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  1. #1
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    Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda

    Le riflessioni che seguiranno questa breve presentazione, sono state sopratutto elaborate attraverso un dialogo e un confronto sul forum di politicaonline. Nello specifico mi riferisco alla sezione tematica regionale di "Sardegna/Sardinnya". Scontri aspri, ma anche proficui scambi di opinioni, avvenuti in un brevissimo, ma intenso arco di tempo durante i miei primi post. Da tempo stò maturando l'idea che la Sardegna sia in una condizione di scambio economico e culturale diseguale rispetto all'Europa, e allo Stato italiano. Uno scambio economico e culturale diseguale, che non è certo generato dalla malasorte o dal destino cinico e baro dei sardi. L'obbiettivo di questa riflessione è l'apertura di un dibattito plurale e aperto, da Sinistra, sulla Questione Sarda.

    Ringrazio l'amico Su Componidori, per avermi dato la possibilità di esprimere le mie riflessioni, anche nella sezione de su Partitu Sardu, spero che possiate rispondermi, anche criticamente sulle mie idee di liberazione umana della Sardegna.

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  2. #2
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    Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda
    Il conflitto sociale, è la premessa per una analisi sull'affermazione dei diritti della Nazione Sarda. Dall’analisi dei nostri limiti culturali e politici, dalla riflessione sulla società che viviamo, la Sinistra deve rilanciare l’autodeterminazione del popolo sardo contrastando il massacro sociale generato dal neoliberismo, e ricercando e sperimentando costantemente nuove forme di lotta e connessione con la realtà sociale che ci circonda.

    Fare analisi sulle peculiarità socio-economiche della Sardegna è molto difficile, dare risposte e ricette che determinino la liberazione politica, economica e culturale dei Sardi diviene addirittura impossibile, nel momento in cui ci limitiamo a indicare soluzioni che devono valere per tutti. Per questo è necessario produrre metodi di inchiesta costante e permanente per capire e percepire l’utilità sociale della Sinistra nei confronti della società sarda e sopratutto capire e percepire cosa è utile alla società sarda nel suo complesso.

    Senza inchiesta del vivere quotidiano che ci circonda, non andiamo da nessuna parte, cominciamo a chiederci come ci vede, come ci percepisce, quali esigenze e bisogni hanno gli esclusi, il precario del comune, il lavoratore socialmente utile, l’operatore del call center, il migrante, il pensionato, lo studente, il disoccupato, l’artigiano, il pastore e l’agricoltore.

    Come ho avuto modo di scrivere più volte su questo forum, mi piacerebbe vedere una sinistra pacifista, ambientalista, femminista, comunista, autonomista e sardista con una sinistra nazionalitaria combattere assieme, contro le basi militari, contro il G8 in Sardegna, lottare per una terra smilitarizzata, una terra di incontro e dialogo tra le culture del Mediterraneo, una terra che cresca e si sviluppi producendo lavoro buono, indeterminato e sano, legato alle peculiarità dei nostri territori, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti civili e sociali.

    La Sardegna, come il resto del mondo, è la protagonista passiva di un modello di sviluppo selvaggio, che produce solitudine e precarietà, un modello di sviluppo dominato da un capitalismo predatore, che viaggia di pari passo con una tendenza culturale che ci vorrebbe tutti da soli, ognuno per conto suo, in una dimensione egoista e individualista, non solo nel lavoro, ma anche nella quotidianità della vita. La Sardegna vive in maniera drammatica e violenta un processo di deindustrializzione costante, un processo parallelo alla distruzione della cultura operaia e contadina, visibile nel tentativo di mercificazione dei beni comuni, dalla privatizzazione dell’acqua, alla svendita della conoscenza, della cultura e dei saperi.

    Solo lottando per la rigenerazione della cultura comunitaria, mutualistica e ribelle che storicamente ha contraddistinto il movimento operaio sardo, possiamo chiudere per sempre il capitolo del colonialismo culturale ed economico, e possiamo contribuire a ricostruire una coscienza collettiva di classe e di popolo.


    robertoguidi

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda
    Il conflitto sociale, è la premessa per una analisi sull'affermazione dei diritti della Nazione Sarda. Dall’analisi dei nostri limiti culturali e politici, dalla riflessione sulla società che viviamo, la Sinistra deve rilanciare l’autodeterminazione del popolo sardo contrastando il massacro sociale generato dal neoliberismo, e ricercando e sperimentando costantemente nuove forme di lotta e connessione con la realtà sociale che ci circonda.

    Fare analisi sulle peculiarità socio-economiche della Sardegna è molto difficile, dare risposte e ricette che determinino la liberazione politica, economica e culturale dei Sardi diviene addirittura impossibile, nel momento in cui ci limitiamo a indicare soluzioni che devono valere per tutti. Per questo è necessario produrre metodi di inchiesta costante e permanente per capire e percepire l’utilità sociale della Sinistra nei confronti della società sarda e sopratutto capire e percepire cosa è utile alla società sarda nel suo complesso.

    Senza inchiesta del vivere quotidiano che ci circonda, non andiamo da nessuna parte, cominciamo a chiederci come ci vede, come ci percepisce, quali esigenze e bisogni hanno gli esclusi, il precario del comune, il lavoratore socialmente utile, l’operatore del call center, il migrante, il pensionato, lo studente, il disoccupato, l’artigiano, il pastore e l’agricoltore.

    Come ho avuto modo di scrivere più volte su questo forum, mi piacerebbe vedere una sinistra pacifista, ambientalista, femminista, comunista, autonomista e sardista con una sinistra nazionalitaria combattere assieme, contro le basi militari, contro il G8 in Sardegna, lottare per una terra smilitarizzata, una terra di incontro e dialogo tra le culture del Mediterraneo, una terra che cresca e si sviluppi producendo lavoro buono, indeterminato e sano, legato alle peculiarità dei nostri territori, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti civili e sociali.

    La Sardegna, come il resto del mondo, è la protagonista passiva di un modello di sviluppo selvaggio, che produce solitudine e precarietà, un modello di sviluppo dominato da un capitalismo predatore, che viaggia di pari passo con una tendenza culturale che ci vorrebbe tutti da soli, ognuno per conto suo, in una dimensione egoista e individualista, non solo nel lavoro, ma anche nella quotidianità della vita. La Sardegna vive in maniera drammatica e violenta un processo di deindustrializzione costante, un processo parallelo alla distruzione della cultura operaia e contadina, visibile nel tentativo di mercificazione dei beni comuni, dalla privatizzazione dell’acqua, alla svendita della conoscenza, della cultura e dei saperi.

    Solo lottando per la rigenerazione della cultura comunitaria, mutualistica e ribelle che storicamente ha contraddistinto il movimento operaio sardo, possiamo chiudere per sempre il capitolo del colonialismo culturale ed economico, e possiamo contribuire a ricostruire una coscienza collettiva di classe e di popolo.


    robertoguidi
    Senti amico, questo zufolo sono almeno sessant'anni che suona e noi ci troviamo in queste condizioni anche perché troppi di noi hanno dato ascolto - non sto a dire perché - al pifferaio di turno.

    Sarebbe bene che tu non insistessi, vai a tentare di incantare i topi da qualche altra parte.

  4. #4
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    Mi è piaciuto il tuo discorso che ha toccato le aree principali nelle quali il popolo sardo si ritrova "prigioniero": dalla condizione di precariato, all'ambito della conoscenza e della formazione, a quello dello sfruttamento selvaggio del nostro territorio per caricarlo di basi militari, colate di cemento e qualsiasi cosa serva ad altri tranne che a noi....Soprattutto ho apprezzato il tuo pensare a tutte le componenti della società: dal pastore al pemsionato, allo studente, ecc. Questo è segno di grande valore umano e rispetto per la vita e la dignità di tutti ma anche segno di un senso di giustizia che non dimentica coloro che vivono in condizioni gravose e difficili. Questo significa proporre BUONE soluzioni. Questa dovrebbe essere la politica da portare avanti nella nostra Terra gloriosa, ma sarebbe bello vedere queste intenzioni in tutto il mondo. Io penso che in ciò che tu hai scritto possano trovarsi molti dei valori sardisti.Anche il tema dell'acqua....ci hainteressati direttamente. Allora io sinceramente non mi sento di dirti di andare ad incantare topi come qualcuno ti ha detto, ma mi sento di dirti che dalle tue parole viene fuori quel senso di giustizia e quel modello politico bastao sul mutuo soccorso e sulla riconoscenza del valore e della dignità umane. Io auspico che noi sardi e oi sardisti riusciremo a realizzare una migliore società nella quale si presti davvero attenzione a come vive il pensionato, il precario, il pastore e lo studente....e che non si guardi solo al benessere di quelli che già si dondolano nelle loro amache tutta la giornata.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Montebardosu Visualizza Messaggio
    Senti amico, questo zufolo sono almeno sessant'anni che suona e noi ci troviamo in queste condizioni anche perché troppi di noi hanno dato ascolto - non sto a dire perché - al pifferaio di turno.

    Sarebbe bene che tu non insistessi, vai a tentare di incantare i topi da qualche altra parte.
    Oh Montebardosu! Ti ringrazio per la considerazione, ma non essendo un pifferaio, non volevo assolutamente produrre un manifesto ideologico. Le mie erano semplici riflessioni personali, mica pretendo che una personalità come te, attenta e preoccupata a non farsi incantare dal pifferaio di turno le possa condividere. Ti chiedo invece di approfondire i tuoi pensieri, e di spiegarmi come mai da 60 anni ci troviamo in queste condizioni.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ClaudiaPibiri Visualizza Messaggio
    Mi è piaciuto il tuo discorso che ha toccato le aree principali nelle quali il popolo sardo si ritrova "prigioniero": dalla condizione di precariato, all'ambito della conoscenza e della formazione, a quello dello sfruttamento selvaggio del nostro territorio per caricarlo di basi militari, colate di cemento e qualsiasi cosa serva ad altri tranne che a noi....Soprattutto ho apprezzato il tuo pensare a tutte le componenti della società: dal pastore al pemsionato, allo studente, ecc. Questo è segno di grande valore umano e rispetto per la vita e la dignità di tutti ma anche segno di un senso di giustizia che non dimentica coloro che vivono in condizioni gravose e difficili. Questo significa proporre BUONE soluzioni. Questa dovrebbe essere la politica da portare avanti nella nostra Terra gloriosa, ma sarebbe bello vedere queste intenzioni in tutto il mondo. Io penso che in ciò che tu hai scritto possano trovarsi molti dei valori sardisti.Anche il tema dell'acqua....ci hainteressati direttamente. Allora io sinceramente non mi sento di dirti di andare ad incantare topi come qualcuno ti ha detto, ma mi sento di dirti che dalle tue parole viene fuori quel senso di giustizia e quel modello politico bastao sul mutuo soccorso e sulla riconoscenza del valore e della dignità umane. Io auspico che noi sardi e oi sardisti riusciremo a realizzare una migliore società nella quale si presti davvero attenzione a come vive il pensionato, il precario, il pastore e lo studente....e che non si guardi solo al benessere di quelli che già si dondolano nelle loro amache tutta la giornata.
    Claudia,
    Davvero, grazie per le tue parole di condivisione.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ClaudiaPibiri Visualizza Messaggio
    Mi è piaciuto il tuo discorso che ha toccato le aree principali nelle quali il popolo sardo si ritrova "prigioniero": dalla condizione di precariato, all'ambito della conoscenza e della formazione, a quello dello sfruttamento selvaggio del nostro territorio per caricarlo di basi militari, colate di cemento e qualsiasi cosa serva ad altri tranne che a noi....Soprattutto ho apprezzato il tuo pensare a tutte le componenti della società: dal pastore al pemsionato, allo studente, ecc. Questo è segno di grande valore umano e rispetto per la vita e la dignità di tutti ma anche segno di un senso di giustizia che non dimentica coloro che vivono in condizioni gravose e difficili. Questo significa proporre BUONE soluzioni. Questa dovrebbe essere la politica da portare avanti nella nostra Terra gloriosa, ma sarebbe bello vedere queste intenzioni in tutto il mondo. Io penso che in ciò che tu hai scritto possano trovarsi molti dei valori sardisti.Anche il tema dell'acqua....ci hainteressati direttamente. Allora io sinceramente non mi sento di dirti di andare ad incantare topi come qualcuno ti ha detto, ma mi sento di dirti che dalle tue parole viene fuori quel senso di giustizia e quel modello politico bastao sul mutuo soccorso e sulla riconoscenza del valore e della dignità umane. Io auspico che noi sardi e oi sardisti riusciremo a realizzare una migliore società nella quale si presti davvero attenzione a come vive il pensionato, il precario, il pastore e lo studente....e che non si guardi solo al benessere di quelli che già si dondolano nelle loro amache tutta la giornata.
    Ciao, Mikey Mouse! Stai bene?

    Ma lo sai che con i temi che tu apprezzi tanto, hanno comprato i nostri nonni e i nostri padri? E poi come li hanno lasciati? Non ti sembra che siamo punto e a capo?

    Che soluzioni ti aspetti da questo nuovo pifferaio (di serie B, peraltro?)

    Che ammetta che la soluzione ideale per noi è autogovernarci in piena libertà e indipendenza secondo le nostre tradizioni, cultura ed esigenze primarie?

    Leggi bene la sua musica flautata e, al di là delle parole, cerca di capire cosa intende proporre ai Sardi perché essi abbiano la giustizia che da secoli è mancata loro.

    Vedrai che anche questo tende a intrupparci nella massa informe e anonima del suo schieramento.

    Malassentas, ma bisonzat propriu a bos ghiare a manu tenta, ca si no che ruides in mare chena mancu narrer "OHI!

  8. #8
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    Predefinito Mi chiamoClaudia, non M. Mouse...

    Citazione Originariamente Scritto da Montebardosu Visualizza Messaggio
    Ciao, Mikey Mouse! Stai bene?

    Ma lo sai che con i temi che tu apprezzi tanto, hanno comprato i nostri nonni e i nostri padri? E poi come li hanno lasciati? Non ti sembra che siamo punto e a capo?

    Che soluzioni ti aspetti da questo nuovo pifferaio (di serie B, peraltro?)

    Che ammetta che la soluzione ideale per noi è autogovernarci in piena libertà e indipendenza secondo le nostre tradizioni, cultura ed esigenze primarie?

    Leggi bene la sua musica flautata e, al di là delle parole, cerca di capire cosa intende proporre ai Sardi perché essi abbiano la giustizia che da secoli è mancata loro.

    Vedrai che anche questo tende a intrupparci nella massa informe e anonima del suo schieramento.

    Malassentas, ma bisonzat propriu a bos ghiare a manu tenta, ca si no che ruides in mare chena mancu narrer "OHI!

    Io non mi faccio incantare dai pifferai....semplcemente ho condiviso le idee che R.Guidi ha proposto....e siccome io scrivo sempre sinceramente ciò che penso....eccoci qua. Se R.uidi và "cattive intenzioni" come tu sostieni lo vedremo, per ra io non ho visto questo fine malvagio, ma la sua voglia di dre ciò che pensa...come del resto facciamo tutti noi....A me risulta che con quei temi inostri nonni non siano stati fregati, ma che al contrario sono loro che hanno lottato e portato avanti quel tipo di idee...di riscatto, di giustizia, di rispetto della dignità umana.....e sono gli stessi temi che dovremmo ripendere noi oggi e fare di nuovo delle battaglie perchè ciò che avevano conquistato i nostri padri il capitalismo ce lo ha ripreso.....malattia non retribuita...ferie idem....precariato...stipendi da miseria...e costo della vita che aumenta....distruzione della scuola pubblica....così i figli dei poveri non potranno mai avere un riscatto ....... non so se dev continuare....di nuovo gli studenti.....quasi come nel sessantotto......e spero che di nuovogli operai si uniscano in questa battaglia...ma oggic'è ance una uova categoria..i precari.....chissà se davvero rusciremo a vincere e lottare contro questa realtà che sta odorand di dittatura......

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ClaudiaPibiri Visualizza Messaggio
    Io non mi faccio incantare dai pifferai....semplcemente ho condiviso le idee che R.Guidi ha proposto....e siccome io scrivo sempre sinceramente ciò che penso....eccoci qua. Se R.uidi và "cattive intenzioni" come tu sostieni lo vedremo, per ra io non ho visto questo fine malvagio, ma la sua voglia di dre ciò che pensa...come del resto facciamo tutti noi....A me risulta che con quei temi inostri nonni non siano stati fregati, ma che al contrario sono loro che hanno lottato e portato avanti quel tipo di idee...di riscatto, di giustizia, di rispetto della dignità umana.....e sono gli stessi temi che dovremmo ripendere noi oggi e fare di nuovo delle battaglie perchè ciò che avevano conquistato i nostri padri il capitalismo ce lo ha ripreso.....malattia non retribuita...ferie idem....precariato...stipendi da miseria...e costo della vita che aumenta....distruzione della scuola pubblica....così i figli dei poveri non potranno mai avere un riscatto ....... non so se dev continuare....di nuovo gli studenti.....quasi come nel sessantotto......e spero che di nuovogli operai si uniscano in questa battaglia...ma oggic'è ance una uova categoria..i precari.....chissà se davvero rusciremo a vincere e lottare contro questa realtà che sta odorand di dittatura......
    Potrei dirti: faghe comente cheres, e, a dire il vero, sono molto tentato.....

    Perché? Ma perchè tu ragioni con la logica che ti instillano i partiti italiani e poi cerchi di riversare tale logica nei problemi della Sardegna.

    Non riesci a capire che pensare sardamente significa anche non accettare le lusinghe che i partiti italiani ci fanno proprio sui nostri problemi reali ed immanenti (magari creati dalla loro politica).

    I partiti italiani (dai comunisti ai democristiani) chi battendo su un tasto chi su altro e poi unendo le loro musiche (non stonate, anzi accordatissime) hanno fatto deviare i nostri nonni e i nostri padri dall'idea che è nostro diritto, per scegliere e produrre il nostro benessere, di essere indipendenti. Poi gli hanno messo i paraocchi e adesso essi e i loro figli la pensano esattamente come questi interessati protettori.

    Tu che parli di conquiste di tutto il proletariato mondiale, sembri sottovalutare invece i danni che questi protettori non richiesti hanno prodotto in Sardegna con le uniche politiche portate avanti al solo fine di potenziare la loro influenza ed il loro potere: la politica "industriale" e quella "turistica". A cui dobbiamo aggiungere il male di sempre: la politica "clientelare e assistenziale".

    Vuoi dunque lasciare che questo signore si esibisca qui da noi, fingendosi interessato ai nostri problemi (e perché mai?) e dalla nostra parte (e per quale recondito motivo?). Faghe comente cheres. Non sarò certo io a impedirtelo. Ciò che volevo dire e che ho ritenuto importante l'ho detto. Non aggiungerò una parola di più, perché chiunque partecipi al dibattito che egli vuole, gli amplia lo spazio a disposizione e gli dà ulteriori argomenti per replicare.

    Se invece mostrerai di aver capito, non gli darai più neanche il piacere di ricevere una tua risposta...Capito...topolina?

  10. #10
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    Predefinito Mi puoi spiegare meglio per favore?

    Citazione Originariamente Scritto da Montebardosu Visualizza Messaggio
    Potrei dirti: faghe comente cheres, e, a dire il vero, sono molto tentato.....

    Perché? Ma perchè tu ragioni con la logica che ti instillano i partiti italiani e poi cerchi di riversare tale logica nei problemi della Sardegna.

    Non riesci a capire che pensare sardamente significa anche non accettare le lusinghe che i partiti italiani ci fanno proprio sui nostri problemi reali ed immanenti (magari creati dalla loro politica).

    I partiti italiani (dai comunisti ai democristiani) chi battendo su un tasto chi su altro e poi unendo le loro musiche (non stonate, anzi accordatissime) hanno fatto deviare i nostri nonni e i nostri padri dall'idea che è nostro diritto, per scegliere e produrre il nostro benessere, di essere indipendenti. Poi gli hanno messo i paraocchi e adesso essi e i loro figli la pensano esattamente come questi interessati protettori.

    Tu che parli di conquiste di tutto il proletariato mondiale, sembri sottovalutare invece i danni che questi protettori non richiesti hanno prodotto in Sardegna con le uniche politiche portate avanti al solo fine di potenziare la loro influenza ed il loro potere: la politica "industriale" e quella "turistica". A cui dobbiamo aggiungere il male di sempre: la politica "clientelare e assistenziale".

    Vuoi dunque lasciare che questo signore si esibisca qui da noi, fingendosi interessato ai nostri problemi (e perché mai?) e dalla nostra parte (e per quale recondito motivo?). Faghe comente cheres. Non sarò certo io a impedirtelo. Ciò che volevo dire e che ho ritenuto importante l'ho detto. Non aggiungerò una parola di più, perché chiunque partecipi al dibattito che egli vuole, gli amplia lo spazio a disposizione e gli dà ulteriori argomenti per replicare.

    Se invece mostrerai di aver capito, non gli darai più neanche il piacere di ricevere una tua risposta...Capito...topolina?

    Rispondo con la sincerità di sempre. Mi spiace che tu mi creda così tontolona da farmi incantare da chissàchi....io ho semplicemente detto che sui punti esposti da R.G. mi trovavo d'accordo....tutto qui....non credo che le battaglie condotte dai movimenti operai ci abbiano fatto male...credo ci abbia danneggiato maggiormente il sistema capitalistico che di fronte ai soldi non vede neanche i isogni basilari delle persone....tutto qui....mi trovi d'accordo invece sul fatto che il settore turistico e quello industriale in Sardegna sono manovrati male e non da noi......Ciao

 

 
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