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    Predefinito Intervista al ministro Brunetta

    Ministro Renato Brunetta, assenteismo quasi dimezzato rispetto all’anno scorso. E fin qui lo sapevamo. Però ci sono casi con diminuzioni delle assenze del 97 per cento. Verrebbe da pensare a un errore tipografico...
    «Tutti dati che si prestano a una doppia lettura. In alcuni casi c’è stata una maggiore reattività oppure è il segno che prima c’era un lassismo superiore alla media. Comunque se rispondono così vuole dire che non sono perduti; c’è da sperare».

    Qualcuno quest’estate ha contestato i suoi dati...
    «Adesso non li critica più nessuno. All’inizio un paio di professorini e qualche sindacato si sono arrampicati sugli specchi, poi con questi dati di settembre che riguardano 2,5 milioni di dipendenti pubblici non ho più sentito nessun lamento. Probabilmente hanno rinunciato».

    Riporto un’altra obiezione che le è stata fatta: un conto è portare in ufficio un dipendente, altra cosa è farlo lavorare...
    «Ho sentito. Critiche snob, radical chic. Povera Italia. Io intanto vado avanti: li porto in ufficio e poi li faccio anche lavorare».

    Certe pratiche non sono state abolite. «Il Giornale» ha riportato il classico caso degli insegnanti che accettano supplenze e poi si mettono in maternità...
    «Inefficenze e connivenze non sono mai mancate. Ho letto anche degli sprechi enormi in telefonate e telegrammi per trovare i sostituti. Intendiamoci, il mercato delle supplenze c’è sempre stato, ma con queste norme e con il calo delle assenze anche questo fenomeno è destinato a ridursi ai minimi termini».

    Torniamo a gli impiegati che ha riportato in ufficio. Come li farà lavorare?
    «Come sempre, con il bastone e la carota. Se non lavoreranno ci saranno gli strumenti per licenziarli».

    Entriamo nel dettaglio...
    «Con la riforma ci saranno standard di efficienza uguali per tutti. E gli uffici saranno obbligati a comunicare e rendere trasparente la propria attività.
    I cittadini sapranno tutto quello che accade negli uffici e potranno agire di conseguenza».

    In che modo?
    «Potranno reagire in modo pesante, con un sistema di difensori civici che sto mettendo in piedi in questi giorni, e poi, in un modo più soft e forse più penetrante. Per ogni transazione con la pubblica amministrazione si potrà esprimere un giudizio immediato con un sistema intuitivo, che è quello degli emoticon».

    Le faccette sorridenti o corrucciate che impazzano su internet?
    «Sì. Se in un ufficio prevalgono quelli negativi significa che qualcosa non va. Potremo fare una mappa della soddisfazione dei cittadini. È un deterrente straordinario».

    Ha accennato ai difensori civici. Cosa faranno?
    «Un sistema di reazione giudiziale nei confronti della pubblica amministrazione. Figure come i classici difensori civici, solo che i reclami potranno finire in tribunale. Oltre agli emoticon i cittadini potranno agire con un’azione più pesante che dovrà portare al ripristino del servizio o alla rimozione del dirigente».

    Insomma potremo licenziare i responsabili delle inefficienze?
    «Io voglio dare voce oltre che al cittadino elettore, che parla ogni cinque anni, anche a quello consumatore. A me preme la gente comune.
    Non voglio fare risparmi, ma dare servizi. È un insulto alla nostra intelligenza che il Paese della Ferrari e della Brembo non debba avere la migliore amministrazione del mondo».

    Cinque mesi di governo, è l’ora di fare bilanci. Chi l’ha delusa?
    «Mi dispiace che in tutta questa vicenda il sindacato si sia limitato ad assistere, indifferente, indispettito, corrucciato, spiazzato, inutile».

    Magari aspettano solo con il via al contratto dei pubblici...
    «Io lo spero perché se avessi dalla mia parte il sindacato farei veramente la rivoluzione. La faccio lo stesso, ma con un sindacato sarebbe meglio. Per il contratto ho sei miliardi. A dicembre parte l’indennità contrattuale che il sindacato non aveva chiesto, poi il 90% dell’inflazione programmata».

    Cose che ai sindacati sembrano provocazioni...
    «Un bel paradosso. Io invece penso sia una follia, con questi chiari di luna, il potere di acquisto sotto attacco e i consumi a picco, avere sei miliardi da dare a 3,5 milioni di dipendenti pubblici e tenerli in cassa».

    Ha visto l’imitazione che le ha fatto Crozza? Come le è sembrata?
    «Mah. Ognuno faccia il suo mestiere, io faccio il mio».

    Le cito tre casi in cui la sua popolarità è sembrata intaccata: la legge sui disabili, enti lirici e l’ufficio nella prefettura di Venezia.
    «La 104 sui permessi di assistenza ai disabili da parte dei pubblici dipendenti è una grande legge, ma si è prestata a una miriade di abusi. Non è possibile che in alcuni casi il ricorso alla normativa al Sud sia il doppio che al Nord.
    Io voglio fare chiarezza e controlli. Il mio sogno e che si diano tutti i risparmi ai disabili. Per questo ho ricevuto insulti della sinistra.
    C’è da chiedersi se non si siano schierati dalla parte dei furbi».

    Non è la prima volta che lei parla di regole e l’accusano di voler scardinare diritti. Un caso?
    «Una parte del paese è intrinsecamente lassista e opportunista».

    Perché attacca gli enti lirici?
    «Stesso discorso. Tutti sanno che sono dei baracconi clientelari. Sperperi, bassa qualità e bassissima produzione artistica. Il tutto nascosto dietro la foglia di fico della cultura».

    Rimane la prefettura. Si è riservato un ufficio sul Canal grande?
    «È vero o no che le prefetture sono le sedi distaccate del governo? Se un ministro deve ricevere un sindaco lo fa a casa sua, cioè alla prefettura. Quando il Consiglio dei ministri si riunisce a Napoli lo fa in prefettura. Ma forse qualcuno preferisce la prassi di affittare uffici costosi. Chi mi ha criticato è un ignorante, non conosce la legge».

    Cosa pensa di eventuali incentivi per auto ed elettrodomestici?
    «Io non amo le rottamazioni, preferisco che le imprese abbiano gli strumenti per fare il loro gioco.
    Se rottamano le auto perché non i pullover, gli occhiali o i tappeti?
    Il ruolo del governo è fare le regole».

    Toni simili a quelli di Sacconi. Non è un paradosso che gli ex socialisti siano i più pro mercato?
    «Il mercato è dalla parte dei deboli se è trasparente. Questo a me sembra un governo di centrosinistra, tanto che raccoglie consensi oltre la sua area. Berlusconi si è sincronizzato con il Paese e noi dietro di lui».

    Però il Pd scenderà in piazza contro questo governo. Ce la faranno a riempire il Circo Massimo?
    «Quella è una piazza già vuota. Non ci sono né idee né proposte».

    A. Signorini www.ilgiornale.it 22 10 08

    saluti

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Ministro Renato Brunetta, assenteismo quasi dimezzato rispetto all’anno scorso. E fin qui lo sapevamo. Però ci sono casi con diminuzioni delle assenze del 97 per cento. Verrebbe da pensare a un errore tipografico...
    «Tutti dati che si prestano a una doppia lettura. In alcuni casi c’è stata una maggiore reattività oppure è il segno che prima c’era un lassismo superiore alla media. Comunque se rispondono così vuole dire che non sono perduti; c’è da sperare».

    Qualcuno quest’estate ha contestato i suoi dati...
    «Adesso non li critica più nessuno. All’inizio un paio di professorini e qualche sindacato si sono arrampicati sugli specchi, poi con questi dati di settembre che riguardano 2,5 milioni di dipendenti pubblici non ho più sentito nessun lamento. Probabilmente hanno rinunciato».

    Riporto un’altra obiezione che le è stata fatta: un conto è portare in ufficio un dipendente, altra cosa è farlo lavorare...
    «Ho sentito. Critiche snob, radical chic. Povera Italia. Io intanto vado avanti: li porto in ufficio e poi li faccio anche lavorare».

    Certe pratiche non sono state abolite. «Il Giornale» ha riportato il classico caso degli insegnanti che accettano supplenze e poi si mettono in maternità...
    «Inefficenze e connivenze non sono mai mancate. Ho letto anche degli sprechi enormi in telefonate e telegrammi per trovare i sostituti. Intendiamoci, il mercato delle supplenze c’è sempre stato, ma con queste norme e con il calo delle assenze anche questo fenomeno è destinato a ridursi ai minimi termini».

    Torniamo a gli impiegati che ha riportato in ufficio. Come li farà lavorare?
    «Come sempre, con il bastone e la carota. Se non lavoreranno ci saranno gli strumenti per licenziarli».

    Entriamo nel dettaglio...
    «Con la riforma ci saranno standard di efficienza uguali per tutti. E gli uffici saranno obbligati a comunicare e rendere trasparente la propria attività.
    I cittadini sapranno tutto quello che accade negli uffici e potranno agire di conseguenza».

    In che modo?
    «Potranno reagire in modo pesante, con un sistema di difensori civici che sto mettendo in piedi in questi giorni, e poi, in un modo più soft e forse più penetrante. Per ogni transazione con la pubblica amministrazione si potrà esprimere un giudizio immediato con un sistema intuitivo, che è quello degli emoticon».

    Le faccette sorridenti o corrucciate che impazzano su internet?
    «Sì. Se in un ufficio prevalgono quelli negativi significa che qualcosa non va. Potremo fare una mappa della soddisfazione dei cittadini. È un deterrente straordinario».

    Ha accennato ai difensori civici. Cosa faranno?
    «Un sistema di reazione giudiziale nei confronti della pubblica amministrazione. Figure come i classici difensori civici, solo che i reclami potranno finire in tribunale. Oltre agli emoticon i cittadini potranno agire con un’azione più pesante che dovrà portare al ripristino del servizio o alla rimozione del dirigente».

    Insomma potremo licenziare i responsabili delle inefficienze?
    «Io voglio dare voce oltre che al cittadino elettore, che parla ogni cinque anni, anche a quello consumatore. A me preme la gente comune.
    Non voglio fare risparmi, ma dare servizi. È un insulto alla nostra intelligenza che il Paese della Ferrari e della Brembo non debba avere la migliore amministrazione del mondo».

    Cinque mesi di governo, è l’ora di fare bilanci. Chi l’ha delusa?
    «Mi dispiace che in tutta questa vicenda il sindacato si sia limitato ad assistere, indifferente, indispettito, corrucciato, spiazzato, inutile».

    Magari aspettano solo con il via al contratto dei pubblici...
    «Io lo spero perché se avessi dalla mia parte il sindacato farei veramente la rivoluzione. La faccio lo stesso, ma con un sindacato sarebbe meglio. Per il contratto ho sei miliardi. A dicembre parte l’indennità contrattuale che il sindacato non aveva chiesto, poi il 90% dell’inflazione programmata».

    Cose che ai sindacati sembrano provocazioni...
    «Un bel paradosso. Io invece penso sia una follia, con questi chiari di luna, il potere di acquisto sotto attacco e i consumi a picco, avere sei miliardi da dare a 3,5 milioni di dipendenti pubblici e tenerli in cassa».

    Ha visto l’imitazione che le ha fatto Crozza? Come le è sembrata?
    «Mah. Ognuno faccia il suo mestiere, io faccio il mio».

    Le cito tre casi in cui la sua popolarità è sembrata intaccata: la legge sui disabili, enti lirici e l’ufficio nella prefettura di Venezia.
    «La 104 sui permessi di assistenza ai disabili da parte dei pubblici dipendenti è una grande legge, ma si è prestata a una miriade di abusi. Non è possibile che in alcuni casi il ricorso alla normativa al Sud sia il doppio che al Nord.
    Io voglio fare chiarezza e controlli. Il mio sogno e che si diano tutti i risparmi ai disabili. Per questo ho ricevuto insulti della sinistra.
    C’è da chiedersi se non si siano schierati dalla parte dei furbi».

    Non è la prima volta che lei parla di regole e l’accusano di voler scardinare diritti. Un caso?
    «Una parte del paese è intrinsecamente lassista e opportunista».

    Perché attacca gli enti lirici?
    «Stesso discorso. Tutti sanno che sono dei baracconi clientelari. Sperperi, bassa qualità e bassissima produzione artistica. Il tutto nascosto dietro la foglia di fico della cultura».

    Rimane la prefettura. Si è riservato un ufficio sul Canal grande?
    «È vero o no che le prefetture sono le sedi distaccate del governo? Se un ministro deve ricevere un sindaco lo fa a casa sua, cioè alla prefettura. Quando il Consiglio dei ministri si riunisce a Napoli lo fa in prefettura. Ma forse qualcuno preferisce la prassi di affittare uffici costosi. Chi mi ha criticato è un ignorante, non conosce la legge».

    Cosa pensa di eventuali incentivi per auto ed elettrodomestici?
    «Io non amo le rottamazioni, preferisco che le imprese abbiano gli strumenti per fare il loro gioco.
    Se rottamano le auto perché non i pullover, gli occhiali o i tappeti?
    Il ruolo del governo è fare le regole».

    Toni simili a quelli di Sacconi. Non è un paradosso che gli ex socialisti siano i più pro mercato?
    «Il mercato è dalla parte dei deboli se è trasparente. Questo a me sembra un governo di centrosinistra, tanto che raccoglie consensi oltre la sua area. Berlusconi si è sincronizzato con il Paese e noi dietro di lui».

    Però il Pd scenderà in piazza contro questo governo. Ce la faranno a riempire il Circo Massimo?
    «Quella è una piazza già vuota. Non ci sono né idee né proposte».

    A. Signorini www.ilgiornale.it 22 10 08

    saluti
    ------------------------------
    "Brunetta? E' un energumeno tascabile".
    Con questa elegante e intelligente frase Massimo D'Alema ha parlato ieri dl ministro Brunetta.
    E, naturalmente, Brunetta risponde:"Quelle del deputato D'Alema sono solo volgarità razziste, evidentemente la mancanza di potere gli ha fatto perdere la testa".
    Che il ministro, accennando alla mancanza di "potere", alludesse all'"impotenza"?

    salti

  3. #3
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    brunetta è uno spettacolo

  4. #4
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    l'altra sera a matrix è stato un fenomeno
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  5. #5
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    I dati gli danno ragione , il resto sono solo chiacchere.
    Bravo Brunetta.

  6. #6
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    grande brunetta !!

  7. #7
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    Finchè non parla a sproposito di ricerca lascio a voi i commenti. Per ora quello che va in giro a dire riguardo al mondo della ricerca ed al suo precariato sono delle baggianate totali. Staremo a vedere se le insulsità diverranno attacchi alle persone o se resteranno enunciazioni populiste.

  8. #8
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    Ha detto la verità, lui è un socialista, questo E' un governo di centrosinistra, piuttosto lontanto dalla destra liberale, lontano della cultura della destra moderna europea, sospesa fra socialismo postfascista e socialismo neocraxiano.
    Solo un socialista di radici craxiane, comunque, può pensare di "fare lavorare" un dipendente di un ente inutile (ad esempio Provincia, comunità montana, una certa parte degli uffici dello Stato Centrale), perchè il lavoro in quegli enti è in parte grandissima, di per sè un lavoro INUTILE o DANNOSO. Alcuni servizi devono essere controllati dal pubblico e gestiti dal privato, o gestiti da enti snelli ed efficaci, non da carrozzoni con dipendenti distribuiti a casaccio secondo logiche clientelari......di craxianissima memoria.
    Solo un socialista di origini craxiane può pensare che se un infermiere entra in sala operatoria da malato, perchè non vuole rinunciare ai 20 euro al giorno di penalizzazione (per malattia VERA) brunettista, questo sia nell'interesse del paziente e del contribuente. Altrove ho postato un documento che dimostra che negli altri paesi d'europa, ove comunque ci si pone il problema dell'assentesimo, nel pubblico e nel privato, i problemi che espongo qui sono presi in massima considerazione. In quei paesi eiste una sinistra socialdemocratica e una destra moderna liberale, un sindacato non legato a doppio filo a certi politicantismi, e un imprenditoria che vede nel lavoro una risorsa da ben gestire, con oculatezza e intelligenza.
    Su diverse cose però Brunetta ha perfettamente ragione: sui carrozzoni come, tra tanti altri, molti dei quali non cita, anche gli enti lirici, sugli abusi di diritti sacrosanti in certe parti del paese (soprattutto), sulla furbocrazia.
    Circa il "bollino blu" dato dall'utente sono ormai svariati servizi pubblici, di capitale pubblico e privato, che si basano sulle norme di Qualità Aziendale ISO e che, puntualmente, usano come indicatore di notevole importanza la "soddisfazione del cliente" ossia dell'utente. E' probabile che il signor ministro non ne sia neppure al corrente, sono cose che non si vengono a sapere parlando con la burocrazia romana e frequentando i salotti radicalchic.
    In ogni caso vediamo questa seconda tappa delle misure, e attendiamo i correttivi alla prima tappa (molti ministeri li hanno già adottati con interpretazioni intelligenti di norme stupide, come si evince dal medesimo forum del ministero della funzione pubblica). Grazie a Dio c'è qualche burocrate romano che lavora ancora con efficienza ed efficacia. Mi auguro che il ministro ne approfitti di queste intelligenze per utilizzarle al meglio, nell'interesse pubblico e del contribuente.

    Saluti liberali

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Ha detto la verità, lui è un socialista, questo E' un governo di centrosinistra, piuttosto lontanto dalla destra liberale, lontano della cultura della destra moderna europea, sospesa fra socialismo postfascista e socialismo neocraxiano.
    Solo un socialista di radici craxiane, comunque, può pensare di "fare lavorare" un dipendente di un ente inutile (ad esempio Provincia, comunità montana, una certa parte degli uffici dello Stato Centrale), perchè il lavoro in quegli enti è in parte grandissima, di per sè un lavoro INUTILE o DANNOSO. Alcuni servizi devono essere controllati dal pubblico e gestiti dal privato, o gestiti da enti snelli ed efficaci, non da carrozzoni con dipendenti distribuiti a casaccio secondo logiche clientelari......di craxianissima memoria.
    Solo un socialista di origini craxiane può pensare che se un infermiere entra in sala operatoria da malato, perchè non vuole rinunciare ai 20 euro al giorno di penalizzazione (per malattia VERA) brunettista, questo sia nell'interesse del paziente e del contribuente. Altrove ho postato un documento che dimostra che negli altri paesi d'europa, ove comunque ci si pone il problema dell'assentesimo, nel pubblico e nel privato, i problemi che espongo qui sono presi in massima considerazione. In quei paesi eiste una sinistra socialdemocratica e una destra moderna liberale, un sindacato non legato a doppio filo a certi politicantismi, e un imprenditoria che vede nel lavoro una risorsa da ben gestire, con oculatezza e intelligenza.
    Su diverse cose però Brunetta ha perfettamente ragione: sui carrozzoni come, tra tanti altri, molti dei quali non cita, anche gli enti lirici, sugli abusi di diritti sacrosanti in certe parti del paese (soprattutto), sulla furbocrazia.
    Circa il "bollino blu" dato dall'utente sono ormai svariati servizi pubblici, di capitale pubblico e privato, che si basano sulle norme di Qualità Aziendale ISO e che, puntualmente, usano come indicatore di notevole importanza la "soddisfazione del cliente" ossia dell'utente. E' probabile che il signor ministro non ne sia neppure al corrente, sono cose che non si vengono a sapere parlando con la burocrazia romana e frequentando i salotti radicalchic.
    In ogni caso vediamo questa seconda tappa delle misure, e attendiamo i correttivi alla prima tappa (molti ministeri li hanno già adottati con interpretazioni intelligenti di norme stupide, come si evince dal medesimo forum del ministero della funzione pubblica). Grazie a Dio c'è qualche burocrate romano che lavora ancora con efficienza ed efficacia. Mi auguro che il ministro ne approfitti di queste intelligenze per utilizzarle al meglio, nell'interesse pubblico e del contribuente.

    Saluti liberali
    -----------------------------
    Sai bene che Berlusconi, in campagna elettorale, ha promesso che eliminerà il maggior numero possibile di enti inutili.
    Tra questi c'è anche quello della Provincia.
    Calma, dunque.
    E lascia perdere i "burocrati romani che lavorano ancora con efficacia".
    Piuttosto dacci i loro nomi.
    saluti

  10. #10
    Aderisci a Radical
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    Ottimo Brunetta, il miglior ministro.

 

 
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