Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito La Lega lotta in palestra

    Veneto e beni storici

    La Lega lotta in palestra

    http://imuliniavento.splinder.com/po...tizie+brevi+ma...

    Glielo avevano promesso: “Con il nuovo governo ti cacceremo in Sicilia”. E così è stato. Guglielmo Monti è stato fino a poche settimane fa sovrintendente ai beni architettonici del Veneto orientale, ma invece che in Sicilia si è preferito mandarlo in Friuli.

    “E’ mio dovere salvaguardare i paesi storici. Il Veneto rischia un nuovo Far West edilizio”, diceva. I dati gli danno ragione: in Veneto, negli ultimi 20 anni, si è costruito il 40 per cento in più che nel resto d’Italia, e spesso male.

    E’ stata la Lega, con il sindaco di Vittorio Veneto e il segretario provinciale di Treviso, a volere il suo allontanamento. Il sindaco, Giancarlo Scottà, voleva costruire una nuova palestra su un’area verde adiacente a un monastero, inserito in una villa veneta sotto tutela.

    Monti è intervenuto per proteggere il bene storico e la Lega ha sollevato un putiferio chiedendo la sua testa. Il sovrintendente generale del Veneto lo ha quindi destituito dall’incarico, dopo averlo confermato solo due mesi prima per altri tre anni.

  2. #2
    uno, nessuno, centomila
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    Troppi terroni semianalfabeti a gestire il nostro patrimonio artistico e culturale...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da kappa Visualizza Messaggio

    Troppi terroni semianalfabeti a gestire
    il nostro patrimonio artistico e culturale...
    la destra, la sinistra, il centro, il basso e l'alto,
    sono concordi nel sostenere che lo "sviluppo"
    non si può fermare e che eventualmente,
    deve ripartire più forte di prima.

    altra concezione del territorio e delle potenziali
    alternative al cemento e asfalto, non esistono
    presso la classe dirigente veneta e itagliota.

    quindi non c'è da aspettarsi niente da questi signori,
    che del resto, sono gratificati da un altissimo consenso.

    qualunque partito o movimento che sostenesse un drastico
    taglio all'attività delle ruspe e betoniere, proponendo
    nel contempo una economia alternativa alla
    devastazione del territorio, raggiungerebbe percentuali
    dell'ordine dello 0,%...

    il perchè è chiaro,
    l'aspirazione ambientalista della
    popolazione, si ferma non oltre il recinto del proprio
    giardino...

  4. #4
    piemonteis downunder
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    max, hai ragione...ma sei sicuro che a nessuno importa niente?
    Li' un tizio che voleva difendere un patrimonio storico c'era,
    e il governo lo ha cacciato.

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    altra concezione del territorio e delle potenziali
    alternative al cemento e asfalto, non esistono
    presso la classe dirigente veneta e itagliota.
    prima o poi si accorgeranno anche loro che i turisti non vengono
    in Veneto da tutto il mondo per visitare le sue famose strade,
    tangenziali e capannoni industriali....

  5. #5
    Rifondazione Leghista
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    Monti non ha mai fatto molto per contenere l'edificazione, ha invece creato una corte di amici ai quali era tutto permesso. Un uomo al servizio dei potenti, arrogante con i più deboli.

  6. #6
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio
    prima o poi si accorgeranno anche loro che i turisti non vengono in Veneto da tutto il mondo per visitare le sue famose strade,
    tangenziali e capannoni industriali....
    «Auto e fabbriche, così Palladio muore»

    La denuncia del Giornale dell'Arte: i capolavori del grande architetto soffocati da cemento e svincoli stradali


    http://www.corriere.it/cronache/08_n...4f02aabc.shtml

    MILANO — «Così l'Italia ha massacrato Palladio» è il titolo senza sconti dell'inchiesta realizzata da Edek Osser per «The Art Newspaper» e per «Il giornale dell'Arte» in occasione delle celebrazioni in corso per i 500 anni dalla nascita dell'architetto più global della storia. La tesi dell'inchiesta è che il contesto in cui sorgono parte delle 4.270 ville sulle quali ha competenza l'Istituto regionale delle Ville venete, delle quali una trentina sono state progetta da Palladio, sia stato stravolto negli ultimi decenni e sia a tutt'oggi sottoposto a improprie trasformazioni del territorio.

    Le ville sono soffocate da industrie, svincoli stradali, capannoni, cave e attività al limite del lecito. Duemila di queste ville non sono vincolate e, in assenza di piani paesistici, «restano in un cono d'ombra», scrive Osser. Le opere del Palladio sono criticamente incomprensibili al di fuori del contesto naturale nel quale l'architetto le ha realizzate. Ne sono convinti Mario Botta, che in un recente convegno ha definito Palladio «un contraltare degli attuali archistar che costruiscono con indifferenza al contesto» e ne è convinto anche Vittorio Sgarbi che nel recente libro «Palladio. La luce della ragione» parla di «opere chiaramente distinte dalla natura e dal paesaggio eppure ad essi legate da un rapporto indissolubile».

    L'accusa di distruzione del contesto è sostenuta da varie testimonianze. Il geografo Francesco Vallerini parla di «disastro urbanistico che ha annullato il paesaggio». Lionello Puppi, storico dell'architettura, afferma che «villa Zeno a Cessalto è a rischio estremo, disabitata e chiusa e che la barchessa palladiana di Villafranca padovana non esiste nemmeno più: il colonnato cade a pezzi». Il problema, commenta Guido Beltramini, che con Howard Burns della Normale di Pisa è il curatore della mostra sui 500 anni dall'architetto vicentino (Palazzo Barbaran da Porto di Vicenza) è «che il paesaggio costruito intorno è stato consumato dallo sviluppo industriale».

    Davanti alla Malcontenta c'è un guardrail; villa Onesti Magrin a Grisignano è strozzata dalle strade; intorno a villa Valmarana dei Nani (affrescata da Tiepolo) e a Villa Chiericati sono sorti capannoni che alterano il contesto ben più delle villette di Monticchiello denunciate, tempo fa, da Asor Rosa. La fabbrica della Mira Lanza incombe da tempo minacciosa sulla villa di Mira mentre strutture industriali danneggiano il cono ottico di Villa Pesaro a Este (Collegio Manfredini) dell'altro grande maestro Baldassarre Longhena. Italia Nostra denuncia anche l'impatto della nuova autostrada A31 della Valdastico e altri l'impatto dell'ampliamento della caserma Dal Molin definito da Puppi, con una certa enfasi catastrofista, «cataclisma territoriale». Insomma, un brutto biglietto da visita sul quale è difficile intervenire.

    Le ville sono quasi tutte private, nelle mani di grandi famiglie (Valmarana, Foscari, Dalle Ore, Innocenti, Piovene...); e sono anche ben conservate. Ma sui contesti doveva, o dovrebbero, intervenire i comuni con i piani urbanistici. «Di tutte le ville in pericolo c'è quella di Cerato, per la quale è intervenuta anche la procura e la barchessa di villa Trissino di Meledo», afferma il presidente della Ville Venete Nadia Qualarsa. L'istituto ha concesso mutui per oltre 125 milioni di euro a favore di 1.750 ville. «Dal 2000 al 2008 siamo intervenuti su 9 ville tra le 24 protette dall'Unesco per totale di 4,5 milioni di euro». Insomma, lo sforzo sugli immobili è stato fatto dai proprietari e da chi li sostiene. Ma il territorio circostante non è stato tutelato. Chiude Beltramini: «Qualche provincia ha iniziato a chiederci consulenze per la salvaguardia del contesto, ma prima degli anni Settanta la cultura del restauro considerava solo gli edifici e non l'insieme. Ora il ministro Bondi, all'inaugurazione della mostra su Palladio, ha dichiarato che si finanzieranno anche progetti di tutela del paesaggio ». Ma salvo che si vogliano operare demolizioni, stando all'inchiesta siamo ormai fuori tempo massimo.

    Pierluigi Panza
    01 novembre 2008

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio


    Ora il ministro Bondi, all'inaugurazione della
    mostra su Palladio, ha dichiarato che si
    finanzieranno anche progetti di tutela del paesaggio ».

    giusto, il paesaggio va difeso;
    in particolare si dovrà fare il
    massimo sforzo, affinchè le
    2.000 nuove zone industriali,
    i 50.000 km. di nuove strade,
    gli 800 milioni di metri cubi di cemento,
    i 25 milioni di nuovi immigrati,
    le 12 nuove centrali atomiche,
    siano inseriti in un contesto
    di rigoroso rispetto dell'ambiente
    e di salvaguardia degli ecosistemi...

  8. #8
    il contadino
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    giusto, il paesaggio va difeso;
    in particolare si dovrà fare il
    massimo sforzo, affinchè le
    2.000 nuove zone industriali,
    i 50.000 km. di nuove strade,
    gli 800 milioni di metri cubi di cemento,
    i 25 milioni di nuovi immigrati,
    le 12 nuove centrali atomiche,
    siano inseriti in un contesto
    di rigoroso rispetto dell'ambiente
    e di salvaguardia degli ecosistemi...
    Essì

    Quando i Popoli Padano Alpini capiranno sarà troppo tardi.

    Roma Caput Mundi. Nel bene. E nel male.

 

 

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