Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Monsignor Tonino Bello: beato od eretico?

    da oltre un anno è aperta la causa per la beatificazione di Tonino Bello, prima Sacerdote e poi Vescovo (lo dico solo a livello di cronistoria personale. NON intendo dire che il sacerdozio sia più importante del Vescovado, o viceversa. quindi niente dietrologia, o "esegesi da forum".

    ho letto però che alcuni osservanti cattolici romani, per timore di qualcosa inviterebbero a riferire e/o spedire a Roma (non una città, ma una categoria metafisica), tutti i docuimenti/testi scritti da Tonino Bello, che "dimostrerebbero" l'eresia neocatarista di Bello, soprattutto nel campo della "concezione trinitaria dell'ecclesiologia".

    ora, fermo restando che a prescindere se la Chiesa riconosca la beatitudine di Bello, è Dio che sa se Bello sia beato o meno, visto che lui lo conosce meglio di me, te, catholikos, Codino, o il Federale, e visto che più volte anche altrove si è detto che una santità di vita non sarebbe sempre legata in modo automatico a una ortodossia dottrinale, mi chiedo....

    ma è CRISTIANO questo agire e muoversi "contro"? non "a favore", ma "contro", quasi a guisa di mastini feroci?

    e ancora: ma tra chi si oppone alla beatificazione di Tonino Bello, facendo opera di lobbying contraria e cercando di influenzare l'agire della chiesa, e chi si oppone alla santificazione di pio XII, facendo opera di lobbying contraria e cercando di influenzare l'agire della chiesa, che differenza c'è?

    io non credo che monsignor Tonino Bello fosse "eretico", come alcuni pensano. ma anche se alcuni suoi scritti (episodici e non sistematici) fossero discutibili
    come detto altre volte il Santo per la chiesa è un modello di vita cristiana, proposto alla comunità di un tempo X, perché modello positivo e in sintonia con la comunità del tempo X.

    riconoscere la santità, o la beatitudine di tizio o caio, non significa ipso facto determinarne la perfetta ortodossia, ma il suo essere un modello di vita, identificabile e seguibile per il fedele.

    quindi chi lancia queste campagne, e chi le sostiene pieno di zelo, per me sbaglia.

  2. #2
    Ut unum sint!
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    E' ovviamente "cristiano" difronte od ogni causa di beatificazione fornire alla congregazione per le cause dei santi o a chi di competenza (il Patriarca, l'Arcivescovo etc...) documenti, testimonianze, filmati, pro o contro l'attività di chi è esaminando e che aiuteranno la causa.
    e' SEMPRE esplicitamente richiesto in OGNI pubblicazione ufficiale di inizio causa di beatificazione di un servo di Dio.
    Nella fattispecie invito caldamente coloro che conoscono Don Tonino Bello ed hanno documenti o filmati inediti in loro possesso che possano essere utili alla causa di consegnarli nella fattispecie alla Congregazioen apposita a Roma (non luogo metafisico). Credo che molti possano essere in possesso di prove dell'eterodossia di don Tonino, bisogna inviare il tutto magari con un commento (per chi ha solide basi teologiche).
    Invece invito a supportare la causa di beatificazione del vescovo di reggio Calabria Mons. Ferro.
    UT UNUM SINT!

  3. #3
    Ut unum sint!
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    l’art. 27, a) delle leggi sulla procedura diocesana conosciuta come Normae Servandae, raccomanda di «curare con somma diligenza e impegno che nella raccolta delle prove nulla venga omesso di quanto in qualunque modo abbia attinenza con la causa, tenendo per certo che il felice esito della causa stessa dipende in gran parte dalla sua buona istruzione».

    Normae servandae del 7-II-1983, promulgate dalla Congregazione delle Cause dei Santi con delega pontificia, art. 27, a).
    UT UNUM SINT!

  4. #4
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    Predefinito

    tu dici questo

    [quote]Nella fattispecie invito caldamente coloro che conoscono Don Tonino Bello ed hanno documenti o filmati inediti in loro possesso che possano essere utili alla causa di consegnarli nella fattispecie alla Congregazioen apposita a Roma (non luogo metafisico). Credo che molti possano essere in possesso di prove dell'eterodossia di don Tonino, bisogna inviare il tutto magari con un commento (per chi ha solide basi teologiche).
    Invece invito a supportare la causa di beatificazione del vescovo di reggio Calabria Mons. Ferro.[/quote]

    e che differenza ci sarebbe con questo?

    Nella fattispecie invito caldamente coloro che conoscono Mons. Ferro ed hanno documenti o filmati inediti in loro possesso che possano essere utili alla causa di consegnarli nella fattispecie alla Congregazioen apposita a Roma (non luogo metafisico). Credo che molti possano essere in possesso di prove dell'eterodossia di Mons.Ferro, bisogna inviare il tutto magari con un commento (per chi ha solide basi teologiche).
    Invece invito a supportare la causa di beatificazione del vescovo Mons. Tonino Bello.
    non ce ne è nessuna, giusto?

    tu attacchi il vescovo (Tonino Bello è stato un vescovo, e quindi come usi il termine per Ferro, usalo anche per lui, grazie) Bello, e innalzi il Vescovo Ferro. Un altro può, legittimamente, fare lo stesso, invertendo l'ordine dei fattori.

    quindi io, pur non conoscendo il vescovo Ferro, ma solo per dimostrarti quanto sia stupido e privo di senso logico quanto da te detto, invito tutti coloro che ce l'avevano con monsignor Ferro a spedire documenti che "attestino" una presunta eterodossia.

    spediamo, spediamo, qualcosa resterà, no?
    diffondiamo la menzogna, diffondiamo i sospetti e le insinuazioni. alla fine qualcosa resterà.

    tanto lo sappiamo che benedetto XVI si è bevuto il cervello ed è servo degli ebrei, che i vescovi sono tutti modernisti, che la chiesa va a scatafascio da quando non si fà più come ai bei tempi andati, e che solo pochissimi eletti sono degni di essere chiamati pastori.

    probabilmente l'unico peccato di MONSIGNOR Tonino Bello è stato quello di aver detto cose che a te non piacciono, a te e magari a qualche altro pugliese che bazzica internet e si crede un maestro di dottrina teologica.

    anche solo per questo io lo farei santo subito.

    ps.
    ti ripeto. Se usi il termine monsignore, per appellare i vescovi che ti sono simpatici, allora buona educazione e correttezza imporrebbe che lo usassi an che per don tonino bello, che era vescovo tanto quanto quelli che ti stanno bene.

    quindi non DON tonino bello, ma MONSIGNOR Tonino Bello. e questo non perché a me interessi qualcosa, o interessi a lui. ma perché se uno fa il formalista almeno lo faccia con coerenza. sennò è un buffone.

  5. #5
    spirito libero
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    Qualcuno potrebbe spiegare al sottoscritto, ignorante come pochi, chi fosse Monsignor Tonino Bello e cosa abbia detto e/o fatto di così grave da attirarsi anche da morto gli stali della comunità tradizionalista pugliese?
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  6. #6
    Ut unum sint!
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    [QUOTE=Alex Bottero;8895240]tu dici questo

    Nella fattispecie invito caldamente coloro che conoscono Don Tonino Bello ed hanno documenti o filmati inediti in loro possesso che possano essere utili alla causa di consegnarli nella fattispecie alla Congregazioen apposita a Roma (non luogo metafisico). Credo che molti possano essere in possesso di prove dell'eterodossia di don Tonino, bisogna inviare il tutto magari con un commento (per chi ha solide basi teologiche).
    Invece invito a supportare la causa di beatificazione del vescovo di reggio Calabria Mons. Ferro.[/quote]

    e che differenza ci sarebbe con questo?



    non ce ne è nessuna, giusto?
    Nessunissima, infatti alla porta della mia parrocchia c'erano le pubblicazioni di inizio causa beatificazione di Mons. Ferro con indicato il postulatore ed invito ai fedeli a portare materiale pro e contro.
    Se sei in possesso di materiale che metta in dubbio l'eterodossia di Mons. Ferro sono il primo ad invitarti a presentarlo.

    Dal mio punto di vista la differenza è che Mons. Bello aveva una dottrina discutibilmente vicina al cattocomunismo ed ad una certa versione italiana della teologia della liberazione e quindi fortemente eterodosso mentre Ferro non lo era
    UT UNUM SINT!

  7. #7
    שמע ישראל
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    [quote=catholikos;8895358]
    Citazione Originariamente Scritto da Alex Bottero Visualizza Messaggio
    tu dici questo


    Nessunissima, infatti alla porta della mia parrocchia c'erano le pubblicazioni di inizio causa beatificazione di Mons. Ferro con indicato il postulatore ed invito ai fedeli a portare materiale pro e contro.
    Se sei in possesso di materiale che metta in dubbio l'eterodossia di Mons. Ferro sono il primo ad invitarti a presentarlo.

    Dal mio punto di vista la differenza è che Mons. Bello aveva una dottrina discutibilmente vicina al cattocomunismo ed ad una certa versione italiana della teologia della liberazione e quindi fortemente eterodosso mentre Ferro non lo era
    Non mi risulta nè che fosse vicino alla teologia della liberazione (è sempre stato obbediente alla Chiesa e al suo magistero senza mai mettere in dubbio l'autorità ecclesiastica) nè vicino al cattocomunismo (cosa questa che è sempre molto soggettiva, per uno di Forza Nuova anche Fisichella è cattocomunista). La dottrina di don Tonino Bello era quella della Chiesa Cattolica di Roma.
    E' stato a lungo impegnato nel pacifismo sia come Vescovo sia come dirigente di Pax Chiristi, un movimento Cattolico internazionale per la pace riconosciuto dalla Chiesa.
    Come ci ha insegnato Nostro Signore, essere operatori di Pace ed essere miti come don Tonino è stato,non significa essere cattocomunisti, ma Beati agli occhi Dio.

    Del resto la frase "Non c'e' pace senza giustizia" è di Giovanni Paolo II che l'ha ripetuta sino alla nausea.
    Era forse cattocomunista pure lui ?
    Questo gettar fango e liquidare in due righe e con termini inappropriati i pastori della Chiesa lo trovo francamente di cattivo gusto.

    Don Tonino Bello: politica, profezia e poesia della pace

    Tonio Dell'Olio
    Fonte: "Bello Mons. Antonio", Dizionario di Teologia della pace, Bologna, Edizione Dehoniane, 1997



    Il pianeta variegato e creativo dei movimenti per la pace ha avuto negli anni ottanta e inizi novanta un infaticabile animatore nella persona di don Tonino Bello.
    Ordinato vescovo il 30 ottobre 1982, fece il suo ingresso nella diocesi di Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi il 21 novembre dello stesso anno. Il suo ministero pastorale si distinse per il coraggio profetico con cui fu capace di indicare le strade per la costruzione di una pace che non sfuggisse alle ragioni della nonviolenza cristiana. Non mancano in lui, a partire da una visione della pace che sa sempre coniugarsi con il servizio e la solidarietà ai più poveri, una visione di Chiesa che si informa più strettamente al Vangelo. Rimane famosa la sua definizione della "chiesa del grembiule", di una comunità cristiana che sa chinarsi umilmente sui piedi degli uomini senza tralasciare di analizzare in profondità le cause delle nuove povertà. Il suo servizio, pur non rifuggendo l'azione particolare, anzi privilegiando quella "teologia del volto" che vuol dire incontro e accoglienza dell'altro, conosce le fasi della denuncia e dell'annuncio come momenti dinamici di una stessa missione che si propone all'intera comunità. D'altra parte a ragione si potrebbe oggi parlare di una ecclesiologia fondata sul Vangelo del servizio e della pace che egli ha proposto ed incarnato negli ambiti pastorali cui è stato chiamato a servire. I discorsi pronunciati in occasione dell'annuale Messa crismale ed il Progetto Pastorale approntato per la sua diocesi sono un esempio di quella prospettiva e costituiscono un utile approfondimento al riguardo.
    Nel 1985 col consenso della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana fu chiamato a succedere a Mons. Luigi Bettazzi vescovo di Ivrea, nella guida di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace. Anche qui fece subito intendere che avrebbe guidato il Movimento con la testimonianza coraggiosa di vita e con la parola carica di calore umano e di profezia. La sua azione ha sempre tratto energia, vita e motivi da una spiritualità saldamente ancorata alla Parola di Dio. Forse anche per la sintonia con la spiritualità francescana (faceva parte dell'Ordine Francescano Secolare) egli amava lasciarsi guidare dal vangelo "sine glossa", senza sconti sulla verità né diluizioni o prudenze carnali. Con una delle sue originali ed appropriate intuizioni linguistiche egli tracciava le linee per una spiritualità di quello spessore definendola "contemplattiva".
    Pur così radicate nella Parola, le sue riflessioni hanno trovato accoglienza e comprensione anche presso persone di culture e formazione ideologica differenti tanto da farne apprezzare la proposta franca e l'azione profetica ben oltre i confini della chiesa cattolica.
    Non è per nulla facile riuscire a definire ciò che ha caratterizzato il suo spendersi per la pace ma ci pare di poter raccogliere lo stile inaugurato dalla sua testimonianza nella politica, nella profezia e nella poesia della pace.
    La beatitudine evangelica degli operatori di pace diventa ben presto il discrimine per valutare e promuovere azioni concrete, mai approssimate ma sempre frutto di una lettura attenta della realtà. In questo senso vanno lette le sue prese di posizione nel corso di conflitti armati come quelli del Golfo e della ex-Jugoslavia, l'organizzazione della protesta contro l'ipotesi del trasferimento degli aerei F 16 nella base di Gioia del Colle, la lotta contro il tentativo di sottrarre migliaia di ettari di terreno a contadini ed allevatori della Murgia barese per farne un enorme poligono di tiro, la sua appassionata adesione al cartello "Contro i mercanti di morte" che portò nel 1990 all'approvazione della Legge 185 che regola in maniera restrittiva e democratica il commercio delle armi italiane e tante altre azioni nella direzione dell'affermazione e della crescita di una cultura di pace.
    Molti dei gesti che hanno accompagnato la vita di questo vescovo hanno le caratteristiche della profezia in quanto partono da una condivisione autentica delle contraddizioni e delle miserie della nostra epoca, riescono a leggere nella profondità e nella trasparenza degli avvenimenti della micro come della macro storia, ma al contempo sono capaci di indicare una strada da seguire. In questo senso l'accoglienza in diversi tempi di sfrattati, albanesi e africani immigrati nella sua casa, così come gli interventi e le omelie che accompagnano e scandiscono il cammino della Diocesi, la riflessione in occasione di eventi drammatici (l'uccisione del sindaco di Molfetta, l'assassinio di una guardia campestre, la commemorazione di Mons. Romero ed altri...) segnano una strada per cristiani
    ed uomini di buona volontà. Inoltre in don Tonino Bello risalta la capacità di strappare alla banalità ogni avvenimento fino a coglierne la filigrana più intima. La modalità del profeta la si scorge anche nel momento in cui egli accarezza la figura biblica della sentinella che, scrutando l'orizzonte, riesce a cogliere prima degli altri l'incalzare dell'alba sin dalla prima stella del mattino.
    Infine alcune considerazioni sul linguaggio. La sua parola assume tonalità poetiche, oseremmo dire liriche. Per la verità forse non c'è genere letterario e forma di linguaggio che in don Tonino non abbia trovato luogo. Rimangono toccanti e provocatorie nello stesso tempo alcune pagine di fraterno dialogo con i personaggi biblici, come l'immaginario epistolario con persone che emergono
    dalla realtà come spine nel fianco debole della storia. Le sue riflessioni sulla figura e le virtù di Maria e le preghiere da lei ispirate e a lei rivolte riescono ad essere comprensibili a tutti pur nell'eleganza del linguaggio. Non di meno egli ricorre alla metafora e alla coniazione di nuovi termini quando non al gioco dei vocaboli, nel momento in cui deve parlare della pace e proporne le strade concrete. A questo proposito arriva ad esaltare l'arte, la musica e la poesia come forme privilegiate dell'annuncio della pace. (vedi dialogo con Saul).
    Intuizione, profezia e coraggio nel proporre una pace mai disincarnata ma sempre coniugata con la giustizia, con la verità, la salvaguardia del creato, la nonviolenza, gli valsero non poche incomprensioni sia nel mondo laico come nel contesto ecclesiale che spesso gli rimproverava ingenuità o spregiudicatezza. Alla prova dei fatti, come al vaglio del tempo, la storia che mostra gemme di primavera pur tra le fatiche e i dolori della gestazione, dà ragione delle sue prese di posizione e degli orizzonti intravisti. Il 20 aprile 1993 a soli quattro mesi di distanza dalla partecipazione alla missione di pace a Sarajevo (missione di cui era stato anche l'ispiratore), un cancro indomabile lo ferma, i poveri e gli operatori di pace lo piangeranno sinceramente certi di aver perso troppo prematuramente (era nato ad Alessano in provincia di Lecce il 18 marzo 1935) un testimone della pace intesa, e solo in parte realizzata, come "convivialità delle differenze".


  8. #8
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    Scusate, ma non esiste più "l'avvocato del diavolo"?
    E' lui che è competente di queste cose, non i singoli. Lui dovrebbe portare prove, avanzare obiezioni in tutti i processi canonici.

 

 

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