POPULOSINATZIONE

FILMS SUPRA SAS CHISTIONES NATZIONALES:
LIMBA, CULTURA, RESISTENTZIA

Le proiezioni, il cui ingresso è libero e gratuito, si svolgeranno presso la sede nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia, in via A. Saffi 12 a Nugoro


VENERDì 31.10.08, ORE 19: Primavera in Kurdistan - Kurdistan
Regia: Stefano Savona, Anno di produzione: 2006, Tipologia: documentario

Il regista Stefano Savona raggiunge il nord dell’Iraq poco dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Se per i curdi dell’Iraq è iniziata una nuova era, la lotta per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo in Turchia entra in una fase ancora più difficile. Il regista intraprende un viaggio lungo un mese insieme a un’unità di combattenti del PKK per raggiungere il confine con la Turchia. Durante il viaggio, fatto di lunghe marce tra panorami meravigliosi e incontaminati di montagna, il gruppo passerà qualche giorno in un campo femminile nel quale si preparano le combattenti alla lotta per la libertà e si educano gli uomini a una mascolinità rispettosa del ruolo femminile nella società. Raggiunto il confine, i guerriglieri vanno incontro alla loro guerra e, in molti casi, alla morte. L’intero viaggio è narrato dal punto di vista di Akif, curdo figlio di emigrati in Germania, che ha lasciato l’Europa per ricercare le proprie origini e lottare per il suo popolo.

VENERDì 14.11.08, ORE 19: La battaglia di Algeri - Algeria
Regia: Gillo Pontecorvo. Genere Drammatico, Italia 1966.

Nell'ottobre 1957, mentre i paracadutisti del colonnello Mathieu rastrellano la Casbah, Ali La Pointe, uno dei capi della guerriglia algerina, rievoca il passato, l'organizzazione dell'FLN (Fronte di Liberazione Nazionale), gli attentati, gli scioperi, le delazioni. Ali La Pointe è ucciso, ma tre anni dopo, in dicembre, il popolo algerino scende in piazza, proclamando la propria volontà di indipendenza. Sobria rievocazione di taglio documentaristico sulla base di una solida sceneggiatura che, con forte coralità, mostra una guerra di popolo. Leone d'oro alla Mostra di Venezia, il film ebbe vasta risonanza internazionale diventando, fra l'altro, un film di studio per le Black Panthers. Musica di E. Morricone.

VENERDì 28.11.08, ORE 19: Private - Palestina
Un film di Saverio Costanzo. Genere Drammatico, Italia 2004.

Racconta lo scontro israelo-palestinese l’opera prima del regista italiano Saverio Costanzo, Private, sguardo che supera il macrocosmo della striscia di Gaza e si perde nel quotidiano. Costanzo, documentarista e già autore di progetti televisivi di nicchia, realizza un film nuovo, duro e privo di violenza fisica, concitato e denso di umanità.
Mohamed è un padre di famiglia e vive in Palestina con la moglie e i tre figli. Improvvisamente la porta della sua casa si spalanca. E' l'esercito israeliano. “La casa è sequestrata” grida un militare, ma Mohamed non vuole cedere, non vuole abbandonare l'abitazione. “Perché subire tutto questo”, penserà. E allora lui e la sua famiglia vengono relegati in alcune stanze. Divieto d'accesso assoluto al piano di sopra. E' vita questa? E' dal titolo che si deve partire nell'analisi di questo film. Private è un titolo perfetto. Private è un microcosmo, la rappresentazione di un conflitto infinito nello spazio di un abitazione. E'un mondo privato in cui esiste una "politica privata", la politica della sopravvivenza.Private è un film sincero, diretto al cuore, pieno della sofferenza di un popolo, quello palestinese, sempre in bilico fra la convinzione di rispondere alla forza con la forza e il resistere mettendo in mostra la propria dignità.

VENERDì 12.12.08, ORE 19: Il vento fa il suo giro - Occitania


Regia di: Giorgio Diritti Genere: Drammatico, Italia: 2005.


Quando si incontrano sul proprio cammino pellicole simili, vien da gridare che il cinema italiano non solo non è morto, ma si ha voglia di abbassare la testa e volgere lo sguardo altrove, vergognandosi persino di averlo pensato. Girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, un ex professore decide di trasferirsi con tutta la sua famiglia – una moglie e tre figli - in un paesino di poche anime, sulle montagne, per poter vivere secondo natura. Nella diffidenza generale, Philippe e sua moglie vivono di pastorizia, cercando di raggiungere quel difficile equilibrio con le cose del mondo e con gli anziani abitanti del posto. Il film di Giorgio Diritti merita una menzione speciale. "E l'aura fai son vir" - questo il titolo occitano del film - si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose, un movimento circolare in cui tutto torna, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola, senza scomodare miti e profeti, ha la forza di un trattato antropologico, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli, in un cinismo che contagia, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino, inaspettato, meraviglioso. Come le anime salve che descrive, uomini in cerca di un senso che l'esistenza stessa allontana ogni giorno di più.