20 ottobre 2008
84/ Urlo tutta la mia rabbia
Il testo lo si può sentire a viva voce nella sezione You Tube.
Per me è un momento di grande difficoltà a stare al passo degli avvenimenti che succedono non dico da un giorno all’altro, ma da un’ora all’altra. E talora meno. Avevo preparato diversi interventi che di volta in volta ero costretto ad accantonare per lasciare il posto ad un altro. Ora però sono deciso a stendere alcune considerazioni che non riesco più a trattenere dentro, e che non vorrei neppure frenare temendo chissà quale reazione, dal momento che non c’è urlo che riesca a risvegliare il sonno profondo in cui sono caduti milioni di italiani. E il mio urlo non arriva certo al potere che se ne frega di tutti e di tutto. Ma non importa. Urlerò lo stesso la mia rabbia, nella speranza che si uniscano alla mia altre e altre rabbie di cittadini che non hanno ancora venduto il cervello all’Idiota.
Ed è proprio dall’Idiota che vorrei partire. Ormai le voci aumentano, e c’è chi comincia a temere che il Mostriciattolo arrivi a occupare il Colle. Sinceramente non ho parole. Dico solo che, se ciò avvenisse, non ci rimarrebbe che fare il harakiri in piazza Duomo di Milano.
E sempre a proposito del Verme, in questi giorni si sono dette cose ridicole, scandalizzati per il fatto che esso, il Verme, sia passato come un mago da liberista a statalista. No, il gioco è più semplice. Lui sa prendere i soldi là dove ci sono, ed ora che lo Stato è suo, lo munge ben bene, per risanare le sue banche e arricchirsi sulla nostra pelle. Sì, perché lui è lo Stato, ma lo siamo anche noi. Lui è lo Stato potere, e noi siamo lo Stato sociale. I suoi intrallazzi con le banche li conosce solo lui. Anche la Banca d’Italia è sotto il suo regime. Non per niente si è messo in politica, ed è diventato Capo del Governo: per governare meglio le banche, e ingrassarle pro domo sua. Se arriverà al Colle, sarà solo per consacrare davanti all’intera nazione il suo strapotere economico. Quasi una investitura divina, per comperarsi anche la storia.
Quando lui parla, sprizza dai suoi occhi avidità e ingordigia, stupidità e nullità d’essere, il massimo piacere godibile per chi pensa solo a combinare affari fregando i poveri. È il massimo dell’orgasmo di un potere che gode nel sodomizzare stato e chiesa.
Sono rimasto stupefatto nel sentire espressioni dell’attuale Governo - sempre compatto quando si tratta di spremere il vuoto del proprio cervello - a proposito dell’ambiente. Non entro nella diatriba con l’Unione Europea. Mi bastano certe affermazioni per capire quanto siamo governati da Idioti. Un certo Schifani - già il nome dice tutto - avrebbe detto che prima c’è il mercato, poi l’ambiente. Non ci sono parole di commento. Potremmo star qui ore ed ore a dire cose che non servirebbero ad aprire la testa di gente che l’ha venduta alla cultura dell’avere. Ed è qui che nasce in me non dico amarezza, ma quella rabbia propria di chi vede il mondo sprofondare e non può nulla, dal momento che si sente impotente di fronte a una stupidità dura come un macigno, contro cui neppure l’intelligenza universale potrebbe avere qualche ragione.
E da ultimo, una considerazione che - chiedo scusa al mondo femminile - mette in crisi la mia speranza di poter vedere un mondo diverso dopo le grandi conquiste sociali che le donne hanno ottenuto. Nel nuovo Governo ci sono signore che, alla pari dei maschi più strafottenti, stanno minando le basi della vera democrazia. Che dire della Gelmini, della Carfagna e della Prestigiacomo? È vero che il nostro Mister Sesso le ha scelte per le belle gambe, ma avrei voluto che le tre (la quarta, la Meloni, non si è fatta ancora notare) avessero smentito il loro Protettore facendo vedere di avere anche una testa. Almeno un barlume del cosiddetto “genio femminile”.
Ciao. A presto.
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