Un uomo di vera destra , rispondendo alle solite teorie di uno di loro disse :
"Esiste un solo evento che fonda democrazia diretta e la fa duratura. E’ quello della lotta, quando la classe operaia, pur scomposta nelle svariate denominazioni in cui il capitale l’ha frammentata (operai veri e propri, precari, impiegati “fannulloni”, ceto medio alla fame, nugoli di senza casa, lavoratori autonomi che autonomi non sono per niente, studenti riluttanti a entrare in questo bel mondo, fornitori di servizi “esternalizzati”, migranti vittime di un nuovo schiavismo, ecc.), scendono nella piazza e se la tengono. La fase acuta durerà poco, ma sedimenterà. Possono nascerne organi di decisione dal basso capaci di innescare future conflittualità".
Siamo alla solita pappardella della lotta di classe come soluzione dei problemi , dove essendo diventati rari i vecchi proletari, si cerca di amalgamare e unire le altre categorie , compreso gli autonomi e gli statali , in modo da potere gridare ancora una volta : “lavoratori di tutto il mondo unitevi e rompete le vostre catene “,…… per ritornare a uno stanilismo in cui il capobastone di turno ,come al solito ,avendo livellato e finito di depauperare il corpo sociale ( socializzazione del plusvalore ), impone la legge dei lavoratori garantiti dallo stato e la nuova libertà “democratica” . Certo poi ci vogliono i piani quinquennali altrimenti come si fa a gestire una nazione di milioni di anime senza programmare l ‘economia .
Quindi vedo in lontananza preferire la solita legge del più forte ( della giungla ) di darwiniana memoria come legge del corpo sociale ,dove la più lesta , questa volta, è la “classe operaia” che impone a tutti il suo tiranno che li rappresenti magari con delega a vita , perché il tiranno difficilmente poi si lascia mettere da parte in quanto la rivoluzione ne potrebbe risentire ( cuba docet per tutti ) . Insomma, niente di nuovo sotto il sole,caro professore , dopo tante accurate e veritiere analisi ed enunciazioni intelligenti . Io provo a proporre una diversa angolazione nella visione della società degli uomini, che dovrebbe svilupparsi , non secondo la legge dell’ homo homini lupus , dove l’uomo è concepito singolarmente ed è pericoloso perché ha degli istinti ferini naturali ( Hobbes) che bisogna regolare, altrimenti la bestia più feroce impone a tutti la sua legge . E cosa proponeva Hobbes e i suoi amici ? La delega al monarca ( o il contratto sociale ) del governo per mettere a tacere i troppi galli del pollaio sociale che , seguendo i loro istinti, avrebbero potuto imporre la loro legge a tutti .
Ecco che io sostengo , come Aristotile , che il primo nucleo sociale è la famiglia e non lo stereotipo dell’uomo che compare nella mente dei pholosophes della cultura occidentale alienata di tipo anglosassone .
In questa famiglia “naturale” ci sono degli esseri , dove si intravede pure una diversità di ruoli e anche già una gerarchia ( bestemmia !) . L’insieme di queste famiglie che occupano un territorio e delegano a un terzo o a un consiglio dei saggi , le decisioni riguardo al bene comune valide per tutti . Questo insieme di famiglie formano delle categorie che, se regolate, non debbono delinquere per forza per soddisfare i loro istinti , basta accettare le regole comuni a tutti e non inneggiare alla libertà dalle regole . Ma in base a quale parametro l’autorità terza misura se stessa e la stessa società si misura ? La conosci la legge naturale che non è quella che ci proponeva Hobbes che fosse ? L’uomo non è istinto e materia . La conosce questa lingua professore ?




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