Sgomberato a Roma centro sociale Horus
Alemanno: l'illegalità non può essere tollerata
Trovate molotov, gli occupanti: non ne sappiamo niente, atto di guerra
Oggi corteo di protesta
ROMA (21 ottobre) - Sgomberato stamani dalle forze dell'ordine il centro sociale "Horus occupato" in corso Sempione 21 a Montesacro. Al momento dello sgombero nei locali dell'Horus non c'era nessuno e l'operazione si è svolta senza incidenti. Secondo quanto riferito dagli stessi occupanti, lo sgombero sarebbe avvenuto con un imponente schieramento di polizia, carabinieri e militari dell'esercito.
L'ex Horus Club era occupato da oltre un anno dai centri sociali. Gli agenti della polizia di Stato hanno trovato 7 bottiglie molotov e 17 fumogeni oltre a materiale cartaceo politico. Lo sgombero, secondo quanto si apprende, è stato effettuato su richiesta della procura della Repubblica di Roma, dal dottor Roberto Felice, perché il titolare dell'immobile aveva avviato il procedimento. Il gip, Carlo Santese, ha convalidato la richiesta. Lo sgombero è avvenuto in maniera tranquilla, ha detto un funzionario di polizia. «Dentro al centro sociale non c'era nessuno», ha continuato il poliziotto «ora rimarremo qui in presidio per far decantare la situazione».
«Oggi cominciamo un lungo periodo di sgomberi», ha detto il sindaco Gianni Alemanno parlando dello sgombero dell'Horus. «Dove c'è l'emergenza abitativa - ha assicurato il sindaco - cercheremo di dare delle risposte anche dal punto di vista sociale» e questo perché «non vogliamo fare interventi duri ma dialogare con gli occupanti». «Però - sottolinea il sindaco - non è possibile che Roma sia la capitale dei centri sociali occupati e delle occupazioni perché è un sintomo di illegalità che non può essere tollerato».
«Nel corso delle operazioni sgombero dell'Horus a piazza Sempione la polizia non ha trovato persone, ma 7 molotov e 17 fumogeni» e questo vuol dire che «la preoccupazione della presenza di una violenza politica e di una rete che si muove all'interno dei centri sociali non era infondata», ha detto ancora Alemanno. «Chiedo - ha proseguito - che la questura vada fino in fondo in queste indagini, individui i colpevoli e scopra le varie forme di connessione politica perché la lotta contro la violenza politica avvenga a 360 gradi nei confronti di tutti».
«È un atto di guerra della giunta Alemanno a tutte le reti dei centri sociali di Roma - hanno detto gli occupanti che al momento stazionano davanti al centro sociale in piazza Sempione -. L'Horus partecipava a diversi tavoli, tra cui uno con la prefettura. È stato un atto completamente inaspettato».
Non sappiamo niente delle molotov. Sul materiale ritrovato all'interno del centro sociale di piazza Sempione gli attivisti smentiscono. «Non sappiamo nulla di molotov», ha detto uno di loro «quello di stamattina è un atto di guerra. Il nostro è un centro culturale strappato alla speculazione che con le molotov non c'entra niente».
Un corteo di protesta contro lo sgombero si svolgerà alle 17 con partenza dal centro sociale Astra di via Capraia al Tufello. La manifestazione sfilerà per il quartiere «e speriamo che sia affollatissima per dare una risorsa unitaria contro le politiche di sgombro di Alemanno», ha detto un attivista dell'Horus. Al momento è in corso un presidio e una conferenza stampa di attivisti dei centri sociali e comitati di Lotta per la casa che stigmatizzano l'uso eccessivo delle forze dell'ordine messe in campo per l'operazione. «Pensavamo stessero stanando boss di mafia o di camorra o magari i responsabili delle morti sul lavoro» ha detto un attivista di Horus «invece era per sgomberare un centro sociale strappato alla speculazione finanziaria all'eroina e ai fascisti».
Prc: è simbolo politica municipale. «Lo sgombero dell'Horus insieme alle fontanelle negate ai rom e alle nuove scritte fasciste lasciate nell'indifferenza a Talenti, rappresentano il simbolo della nuova politica municipale: criminalizzazione delle lotte sociali, ghettizzazione e razzismo verso i "diversi", compiacenza ai valori del fascismo». Lo sostiene, in una nota, il gruppo del Prc nel Municipio IV. «Una politica - prosegue la nota - contro la quale chiamiamo associazioni, comitati, forze politiche sinceramente democratiche del territorio a opporsi e costruire insieme un movimento per la riaffermazione dei valori costituzionali, della democrazia e del diritto Con lo sgombero dell'Horus si vuole colpire, oggi in IV municipio domani in altri territori, un movimento generale di auto-organizzazione sociale che da tempo cerca di dare risposte concrete, anche attraverso una maggiore attenzione e sensibilizzazione pubblica, al dramma dei senza casa e dell'assenza di spazi di aggregazione sociale e culturale in quartieri e territori sempre più soggetti alla speculazione e al degrado. Come PRC del IV Municipio siamo a fianco dell'Horus occupato, un bene comune, un bene da difendere. Chiediamo alle istituzioni municipali e comunali di aprire un tavolo di confronto perché esso continui a rimanere uno spazio pubblico, luogo di discussione e di iniziativa aperto al territorio, un posto per gli artisti precari e di produzione e distribuzione di cultura indipendente».
Peciola: «Molotov come alla Diaz?». «Lo sgombero dell'Horus è l'inizio di una guerra che Alemanno ha dichiarato alla parte viva e protagonista della città e agli spazi autogestiti», ha detto Gianluca Peciola, consigliere della Sinistra l'Arcobaleno presente da questa mattina a piazza Sempione. «Il sindaco - prosegue - deve rispondere delle sue decisioni all'intera città e prendersi le responsabilità di questa nuova fase di insicurezza che sta diffondendo colpendo i luoghi di produzione culturale e le esperienze di occupazione e autorecupero». Quanto al ritrovamento di molotov e fumogeni, Peciola aggiunge «Nutro molti dubbi su questa accusa: esperienze passate ci insegnano quanto sia facile inserire all'interno di uno stabile ordigni e attrezzi funzionali a creare clima di insicurezza e giustificare simili aggressioni. Non vorrei che quelle molotov fossero le stesse della scuola Diaz. In ogni caso vorrei dire al sindaco Alemanno che se, come ha dichiarato alle agenzie stampa, è iniziato un lungo periodo di sgomberi, non tarderà ad iniziare neanche il lungo periodo di resistenza».
Rossin: «Censimento degli stabili occupati». «Siamo alla follia pura. Dopo il ritrovamento da parte delle forze dell'ordine di molotov e candelotti fumogeni nel centro sociale dell'ex Horus, siamo costretti a subire dichiarazioni farneticanti da parte degli occupanti che giudicano lo sgombero una dichiarazione di guerra da parte del sindaco»: lo ha detto il capogruppo capitolino del Pdl Dario Rossin. «Mi chiedo ora, dopo le polemiche scatenate nei giorni scorsi su chi istiga all'odio sociale, cosa pensa il centrosinistra di questo gruppo di violenti e intolleranti - ha proseguito Rossin - che hanno la faccia tosta di pretendere di vivere nella più totale illegalità. È più che mai urgente, a questo punto, la necessità di recuperare gli spazi occupati abusivamente dai centri sociali e stabilire quel criterio di legalità delle assegnazioni, unico modo per garantire la giustizia sociale». «Per questo chiedo con forza - ha concluso l'esponente del Pdl - che si proceda a un censimento degli stabili occupati al fine di organizzare una campagna di raccolta dati e di informazione per realizzare un monitoraggio, in tutta la città, sulla diffusione di quella che sembra una metafora moderna dei vecchi espropri proletari».
Il Messaggero





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