Sfuma il no smoking al volante
E nei locali etilometro obbligatorio
Codice, Palazzo Madama stringe i tempi della riforma
di ALESSANDRO FARRUGGIA
— ROMA —
BOCCIATO l’emendamento che voleva vietare il fumo a chi guida e persino ai passeggeri, approvato invece quello che introduce l’obbligo per i proprietari dei locali che somministrano alcolici di mettere a disposizione dei clienti degli etilometri semplificati — i cosiddetti ‘precursori’ — che consentono di sapere se c’è alcol nel sangue.
Gli emendamenti si aggiungono agli emendamenti. Ci sono voluti nove mesi, ma Palazzo Madama finalmente stringe i tempi sulla riforma del codice della strada.
Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, anche ieri in commissione, preme e si sa che se entro la prossima settimana il Senato non dovesse dare il via libera al testo (che è stato emendato e dovrà poi tornare alla Camera) potrebbe decidere di fare un decreto legge. Ma Matteoli, che ci tiene al rispetto delle prerogative parlamentari, ancora spera che questo non sia necessario.
«MARTEDÌ — osserva il relatore, al Senato, Angelo Cicolani (Pdl) — avremo il parere della commissione Bilancio e mercoledì, se troveremo l’intesa con l’opposizione, potremmo convocarci in sede redigente. E rapidamente approvare il testo». «Da parte nostra — replica il capogruppo del Pd, Marco Filippi— c’è da disponibilità a concedere la redigente a patto che si trovino risorse certe per i controlli stradali e che si elevi la percetuale dei proventi delle multe destinata obbligatoriamente alla messa in sicurezza delle strade. Quanto all’innalzamento del limite di velocità lo trovo inutile e dannoso perché manda un segnale contrario rispetto a quello che servirebbe per la sicurezza».
Già, la velocità. Sui 150 in autostrada tutto è da decidere. «Sui 150 — osserva Matteoli — ho sempre detto che, dove ci sono le tre corsie e il tutor, sono sicuramente favorevole. Ma non mi metto l’elmetto per difendere i 150». Ieri se ne è parlato e la soluzione è stata quella di dare al relatore il mandato per ridiscutere il testo. «Cercheremo — osserva Cicolani — di restringere un po’ la formulazione in modo da dare le più ampie garanzie di sicurezza». Anche sul casco obbligatorio per i ciclisti formalmente si andrà in redigente con l’obbligo per tutti. Ma il relatore in quella sede dovrebbe presentare un testo diverso, che limita l’obbligo ai minorenni.
Sulle minicar è stato introdotto, invece, un giro di vite che colpisce i meccanici che le truccano e chi circola con il veicolo ‘taroccato’. Inserito anche l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza.
C’È POI la questione degli inasprimenti normativi. E qui — con qualche irritazione tra i senatori — il presidente della commissione trasporti della Camera, Mario Valducci (Pdl), lancia una proposta forte. «Quando si reiterano condotte criminali dopo che si è avuta ritirata la patente — osserva Valducci — si esce dal campo della fatalità e si entra in quello della responsabilità. In questi casi io propongo che si revochi la patente a vita. Dato che la Cassazione ha ribadito che causare una vittima della strada non è mai un omicidio con dolo, allora bisogna trovare una soluzione per evitare che gesti del genere possano ripetersi». Una proposta interessante, ma intanto sarebbe bene evitare che chi si è visto ritirare la patente possa chiedere al prefetto di avere il permesso di guidare per tre ore al giorno «per ragioni di lavoro o umanitarie». Per ora nel testo c’è. E non è un bel segnale.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 6 - 29 aprile 2010 -




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