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  1. #131
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    sì, basti guardare anche i film di critica al sistema prodotti sulla stessa isola...
    se vuoi ti porto pure un esempio: il film "Fresa y Chocolate" uscito anche in Italia col titolo tradotto di "Fragola e Cioccolato". Film di produzione cubana, distribuito sia a Cuba, sia all'estero.
    Critica la discriminazione degli omosessuali a Cuba sull'isola dell'epoca e pure parla della questione partito unico, libertà d'espressione.

    Potrei portarti altri esempi
    Esempi di critica limata a dovere, tollerata o forse incoraggiata dal regime al fine di esportare l'immagine di un paese dove è possibile esprimere il dissenso senza timore di ritorsioni.
    Ovviamente non è così.

  2. #132
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Citazione Originariamente Scritto da Generale gothic Visualizza Messaggio
    Esempi di critica limata a dovere, tollerata o forse incoraggiata dal regime al fine di esportare l'immagine di un paese dove è possibile esprimere il dissenso senza timore di ritorsioni.
    Ovviamente non è così.
    ...e se ce lo dice il generale gotico...
    siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in ogni parte del mondo...è la qualità più bella di un rivoluzionario... (Ernesto Guevara de la Serna)

  3. #133
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares Visualizza Messaggio
    non capisco cosa ti faccia sganasciare: la sanità cubana è efficiente nonostante l'embargo. fa ridere?

    l'efficienza non si misura in lustrini, ma in servizi forniti (che nel caso sono vite umane salvate e malattie curate. e nel caso cubano anche gratis).
    hai qualche dato che attesti tale efficienza ?
    lo chiedo perché una cosa è che la sanità sia a disposizione di tutti, un'altra che la sanità sia capace di curare i malati.
    Sarà colpa mia che ho i pregiudizi verso i comunisti, ma secondo me la sanità pubblica cubana ha un'efficacia assai scarsa.
    Per esempio: è meglio un sistema che garantisce l'accesso a 98 su 100, ma poi guarisce 1 su 2, oppure un sistema che garantisce l'accesso a 100 su 100, ma poi guarisce 1 su 5 ?
    Primo sistema: efficacia al 49 %; secondo sistema: efficacia al 20 %.
    E poi: sarà vero che l'accesso sia uguale per tutti ? non è che per i funzionari della nomenklatura ci sono ospedali a livello finlandese e per i poveracci baracche fatiscenti ?
    Ultima modifica di k21; 10-05-10 alle 18:04

  4. #134
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    La sanità a Cuba. Una sfida vincente

    2 giugno 2009

    di Michela Campinoti e Francesca Santomauro







    Negli ultimi 50 anni Cuba ha sviluppato un sistema sanitario nazionale esclusivamente pubblico che garantisce, con apprezzabili risultati di salute, cure e programmi di prevenzione di buona qualità a tutta la popolazione.

    Oggi a Cuba l’assistenza di primo livello è garantita da oltre 32.000 medici di famiglia. Ogni medico ha in carico circa 120-160 famiglie e, affiancato da un’infermiera, svolge attività di prevenzione e di cura sia ambulatorialmente che a domicilio. Il secondo livello di assistenza è fornito da 491 policlinici (poliambulatori o cliniche di comunità) disseminati su tutto il territorio, in cui un team multidisciplinare (geriatri, ginecologi, ostetriche di comunità, psichiatri e operatori sociali) collabora con il medico di famiglia. Le prestazioni ivi erogate, in regime prevalentemente di day hospital, sono di tipo diagnostico, terapeutico e riabilitativo. Il terzo livello di assistenza è assicurato da 222 ospedali a elevata specializzazione, alcuni dei quali di rilievo internazionale (Tabella 1). Nell’isola inoltre esistono circa 200 strutture residenziali per anziani[1],[2],[3],[4].


    Tabella 1. Cuba: indicatori generali. Fonte [1]

    Popolazione 11 .239.128
    Densità di popolazione (ab./km2) 102,3
    Medici per 10000 abitanti 64,4
    Medici di famiglia 32.548
    Numero di ospedali 222
    Numero di policlinici 491


    Questa articolata rete di assistenza ha contribuito al raggiungimento di risultati di salute comparabili a quelli dei paesi più ricchi.
    Il dato sicuramente più interessante è rappresentato dalla speranza di vita alla nascita della popolazione cubana che, grazie al controllo delle malattie infettive e al progressivo miglioramento delle condizioni socioeconomiche del paese, ha raggiunto i 78 anni. L’invecchiamento della popolazione (dal 9,1% di over 65 nel 1996 all’11,5% nel 2007) determinato anche dalla riduzione del tasso di natalità (12,7 ‰ nel 1996 al 10,0 ‰ nel 2007) ha comportato, dal punto di vista epidemiologico, l’aumento di incidenza delle malattie cronico-degenerative[1],[6]. Tra gli adulti, infatti, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, anche se negli ultimi 30 anni, grazie a programmi di prevenzione efficaci ed ai progressi terapeutici, questo tasso si è dimezzato. Altra importante causa di morte sono le patologie oncologiche: i tumori più frequenti sono il carcinoma polmonare e quello della prostata seguiti da quelli della mammella e del colon-retto. Tra gli adulti di età inferiore a 49 anni la principale causa di morte è costituita dagli infortuni. Per quanto riguarda le malattie infettive, ottimi risultati sono stati ottenuti grazie a ripetute campagne vaccinali. Di alcune di esse non si verificano casi clinici da molti anni: poliomielite (1962), tetano neonatale (1972), difterite (1979), morbillo (1993), pertosse (1994), rosolia e parotite (1995)[3]. L’infezione da HIV sull’isola ha una bassa prevalenza (<0,1% della popolazione di età compresa tra 15 e 49 anni)[4].

    A proposito della salute materno-infantile, si rileva come, a fronte di un tasso di mortalità materna ancora molto elevato, si sia raggiunto un tasso di mortalità infantile tra i più bassi del mondo (Tabella 2).



    Tabella 2. Cuba e paesi selezionati: indicatori sanitari
    (I Parte). Fonte [5]

    Speranza di vita Tasso di mortalità infantile Tasso mortalità
    alla nascita M/F (per 1000 nati vivi) materna (per 1000
    nati vivi)

    Cuba 76/80 5 45
    Am.latina 70/75 23 160
    Italia 78/84 3 3
    UE 15 77/83 4 6
    UE 25 75/81 4 7
    USA 75/80 7 11


    Tabella 2. Cuba e paesi selezionati: indicatori sanitari
    (II Parte). Fonte [5]


    Tasso di mortalità causa specifico*

    (per 100.000)



    Malattie Tumori Infortuni Prevalenza HIV**
    cardiovascolari (per 100.000)


    Cuba 215 129 54 52
    Am. latina 259 133 67 755
    Italia 174 134 29 300
    UE 15 185 138 37 189 (a)
    UE 25 250 146 52 238 (b)
    USA 188 134 47 508

    * standardizzato per età; ** ≥ 15 anni; (a) Escluso Finlandia e Lussemburgo; (b) Escluso Finlandia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Cipro e Malta.



    Questi risultati sono da considerarsi ancora più di valore se si considera che sono stati ottenuti a fronte di una spesa da 10 a 20 volte minore rispetto a quella di paesi che hanno raggiunto obiettivi di salute comparabili (Tabella 3). Ciò è stato possibile grazie ad una strategia sanitaria incentrata sulla medicina preventiva di comunità, alla disponibilità di una larga forza-lavoro retribuita con salari molto bassi, e all’impiego di una tecnologia non molto avanzata[7],[8].



    Tabella 3. Cuba e paesi selezionati: spesa sanitaria. Fonte [5]


    Cuba Am.latina Italia UE 15 UE 25 USA
    Spesa sanitaria
    totale come % PIL 8 7 9 9 8 15

    Spesa sanitaria pubblica
    come % della 91 53 77 76 73 45
    spesa sanitaria totale

    Spesa per la sanità
    come % sul totale 12 13 14 15 14 22
    della spesa pubblica

    Spesa sanitaria totale
    pro capite (PPP int. $) 333 486 2474 3042 2437 6350

    Spesa sanitaria pubblica
    pro capite (PPP int. $) 302 256 1894 2324 1826 2862








    Uno sguardo al passato

    Nel periodo pre-rivoluzione il sistema sanitario era molto eterogeneo e rudimentale, esisteva un solo ospedale universitario, un’unica scuola di medicina e le prestazioni erano erogate per la maggior parte privatamente da medici residenti prevalentemente all’Avana. Inoltre, le condizioni di vita di coloro che abitavano nelle campagne erano veramente precarie, e solo all’8% circa di essi era assicurata una qualche forma di assistenza medica.

    Con l’arrivo di Fidel Castro nel 1959, la nuova leadership cubana si prefisse l’ambizioso obiettivo di creare un sistema sanitario nazionale che erogasse servizi gratuiti e accessibili a tutta la popolazione. I primi interventi eseguiti furono quelli di bonifica ambientale, in particolare la realizzazione delle reti idrica e fognaria. Negli anni successivi, circa la metà dei medici, in disaccordo con il governo socialista e vedendosi togliere i privilegi a cui erano abituati, abbandonò Cuba. Nonostante questo all’inizio degli anni ‘60 il Ministero della Salute iniziò un programma di nazionalizzazione e regionalizzazione dei servizi sanitari: furono reclutati medici per l’assistenza alla popolazione rurale, realizzati nuovi ospedali e cliniche di comunità, fu iniziato un programma nazionale di immunizzazione dei bambini e fu istruito ulteriore personale sanitario.

    Negli anni ‘70 il modello di cure primarie basato sulle cliniche di comunità (o policlinici, centri polifunzionali di zona) fu potenziato e si accollò l’educazione alla salute, la prevenzione e il monitoraggio ambientale. Furono istituiti quattro programmi nazionali di assistenza multidisciplinare mirati alla tutela della salute materno-infantile, al controllo delle malattie infettive, alla prevenzione e cura delle malattie croniche e alla tutela degli anziani.

    Gli anni ‘80 videro lo sviluppo dell’assistenza specialistica e della ricerca. Fu istituito un programma nazionale per i trapianti d’organo e installata la prima risonanza magnetica nucleare dell’America Latina. Altre conquiste importanti furono il decollo dell’industria delle biotecnologie, in particolare in ambito vaccinale (in tale settore Cuba si affermò a livello mondiale) e l’introduzione nel 1986 del Programma del Medico di Famiglia, che mise a disposizione dei pazienti un team costituito da medico e infermiera e garantì, a partire dai primi anni ‘90, l’assistenza primaria al 95% delle famiglie cubane direttamente nel proprio quartiere di residenza.

    Gli anni ‘90 sono stati caratterizzati da una profonda crisi economica (si parla di Periodo Speciale) dovuta al crollo dell’Unione Sovietica (in due anni Cuba perse l’85% dei propri affari commerciali) e alle condizioni di embargo ancora più restrittive stabilite nel 1992 dagli USA. Lo stato di salute della popolazione regredì così di un decennio a causa delle restrizioni alimentari, del mancato approvvigionamento di farmaci e dell’impossibilità di sostituire le apparecchiature mediche obsolete o guaste. Sono stati necessari alcuni anni e una serie di interventi mirati a favorire lo sviluppo di un’economia agricola locale per recuperare la qualità di vita persa. Ciò è stato possibile anche grazie al prioritario interesse rivolto dal governo cubano verso i bisogni di salute della popolazione, all’attenta pianificazione della politica sanitaria ed all’oculata razionalizzazione delle risorse[4][9].







    Le sfide per il futuro

    La parziale ripresa economica degli ultimi anni, dovuta agli accordi stretti dal governo con il Venezuela per il rifornimento di petrolio e ad altri proficui rapporti commerciali con diversi paesi, fa ben sperare per il sistema sanitario. Si ipotizza che in pochi anni le strutture sanitarie saranno rinnovate ed equipaggiate di strumentazioni moderne. Il programma di rinnovamento degli ospedali è iniziato e il personale sanitario ha ricevuto un aumento, seppur modesto, del salario mensile[10].

    Inoltre, al sistema prioritariamente centralizzato è stata affiancata una politica di decentralizzazione che permette una maggiore flessibilità a livello municipale nell’organizzazione dei servizi e nell’utilizzazione delle risorse in risposta ai bisogni locali[11].

    Per evitare potenziali carenze di personale sanitario dovute al suo coinvolgimento massivo nelle missioni internazionali, anche l’addestramento dei nuovi operatori è in fase di rinnovamento e si sta assistendo allo sviluppo di un sistema di insegnamento decentralizzato, direttamente a livello dei policlinici. Si apre così la particolare sfida di riuscire a mantenere la qualità accademica di questo sistema di insegnamento. Inoltre, Cuba è impegnata ad offrire la formazione medica universitaria gratuita a migliaia di studenti provenienti da paesi in via di sviluppo[12].

    Infine, il “Piano di Salute Nazionale verso il 2015” del 2006 riconosce nell’invecchiamento della popolazione una sfida per i prossimi decenni e prevede un riorientamento dei servizi, in particolare di quelli erogati a livello dei policlinici di comunità, “from cure to care”. Un altro passo in questa direzione è rappresentato dal potenziamento dei centri di cura diurni per gli anziani inseriti nei quartieri in cui essi vivono.

    Anche se le sfide da affrontare sono enormi, i principi fondanti del sistema sanitario cubano non sono in discussione. Il suo carattere pubblico, l’accessibilità finanziaria (nessun pagamento al momento dell’erogazione del servizio) e la buona qualità delle cure offerte a tutta la popolazione in un’ampia rete integrata di strutture sanitarie, sono in forte contrasto con la tendenza registratasi in molti altri paesi dell’America Latina ad andare verso la progressiva privatizzazione dei servizi[10].

    Il punto forte del sistema sanitario cubano, che ha raccolto e per alcuni versi anticipato i principi contenuti nella dichiarazione di Alma Ata del 1978, è rappresentato quindi dallo sviluppo di un buon sistema di cure primarie, focalizzato sulla prevenzione delle malattie, attraverso per esempio le vaccinazioni dei bambini e gli screening di popolazione, piuttosto che sulla produzione di farmaci costosi e che ha investito sull’ottima formazione del personale, invece che sullo sviluppo di sofisticate strumentazioni diagnostiche[2][11].

    Al di là delle critiche che possono essere mosse al regime cubano e alla limitazione dei diritti civili che esso impone, il modello assistenziale sviluppato a Cuba merita senz’altro maggiore considerazione da parte della comunità scientifica, affinché ne sia compreso il reale valore e sia valutata la possibilità di esportarne gli elementi di forza in altre realtà in via di sviluppo.




    Bibliografia


    1. Situación de Salud en Cuba [PDF: 412 Kb]
    2. Bourne PG. Asking the right questions: Lessons from the Cuban healthcare System. Health Equity Network Lecture. London School of Economics and Political Science, 2003
    3. Cooper RS, Kennelly JF, Orduñez-Garcia P. Health in Cuba. Int J Epidemiol 2006; 35: 817-824
    4. Bonati M. Cuba. In: Salute globale e aiuti allo sviluppo – Diritti, ideologie, inganni. 3° Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale. Edizioni ETS, Pisa 348-358, 2008
    5. World Health Statistics 2008
    6. Anuario Estadístico 2007 – Datos Demográficos
    7. Evans RG. Thomas Mc Keown meet Fedel Castro: physicians, population health and Cuban paradox. Healthcare Policy 2008; 3: 21-32
    8. Aitsielmi A. An analisys of the Cuban health system. Public Health 2004; 118: 599-601
    9. Cuban Health System
    10. De Vos P, De Ceukelaire W, Bonet M, Van der Stuyft P. Cuba’s health system: challenges ahead. Health and Planning 2008; 23: 288-290
    11. WHO. Cuba’s primary care revolution: 30 years on. WHO Bulletin 2008; 86
    12. Mullan F. Affirmative action, Cuban style. NEJM 2004; 351:2680-2682
    13. De Vos P, De Ceukelaire W, Van der Stuyft P. Colombia and Cuba, contrasting models in Latin America’s health sector reform. Tropical Medicine and International Health 2006; 2: 1604-1612


    La sanità a Cuba. Una sfida vincente | Salute Internazionale

  5. #135
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Perdonatemi ma le tabelle sono venute trascritte male nell'articolo precedente. Consiglio di leggere direttamente dal link in fondo alla pagina.



    07/03/2005


    Terapia cubana



    Anche l’Oms dichiara che il servizio sanitario cubano è fra i migliori del mondo
    Castro in visita ad un ospedaleAccusato di non rispettare i diritti umani, oppresso da un embargo che dura ormai da quarant'anni, il paese di Fidel Castro può almeno andare fiero del suo sistemma sanitario. Un fiore all'occhiello sul quale adesso c'è anche il riconoscimento dell'Organizzazione mondiale della sanità.
    L’Oms infatti per voce del suo direttore generale aggiunto con delega per l’Hiv/Aids e la tubercolosi Jack Chi-con Chow, ha lodato il sistema sanitario cubano. Il direttore si è espresso con parole molto positive e ha anche fatto sapere che molte nazioni del mondo dovrebbero prendere esempio dal sistema assistenziale dell'isola di Fidel Castro: “Il livello raggiunto deve essere preso ad esempio anche da altri Paesi del mondo”. L’altissimo valore raggiunto dai medici cubani è una grande cosa considerando che l’isola subisce da oltre quarant’anni un embargo economico grandissimo da parte degli Usa.
    La visita all’Havana. Tappa obbligata del suo viaggio in America Latina, Cuba per Jack Chi-con Chow rappresenta un punto di partenza importante, soprattutto per la preparazione dei suoi dottori. Un numero altissimo di medici ha fatto esperienze all’estero, e nella ricerca scientifica l’Havana è fra i primi posti al mondo.

    Perché a Cuba. L’Oms ha visitato Cuba soprattutto per cercare di trovare una Simbolo lotta Aidsvia di collaborazione, un metodo, una strategia comune fra le nazioni del mondo per combattere la malattia del ventesimo secolo, l’Aids, in situazioni diverse fra loro, sia dal punto di vista socioculturale che dal punto di vista dello sviluppo nazionale. Fra l’altro va ricordato che dal 1959 (anno della rivoluzione) i servizi legati alla sanità sono completamente gratuiti per tutta la popolazione. Dopo la vittoria di Castro e dei suoi uomini vi fu anche l’instaurazione del servizio sanitario rurale che ha finalità di prevenzione delle malattie, soprattutto nelle zone più impervie del Paese.

    Medici e peacekeeping. Sono una cinquantina le nazioni del mondo che possono contare sull’aiuto dei medici e del personale sanitario cubano, soprattutto in Africa, Asia e America Latina. E sono molti i paesi che “sfruttano” le strutture di Fidel e la preparazione dei suoi dottori per il proprio servizio sanitario nazionale. Due esempi su tutti sono Haiti e Venezuela. Nel primo caso sono stati formati nelle scuole cubane più di centoventi medici haitiani che potranno tornare sull’isola dei bucanieri per portare soccorso ad una popolazione martoriata e fra le più povere del mondo. Nel caso del Venezuela, i medici cubani sono al lavoro da tempo per sostenere la Missione Barrio Adentro con la quale il governo di Caracas ha creato centri sanitari che coprono le necessità delle zone (i barrios) più povere della capitale. Il simbolo dell'organizzazione mondiale della salute

    Prima della Rivoluzione. Prima dell’avvento di Fidel Castro la sanità cubana versava in gravissime condizioni. Ad esempio mancava totalmente un sistema sanitario efficace ed efficiente. Mancava totalmente il coordinamento tra i pochi servizi sanitari disponibili. Più di centomila persone erano affette da tubercolosi (la popolazione totale era di circa sei milioni di abitanti). Una percentuale stratosferica di bambini, il 95 per cento, era affetta da parassitismo intestinale. La poliomielite, il tetano, la gastroenterite, la febbre tifoidea, erano casi ad elevato tasso di mortalità. Vi era un altissimo tasso di mortalità infantile: oltre 70 per mille nati vivi, e materna 120 per centomila nati vivi. L’aspettativa di vita era di 59 anni. In totale i medici sull’isola erano circa seimiladuecento.
    La cosa più sconvolgente era l'investimento da parte dello stato: solo tre pesos a testa.


    PeaceReporter - Terapia cubana

  6. #136
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Cuba, un paese in salute

    Martedì 04 Maggio 2010



    di Alberto Mazzoni



    Science é la più importante rivista statunitense di scienza. Sul numero del 30 aprile ha pubblicato un breve articolo che dimostra due cose: la prima é che l’embargo americano di cibo e medicine è tra le cause significative di almeno tre epidemie a Cuba; la seconda é che, nonostante questo, la sanità cubana è più efficiente di quella statunitense, perché le due organizzazioni garantiscono la stessa identica aspettativa di vita utilizzando risorse neanche confrontabili. La conclusione dei due autori (uno statunitense ed uno canadese) è che gli USA dovrebbero rimuovere l’embargo e provare ad adottare alcune soluzioni organizzative utilizzate a Cuba.

    Cuba aveva un’aspettativa di vita superiore alla media caraibica già durante Batista. Dopo la rivoluzione, nonostante la presenza dell’embargo, l’aspettativa di vita crebbe più velocemente di quella della media dei paesi sviluppati, giungendo ai livelli statunitensi nel 1975 (dati ONU). L’unico periodo in cui la crescita della vita media a Cuba si è fermata è stato il periodo especial degli anni 90. A causa del crollo degli scambi col blocco sovietico la situazione economica crollò e con essa quella sanitaria. Il consumo di calorie scese del 40%, si diffuse l’anemia.

    Quale momento migliore per i parlamento americano per introdurre due nuove leggi - la Torricelli Bill (1992) e l’Helms-Burton act (1996), volte a limitare rispettivamente gli scambi cubani con sedi estere delle compagnie americane e con compagnie non americane? Come conseguenza di queste leggi nel 1996 il formulario farmaceutico cubano era sceso a 900 farmaci dai 1300 del 1989. L’articolo cita pubblicazioni che collegano la mancanza di farmaci all’esplosione della tubercolosi del 1992 e degli anni immediatamente successivi, alla diffusione delle malattie intestinali del 1993, alle epidemie di neuropatie periferiche e ottiche (come la sindrome di Guillain-Barré nel 1994).

    Al momento l’aspettativa di vita cubana è nuovamente pari a quella statunitense (78,2 anni), anche grazie alla ripresa degli scambi con gli altri paesi centro e sud americani. Con pragmatismo anglosassone gli autori insistono sul fatto che lo stesso risultato è ottenuto dai cubani con una spesa infinitesima: il 7% del PIL e 355 $ a cittadino all’anno contro il 15% del PIL e 6714 $ a cittadino statunitense. Come è possibile?

    Secondo gli autori Cuba riesce ad ottenere risultati da mondo sviluppato con fondi da paese in via di sviluppo grazie a una serie di misure organizzative sviluppate per controbilanciare i danni dell’embargo: diffusione di un sistema di medici e ambulatori capillare - accento sulla prevenzione (è prevista per ogni cittadino una visita medica completa obbligatoria l’anno) - gratuità delle cure nella gran parte dei casi. Può sembrare contro intuitivo che spendere per mantenere le cure gratuite conduca a un risparmio ma se le cure sono gratuite i cittadini vi ricorrono anche quando il disturbo è lieve quindi a) le epidemie vengono prevenute e b) le malattie progressive vengono curate prima che la situazione si aggravi, due fattori che contribuiscono al risparmio.

    Così come in numerosi altri capitoli della politica estera, l’annunciata svolta di Obama su Cuba ancora non c’é stata. Nel maggio 2009 la Philips Electronics of North America Corporation (società olandese con 20% di capitale USA) ha ricevuto una multa di 128.000 dollari US Office of Foreign Assets Control per aver portato dal 2004 al 2006 equipaggiamenti medici a Cuba, proprio in virtù dell’Helms-Burton act.

    Ci sono comunque due leggi in discussione nel Parlamento Usa, una per consentire i viaggi turistici a Cuba, l’altra per consentire l’acquisto di medicinali. Gli autori giudicano queste due leggi necessarie, puntualizzando che la cosa più sensata sarebbe rimuovere l’embargo del tutto. Suggeriscono inoltre di avviare studi ufficiali e collaborazioni per stabilire quali delle pratiche cubane potrebbero essere adottate dalla sanità statunitense.

    L’articolo è interessante per la chiarezza e la documentazione, ma soprattutto come esempio di analisi pacata di un aspetto di un paese sul quale tendono spesso a scontrarsi le ideologie più che le argomentazioni razionali.


    Cuba, un paese in salute

  7. #137
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Qui qualche notizia sulla brigata Reeves: http://forum.politicainrete.net/comu...io-2010-a.html



    hai qualche dato che attesti tale efficienza ?

    spero che ti bastino K21, basta fare una semplice ricerca su internet per rendersi conto dell'apprezzamento a livello mondiale di cui gode il sistema cubano.

    Quando si parla si salute non c'è assicurazione o profitto che tenga.

  8. #138
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Io provvisoriamente vivo in Sabina - prov di Rieti; nord-Lazio. La maggior parte dei vecchi fumano a incastro. Nel senso ke cianno un dente sì e uno no. Preciso come in USA e in America Latina, dove pure i ragazzi cianno buchi orali spaventosi.
    A parte CUBA, dove TUTTI, giovani e vecchi, sorridono a 32 denti!
    FIDEL AMIGO, EL MUNDO ESTA' CON TIGO!
    P.S. X quanto riguarda la sdenattura, guardatevi i documentari sul terzo mondo (inclusa l'itaglia ke raglia sdentata).
    Ultima modifica di ARMINIUS; 10-05-10 alle 19:24

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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Citazione Originariamente Scritto da pride Visualizza Messaggio
    spero che ti bastino K21, basta fare una semplice ricerca su internet per rendersi conto dell'apprezzamento a livello mondiale di cui gode il sistema cubano.

    Quando si parla si salute non c'è assicurazione o profitto che tenga.
    Io non mi fido dell'OMS, figurarsi se mi fido di quelli che hanno scritto gli articoli che hai postato.
    Comunque, anche prendendo i dati per buoni, non sono i dati a cui ero interessato e vado a spiegarti il perché.
    Cito un passaggio interessante di uno degli articoli che hai postato

    Questi risultati sono da considerarsi ancora più di valore se si considera che sono stati ottenuti a fronte di una spesa da 10 a 20 volte minore rispetto a quella di paesi che hanno raggiunto obiettivi di salute comparabili (Tabella 3). Ciò è stato possibile grazie ad una strategia sanitaria incentrata sulla medicina preventiva di comunità, alla disponibilità di una larga forza-lavoro retribuita con salari molto bassi, e all’impiego di una tecnologia non molto avanzata
    a parte il fatto che secondo una tabella del medesimo articolo a Cuba si spende per la salute quasi il 10% del PIL (più o meno come in Europa), mi piace in particolar modo un'espressione: medicina preventiva di comunità
    Per esempio: i malati di AIDS sono quasi 0, perché ? perché negli ospedali curano l'AIDS, oppure perché le donne cubane non la danno via come il pane, a differenza di europee, africane o statunitensi ?
    i morti per tumore sono come negli USA, perché ? perché negli ospedali curano i tumori, oppure perché c'è poco inquinamento (per esempio, poche fabbriche, pochi ripetitori, ecc...) ?
    e così via...
    Alla fine, l'unico dato che diverge rispetto all'America Latina (e poi l'America Latina è un po' grandicella, Haiti e Cile non mi sembrano la stessa cosa) è la mortalità infantile, 4 volte inferiore rispetto all'America Latina.
    Qui la mano dell'uomo si vede, probabilmente c'è una buona rete di ostetriche.

    ps: dando per buone le statistiche del tuo articolo

  10. #140
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    Predefinito Rif: La sanità di Cuba è molto migliore di quella USA

    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio
    Per esempio: è meglio un sistema che garantisce l'accesso a 98 su 100, ma poi guarisce 1 su 2, oppure un sistema che garantisce l'accesso a 100 su 100, ma poi guarisce 1 su 5 ?
    la domanda ha poco senso... visto che il primo non sono gli USA ed il secondo non è Cuba

 

 
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