DC Corato "Il nostro partito rivendichi autonomia"
02/12/2008
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La Redazione
Andando a ritroso nel tempo, dovremmo risalire al periodo sabaudo per ritrovare la strategia dell’annessione. Sta serpeggiando tra i più che la nascente PDL debba procedere ad una serie di annessioni di Partiti, Partitini, Gruppetti, Movimenti e quant’altro, a questo gioco un vero Democristiano non può prestarsi e mi auguro che anche la Democrazia Cristiana che fa riferimento al Sottosegretario Prof. Pizza debba fortissimamente rivendicare la propria autonomia. Non è possibile miscelare la storia della Seconda Repubblica con la cultura, la tradizione e il vissuto di un Partito storico quale è stato e per me lo è ancora, la Democrazia Cristiana.
Ho ritenuto necessario dichiarare sin d’ora la mia indisponibilità ad accettare ogni e qualsiasi operazione di mistificazione politica, si potrebbe tollerare una strategica azione di collaborazione, ma mai un confondersi con culture diverse, livelli di statisti diversi, storia diversa.
Credo che Alcide De Gasperi mai avrebbe applicato la politica del “cucù” che tanto è cara a qualche uomo politico di questa epoca. La Democrazia Cristiana ha lavorato per abolire l’antica tessera di povertà, oggi i nuovi governanti la reintroducono sotto un nuovo eufemismo chiamato social card. Non è possibile che la nostra Nazione culla del diritto e fino a poco tempo fa della cultura, possa annientarsi rispetto a una visione quasi dogmatica di un nuovo magma che assorbe tutto.
Qualora (credo mai) si dovesse compiere un tale atto, il sottoscritto e credo molti degli amici che hanno condiviso il progetto di far rivivere la Democrazia Cristiana non seguiranno un percorso che porti ad annientare una storia e una cultura. Evidentemente gli uomini che oggi fanno politica hanno poca attitudine alla testimonianza, ai valori e ai contenuti progettuali, ma sono affascinati dal potere fine a se stesso o meglio a se stessi.
Per qualcuno sarò certamente tacciato di instabilità o di non chiara visione politica, ma la storia, ove mai si dovessero verificare certi atteggiamenti, mi darà ragione che pur in una visione distonica rispetto a quella di moda c’è ancora chi crede nell’autonomia di pensiero e nella dignità delle persone. E questo momento di riflessione mi è confortato da quello che sta avvenendo all’interno della stesso Partito Democratico, dove è di oggi la notizia che il Segretario Veltroni partecipa al PSE a Madrid, ma l’adesione al Socialismo Europeo la fa Fassino in memoria del suo essere stato l’ultimo Segretario DS.
Ormai la farsa si sta compiendo, si fanno i Partiti a mo’ di ipermercati e poi avendo inglobato tutto e di più, non si riesce a darne una identità precisa e diventano tutto e l’esatto contrario di tutto.
Perciò invito tutti quei Cattolici impegnati in politica e tutti quei Democristiani che si sono accasati per opportunità del momento in altra formazione, a ritrovare l’orgoglio dell’essere Democristiani e Popolari e ad abiurare alle sirene incantatrici e ai pifferai magici, poiché quello che riserva il nostro futuro richiede una nuova generazione che ricca dei valori del passato possa governare con nuova linfa una Nazione che ha fortemente paura di scommettere sui giovani, anzi a volte gli è nemica, e mi fa conforto che queste affermazioni le abbia dette il regista Ferrara al Torino festival di alcuni giorni fa. Pertanto mutuando l’antica affermazione di D’Alema che non voleva morire Democristiano, io dico di non voler morire Berlusconiano.
Aldo Zucaro
Un Democristiano
http://www.vivicorato.it/News/news.asp?id_not=5725








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