GOVERNO: MAGGIORANZA NERVOSA, FINI E BOSSI DIFENDONO I GIUDICI
Con 322 voti a favore e 272 contrari l'Aula della Camera ha approvato ieri la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al disegno di legge sugli incentivi. Il testo sara' licenziato definitivamente oggi per passare all'esame del Senato. La maggioranza e' stata di 50 voti. Piu' di 30 i deputati assenti al momento del voto.
Le tensioni nella maggioranza non mancano. Appena concluso il ''caso Scajola'' con le dimissioni del ministro per le Attivita' produttive, e' polemica tra i ministri Roberto Maroni e Angelino Alfano sul disegno di legge che il guardasigilli sta mettendo a punto sulle carceri: permetterebbe ai detenuti di scontare l'ultimo anno di pena ai domiciliari.
Per Maroni, il provvedimento all'esame della Commissione giustizia della Camera '' e' peggio di un indulto, visto che gli effetti non sarebbero una tantum, ma varrebbero sempre''.
Alfano replica sostenendo che ''il governo non pensa a indulti o amnistie ma a realizzare 21.479 nuovi posti nelle carceri''. Nel frattempo bisogna pero' intervenire per evitare l'attuale sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Il premier Silvio Berlusconi e' intanto impegnato a risolvere il problema della sostituzione di Claudio Scajola. Dopo l'incontro di ieri con il presidente Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio ha deciso di assumere l'interim del dicastero ma si tratta di una soluzione temporanea.
Le indiscrezioni indicano in Paolo Romani, Pdl, vice ministro alle Attivita' produttive, il possibile sostituto di Scajola, anche se la Lega ha provato a rivendicare quel ministero ricordando la sostituzione di Luca Zaia, attuale governatore del Veneto, al Ministero dell'agricoltura con Giancarlo Galan. La candidatura di Romani avrebbe avuto il via libera da parte di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia.
Resta da risolvere nel Pdl anche la scelta del nuovo presidente dei deputati, dopo le dimissioni del vice capogruppo Italo Bocchino, finiano. L'ipotesi piu' accreditata e' quella di un avvicendamento: Maurizio Lupi, attuale vicepresidente della Camera, sostituirebbe Fabrizio Cicchitto che a sua volta andrebbe a occupare il ruolo ricoperto finora da Lupi.
Altre polemiche riguardano l'avvivo di garanzia ricevuto da Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, indagato per corruzione dalla Procura di Roma. L'iscrizione dell'onorevole Verdini nel registro degli indagati si riferisce all'inchiesta per corruzione sull'aggiudicazione di appalti per la realizzazione di carceri e impianti di produzione di energia eolica in Sardegna. Verdini ha annunciato di non avere intenzione di dimettersi dall'incarico di coordinatore nazionale del suo partito.
Un comunicato del Pdl afferma che ''Verdini ha ribadito la sua totale estraneita' a ogni ipotesi di comportamenti penalmente o anche moralmente rilevanti e continua ad essere disponibile, com'e' suo costume, a favorire nelle sedi opportune il pronto accertamento della verita' da parte della giustizia, che metta nel nulla tutta una serie di illazioni, falsita' e costruzioni giornalistiche''.
Da Gianfranco Fini e da Umberto Bossi viene il diniego a pensare che gli ultimi avvenimenti che hanno avuto per protagonisti Scajola e Verdini siano una sorta di congiura della magistratura contro il Pdl. In una intervista a Sky Tg24, il presidente della Camera ha precisato: ''Non c'e' nessuna congiura o accanimento dei giudici contro l'esecutivo''. Fini ha pure auspicato una corsia preferenziale per il disegno di legge anti-corruzione: ''E' stato un disegno di legge voluto dal governo, quindi sarebbe bene che avesse una corsia preferenziale. Il direttivo del gruppo del Pdl non ha accolto la richiesta fatta dall'onorevole Bocchino. Spero che ci sia un ripensamento''.
''Mi sembra che i magistrati facciano solo il loro lavoro'', precisa anche il leader della Lega e ministro per le Riforme.
Sulla questione delle eventuali dimissioni di Verdini da coordinatore del Pdl, Bossi si limita a dire: ''Questo bisogna chiederlo a Berlusconi, decide lui''.