Adesso facciamo come in Belgio! 26 Ottobre, 2008, 107 am
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I Gap sono cresciuti come funghi, e questo è un bene, l’obbiettivo che ci si era dati di raggiungere i 10.000 kg sul livello nazionale è stato raggiunto. Adesso occorre passare alla seconda fase, Primo - si tratta di riuscire ad evitare che la nostra iniziativa rimanga simbolica e non si addensi nella quotidianità come dovrebbe, secondo - si tratta di di dare uno sbocco politico conflittuale sul piano dei rapporti di forza contro il governo e poteri forti, a livello cittadino, regionale e nazionale.
Per questo ritengo necessario rilanciare in avanti la nostra mobilitazione prospettando così come hanno fatto in Belgio i sindacati una mobilitazione generale contro il carovita e la precarietà.
Scrivo queste righe perchè il nostro giornale nell’articolo di oggi ha tagliato queste mie considerazioni che ritengo invece centrali per la prosecuzione del nostro lavoro.
Per questo ritengo che i GAP debbano costituirsi e formalizzarsi sempre di più in un quadro di relazione con altri soggetti politici e sociali, dai condomini di quartiere, alle camere del lavoro. Per muoversi in questa direzione occorre da un lato essere estremamente pragmatici e rendersi utili socialmente nel fare concreto delle cose, nella costruzone di reti per obbiettivo. Dall’altro occorre essere chiari sul piano politico o simbolico, dobbiamo insomma continuare ad essere rifondazione comunista che lavora nel reciproco rispetto con le altre identità. Per questo ritengo che sia utile che oltre ai banchetti cominciamo a lanciare, fin da subito assemblee cittadine contro il carovita e la politica del governo nei territori dove operiamo.
Ritengo inoltre che occorre iniziare ad allargare il nostro campo di azione, non più soltanto sul pane calmierato, ma iniziare a lavorare in ogni territorio per creare le “borse della spesa popolari”, distribuendo con lo stesso meccanismo pane, latte, e pasta, e lanciando al tempo stesso iniziative contro il rincaro delle tariffe, i prezzi per i biglietti dei pandolari, delle autostrade, dei libri di testo ecc.
Per questo chiediamo a tutti i compagni e le compagne di attivarsi per segnalare distributori e fornitori che debbano avere i seguenti requisiti:
rispetto delle norme sul lavoro e trasparenza su questo punto
tracciabilità del prodotto – non basta dire ad esempio grano NO OGM ma occorre sapere questo grano da dove arriva
Prezzi popolari in grado di essere accessibili al popolo della quarta settimana, privilegiando lo sviluppo di reti corte. r
Occorre pensare questa nostra campagna in un quadro in cui si dimostra concretamente che è possibile abbattere il prezzo del pane, ma anche che il terreno su cui investire nei prossimi giorni passa per una costruzione di una piattaforma di lotta con la quale prospettare l’uscita dalla crisi a sinistra, in un percorso lungo e difficile.
Per questo ritengo che occorre iniziare a dislocare il partito in maniera adeguata, sostenendo insomma una nostra rifondazione sociale del nostro agire politico.
Un abbraccio ai compagni e alle compagne che hanno creduto in questa sfida.
Il futuro non è scritto.


piobbico@hotmail.com

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