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Originariamente Scritto da
ETTORE MUTI
ho sempre considerato quelli come l'indiano ghandi dei falliti e vigliacchi ominidi...fai un po te amichetto di Fini
Ce l'ha fatta nel suo intento, ma solo perché i suoi avversari, tra l'altro spossati da una guerra innecessaria, hanno abbandonato il campo di loro iniziativa.
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Originariamente Scritto da
ServoDellaGleba
Ce l'ha fatta nel suo intento, ma solo perché i suoi avversari, tra l'altro spossati da una guerra innecessaria, hanno abbandonato il campo di loro iniziativa.
e quindi non grazie a lui....come una certa storiografia su carta igenica vuole fa credere..:-01#44
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Originariamente Scritto da
RexCronos
Scusate l'intrusione; ma leggendo delle vicende a roma sugli scontri ai cortei studenteschi, mi è sorta una curiosità: come recepiscono i membri dell'area le teorie sulla lotta non violenta? E' valutata come strategia di lotta sociale? Si conoscono e apprezzano (oppure no) gli esempi e gli scritti di Ghandi sull'argomento?
Grazie...
Guarda, personalmente ammiro moltissimo Ghandi. Non abiuro assolutamente, infatti, la sua concezione di lotta ed anzi credo che il suo metodo abbia comunque fatto capire che spesso per ottenere i fini che si vogliono perseguire non è necessario ricorrere alla violenza.
Si badi che, queste parole non sono frasi da cristianuccio o pacifista, ma dovrebbero essere di norma per qualunque società civile.
Credo anche che però ci siano altrettante occasioni in cui questo metodo di lotta non è perfettamente convenzionale e quindi i luoghi e le cause di forza maggiore impongono il ricorso alla violenza, naturalmente solo e sempre difensiva mai offensiva.
In conclusione: penso che il metodo di Ghandi si debba riconoscere ed apprezzare, di conseguenza valutare, ma non per forza adottare.
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Originariamente Scritto da
GLADIUS
Guarda, personalmente ammiro moltissimo Ghandi. Non abiuro assolutamente, infatti, la sua concezione di lotta ed anzi credo che il suo metodo abbia comunque fatto capire che spesso per ottenere i fini che si vogliono perseguire non è necessario ricorrere alla violenza.
Si badi che, queste parole non sono frasi da cristianuccio o pacifista, ma dovrebbero essere di norma per qualunque società civile.
Credo anche che però ci siano altrettante occasioni in cui questo metodo di lotta non è perfettamente convenzionale e quindi i luoghi e le cause di forza maggiore impongono il ricorso alla violenza, naturalmente solo e sempre difensiva mai offensiva.
In conclusione: penso che il metodo di Ghandi si debba riconoscere ed apprezzare, di conseguenza valutare, ma non per forza adottare.
Grazie della risposta esaustiva,
Quindi, secondo te, la teoria della non violenza non è incompatibile con la destra estrema? E' questo che sto' cercando di capire: non che la destra radicale "debba" usare sistemi di lotta non violenta; ma se decidesse di farlo, andrebbe contro la propria (diciamo cosi'...) natura storico/politica? Oppure sarebbe perfettamente a suo agio, se volesse?