Ieri mattina Linea Mercuzio e Dinamo sono scesi in piazza a Catania, al fianco degli studenti medi e universitari, contro il tentativo di trasformare le Università in fondazioni e i tagli alla Scuola pubblica.

“Ci siamo posti alla testa di un secondo corteo distinto da quello indetto dai sindacati –dichiarano i responsabili di Linea Mercuzio e Dinamo- con uno striscione non firmato arrecante la scritta: Né fondazioni, né baronie. Per l’eccellenza sempre”. Lo scopo è stato raggruppare tutti gli studenti che non si riconoscono nei partiti e che guardano con sospetto alle strumentalizzazioni politiche. “Il corteo è stato pacifico, ordinato e colorato dai soli tricolori –aggiungono i responsabili- , senza alcuna bandiera o simbolo di partiti.” I 5000 studenti hanno scandito per tutto il corteo: né partiti, né sindacati. Il corteo si è sciolto autonomamente dopo due ore dalla partenza per sancire definitivamente le distanze dal corteo sindacale, risultato sbilanciato su posizioni eccessivamente “ideologizzate”.

“Ai sindacati contestiamo –afferma Fernando Adonia- di gestire una contestazione che non è finalizzata al bene della Scuola pubblica e dell’Università di Stato, ma alla difesa dei privilegi della casta docente, responsabile principale dello sfascio attuale . Siamo convinti –continua il portavoce di Linea Mercuzio- che difendere gli interessi delle baronie é pericolo tanto quanto la trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato”. “Crediamo che Scuola e Università debbano ripartire dal Merito –ha dichiarato Francesco Chittari di Dinamo- nessun nepotismo. Bisogna ripartire da un nuovo piano d’edilizia: più classi, più palestre, più scuole. Bisogna combattere gli sprechi –continua Chittari- bisogna tornare ad un sistema formativo che metta al centro lo studente, in quanto persona che vuole acquisire scienza e maturità civica”. “Al momento –riprende Adonia- crediamo che lo sforzo dei sindacati e delle aggregazioni di sinistra (parlamentare e non) siano rivolti alla sola difesa dello status quo attuale: ciò è inaccettabile”.

Tra i due cortei non si sono registrati atti significativi di tensione. “I fatti come quelli di ieri a Roma -concludono i responsabili- non si devono ripetere mai più. Rimaniamo sgomenti nell’apprendere che una forza non appartenente al Movimento Studentesco, abbia aggredito degli studenti medi intenti a mandare avanti una protesta che valicasse la dicitura destra/sinistra. Esprimiamo solidarietà al Blocco Studentesco, facendo nostro il loro slogan, scandito da noi oggi: Né rossi, Né neri, ma liberi pensieri”.

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