SCUOLA: RIPARTE PROTESTA CONTRO DL GELMINI
ROMA - Nuova settimana stesse contestazioni. La protesta contro le "riforme" del ministro Gelmini non conosce tregua. Anche oggi gli studenti sono scesi in piazza e per i prossimi giorni, in concomitanza con la discussione in Parlamento del contestato decreto 137 (quello che, tra le altre novità, introduce il maestro unico), sono annunciate occupazioni, autogestioni e assemblee permanenti in moltissime scuole, dal Nord al Sud del Paese.
"Il 23 ottobre - promette la Rete degli studenti - occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento". Sulla stessa linea l'Unione degli studenti che al grido "Provate a fermarci" intende bloccare le scuole di tutta Italia e non si fermerà - assicura - "fin quando questo governo non tornerà indietro sulle scelte che mirano a mettere in ginocchio il sistema nazionale d'istruzione".
La rabbia degli studenti è tanta. Stamani una copia del dl Gelmini, è stata bruciata davanti Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove oltre 200 studenti delle superiori hanno dato vita a un sit-in. "E' una risposta spontanea alle dichiarazioni del ministro che ci accusa di non essere informati - ha spiegato Gianmarco del coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia -. Ma il dl parla da solo. E' una risposta anche a De Corato che ha affermato che è inammissibile bloccare la città ogni settimana. Noi se vogliamo possiamo scendere in strada ogni giorno. Ne abbiamo solo da guadagnare perché la scuola pubblica è ormai allo sbando". Contestazioni anche a Napoli: gli alunni del liceo classico Genovesi, dopo aver tentato un'occupazione dell'istituto, hanno indetto, in piazza del Gesù, un'assemblea pubblica.
A Livorno almeno 8 mila studenti hanno partecipato a una manifestazione che ha attraversato le vie del centro, mentre a Prato il preside del liceo classico Cicognini e del liceo psicopedagogico Rodari, Luigi Nespoli, ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e ha inviato un fax al prefetto affinché vengano sgomberati i due istituti dagli studenti che li stanno occupando da stamani. Corteo anche a Pistoia: duemila studenti delle superiori hanno sfilato sventolando cartelli con gli slogan "Noi la crisi non la paghiamo", "Gelmini cambia lavoro", "Occupazione".
E l'offensiva anti-Gelmini non arriva solo da sinistra. Se, infatti, Azione studentesca continua a definire i ragazzi che scendono in piazza una "minoranza organizzata, figlia di una certa logica di sindacato", gli studenti medi, superiori e universitari legati al movimento politico Forza Nuova annunciano la loro partecipazione agli scioperi e alle proteste studentesche in corso in questi giorni.
La contestazione - spiegano in una nota - "non è monopolio di sinistra" e "mai come oggi una battaglia di questo tipo ha bisogno di un'unità che sacrifichi anche le diverse appartenenze e riesca a sintetizzare in un unico edificio i vari mattoni che lo compongono". Un risultato sicuro il ministro Gelmini l'ha ottenuto: è riuscita a compattare avversari storici.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...791085833.html




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