Il 4 maggio a Cassibile, un bracciante stagionale marocchino ha subito un'aggressione razzista. Nulla di soprendente in un luogo dove i migranti sono sfruttati e senza diritti e devono restare invisibili. Ma c'è chi tenta di rompere l'isolamento.
Era solo questione di tempo. Alla fine è successo quello che tutti temevano. Il 4 maggio a Cassibile, una frazione che è anche diventata luogo di «mercato delle braccia» dove i caporali scelgono i braccianti della giornata da usare soprattutto nei campi di patate, un gruppo di italiani ha aggredito un lavoratore stagionale marocchino. L’uomo, trent’anni, ha subito l’aggressione razzista mentre stava camminando su via Nazionale, la strada principale di Cassibile. Insulti, calci e pugni. Poi altri abitanti di Cassibile, alla fine, hanno dato l’allarme e chiamato il 118, mentre gli aggressori fuggivano. La vittima è stata ricoverata all’ospedale dove la sua situazione non è stata giudicata grave dai medici. E’ stato dimesso ieri. E’ la prima aggressione razzista registrata dall’inizio dell’anno, ma non è certo una novità a Cassibile, dove già nel 2006 era stato incendiato l’accampamento dove molti lavoratori migranti avevano trovato riparo....
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