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    Predefinito Dal blog della sen.Donatella Poretti (Radicali-PD)

    Giorgiana Masi, Poretti: dopo intervista Cossiga, depositato Ddl per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta su omicidio


    Roma, 24 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico

    In una intervista sul Quotidiano Nazionale del 23 ottobre, il Presidente emerito Francesco Cossiga, ha consigliato al Ministro degli Interni di gestire le manifestazioni e le occupazioni delle scuole in corso in questi giorni infiltrando provocatori che suscitino violenza si' da giustificare l'uso contro di loro della forza pubblica. A maggior ragione ho quindi ritenuto necessario presentare al Senato, dopo una medesima proposta alla Camera dall'On. Maurizio Turco (Radicali - PD), un Disegno di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti che determinarono, il 12 maggio 1977, la morte della allora diciottenne Giorgiana Masi. Militante Radicale, uccisa da un colpo di pistola vagante, mentre altre persone furono ferite in modo grave, partecipava ad una manifestazione nonviolenta in occasione dell'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio. A capo del Viminale allora c'era proprio Francesco Cossiga, che negò in modo categorico che
    il
    proiettile vagante potesse essere stato sparato dalla Polizia, nonostante numerose foto e testimonianze inequivocabili abbiano successivamente portato all'identificazione di un poliziotto con tanto di nome e cognome, e immortalato mentre in borghese, vestito con una maglia a strisce, si era infiltrato nella manifestazione per fomentare i disordini. Il Ddl per l'istituzione di una Commissione d'inchiesta su questi fatti ha ricevuto anche l'adesione dei Senatori Marco Perduca, Felice Casson e Gianrico Carofiglio.

    Qui il testo del Ddl: http://blog.donatellaporetti.it/?p=317

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  2. #2
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    Poretti: Commissione d'inchiesta su Giorgiana Masi. Il senatore Francesco Cossiga firma la richiesta


    Roma, 29 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    Oggi ho inviato all'attenzione dell'Emerito Presidente e Senatore a vita Francesco Cossiga il testo del Ddl n.1153 per l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti che portarono alla morte di Giorgiana Masi (1) , perché valutasse l'opportunità di aggiungere anche la sua firma a quella della sottoscritta e dei senatori Marco Perduca, Felice Casson e Gianrico Carofiglio.

    Mi è sembrato doveroso invitarlo a sostenere questa nostra proposta, dato l'interesse manifestato in più occasioni dal Presidente emerito, sulla stampa e altrove, a voler far luce su alcune pagine buie della storia del nostro Paese di cui è stato importante testimone politico.

    Mi e' giunta la risposta di Francesco Cossiga:

    Cara Collega, non avrei alcuna difficoltà a firmare il disegno di legge per la costituzione di una commissione d'inchiesta che stabilisca la verità sulla morte della povera Giorgiana Masi. Solo che ritengo che agli amici radicali penso che sembrerebbe una provocazione; e poi dovrebbe essere sostanzialmente una inchiesta su la Procura della Repubblica di Roma che condusse le indagini. Ma, come disse il sostituto procuratore di allora, è il caso di "aggiungere dolore a dolore"? Se Lei crede che queste mie obiezioni siano superabili, apponga pure la mia firma. Cordialmente Francesco Cossiga
    (1) http://blog.donatellaporetti.it/?p=322


  3. #3
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    Occupazione femminile, Poretti: accolto Odg con raccomandazione, ma si poteva fare di più


    29 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    Ieri, in sede di discussione del decreto Gelmini al Senato, è stato preso in esame un ordine del giorno (G4.200) sul tempo pieno nelle scuole in rapporto all'occupazione femminile. Presentato dalla sottoscritta e dal sen. Marco Perduca, impegnava il Governo ad assicurare alle scuole pubbliche organici e risorse per coprire la crescente domanda di orari didattici a tempo pieno e a tempo prolungato. L'Odg è stato accolto dal Governo come raccomandazione.
    Bene, ma si poteva fare anche uno sforzo in più data l'importanza che riveste questo tema. Sull'occupazione femminile, sulle necessità di nuove forze lavoro e sulle disparità retributive uomo-donna, il nostro Paese è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Strategia di Lisbona. Siamo fermi al 46,6% di occupazione femminile, 27esima in Europa seguiti solo da Malta. Nel resto dell'Unione europea esistono realta' di eccellenza come Svezia e Danimarca, che superano il 70%, ma anche Francia e Germania sono vicini all'obiettivo del 60%. Secondo gli stessi accordi, entro il 2010 i Paesi Ue dovrebbero arrivare ad una copertura territoriale di asili nido pari al 33%. Secondo un'indagine Isfol PLUS del 2005, il numero dei posti negli asili nido in Italia e' sotto il 10%, mentre in Danimarca arriva al 50% e al 35-40% in Svezia e Francia; in Italia, inoltre, la maternita', per una donna su dieci, e' causa principale dell'abbandono del lavoro.



    Nel mio intervento ho ricordato al Ministro Sacconi la lettera aperta che gli ho inviato con, tra i firmatari, i senatori Bonino e Ichino, in cui si riscontra che nel suo Libro Verde "La vita buona nella società attiva", poca attenzione sia data al tema dell'occupazione femminile. Ho auspicato una necessaria ristrutturazione della spesa del welfare che tocchi le voci più costose -pensioni e sanità - anche alla luce dei preoccupanti trend demografici del nostro Paese e all'aumento dell'età media, specie delle donne. Al Ministro ho ricordato l'importanza di una riforma del welfare che passi anche attraverso l'equiparazione dell'età pensionabile delle donne, si' da vincolare i risparmi che ne deriverebbero alla creazione di servizi che aiutino le donne nella armonizzazione tra vita familiare e lavorativa.



    Qui il testo dell'ordine del giorno: http://blog.donatellaporetti.it/?p=309

  4. #4
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    Riscossione multe Codice della Strada, Poretti: E' proprio necessario vessare il cittadino con l'incertezza del diritto? Interrogazione


    29 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico

    Diversi Comuni, per la riscossione delle sanzioni derivanti da violazioni al codice della strada preferiscono ricorrere ad una procedura d’ingiunzione di pagamento prevista dal Regio Decreto n. 639 del 1910, piuttosto che all’ordinario sistema previsto e regolato dal codice della strada e dalla legge n. 689 del 1981. Il fatto, che di per sé sembrerebbe riguardare un mero esercizio del potere discrezionale delle pubbliche amministrazioni, ed in particolare degli enti locali, coinvolge, in realtà, le tasche di tantissimi cittadini che si vedono costretti ad agire in una situazione poco chiara e trasparente. Un altro di quegli esempi in cui il principio di trasparenza sembra essere dimenticato dai nostri amministratori. Non e' chiaro in sostanza se per le "multe" sia necessario, sempre e comunque, far pervenire al cittadino la cartella esattoriale o si possa agire per mezzo di questa ingiunzione regolata dal Regio Decreto. La mancanza di certezza sul punto comporta una grave lesione dei diritti del cittadino. Innanzitutto, c’e' una riduzione dei termini per poter adempiere. Con la cartella esattoriale si concedono al debitore 60 giorni per pagare, con l’ingiunzione ex r.d. 639 solo 30 giorni. E poi con quest’ultimo strumento non sono previste particolari possibilita' di rateizzazione -come nel caso della procedura che si segue in caso notifica di cartella esattoriale- ma solo le ordinarie previste dal codice di procedura civile nei casi di pignoramento. Nell’evidente incertezza normativa, su segnalazione dell'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che ha raccolto diverse lamentela da parte dei cittadini, col senatore Marco Perduca ho presentato un'interrogazione ai ministeri dell'Interno, delle Infrastrutture e dell'Economia perche' forniscano indicazioni su come i Comuni debbano agire e come i cittadini possano reagire.

    Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=325

  5. #5
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    Poretti: Commissione d'inchiesta su Giorgiana Masi. Il senatore Francesco Cossiga firma la richiesta


    Roma, 29 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    Oggi ho inviato all'attenzione dell'Emerito Presidente e Senatore a vita Francesco Cossiga il testo del Ddl n.1153 per l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti che portarono alla morte di Giorgiana Masi (1) , perché valutasse l'opportunità di aggiungere anche la sua firma a quella della sottoscritta e dei senatori Marco Perduca, Felice Casson e Gianrico Carofiglio.

    Mi è sembrato doveroso invitarlo a sostenere questa nostra proposta, dato l'interesse manifestato in più occasioni dal Presidente emerito, sulla stampa e altrove, a voler far luce su alcune pagine buie della storia del nostro Paese di cui è stato importante testimone politico.

    Mi e' giunta la risposta di Francesco Cossiga:

    Cara Collega, non avrei alcuna difficoltà a firmare il disegno di legge per la costituzione di una commissione d'inchiesta che stabilisca la verità sulla morte della povera Giorgiana Masi. Solo che ritengo che agli amici radicali penso che sembrerebbe una provocazione; e poi dovrebbe essere sostanzialmente una inchiesta su la Procura della Repubblica di Roma che condusse le indagini. Ma, come disse il sostituto procuratore di allora, è il caso di "aggiungere dolore a dolore"? Se Lei crede che queste mie obiezioni siano superabili, apponga pure la mia firma. Cordialmente Francesco Cossiga
    (1) http://blog.donatellaporetti.it/?p=322


  6. #6
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    Porettti: otto per mille, il Governo non risponde su spot Giovanardi pro Chiesa cattolica.


    Roma, 30 ottobre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    Il Governo non risponde, o meglio fa finta di rispondere, a una mia interrogazione in cui chiedevo conto del vero e proprio spot pubblicitario di cui si è reso testimonial il sottosegretario di Stato Carlo Giovanardi, a favore della preferenza sulla destinazione dell'otto per mille nella dichiarazione dei redditi alla Chiesa cattolica.
    Il fatto risale al 6 giugno scorso, quando, durante una conversazione radiofonica con la sottoscritta su Radio Città Futura, replicando ad alcune mie osservazioni a proposito del perverso meccanismo per cui, a fronte di una preferenza del 36,69% dei contribuenti per destinare il proprio otto per mille alla religione cattolica, al Vaticano arriva di fatto quasi il 90% dell'otto per mille nazionale (quasi un miliardo di Euro nel 2007), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi rispose, testuali parole: "la gente dà più fiducia alla Chiesa cattolica che allo Stato, che pure può barrare per lo Stato, e io potrei polemizzare dicendo che barrando per lo Stato i soldi vanno ai fannulloni che lavorano e fanno gli statali".
    Nell'interrogazione, rivolta alla Presidenza del Consiglio dalla sottoscritta e dal Sen. Marco Perduca, chiedevamo se quanto dichiarato da Giovanardi fosse anche opinione del Governo.
    La risposta è pervenuta oggi pomeriggio in Aula al Senato, per voce del sottosegretario all'Economia e Finanze Nicola Cosentino, che ha presentato una pregevolissima dissertazione sul funzionamento delle leggi che governano l'attribuzione e la destinazione dell'otto per mille delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Grazie sottosegretario Cosentino, ma non era quello che si chiedeva. Sapevamo già che le le quote di chi non esprime una preferenza (il 60% dei contribuenti) vengono ripartite secondo la stessa percentuale di chi ha scelto, sapevamo anche che il misero 7,7% di quote che spetta allo Stato italiano servono per finanziare progetti su lotta alla fame nel mondo, calamita' naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione beni culturali, mentre la Chiesa cattolica li usa anche per il sostentamento del Clero, e sappiamo anche -cosa che lei non ha detto- che gran parte dei fondi destinati alla conservazione dei beni culturali tornano di fatto alla Chi
    esa
    cattolica per la cura degli edifici di culto. Ma la questione qui è politica, e perciò si interrogava la Presidenza del Consiglio e non il Ministero delle Finanze. Riteniamo che le affermazioni del sottosegretario Giovanardi siano gravi, a prescindere dalla sua innegabile caduta di stile sul riferimento ai dipendenti pubblici, viene proprio da chiedersi se Giovanardi sia membro dell'esecutivo della Repubblica italiana o di quello dello Stato Vaticano. Non si spiega altrimenti per quale motivo, contro lo stesso Stato che rappresenta, smetta le vesti istituzionali per improvvisarsi testimonial di un così brutale e inappropriato spot pubblicitario a favore delle casse vaticane.

    Qui il link all'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=88

  7. #7
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    Poretti: raddoppiano le staminali cordonali conservate all'estero, l'Italia mantiene il divieto


    5 novembre 2008
    • Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    Sempre in attesa che il Governo -l'attuale, come tutti quelli che l'anno preceduto- si decida ad eliminare un assurdo divieto per la nascita in Italia di biobanche private e di consentire la conservazione autologa e a proprie spese del cordone ombelicale, le mamme italiane si organizzano come possono, cioe' mandando all'estero i cordoni dei propri figli.
    Si apprende cosi' che i numeri in continua crescita delle esportazioni quest'anno avrebbero raggiunto quota 10 mila con le richieste di autorizzazione che devono passare dal Centro Nazionale Trapianti (1)
    Gli anni trascorsi in presenza di ordinanze che vietavano la crioconservazione in Italia, sostenute politicamente dalla necessita' dell'atto della donazione, dovevano concludersi con l'approvazione della norma che istituiva la conservazione autologa e solidale, la legge 47/2008 che avrebbe dovuto veder la sua applicazione con un decreto ministeriale entro giugno 2008. Purtroppo il ministero al Lavoro, Salute e Politiche Sociali, in particolare grazie al lavorio della sottosegretaria Eugenia Roccella, ha nuovamente rimandato l'applicazione della legge e del decreto a febbraio 2009. Una vicenda sintomatica dove la mancanza di assumersi la responsabilita' di scegliere e di decidere -anche contro corporazioni e lobby di potere- si manifesta nella proroga sulla pelle dei pazienti, sulla liberta' di scelta e anche sulla liberta' di impresa privata.
    Ci auguriamo che questi numeri facciano riflettere il Governo e anticipare la scadenza per l'emanazione del decreto ministeriale che era gia' tecnicamente pronto a giugno, redatto dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti, su cui e' mancata solo la firma politica del ministro.


    (1) http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=239117

  8. #8
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    Ascensori/Pulsanti radioattivi, Poretti: Ministero avvii indagine conoscitiva anche in Italia


    7 novembre 2008
    • Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito Democratico

    L'Autorita' per la sicurezza nucleare francese (Asn), ha rilevato la presenza di radioattivita' proveniente da Cobalto 60, nei pulsanti di ascensori prodotti dalla societa' Otis. La ditta aveva dato in appalto la fornitura dei tasti alla società francese Mafelec, che ha usato pezzi metallici importati dall'India nei quali e' stata riscontrata la presenza di Cobalto 60. Questa sostanza, radioattiva, è un potente emettitore di raggi gamma e l'esposizione aumenta il rischio di cancro. La radioattività è stata rilevata anche in tasti di ascensori in Svizzera mentre in Austria sono in corso accertamenti. Non abbiamo, invece, alcuna notizia sulla presenza o meno di pulsanti radioattivi negli ascensori della stessa ditta Otis o di altre installati in Italia, come rilevato dall'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che ha anche richiesto un'indagine conoscitiva al Ministero della Salute.
    Con il senatore Marco Perduca, abbiamo così rivolto un'interrogazione al Ministro del Lavoro, Salute e politiche sociali, per sapere, se intenda dare avvio a questa indagine conoscitiva, per verificare se anche in Italia vi è la presenza di pulsanti radioattivi, e se non intenda avviare contatti con le autorità indiane, per conoscere i risultati delle ispezioni nei siti di provenienza del materiale in relazione ad ulteriori utilizzi di prodotti contaminati.

    Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=337

  9. #9
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    Poretti: Vescovo ortodosso autonomo fermato a Roma da polizia e multato perché indossa la stola. Interrogazione


    6 novembre 2008
    • Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito democratico

    Secondo un articolo pubblicato dal Secolo XIX di Genova del 14 gennaio 2008, e da altri quotidiani nazionali, il Vescovo della Chiesa Ortodossa Autonoma dell'Europa Occidentale e delle Americhe, Giovanni Climaco Mapelli, è stato fermato a Roma da agenti della Polizia di Stato il 13 gennaio u. s. per tre ore ed accompagnato al Commissariato " Borgo" in Piazza Cavour a Roma, gli si contestava di vestire «con abito ecclesiastico», «ad una manifestazione autorizzata», al fine di benedire e pregare in memoria del decennale della morte di Alfredo Ormando, un omosessuale suicidatosi dandosi fuoco in Piazza San Pietro. La Chiesa Ortodossa Autonoma dell'Europa Occidentale e delle Americhe - Metropolia di Milano e Aquileja- è tra i culti elencati dal Cesnur, ed il Vescovo Mapelli è nell'elenco medesimo delle Chiese in Italia (alla pagina web: www.cesnur.org/religioni-italia/o/ortodossia-15.htm). Lo stesso è stato regolarmente ordinato il 14 dicembre 2006 a Bergamo come si evince dalla bolla di consacrazione, e indossava propriamente l'abito talare.

    Il Vescovo Giovanni Climaco Mapelli ha subito il sequestro della stola vescovile, che gli veniva restituita il 5 aprile 2008 dal Prefetto di Roma, ma la sanzione amministrativa di 154 euro sulla base del codice penale, poi maggiorata ad euro 310, non è stata mai annullata. Si tratta a tutti gli effetti di un atto arbitrario e del tutto illegittimo.

    Per queste ragioni, con i senatori Marco Perduca, Emma Bonino, Francesca Maria Marinaro abbiamo rivolto un'interrogazione al Ministro dell'Interno, per sapere se intenda fornire maggiori informazioni rispetto alle circostanze che hanno portato al fermo del Vescovo Mapelli su territorio italiano, dato che il prelato si trovava su Piazza Pio XII che è territorio della Repubblica Italiana, e al ruolo che abbia svolto lo Stato Città del Vaticano nell'intera vicenda, dato che i fax provenienti dalla Gendarmeria Vaticana presso il sunnominato Commissariato, per una serie di equivoci, hanno portato al fermo medesimo del prelato, e come intenda attivarsi il Ministro per arrivare alla conclusione onorevole della vicenda e all'annullamento immediato della sanzione pecuniaria, non sussistendone i presupposti, nonché se non intenda porgere le sue scuse ufficiali al Vescovo Mapelli e alla Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica.

    Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=338

  10. #10
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    Ora di religione a scuola, Poretti: impossibile cambiare idea durante l'anno


    Roma, 6 novembre 2008
    • Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicale - Partito Democratico e di Tommaso Ciacca membro della Direzione Nazionale dell’Ass. Coscioni

    L'insegnamento della religione cattolica, secondo quanto disposto dal Concordato tra Stato e Chiesa cattolica e dal dpr 751/1986, rappresenta una grave anomalia nell'integrità della costituzionalmente sancita laicità dello Stato, provocando discriminazioni tra gli studenti per valutazione e determinazione del credito scolastico per gli esami di Stato, nonché discriminazioni tra gli insegnanti di religione e quelli di altre materie per disparità nella carriera sull'accesso a insegnamento e trattamento economico.
    Come se ciò non bastasse, scopriamo che anche la libertà di scelta per avvalersi o meno d i questo insegnamento, è meno "libera" di quanto ci si aspetti.
    Infatti, la scelta dell'ora di religione può avvenire solo una volta, all'atto dell'iscrizione alla classe successiva, non essendo previsto di riconsiderare successivamente questa scelta.
    Emblematico è quanto successo a L. C., giovane studente del primo anno delle superiori della provincia di Perugia che, avendo optato all'inizio dell'anno scolastico per non avvalersi dell'ora di religione, ha successivamente cambiato idea, ma non gli è stato permesso di seguirla. Il Preside dell'istituto sostiene che ogni anno casi analoghi coinvolgono almeno una trentina di ragazzi, anche tra coloro che, avendo scelto questo insegnamento, vorrebbero poi abbandonarlo.
    La scelta nelle scuole medie superiori spetta allo studente anche se minorenne. Ma questa possibilità è solo relativa all'insegnamento e non all'iscrizione allo stesso, che -per lo studente minorenne- deve essere sottoscritta da un genitore o da chi ne esercita la potestà.
    Per questi motivi, con il Sen. Marco Perduca, abbiamo depositato un'interrogazione, per sapere se il Ministro della Pubblica Istruzione non giudichi opportuno intervenire sulla normativa vigente e consentire agli studenti di riconsiderare la decisione -pur se gia' espressa- di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nel corso dell'anno scolastico.

    Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=336

 

 
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