In un momento così difficile e complesso in cui si trova “del marcio” in ogni luogo, in ogni ambito ed in ogni istituzione, vado contro corrente e affermo a gran voce che dal bilancio della mia esperienza politica esco in attivo.
Ebbene sì, nel mio caso la politica ha fatto del bene.
In un epoca in cui le relazioni avvengo per lo più tramite mezzi massmediaci, in cui l’uso del medium orale è sempre più raro, la Politica consente e insegna ad interagire; ed è un’interazione tradizionale anche un po’ demodè, ma di sicuro di grande pregio e grande valore.
La politica è scuola, forse molto più dell’istituzione tout court dove l’arte di insegnare lascia sempre più spazio alle polemiche e alle “battaglie perse”, che consente di apprendere non solo l’arte di parlare, ma soprattutto il saper ascoltare (cosa che sembra ormai dimentica). Il rispetto: il rispetto dei valori, delle idee, dei ruoli, delle cose tutte; ma in particolar modo la politica prende le distanze da una società individualista ed egocentrica, e punta i riflettori sul prossimo, su colui che ti sta accanto. La politica è non solo passione, dolori, gioie e sofferenza. La politica è condivisione, è sacrificio, è devozioni è soprattutto sentirsi parte di un gruppo in una società in cui le comunità sono viste come “una piaga”.
Io alla politica devo dire grazie perché mi ha permesso di manifestare le mie passioni, mi ha insegnato a combattere per le mie idee, ad avere autostima e credere fermamente. E la politica mi ha dato Francesco, Franz, Gianpaolo, Ivan, Luca, Paolo, Marco e tutti i ragazzi del Circolo. Grazie a loro sono riuscita a guardare avanti, ad essere anche un po’ “futurista”.
E anche quando le dichiarazioni rilasciate dai “Potenti del Partito” ti fanno incavolare, venire dei gran mal di pancia, e voglia di abbandonare tutto, ci sono loro. E allora ti prendi un “malox” e scendi in piazza a lottare per una Bergamo e un’Italia diversa.
Grazie ragazzi.
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