INN-CNR) di Cagliari si stanno organizzando e vorrebbero coinvolgere gli altri istituti di ricerca della Sardegna, per partecipare (ma non è che l’inizio) simbolicamente allo sciopero del 17 otttobre, mettendo striscioni davanti alle sedi del Cnr sardo e agli atenei.

    I precari dell’ente sono 30, di cui uno solo con contratto a tempo determinato. Gli altri sono co.co.co., dottorandi, assegnisti di ricerca (29 su 30 non rientrano nelle tabelle di Brunetta, per capirci).

    Per aderire o semplicemente per informazioni, potete rivolgervi a: info2 @ serenasanna.it (togliendo gli spazi)
    http://precaridellaricerca.wordpress...degna-unitevi/

  8. #8
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    MOBILITAZIONE DEI PRECARI DELL’INRIM

    Alla luce delle ultime disposizioni in materia di precariato nella Ricerca e nella Pubblica Amministrazione, i precari e i dipendenti dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica esprimono la loro preoccupazione riguardo le scelte politiche che il presente Governo intende attuare.
    Il personale dell’INRIM proclama lo stato di agitazione a causa dei tagli imposti alla pianta organica dell’Istituto.
    La prevista riduzione di personale, e il protrarsi dell’assenza di contratti stabili per i lavoratori precari, impedisce il mantenimento dei servizi erogati.
    Non è possibile quindi offrire garanzie sulla regolare distribuzione del segnale orario, sul mantenimento dei campioni nazionali quali , chilogrammo, unità di temperatura, corrente elettrica.
    Non sarà inoltre garantito il regolare svolgimento delle operazioni di certificazione normalmente fornite.
    Queste scelte, se portate avanti, rischiano di paralizzare completamente gli enti di ricerca, dove, per la gran parte, le attività sono svolte unicamente da personale precario e lavoratori atipici.
    È necessario avviare una riforma che permetta di programmare le attivita di ricerca e il mantenimento dei servizi attraverso un sistema più meritocratico, in grado di riconoscere e premiare, attraverso una maggiore autonomia gestionale, la professionalità di ogni singolo.
    Ci associamo unitamente alla protesta in atto in tutto il Paese”

    Coordinamento Precari INRIM
    http://precaridellaricerca.wordpress...precari-inrim/

  9. #9
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    Presidio 14/10: com’è andata
    15 Ottobre 2008 by precariodellaricerca

    Alle 14 già si comincia a riempire piazza Vidoni, accanto al ministero. Alle 15 sale una delegazione, a parlare col capogabinetto. Ne uscirà - stremata - dopo le cinque del pomeriggio. Intanto proseguono cori e tamburi, con la straordinaria “canzoncina” dei “capitani di ventura” ideata dai precari dell’INGV.
    Ci sono collegamenti diretti con alcuni deputati della camera per capire se il 37bis si discuterà oggi, domani, chissà quando, mai più…
    Ed ecco che arriva la prima notizia, accolta inizialmente come una vittoria, subito smentita: l’emendamento è stato accantonato. In realtà sono stati accantonati gli articoli 37 e 37bis (quelli “incriminati”), per passare alla commissione bilancio e ritornare (subito?) in aula. Ci si sposta così in fila ma non in corteo a Montecitorio.

    Là esce fuori l’ex ministro Damiano e fa una comparsata Marianna Madia. Damiano sostiene che non sa, che è all’attenzione del comitato dei nove. Dopo un po’ si capisce che l’emerdamento andrà in discussione domani mattina (mercoledì), e allora ci si saluta e ci si rivede il giorno dopo.

    Qui trovate tutti gli emendamenti agli articoli del disegno di legge, tra cui quelli al 37, e gli emendamenti all’emerdamento.

    http://www.camera.it/_dati/leg16/lav...coli/frame.htm

    Qui invece un servizio con video sulla manifestazione.

    http://www.agenziami.it/articolo/163...stro+Brunetta/

  10. #10
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    A Firenze i precari sono in presidio permanente

    L’area di ricerca del CNR di Firenze prosegue la mobilitazione iniziata il 3 ottobre scorso, dopo un’assemblea che ha approvato all’unanimità la costituzione di un presidio permanente presso l’area.
    Il 21 ottobre si svolgerà un’iniziativa regionale, con manifestazione.

    Qui si trovano notizie, foto e aggiornamenti

    http://groups.google.com/group/presi...enze/web?hl=it


 

 
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