Bondi non va al festival di Cannes: «Draquila offende l'Italia»
Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha «declinato» l'invito a partecipare al prossimo festival di Cannes, esprimendo attraverso una nota «rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l'intero popolo italiano».
La pellicola di Sabina Guzzanti è un'inchiesta sul campo che va a rintracciare le voci "fuori dal coro" dei terremotati d'Abruzzo.
Quella del ministro della Cultura non è l'unica presa di posizione del governo contro il film. Michela Vittoria Brambilla, titolare del dicastero del turismo, ha annunciato venerdì sera, alla trasmissione L'ultima parola, che si riserva di vedere Draquila e di dare mandato all'avvocatura dello Stato per eventuali danni che il film possa arrecare all'immagine dell'Italia. Sempre venerdì, Guido Bertolaso ha spiegato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi che «ognuno deve tutelare la propria dignità, i propri funzionari» puntando il dito proprio contro l'opera della Guzzanti, che a uso dire screditerebbe la Protezione civile.
Bondi non va al festival di Cannes «Draquila offende l'Italia» - Corriere della Sera
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Comprensibilissima, anzi doverosa decisione del ministro Bondi, che si dissocia in modo netto da una manifestazione dove sarà proiettato il manifesto dell'anti-italianità della sinistra, pronta a speculare sulle tragedie, a gettare fango sulla Protezione Civile, a denigrare i successi innegabili dell'esecutivo. Sabina Guzzanti, e con lei i tanti radical-chic fautori dell'odio rancoroso contro l'Italia che lavora, che risolve, che si rimbocca le maniche, non si smentisce, e arriva a considerare il terremoto dell'Aquila come un "toccasana", una "fortuna" per il Premier. Insomma, Berlusconi sarebbe stato oggettivamente contento per i 300 morti, le distruzioni, il caos. A tal punto siamo arrivati!
Qui non si contesta il diritto di critica, ovvero di pungolare il governo per fare di più, per lavorare meglio. Ma è inaccettabile questo spettacolino indecoroso e becero, costruito ad arte per gettare fango, per negare incredibilmente i risultati ottenuti (che sono tanti, con unanime riconoscimento). All'Aquila questo governo è riuscito a compiere una operazione quasi miracolosa, comunque lodevole, e per giunta in tempi incommensurabilmente rapidi. Insomma, possiamo pure contestare Berlusconi per altre cose, ma qui dobbiamo proprio ringraziarlo per l'ottimo lavoro, magari bisognoso di ulteriori ridefiniture, ma senza dubbio pregevole.
Di fronte al livore anti-italiano di una sinistra acida, che non fa ridere ma solo piangere, che sparge veleno, che porta all'estero una immagine negativa del nostro paese, la risposta deve essere forte e chiara.




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