ATTENTI A BERLUSCONI !
Berlusconi ha lanciato l’amo e sopra avvolta c’è un’esca succulenta: si deve stare attenti a non abboccare. Niente è mai casuale per quest’uomo che lavora indirizzando le proprie azioni a vari livelli e elabora pericolosissimi bocconi avvelenati, nessuno rimanendo sul suo terreno può minimamente pensare di superarlo in scaltrezza e una mossa vincente può avere solo una natura inedita che gli risulti spiazzante.
Allora stiamo attenti a non abboccare, non corriamo in difesa del vivace e vitalissimo movimento che sta esponenzialmente crescendo nel nostro paese la cui forza principale, la sua salute e la sua pericolosità sta soprattutto nell’ essere libero e autonomo, non mettiamoci sopra il nostro cappello!
La protesta mette in evidenza non solo la mancanza di una visione e la proposta di un progetto integrato che si manifesta attraverso gli iniqui provvedimenti ragionieristici che hanno l’unico evidente intento di far quadrare i conti , ma soprattutto la schizofrenia di tali provvedimenti che smaschera i loro veri intenti. Se si guarda all’Università, i tagli alla finanziaria pensati dallo stilista Tremonti impongono alla sartina Gelmini di accanirsi maggiormente sui provvedimenti “ innovativi” determinati dalla Ministra Moratti ma come dicevo ne smaschera la cifra comune. Tutte e due le ministre, pur con provvedimenti contrapposti, denunciano la stessa volontà cioè quella di raddrizzare le sorti di un’impresa improduttiva sulla strada del fallimento. Sta al movimento, che solo nei suoi numeri davvero possenti, a volte addirittura inediti, come nel caso di Firenze la scorsa mattina si può accostare a quello del’68, il compito di contrapporsi a questo modo di intendere, per quanto riguarda il passato si può solo procedere a ridicole e grottesche riedizioni… pensiamo a quanto propone la Gelmini : il maestro unico, il 5 in condotta ma anche certi comportamenti presessantottini come tornare a pretendere lo stand up di fronte all’insegnante - che cosa vuol dire? Che cosa ci vuol far credere? Che l’istruzione è importante, che è alla base della nostra società e che alla figura di chi l’esercita si deve il sommo rispetto? Ma quel maestro che esiste solo nella memoria, il grande intellettuale al quale spesso riconduciamo non solo le origini del nostro sapere ma anche e soprattutto la cifra filosofica con cui intendiamo il mondo non esiste più - l’ho già detto, non foss’altro che dovrebbe avere dai 70 anni in su e alla formazione di tutti gli altri hanno già provveduto la varie riforme, in realtà solo pezze, ritocchini, maquillages che si sono succedute negli ultimi decenni. Ma in verità a Berlusconi e a i suoi, compresa quella metà di elettori che l’hanno mandato al governo( purtroppo è stato eletto democraticamente e allora non ci resta che sperare nel vento di Obama), della cultura e del sapere non importa proprio niente, li considerano solo uno stravagante retaggio del passato e l’insegnante uno sfigato che non guadagna niente e quindi non è in quanto non ha.
Per questo è importante ascoltare queste piazze i cui grandi numeri decurtati da quelli che non sanno quello che fanno e da altri che difendono il proprio orticello rappresentano un nocciolo di società sana che va ascoltata, la cui libertà e autonomia va protetta e non soffocata, da cui speranzosamente ripartire. Questi manifestanti dicono che per la scuola e la conoscenza non si può fare economia, che anche nella miseria più nera si devono trovare i soldi per farla progredire, aggiungo io, altri soldi, da sommare a quelli che si dovrebbe stornare da quelli scriteriatamente spesi per creare nuovi corsi e nuove sede universitarie, cifre di investimento che ci portino a quelle percentuali che tutti gli Stati progrediti investono per la ricerca, queste piazze sanno bene che una società è sana quando non lesina sugli investimenti per il proprio futuro e che l’investimento sulla conoscenza è la cartina di tornasole dello stato di salute di una società, che i suoi percorsi, i suoi tempi non si organizzano e non si giudicano con i criteri guida dell’impresa.
Allora queste piazze che sono composte anche da singoli che hanno votato questo presidente del consiglio, non forse il corpo docente che non è mai stato il suo bacino elettorale e questo tanto scompostamente lo indispettisce, ma forse i genitori e i cittadini che sempre più numerosi vi partecipano stanno già, con la visione che propongono, da quella che è anche la nostra parte. Voglio dire che il potente impatto della lezione di Margherita Hack in piazza Signoria, a mio modo di vedere è stato ridimensionato da dichiarazioni che ne definiscono il credo politico già ampiamente noto, penso che giovi maggiormente una presenza della politica e di chi la rappresenta costante solidale e discreta come la nostra candidata alle primarie comunali fa e sa fare. Per questo io che sogno il Circo Massimo gremito da noi, dalle nostre rivendicazioni, mi auguro di vederli massicciamente pacificamente e in totale autonomia invadere Roma il 30 ottobre prossimo.
ANTONELLA SENSI
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