
Originariamente Scritto da
Lavrentij
E' un po' di tempo che vedo piovere critiche, insulti, paginate di sdegno su quello che il partito non fa, fa male e non fa come Kim Jong Il comanda.
Di contro ho, neanche troppo velatamente, l'impressione che ci siano molti compagni che, usciti dal forum "comunisti" (dunque non mi limito a parlare di questa sezione, ma anche di quella dei compagni del pdci non tanto a carattere denigratorio quanto per sollevare un problema reale che è comune a entrambi i forum), non muovono un dito per questo o l'altro partito.
Nessuno è obbligato a fare militanza politica o a sbattersi per il partito; ognuno dedica il suo tempo libero a ciò che ritiene più proficuo.
Tuttavia come ho scritto da un pò di tempo a questa parte tutti si sentono in dovere di esprimere insoddisfazione sulla gestione del partito, sulle scelte che fa ecc.
Invece che dare addosso al lavoro altrui, non sarebbe meglio domandarsi: cosa ho fatto fino a questo momento?
Ho aderito a questo partito perchè non mi piaceva e volevo cambiarlo, sia a livello locale che a livello nazionale, qualcosa col passare del tempo sta cambiando e - in piccola parte - mi sento partecipe.
C'è un passaggio di Senza Tregua di Giovanni Pesce che mi ha profondamente colpito, è nel terzo capitolo,
"Il partito," tento, "il partito non mi aiuta?..."
"Sbagli," esclama Barontini, "sbagli veramente di grosso. Sei tu il partito, siamo noi il partito e stiamo appunto aiutandoci l'un l'altro per combattere la lotta in cui sono impegnati tutti gli altri partiti dello schieramento antifascista, in cui è impegnato tutto il popolo italiano. È una battaglia che ha bisogno di tutti, le frazioni isolate non solo sono inutili ma spesso dannose. Devi tenerlo presente, ben presente."