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  1. #1
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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  2. #2
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Strane assonanze col G8 Genovese
    Fonte Gemusblog/Conservatori

    Ve lo dice uno che vive a Genova.
    Nelle intenzioni della sinistra c'è la ripetizione dell'inganno perpetrato durante il G8 del 2001 svoltosi a Genova. Del quale, come ben si sa, si parla ancora.
    Giorni prima del G8 erano arrivati in città alcuni registi famosi tipo Tognazzi, tanto per fare un nome, per riprendere le immagini della "violenza" che ci "sarebbe stata" da parte della polizia sotto il governo Berlusconi.
    Puntualmente i filmati dei registi di sinistra, arrivati, come detto, giorni prima a Genova, hanno mostrato "la violenza".
    Si può dire che fu casuale la presenza di quei registi, e che si trovarono, fortunata combinazione (dal punto di vista di un documentarista), lì per caso, perchè non avevano qualche film più importante da girare e si sono trovati "il caso" in mano?
    Non credo.
    In quei giorni a Genova c'erano Bertinotti, Casarin, Agnoletto, che si facevano il giro di tutte le televisioni nazionali e locali e parlavano, come se niente fosse di casi di "Desaparecidos", usando con la consueta, sinistra, naturalezza, quella parola, in quella lingua.
    Ebbene, il G8 di Genova fu programmato fotogramma per fotogramma, intervista per intervista, parola per parola, dalla sinistra che infiammava gli animi e li ha tenuti infiammati fino agli ultimi fuochi fatui dei nostri giorni, quando i processi alle forze dell'ordine forse stanno per avviarsi alla conclusione.
    I processi al governo di allora però non sono mai finiti e oggi trovano una liason con la manifestazione indetta dal Pd per il 25 Ottobre.
    Ricordo ancora il momento in cui iniziò la rappresentazione della violenza. Si stava assistendo ad una grande manifestazione sponsorizzata dai soliti geni, del tipo della Hack, Eco, Moretti e compagnia cantando - gli specialisti della tensione, insomma - ma non era ancora successo niente..
    Gli speciali dei Tg andavano in onda con ore e ore di diretta, ma niente ancora..
    Mia moglie per l'occasione era andata qualche giorno da sua madre in Piemonte, io ero a casa a guardare i Tg.. Stavo guardando il Tg3, la cronista era la Giovanna Botteri, un nome una garanzia..
    Mentre la telecamera inquadra un lungo ed affollato corteo di manifestanti in zona Foce, ancora senza nessun tafferuglio, improvvisamente da una precisa zona del corteo, milioni di telespettatori di tutta Italia vedono una carica da parte di una sostanziosa sezione del corteo verso le forze dell'ordine. Tutti l'abbiamo visto con i nostri occhi. Anche la Botteri si lascia sfuggire che la carica è partita dai manifestanti (in quella sezione non c'era nessuno vestito di "black", erano tutti dei loro). Ma alla reazione di difesa delle forze dell'ordine, la Botteri, senza scomporsi taglia mentalmente quello che aveva appena detto - che era partita una carica dal corteo dei manifestanti - e, con voce convincentemente meravigliata e drammatica, esclama: "Sono stati i poliziotti a caricare senza che dai manifestanti fosse partita nessuna provocazione, come mai... ma perchè.. tutto stava andando bene, senza disordini e la polizia ha attaccato immotivatamente... è inspiegabile!..."
    Parola più parola meno, vado a memoria.
    E lì combinazione passavano Tognazzi ed altri registi, per caso.. perchè combinazione avevano deciso di passare da quel di Genova..
    Pensa un po', i casi della vita.

    Oggi sentiamo Veltroni usare parole come "aparteid" nelle scuole, nei confronti dei bambini "in base al colore della pelle" invece di usare le parole più giuste che sono quelle proposte dalla Lega: un anno in classi create apposta per fare apprendere la lingua del Paese che li ospita ai bambini che vengono dall'estero in base al grado individuale di conoscenza della lingua italiana e non al colore della pelle.
    Ma lui dice che è il capo del governo che soffia sul fuoco".
    Walter, stai preparando una bella manifestazione, credi a me..
    Non dimenticarti di fare tornare dall'America la corrispondente dagli USA Giovanna Botteri, che il 25 Ottobre potrebbe esserti più utile in Italia, piuttosto che in America. Osama e MacCain possono aspettare, e poi un altro bel film confezionato dalla sinistra val bene una trasferta in Italia della brava cronista.
    Veltroni, vergognati di infiammare gli animi di giovani imberbi e fomentare disordini e sperare in un qualche altro ragazzo morto - come quell'altro che aveva tentato di uccidere il carabiniere e c'è rimasto secco - anche se a parole sei bravo a smarcarti da queste accuse e a parlare di "gioiose macchine da guerra" (da una frase pronunciata da Occhetto tanti anni fa, ma siete tutti uguali).
    Tutto questo per cercare di marcare qualche punto a tuo favore, nella battaglia che hai perso da sempre col leader del centro-destra.
    Infatti lui, anche dopo quel G8 che avete costruito ad arte e nel quale vi siete sbizzarriti come avete voluto, è ancora capo del governo. Tu sei solo il capo delle "ombre". A cominciare dalla tua.
    Vergognati.
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  3. #3
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Calma e sangue freddo : i kompagni vogliono il morto
    Fonte Camelot

    Secondo me deve esserci un virus, in circolazione. Ho questa sensazione.

    Un virus che provoca impazzimento, rincoglionimento. E che ottunde a tal punto la mente, da far perdere senno, logica ed equilibrio.

    Premessa: ci sono giovanotti che in queste ore - e in tutta Italia - stanno okkupando, come noto, scuole e università. Per protestare contro una riforma - quella della Gelmini - di cui ignorano tutto o quasi. Sai che novità!

    Dall’altra parte, cosa c’è?

    C’è un piccolo esercito di fallocefali, capitanati da Vittorio Feltri, che in questi giorni chiede una cosa sola, ed in modo risoluto: sia impedito ai bamboccioni che protestano e che organizzano picchetti, di bloccare il normale svolgimento delle lezioni, nelle scuole quanto nelle università. Come? Semplice: con l’intervento delle Forze dell’Ordine.

    L’esercito che chiede il pugno di ferro, giova sottolineare, è quasi per intero costituito da ex socialisti (come Feltri).

    Si dirà: embè?

    Embè gli ex socialisti, con i “compagni” - vecchi e nuovi - hanno da sempre un pessimo rapporto. La “casa madre” è la sinistra, ma gli uni rimproverano agli altri (e viceversa) di aver tradito le ragioni autentiche della “causa”.

    Insomma: tra loro è sempre una sfida a chi l’abbia più lungo.

    Beninteso: non ha solo radici politiche, l’ostilità che da lustri contrappone le due fazioni. Spesse volte essa muove da ragioni ben meno nobili: i “compagni”, nel passato, hanno avuto vita facile, una buona carriera, ottime referenze, raccomandazioni, lustro e danaro.

    E soprattutto: la patente di giusti.

    All’opposto, i socialisti - che pur di sinistra son sempre stati - questo genere di “agevolazioni” non le hanno avute, o non come i primi. Inoltre, giusti mai sono apparsi.

    Dunque i riformisti mostrano livore, nei confronti dei comunisti. Mal li digeriscono: quelli di 40 anni fa, come quelli di oggi.

    Si dirà: ma che cacchio c’entra il rapporto tra socialisti e proto comunisti, con quanto in questi giorni sta verificandosi in scuole e università?

    C’entra eccome, cari miei. C’entra perché a muovere certe esternazioni (politiche e giornalistiche), non pare essere la ragione, l’equilibrio e il senno: ma l’odio. Politico. Lo stesso che si è venuto a sedimentare negli anni, e a fortificare soprattutto dopo la stagione di Mani Pulite (che dei socialisti ha fatto tabula rasa).

    C’entra, poi, perché in queste ore - nelle fila della maggioranza e del governo - sono soprattutto (guarda caso!) gli ex socialisti, a chiedere l’uso delle maniere forti, contro gli okkupanti (spalleggiati da sinistra estrema, Cgil ed ex Pci)!

    Ora, al di là delle motivazioni che spingono gli ex socialisti a mostrare i muscoli, e a chiedere maggiore fermezza contro gli okkupanti, c’è un dettaglio - affatto trascurabile - che, però, pare sfugga a tutti, agli ex socialisti in primis: in Parlamento, i comunisti non siedono più. E buona parte di quelli che okkupa, comunista è.

    Privi di qualunque “tribuna politica” istituzionale, i compagni provano a parlare e a far politica, dove mai hanno perso seguito e potere: nelle scuole e nelle università!

    Possibile che nessuno capisca, che è meglio facciano qualche okkupazione, piuttosto che finiscano ai margini di ogni consesso politico-istituzionale; dove, impossibilitati ad ogni movimento alla luce del sole, finirebbero inevitabilmente - qualcuno ne dubita? - per esprimersi non con le parole, ma con argomenti perentori, sputati da qualche P38?

    Possibile che nessuno capisca, che nella vita - e nella politica - non si possa far altro che scegliere il “male minore”; e optare per il “male minore”, in questo istante, vuol dire far di tutto per evitare che la situazione degeneri?

    Possibile che nessuno capisca, che lorsignori komunisti (mai democratici, nemmeno per errore), in questo istante null’altro anelano, se non che ci scappi un morto (come già avvenne al G8 di Genova, non a caso ieri evocato a Matrix, dalla giovane leader di Sinistra Critica)?

    Possibile che nessuno capisca, che ciò che i kompagni ardentemente sognano, in questo momento, è che un governo ogni giorno (da loro) definito fascista, dia l’ordine alla Polizia e ai Carabinieri di “reprimere” le proteste; così che loro possano gridare al mondo intero: “Vedete, son fascisti. Non tollerano manifestazioni di dissenso”?

    Possibile siate tutti diventati coglioni?

    Allora, si moderi il linguaggio. Si eviti di parlare di impiego delle Forze dell’Ordine, per bloccare le okkupazioni (che sono illegali, certo, ma che sempre sono state “tollerate”, da 40 anni a questa parte).

    Quattro giovanotti che okkupano, non sono un problema. Soprattutto visto che sono privi di argomenti, e che ignorano finanche cosa preveda la riforma Gelmini.

    Ciò che è un problema, e che preokkupa, è l’atteggiamento sconsiderato, irragionevole e massimalista di chi, con la scusa di voler far rispettare le regole, vuole saldare - avvalendosi dello stato - alcuni conti in sospeso. A sinistra.

    Ma sono cazzi vostri, lo stato non c’entra.
    Equilibrio e ragionevolezza, per favore.
    Che i problemi sono già tanti.
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  4. #4
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Lo spirito dell'agnello
    Fonte Falcodestro

    Da diverse settimane ormai cerco di capire la natura di questa campagna elettorale da parte del partito repubblicano americano e sinceramente i pensieri che mi assalgono sono molto cupi: non è la prima volta,come anche altri commentatori pure qui sul Falco han scritto,che il GOP si trova a sostenere un candidato RINO,o almeno così viene considerato da molti John McCain.

    Eppure,non riesco a ricordare un atteggiamento altrettanto autolesionistico. si è detto che questa campgan dovrebbe ricordare quella del 1996. Non sono d’accordo perchè lo scenario di allora presentava alcune sostanziali differenze: anzitutto alla Casa Bianca sedeva un democratico,che anche se non come Obama,godeva dell’appoggio dei grandi media e di hollywood ; poi,gli USA attraversavano una fase di euforia economica; infine,allora vi era un candidato ideale.

    Oggi invece,il GOP sembra spuntato: in altri tempi,la faccenda dei votanti morti tesserai per i dems sarebbe stata aggredita e sostenuta come prova dell’impossibilità di consegnare gli USA al partito dell’asinello. Oggi,invece la cosa è misteriosamente passata sotto silenzio e sembra che il solo problema del ticket repubblicano siano le gonne ed il trucco&parrucco di Sarah Palin,come se dall’altra parte andassero in giro scalzi,con un sacco di juta ed una corda di canapa addosso.

    Ho sentito e letto anche di un fantomatico paino per cui si vorrebbe lasciare la patata bollente della crisi economica all’inesperto Obama perchè così si brucia: a parte che sarebbe un atto antiamericano di portata storica e totalmente alieno alla tradiozne del partito del presidente Lincoln,ma io un partito che lavorsa per perdere non l’ho mai visto.

    E quindi,cosa sta succedendo in casa GOP? che i vertici del aprtito non s’aspettassero la vittoria di McCain alle primarie s’è capito,ma il partito repubblicano s’è sempre adeguato alla volontà del popolo ed a sempre sostenuto il candidato,chiunque esso fosse. Oggi invece vediamo un fuggi fuggi generale,un non chiaro voler prendere le distanze da una candidatura che si dà per finita.

    Signori,la corsa alla presidenza si può anche perdere (noi speriamo ovviamente di no),ma qui si stanno creando le basi per una disfatta,tanto più grave non perchè dall’altra parte vi sia una figura di così grande carisma e capacità da annicchilire l’avversario,ma proprio perchè la fossa i repubblicani se la stanno scavando da soli.

    Tutto questo mi ha indotto ad un pensiero solo,terribile e sconsolante. Che il GOP non sappia come reagire alla crisi economica in atto: sembra che molti,troppi repubblicani abbiano dimenticato la tradizione liberale ed antistatalista del partito,quella tradizione che ha costituito per decenni l’essenza del sogno americano. signori,non siamo alla fine di un era,ma solo ci si deve rendere conto che il sistema finanziario di Wall Street aveva intrapreso una strada folle perchè slegata del tutto dall’economia reale: il popolo americano chiede solo che chi ha fatto ciò venga punito,com’è stato punito,tanto per non tornare troppo indietro, l’amministratore delegato della Enron e quello del Mci. Occorre che la finanza torni ad essere lo specchio di un’economia reale basata su industria,agricoltura,allevamento,terziario più o meno avanzato. occorre che le banche tornino ad avere un’etica del lavoro e del mercato,per cui si finanzia chi ha un progetto solido e ben strutturato e ci si ricordi che il credito è un mezzo per sostenere la voglia d’intraprendere degli americani e non un cappio con cui strozzare la gente.

    John McCain forse non avrà il carisma e la preparazione in tema economica tale da convincere con le sue sole forze la maggioranza del popolo: ma come successe 28 anni fa,la soluzione poteva essere nel ben affiancarlo: invece lo si è lanciato come agnello sacrificale in uno scontro che si è dato per perso in partenza.

    Io credo che ci sia ancora un piccolo margine per tentare ed i sondaggi e le interviste fatte agli americani dimostrano che la rockstar democratica non può ancora dirsi presidente; ma se le cose dovessero andar come i mainstrammedia sognano,allora si dovrà aprire una stagione di riflessione severa all’interno del partito. E forse Colin Powell, tra le brutture del suo tradimento,una cosa giusta l’ha detta: servirà anche in cambio generazionale.

    Si dovrà dare spazio a coloro che,ventenni,hanno vissuto l’epopea reaganiana e si ricordano ancora cosa significa credere e combattere per un sogno chiamato Stati Uniti d’america.
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