...in Italia sono arrivati i gay della destra radicale.
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Intervista a Mike Leviani, omosessuale di estrema destra
Categoria : Interviste
DA UOMO A DONNA GRATIS IN TOSCANADi Dario Reinardi Quando incontrai per la prima volta Mike Leviani mi trovavo ad un dibattito organizzato da un´associazione culturale di estrazione cattolica, che per l´occasione trattava il tema della famiglia e di tutte le implicazioni che avrebbero comportato su di essa certe leggi in fase di discussione al parlamento italiano (pacs, dico, ecc.) Egli era stato invitato in apparenza come portavoce di quel mondo gay che si batteva per l´attuazione dei suddetti decreti, dovendo presumibilmente esprimere in quella sede le ragioni delle loro rivendicazioni in merito. Per certi versi provai pena ma anche rispetto per quell´uomo che si apprestava da solo ad affrontare duecentocinquanta persone che affollavano la sala congressi, tutti più o meno schierati contro la regolarizzazione delle coppie gay. Sotto sotto però, sorridevo malignamente perché intravedevo la possibilità che quel “finocchio” sarebbe stato coperto di fischi ed insulti: insomma, sentivo dentro il sadico gusto di veder annientato colui che consideravo un avversario. Quando dopo una ventina di minuti dall´inizio del dibattito prese la parola, alla precisa domanda su come si poneva di fronte alla possibilità di legalizzare i matrimoni omosessuali come avviene in Spagna, egli, fra lo stupore di tutti, disse perentoriamente:”Per quanto mi riguarda sono totalmente contrario. Non voglio prenderla nemmeno in considerazione.” Confesso che rimasi basito e sgranai gli occhi totalmente meravigliato. In precedenza mi ero accuratamente preparato a porgli delle domande “trappola” ed invece mi ritrovai da quel momento in avanti a condividere ogni suo passaggio ed ogni sua posizione, anche e soprattutto politica. Dopo quel giorno decisi di invitarlo ad un nuovo dibattito sul tema, organizzato dalla mia associazione culturale, perché trovavo interessante e sicuramente utile far parlare un gay contro la questione dei dico/pacs. Di sicuro nessuno avrebbe potuto tacciarlo di omofobia e discriminazione… Partecipò così ad un paio di dibattiti, riscontrando ogni volta grande partecipazione e condivisione fra il pubblico. Oggi posso dirmi di essere sinceramente suo amico e camerata, perché, per quanto paradossale possa sembrare, egli appartiene al mondo della destra radicale; all´inizio non volevo crederci nemmeno io, così fortemente convinto della virilità integerrima della nostra comunità militante, eppure quando mi trovai a disquisire di tutte le tematiche politiche e storiche, presi atto che egli è davvero dalla nostra parte. Da qui l´idea di farlo conoscere meglio anche alla gente di destra, attraverso l´intervista che segue:
“Allora Mike, comincerei subito domandandoti di presentarti al pubblico della destra radicale.”
“Che dire di me? Mi sembra di essere come a quei provini televisivi… Comunque mi chiamo Mike Leviani, ho 34 anni, di professione imprenditore. Nel tempo libero mi occupo di tematiche culturali ed anche di politica. Attualmente sono il portavoce dell´associazione culturale di destra,G.I.D.R” (nda: Gay Italiani di Destra Radicale)
“Che fra l´altro ti ha visto fra i principali soci fondatori.”
“Diciamo che l´idea è partita da me, poi l´impegno con alcuni amici ha fatto il resto.”
“E´ vero che questa associazione ha la particolarità di essere composta tutta da gay?”
“Sì. L´idea era ed è quella di unire tutti i gay di estrema destra.”
“Capisci però che è alquanto insolito accostare la parola gay al mondo dell´estrema destra…”
“Non ho dubbi, infatti è difficile far uscire allo scoperto quei ragazzi e ragazze, uomini e donne che vivono in un ambiente che non li comprenderebbe a pieno.”
“Ma esiste davvero una componente gay nell´estrema destra?”
“Guarda, la mia associazione conta solamente 9 iscritti. Però posso assicurare che ho ricevuto molte richieste informative e attestati di stima da parte di persone che comunque hanno preferito mantenere l´anonimato.”
“Intendi dire persone di quest´area politica potenzialmente propense ad iscriversi?”
“Diciamo di sì.”
“Quante precisamente?”
“Non saprei con certezza, ma almeno una trentina o poco più.”
“Tuttavia non siete molti.”
“Vero. Forse siamo solo un´esigua minoranza, un´eccezione da non prendere troppo in considerazione, eppure ci siamo. Ma come ho detto poc´anzi, ci sono sicuramente altre persone che per ragioni politiche e personali preferiscono non esporsi. Tuttavia non dimentichiamoci l´esempio che ci viene dall´Olanda, dove il compianto leader della destra estrema, Pin Fortune, era dichiaratamente gay ed ottenne comunque la leadership del partito, con risultati elettorali buoni.”
“Come si concilia l´essere omosessuale con l´essere di destra radicale?”
“Semplicemente mantenendo da parte quelle che sono le esigenze personali e la vita privata.”
“Nel senso di reprimere in pubblico la propria condizione sessuale?”
“No. Intendo dire che la sfera privata non deve mescolarsi con la politica e con le esigenze che una nazione ed il suo popolo richiedono.”
“Mi fai un esempio?”
“Intanto evitando di fare delle volgari carnevalate come il gay-pride che non fa altro che metterci in ridicolo di fronte alla gente e per di più suscitando unicamente sentimenti contrari e di antipatia nei nostri riguardi. Personalmente preferisco vivere la mia condizione sessuale nel ristretto cerchio delle mie amicizie, fra le mura domestiche o in ambienti privati. Un´altra questione, tanto per essere chiari, è prendere una netta posizione contro i dico o i pacs. Noi riteniamo che una nostra esigenza puramente personale, e concedetemelo, assai egoistica, di un lampante esempio di relativismo ed edonismo, non può interferire con il bene comune e gli interessi del popolo. Mi rifiuto di coinvolgere nella mia vita, di per se già stravolta e complicata, terze persone, nella fattispecie innocenti creature come i bambini che si troverebbero a vivere una vita d´inferno rispetto al mondo che li circonda.”
“Però adesso stai parlando delle adozioni. Qualcuno ti obbietterebbe che le unioni civili sono una cosa e le adozioni un´altra.”
“Ma chi vogliamo prendere in giro? Non è forse per arrivare un giorno alle adozioni che si pretende il matrimonio gay o i dico? Trovo inutile girare attorno alla questione fingendo che il problema non si pone, quando abbiamo già visto che in altri paesi si è cominciato con legalizzare le unioni e poi, per inevitabile presenza di determinate leggi, si passa al diritto alle adozioni. Mi spiace, ma non possiamo raccontarci favole.”
“Quindi un gay che si sente di destra radicale come deve comportarsi?”
“Per dirla alla Mussolini - Bisogna essere disciplinati, anche quando questo comporta sacrifici e rinunce!- Insomma, saper porre davanti alle proprie esigenze personali quelli che sono gli interessi del popolo e della nazione.”
“Non vi sentite a disagio quando noi camerati vi apostrofiamo in tanti e sgradevoli modi?”
“A volte. Ritengo però che un conto è il rispetto che si deve avere per il singolo individuo, altra questione invece è sottolineare con forza e rudezza determinati pericoli provenienti da precise lobby che chiedono l´attuazione di regolamenti non conformi alla società ed alla natura.”
“Tempo fa hai dichiarato, parafrasando uno slogan in voga nell´estrema destra, che l´Italia ha bisogno di figli, non di omosessuali.”
“Non solo l´ho detto, ma lo rivendico pure.”
“Ma non ti senti umiliato da questa cosa?”
“Perché dovrei? Se come ho sottolineato in precedenza si deve guardare agli interessi della nazione, ritengo che questo aspetto, pur rude nell´espressione del messaggio, debba comunque esser portato a destinazione, attraverso politiche che guardino alla famiglia, alla tutela della maternità e infanzia, all´incremento demografico con l´agevolazione fiscale per incentivare i giovani a fare figli. C´è bisogno di queste politiche, non di fare i pacs, per questo sostengo brutalmente che il nostro paese necessita di questo tipo di leggi e non di quelle che favoriscono gli omosessuali.”
“Queste tue fermissime posizioni ti sono costate molte critiche da parte delle comunità gay?”
“Ovviamente. Sono stato apostrofato in tutti i modi, ho subito tentativi di aggressione, di boicottaggio e ovviamente campagne denigratorie.”
“Ad esempio?”
“Si è detto che non sono veramente gay, si è detto che vivo un profondo odio verso me stesso, si è detto che mi “prostituisco” col “nemico” come facevano certe donne con gli ufficiali nazisti durante l´occupazione….Si è detto che sono una pedina della destra estrema per ostacolare senza problemi giuridici (vedi leggi su discriminazione e omofobia) i diritti umani dei gay.”
“E cosa senti di rispondere a tutte queste accuse?”
“Semplicemente che non faccio parte delle loro lobby, che non sono allineato alla loro visione relativistica e sinistroide secondo la quale ciò che è positivo per me vuol dire che va bene in generale. Sono orgoglioso di contribuire con il mio voto e con i miei dibattiti ad impedire che il mondo vada in una direzione assurda, corrotta e marcia, in chiaro stile zapaterista.”
“Quindi non ti chiedo cosa pensi di Zapatero?”
“Rileggiti l´intervista e lo dedurrai di conseguenza!”
“Ti sei espresso anche contro l´invasione islamica, in difesa della cristianità.”
“Certamente. Il mondo islamico è intollerante, inconciliabile con i diritti umani e con la nostra realtà occidentale, che trae ispirazione dai valori cristiani. Proprio i gay dovrebbero essere in prima fila contro l´islamizzazione dell´Europa, dal momento che in molti paesi musulmani vige la pena di morte per chi è omosessuale. Sempre gli islamici sono quelli che impediscono la libertà delle donne, le loro pari opportunità e dignità. Sempre gli islamici sono quelli che perseguitano coloro che hanno altre sensibilità religiose. Non capisco come i gay non abbiano compreso il serio pericolo che potremmo correre un giorno se questa gente venuta da fuori prendesse piede nel nostro continente. Altro che discriminazioni…con questi qui rischieremo di finire alla forca!”
“La tua opinione sulla Chiesa?”
“La rispetto, anche perché sono cattolico. Inoltre mi sento molto in sintonia con la grande battaglia che Papa Benedetto XVI sta portando avanti in difesa della vita e della famiglia.”
“Anche sulla storica posizione contraria ai gay?”
“Non ritengo che la Chiesa sia per antonomasia contro determinante persone, piuttosto contro le speculazioni ed i tentativi immorali e legislativi che determinati individui vogliono attuare sulla società. Come i matrimoni omosessuali appunto.”
“Ed il fatto che la Chiesa considera ancora una malattia l´omosessualità?”
“E´ un´ipotesi che non condivido ma che comunque rispetto ed in parte comprendo.”
“Allora non ti senti in contraddizione nemmeno da un punto di vista religioso?”
“Assolutamente no. Per me Dio è misericordioso e non punisce le persone per il solo fatto di esistere, bensì ritengo giudichi le azioni negative che l´individuo compie sulla società. Da questo punto di vista mi sento completamente con la coscienza apposto.”
“Le tue posizioni di destra radicale ti hanno mai portato ad aderire ad un partito?”
“Sì. Ho militato per tre anni in un movimento di cui preferisco non fare il nome per evitare imbarazzi e speculazioni da parte degli altri gruppi d´area, soprattutto in questo momento di campagna elettorale dove ogni cosa può essere rinfacciata e strumentalizzata.”
“Poi te ne sei andato. Perché?”
“Non potevo pretendere di essere pienamente accettato. Quando nella mia sezione ho confidato la mia omosessualità, c´è stato un chiaro imbarazzo da parte di tutti. Sentivo che era difficile far comprendere che le due cose potevano coesistere, così ho scelto di lavorare esternamente dando vita ad un´associazione indipendente che si fa carico di iniziare un percorso di accettazione, lavorando su tematiche comuni condivise, al fine un giorno d´essere visti come elementi utili per la causa della nostra comunità politica.”
“E fin qui hai ottenuto dei risultati?”
“Ancora no, se ci riferiamo a livello partitico. Diversa la questione associativo-culturale. Con la tua associanzione ad esempio, e con quest’intervista, stai dimostrando che qualcosa intanto si smuove nell´ambiente dell´area.”
“Alla fine di questa chiacchierata volevo farti una domanda precisa. Perché fondare questa associazione e perché esporsi pubblicamente in questo modo?”
“Poiché ritengo che tutti gli omosessuali che si sentono di condividere le idee della destra radicale non devono pensare di essere confusi o di sbagliare. Non devono subire il lavaggio del cervello che arriva dagli ambienti e lobby omosessuali, credendo che la parte giusta sia solo di là, ovvero a sinistra. E´ un po´ come la questione delle classi lavoratrici o dell´ambiente: i comunisti e i verdi si sono arrogati il diritto di esserne gli unici rappresentanti, e quindi impongono culturalmente e politicamente che un lavoratore o una persona che ama l´ambiente debba stare unicamente dalla loro parte, voto incluso e prima di tutto. Negli ultimi anni le stesse parti politiche si sono definite uniche portavoce degli interessi dei gay, tentando di appoggiare i pacs, sapendo che tanto non sarebbero mai passati.”
“Allora cosa pensi di gente come Vladimir Luxuria, eletto nelle file di rifondazione comunista?”
“Ha sicuramente avuto coraggio, ma lo trovo eccessivamente patetico e alquanto strumentale.”
“Come fa un gay ad essere di destra radicale senza sentirsi in errore o in contraddizione prima di tutto con se stesso?”
“Semplicemente comprendendo che se gli ideali di patria e famiglia, identità e socialità sono forti dentro di sè, al di sopra di ogni esigenza personale, quella è la strada giusta e nobile da seguire, senza paura né complessi.”
“Quindi il tuo è un appello al voto per la destra radicale da parte dei gay tendenti a destra?”
“In qualche modo sì. Gli ideali citati poc´anzi non saranno mai difesi da tutte le altre forze politiche, piuttosto fortemente ostacolati e messi a repentaglio. Quindi votiamo decisamente i partiti della nostra area, senza condizionamenti morali che provengono dall´esterno.”
intervista a cura di Dario Reinardi




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