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  1. #1
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    Predefinito Il mito del buon selvaggio:albini mutilati e massacrati senza pietà in Africa

    20/10/2008 (8) - LA STORIA
    Albini in piazza: "Non uccideteci"
    Rapiti e mutilati per sacrifici umani e rutuali magici: gli africani dalla pelle bianca chiedono protezione


    DOMENICO QUIRICO
    Geni delle acque, spiriti, mezzi dei e mezzi uomini, a seconda dell’Africa in cui il destino li ha collocati gli albini sono una maledizione o un dono del cielo. In un posto la folla li insegue con in mano doni, per innescare i loro supposti poteri benefici o sfruttarne le altrettanto azzeccate facoltà di nuocere; in altri bande di assassini li braccano per sacrifici umani. Un’antica sete di sangue si scatena armata di leggende millenarie che continuano a riprodursi, implacabili; magari sul telefonino o su internet. L’africano ha spesso due esistenze, una moderna e una inaridita e impigliata dalla magia, dalle paure e dalle tentazioni demoniache. In Tanzania, in pochi mesi hanno uccisi 26 albini, in maggioranza donne e bambini. Eppure è uno dei Paesi più ordinati del continente. Qui gli albini li definiscono «mzungu», il nome dei bianchi ai tempi dell’impero britannico. Ed è già un segnale sinistro.

    L’ultima vittima si chiama Jovin Majaliwa, un ragazzo, la sua unica colpa era appunto di essere albino; lo hanno atrocemente mutilato per prendergli gli organi genitali. La polizia ha arrestato 170 persone che sarebbero collegati ai delitti, ma nessuno è stato ancora giudicato. Gli albini in fondo li ammazzano da sempre, ci son cose più importanti che preoccuparsi di questi stregoni, si difendano loro dal malocchio, mormora la gente seccata. Così questi fragili semidei sono sfilati in corteo annunciando che se il governo non provvederà a difenderli, emigreranno. Ernest Kimaya è il presidente dell’associazione che riunisce questi cittadini senza diritti: «Viviamo nel terrore, barricati in casa, usciamo solo se indispensabile e con la paura addosso». Una delegazione è stata ricevuta dal presidente Jakaya Kilwete. E’ uno dei pochi che si è mobilitato per loro, ha proposto di schedarli per proteggerli, vuole un servizio di vigilanza per i bimbi che vanno a scuola. Ha promesso che qualcosa si farà. Anche perché Onu e Ue protestano per questa mattanza infame.

    Nel vicino Burundi da tempo ritrovano i cadaveri mutililati degli albini. Sono diventati l’oggetto di un mostruoso commercio, ne prelevano sangue, braccia e gambe che sarebbero poi rivenduti a caro prezzo in Tanzania. Sottovoce si parla di cifre colossali, 600 milioni di scellini (300 mila euro) per il cadavere di un albino. Leggende macabre quasi certamente. Quel che è certo è che la tariffa richiesta dai killer è bassa, 10 mila franchi burundesi, 7 euro. Il rischio di essere arrestati è minimo, la notizia finisce nella rubrica «fatti diversi» dei giornali. Secondo alcune voci i cadaveri sono il tributo a mostruose leggende magiche, sul sangue e gli arti degli albini che mescolati con alcune medicine consentono di trovare l’oro.

    Richard Ciza, 19 anni, è uno dei pochi che l’ha scampata. Per sfuggire agli assassini si è nascosto per alcuni giorni nella foresta prima di raggiunge Ruygi, nell’est del Paese, dove le autorità locali, le sole finora, hanno deciso di proteggerli. «Alcuni vicini mi hanno avvertito che una banda di killer stava per raggiungermi. Ho corso con tutte le mie forze e sono vivo. Dicono che usino i cadaveri nei giacimenti d’oro, il metallo viene in superficie per magia, basta raccoglierlo. O i pescatori, nel lago, li utilizzano per catturare grossi pesci che hanno l’oro nello stomaco».

    Il 22 settembre non è andata altrettanto bene a Spès, una ragazza di 16 anni, uccisa nel suo villaggio: le hanno preso tutto il sangue e gli arti, gettando il busto in un canale. Proprio dopo questo delitto a Ruygi hanno deciso di mettere sotto protezione 45 albini che hano risposto all’appello; vivono in una casa circondata da un muro di tre metri. Ma forse non basterà.
    In Africa sono numerosi a soffrire di questa malattia della pelle che si caratterizza da mancanza di pigmentazione. Il fatto che siano soggetti a problemi di vista e a rischio di ulcere e tumori della pelle non è che secondario. I loro assassini sono credenze così radicate che le campagne di sensibilizzazione non sono riuscite ad averne ragione. L’ambivalenza e l’ambiguità di essere bianchi nati da genitori neri aizza le convinzioni ostili. Per lo più è la donna a essere considerata responsabile della malattia: per aver dormito incinta sotto le stelle in una zona magicamente interdetta, si dice, o per essere stata infedele al marito durante la gravidanza. Per noi europei il Male è qualcosa di terribile, di storicamente grandioso, per gli africani è qualcosa di magico, indefinito, che viene prima della Storia. Gli albini possono predire l’avvenire, gettare il malocchio o dare ricchezza. Sono perfetti, come portatori, volontari o non, di questi poteri, per i sacrifici umani che ancora oggi servono a diventare potenti o migliorare la condizione sociale. Durante le campagne elettorali in molti Paesi gli albini si barricano in casa per sfuggire alla caccia dei sostenitori dei candidati. Non li si considera più come essere umani ma oggetti da sacrificare, quel che conta sono le loro teste mozzate o l’apparato genitale o le unghie considerate come le parti del corpo più magicamente potenti.

    E’ il passo finale di una tragica odissea che inizia nel momento stesso della nascita, quando molti genitori, inorriditi, li rifiutano. Angui Mudimba, dell’associazione per la difesa degli albini del Congo Brazaville, è uno di loro: «Mio padre non mi voleva, mi ha maledetto. Per fortuna il resto della famiglia mi ha difeso. Da piccolo vivevo praticamente confinato in casa per il timore che qualcuno mi facesse del male. Ma, ditemi, quale è la mia colpa?».
    http://www.lastampa.it/redazione/cms...7476girata.asp

  2. #2
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    Io invece conosco uno della Lega Nord a cui è nato un figlio negro. L'ha presa abbastanza bene: ha detto "l'importante che non sia un terrone come quelli di AN".

  3. #3
    Simply...cat!
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    Capisco il tentativo di buttarla in battute,ma qui si sta parlando di gente che viene massacrata e mutilata quotidianamente...

  4. #4
    filibustiere del web
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    interessante
    altro che buon selvaggio

  5. #5
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    tempo fa avevo letto di un nero affetto da una malattia che schiarisce la pelle che aveva rischiato il linciaggio da parte dei suoi "vicini" durante una delle, per fortuna ormai rare, rivolte dei neri americani... quindi queste cose non mi sorprendono

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da famedoro Visualizza Messaggio
    tempo fa avevo letto di un nero affetto da una malattia che schiarisce la pelle che aveva rischiato il linciaggio da parte dei suoi "vicini" durante una delle, per fortuna ormai rare, rivolte dei neri americani... quindi queste cose non mi sorprendono
    Michael Jackson?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Michael Jackson?
    quello forse avrebbe meritato il trattamento... ma non per schiarire la pelle...

  8. #8
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    Uccidono gli albini perchè sono bianchi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucio1977 Visualizza Messaggio
    Uccidono gli albini perchè sono bianchi.
    ohibò!!!!

  10. #10
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    Il mito del cattivo selvaggio
    e i filosofi ignoranti

    Vi sono luoghi dove la gente mangia i propri bambini. Gli abitanti dei Caraibi erano soliti castrare i bambini appositamente per ingrassarli e mangiarli. Garcilasso de la Vegas ci racconta di un popolo nel Perú il quale ingrassava e mangiava i bambini che avevano dalle loro prigioniere, le quali venivano conservate come concubine per quello scopo e quando avevano passato l'età della procreazione venivano anch'esse uccise e mangiate.
    (J. Locke, Saggio sull'intelletto umano, UTET, Torino, 1971, pag. 94)
    Locke, per meglio dimostrare che non esiste regola pratica innata, discorre dei Mingreliani, che, per gioco, seppelliscono vivi i loro figli, e degli abitanti dei Caraibi, che castrano i loro per meglio ingrassarli al fine di mangiarli. Si è già notato altrove che quel grand'uomo è stato troppo credulo in relazione a tali favole: Lambert, il solo che attribuisca ai Mingreliani la pratica di seppellire vivi i loro figli per il semplice piacere, non è un autore sufficientemente accreditato. Chardin, viaggiatore attendibile, e che è stato tenuto in ostaggio in Mingrelia, parlerebbe di questa orribile pratica, se essa esistesse; non sarebbe sufficiente che lo dicesse per essere creduto: affinché si possa avere una certezza storica di un fatto cosí straordinario, bisognerebbe che venti viaggiatori, di nazionalità e religioni diverse, fossero d'accordo nel confermarlo. La stessa cosa si dice delle donne delle Antille, che castrerebbero i loro figli per mangiarli: una usanza che non concilia con la natura di una madre. Il cuore umano non è fatto cosí; castrare dei fanciulli è una operazione molto delicata e molto pericolosa, che, lungi dall'ingrassarli, li farebbe dimagrire almeno per un anno intero e che spesso li porta alla morte.
    Questa raffinatezza non è mai stata in uso se non presso i grandi, i quali, traviati dall'eccesso del lusso e della gelosia, hanno pensato di utilizzare gli eunuchi affinché servissero le loro donne e le loro concubine. Essa è stata accolta in Italia, e nella cappella del papa, solo per avere dei cantanti la cui voce fosse piú bella di quella delle femmine. Ma non bisogna affatto pensare che nelle Antille dei selvaggi abbiano inventato la raffinatezza di castrare i bambini per farne un buon piatto; e poi, che cosa avrebbero fatto delle loro bambine? Locke cita anche dei santi della religione maomettana, i quali si accoppierebbero con animo devoto con le loro asine per sfuggire alla tentazione di commettere la minima fornicazione con le donne del paese.
    Bisogna collocare questi racconti sullo stesso piano di quello del pappagallo che ebbe una cosí bella conversazione in lingua brasiliana con il principe Maurizio, conversazione che Locke ha l'ingenuità di riportare senza dubitare che l'interprete del principe avesse potuto beffarsi di lui.
    Parimenti, l'autore dello Spirito delle leggi [Montesquieu] si diverte a citare, dando credito ad alcuni viaggiatori, bugiardi o male informati, presunte leggi del Tonchino, di Bantam, di Borneo e di Formosa.
    Locke e lui sono due grandi uomini nei quali questa ingenuità non mi sembra scusabile.
    ([B]Voltaire, Il filosofo ignorante,[/B] a cura di L. Orlandini, Pagus, Paese [TV], 1993, pagg. 112-114)
    Ai tempi dell'affare Dreyfuss circolava la voce che gli ebrei mangiassero i bambini. Poi lo si è detto dei comunisti. E' una vecchia storia!!!

 

 
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