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di Emiliano Fittipaldi e Gianluca Di Feo
"Era a disposizione dei casalesi". Così un pentito accusa Nicola Cosentino. E' il quinto collaboratore di giustizia a puntare il dito contro il sottosegretario all'economia. Che continua a rimanere al suo posto.
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Questa stessa immagine compare nella copertina dell'Espresso in edicola.
Ci rendiamo conto che in assenza di condanne definitive (a dire il vero, in assenza di condanne di primo grado, anzi, a dire ancora di più il vero, in assenza di un procedimento) IN COPERTINA VI E' LA SCRITTA "LA CAMORRA NEL GOVERNO" ??
Se sarà accertata la verità, e se Cosentino sarà condannato per questi gravissimi reati, andrà sbattuto fuori dalla porta a calci nel sedere, dal governo e dal partito, ma di fronte alle parole di pentiti, peraltro già in passato rivelatesi false, come ci si può permettere di accusare il Governo Italiano di accogliere la camorra, quando lo stesso Governo con le forze di polizia ha condotto OPERAZIONI su vasta scala con DECINE di arresti (si vedano i meriti riconosciuti dallo stesso Napolitano)?
Come al solito qui si usa un giustizialismo giacobino e vendicativo, basato su parole di pentiti, per scatenare la bagarre su un Governo amatissimo dai cittadini, e in prima linea CONTRO LA CAMORRA.




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