145 milioni di debiti. È allarme all'Università
Il buco dell’Università di XXXXXXXX ammonta a 110 milioni, e poi c’è lo scoperto da 35 milioni sul conto corrente. Venerdì, per garantire gli stipendi a tutti i dipendenti almeno fino a dicembre, il cda ha dovuto fare una variazione di bilancio. La crisi dell’Università è stata uno choc per tutta la città. Ma è soprattutto un punto interrogativo sul futuro di uno degli atenei più antichi d’Italia (ha 768 anni) e che, fra le università medie (quelle sotto i 20mila studenti), è risultato al primo posto nella classifica elaborata dal Censis. Anche perché a su XXXXXXXXX, come sulle altre università italiane, si sta abbattendo la riforma targata Tremonti-Gelmini: meno soldi e meno personale.
Il rettore XXX, ordinario di Ecologia (ha guidato numerose spedizioni in Antartide), è rettore (dopo un’elezione vinta al ballottaggio) da un paio d’anni. Ha preso il posto di XXX che si era dimesso dopo che la magistratura lo aveva sospeso dall’incarico per un’inchiesta su un concorso da ricercatore. XXXXi ha governato a XXX per 12 anni lasciando in eredità un debito di più di 30 milioni. Fra il 2004 e il 2005 si erano scordati di pagare i contributi dei dipendenti all’Inpdap. Da qui l’intesa comprensiva di multa e interessi (ravvedimento oneroso) con l’istituto previdenziale. Tutto a posto? No. Nel 2006 e 2007, rettore XXX, l’Università non paga di nuovo l’Inpdap e neppure l’Irap.
Milioni da trovare Il conto a oggi è di 90 milioni da dare all’Inpap e 20 per l’Irap (110 milioni che nel consuntivo 2007 comparivano addirittura come “residui passivi”). A cui poi vanno aggiunti i debiti con le banche e con la Cassa Depositi e Prestiti. Eppure a giugno il bilancio ufficiale era in pareggio. Salvo accorgersi, poi, che la cassa era vuota
Il peso della Gelmini XXXXX infatti deve i conti (al ribasso) anche con le nuove misure del governo Berlusconi. I tagli al fondo di finanziamento ordinario, il blocco quasi totale del turn over (una assunzione ogni 5 che vanno in pensione), la stop alla regolarizzazione già previste dei precari e la possibilità di trasformare le università pubbliche in fondazioni private possono essere misure letali per XXXXXX.
Tratto da articolo più ampio.
Ancora colpa della GELMINI, non ci si deve meravigliare, e poi questi vogliono ancora assumere?
http://www.politicaonline.net/forum/...cement.php?f=2




