
Originariamente Scritto da
Lepanto
A urne ormai chiuse, e a risultati digeriti proviamo con la sincerità e il rigore che ci caratterizzano a fare un’analisi del risultato elettorale. Ma prima di procedere con l’analisi riteniamo giusto fare i nostri più sentiti auguri al Presidente Venom per l’elezione e il grave incarico che ha assunto. Troverà in noi un’opposizione dura ma comunque leale, responsabile e costruttiva. Non possiamo contestualmente non dire grazie al nostro candidato l’on. Gianfranco, soprattutto per la forza e l’impegno profuso nella creazione del Pdl e in questa tornata elettorale. Siamo sicuri che potrà ancora essere una preziosa risorsa per l’area liberaldemocratica e popolare.
Veniamo, ora, al risultato elettorale. Diciamo subito che potevamo fare di più, come Pdl e come coalizione. Riteniamo che il Pdl abbia pagato il prezzo di una immagine “vecchia” e di toni troppo aggressivi. Per certi versi la nostra campagna elettorale ha rispecchiato quella del “vecchio” McCain che si caratterizza per la macina al collo dell’amministrazione Bush e per un’insolita virulenza contro il candidato democratico Barak Obama. Il Pdl polliano sembrava avere più rughe di John McCain e l’acidità di Sarah Palin. Col senno di poi, forse certe posizioni troppo rigide e al limite del rancore personale potevano essere smussate favorendo una convergenza più ampia che avrebbe sicuramente favorito il Pdl e il suo candidato presidente. In secondo luogo crediamo che il Pdl polliano sia ancora in cerca di identità. Se sullo scenario nazionale è la figura di Silvio Berlusconi a tenere unito il Popolo delle Libertà, qui su Pol, mancando un Silvio Berlusconi, diventa assolutamente difficile riprodurre un’esperienza come il Popolo delle Libertà nata su un pradellino per il carisma di un leader. Su Pol si è cercato invece di costruire un partito in maniera democratica e partecipata, tuttavia il problema dell’identità rimane specialmente in un contesto virtuale dove le identità politiche, soprattutto quelle forti, la fanno da padrone. Si tratta allora di caratterizzare politicamente il Pdl perché non diventi un contenitore equivoco fotocopia mal riuscita di un dubbio esperimento nazionale. La questione sull’identità ci aiuterà anche a scegliere alleanze coerenti e omogenee che tendano ad escludere gli estremismi.
Come congressisti rivendichiamo con orgoglio la nostra origine siciliana e la nostra identità democratico cristiana e ci impegniamo a portare in congresso il nostro impegno e il nostro contributo per uno sviluppo sereno e armonico delle istituzioni polliane e dell’intera comunità virtuale. Siamo sicuri che in questo percorso di promozione del gioco e di impegno per quei valori che riteniamo fondamentali troveremo coesione nel nostro gruppo e una sorprendente convergenza con quanti, per motivi diversi, non abbiamo avuto come compagni di strada.
On. Don Rodrigo
On. Lepanto