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  1. #1
    RICERCATORE
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    Wink MANIFESTO : Il Blocco neofascista anti-Gelmini, i giovani di An con il ministro

    MANIFESTO

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    DESTRE IN CONFLITTO
    Il Blocco neofascista anti-Gelmini, i giovani di An con il ministro
    Andrea Gangemi
    ROMA

    L'Onda anomala è alta e anche i camerati si improvvisano surfisti. O almeno ci provano. Ieri a Roma l'ennesimo tentativo di Blocco studentesco, componente giovanile dell'organizzazione di estrema destra Casa Pound Italia, costola (appena) fuoriuscita di Fiamma tricolore. Dopo essere riusciti a mettere il cappello alla manifestazione di lunedì (prendendo la testa del corteo), cinquanta di loro si sono assiepati di buon mattino davanti al Senato, con tanto di camion. E si sono fatti ricevere in delegazione a Palazzo Madama come rappresentanti del movimento no-Gelmini. Tutti vestiti con magliette del gruppo con scritte come «Orgoglio della feccia». E quando, verso mezzogiorno, anche la massa degli studenti li ha raggiunti alla mèta, si sono fatti avanti per fronteggiarli. Ancora una volta si è sfiorata la rissa: tutto si è risolto in una discussione davanti ai giornalisti, ma c'è mancato poco.
    Nella nube nera che corteggia l'onda, Blocco è una caratteristica più che altro romana. Nella capitale guida attualmente le autogestioni degli istituti Azzarita e Farnesina, e partecipa a quelle dell'Orazio e del Nomentano. «Né rossi né neri, solo liberi pensieri», promettono, auspincando «un nuovo movimento che superi gli steccati ideologici». Si presentano in piazza senza celtiche e stemmi riconoscibili (a parte le magliette), perché «la protesta è apartitica e noi manifestiamo in quanto studenti». La loro organizzazione è solida, hanno camion, servizi d'ordine, capacità di trattare con la Digos. Ma in questo movimento sono sbucati fuori solo da pochi giorni, anche se la loro avanzata nelle scuole è iniziata l'inverno scorso. Le rivendicazioni sembrano una copia al ciclostile di quelle della sinistra: sono contro maestro unico, tagli all'istruzione, voto in condotta e le scuole-fondazioni. Certo, quella anti-Gelmini non è la protesta di una corporazione, né quella dei partiti di sinistra, come dice Berlusconi. Ma il rischio è che dietro il carattere «spontaneo, apolitico e apartitico» si celino gruppi organizzati, ideologici e elettorali, come gli ex-fiammisti e i forzanovisti. Che invocano una protesta da «bravi ragazzi», dimenticandosi di essere un partito.
    Ma se Blocco non ha molti seguaci fuori Roma (a parte a Verona, dove per domani hano organizzato un corteo cittadino), storia diversa è per Lotta Studentesca, componente giovanile di Forza Nuova. Il partito di Roberto Fiore sta provando a mettere in piedi occupazioni e autogestioni (per il momento comunque poche) nel Nordest, ma anche in Abruzzo (Atessa è la roccaforte), Lazio e sud Italia. Anche Ls, pur non amando gli alternativi di sinistra che «si drogano e bevono alcol», sposa la linea del «vogliamoci bene» in chiave anti-Gelmini. Lanciano infatti il movimento Leonessa, rifacendosi alla Pantera (la rivolta studentesca di sinistra del '90): «Questa volta dobbiamo scendere in piazza insieme». Cosa che hanno tentato finora di fare a Bergamo e Brescia, senza riuscirci per l'opposizione degli studenti di sinistra. Fn sottolinea però anche le differenza con gli «odiati» compagni, come sull'emendamento sulle classi ponte per stranieri considerato troppo «morbido». Anche nelle «loro» autogestioni, come quella dell'Istituto nautico di Palermo, i neri fanno il doppiogioco per aggregare, senza esibire il loro colore: «In questa fase non ci interessa fare propaganda - confessa Salvo, responsabile di Lotta studentesca a Palermo - ma coinvolgere gli studenti contro una riforma sbagliata; se mettessimo i nostri simboli in evidenza, magari non manifesterebbero con noi». E si professano «sciolti dal gioco parlamentare, anche dal modello del centrodestra», come dice il suo collega Massimo. Ma Forza Nuova va fiera sui propri siti dell'occupazione del Malpighi, la prima esperienza del genere nella capitale. E anche lì le celtiche vengono riposte nel cassetto per far spazio a striscioni danteschi come «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza», esposto ieri durante una protesta sotto il ministero dell'Istruzione.
    Chi invece in questa fase difende l'operato del governo è Azione Studentesca, i giovani di An. Costretti a non protestare anche a causa dei vincoli di coalizione. Infatti ieri a Torino, una cinquantina di giovani attivisti di As ha occupato «simbolicamente» la sede della Flc-Cgil (il sindacato dei docenti). «Per protestare contro la strumentalizzazione del sindacato sulla questione scuola - dice un portavoce, Gabriele Assensi - Portare i bambini alle manifestazioni è un atto becero». Attivi anche gli universitari di An in chiave pro-Gelmini. «Se il ministro vuole cacciare i baroni e portare il merito, noi siamo con lei», dichiara Augusta Montaruli di Azione universitaria che in questi giorni sta occupando i rettorati di varie città. Gli altri camerati invece continuano a surfare l'onda: Lotta studentesca e Blocco scendono domani in piazza per lo sciopero generale dei sindacati. Aggrappandosi ormai a tutto quello che si «muove».
    MOVIMENTI
    Sfascio neofascista
    Mentre il decreto Gelmini passa al Senato, a rovinare la protesta dei giovani all'esterno ci pensa il Blocco studentesco di estrema destra. Si presentano con caschi e bastoni, picchiano e attaccano. E all'arrivo del corteo universitario a piazza Navona scoppiano violenti scontri. Il racconto di una mattinata ad alta tensione
    Giacomo Russo Spena
    ROMA

    Il suo volto è una maschera di sangue. Il flusso che scende dal naso non si arresta nemmeno con il ghiaccio, preso alla buona da alcuni amici in un bar di piazza Navona e avvolto in una busta di plastica. Il setto nasale probabilmente è rotto. «Fasci di merda», esclama mentre riprende i sensi dallo shock del colpo subito: «Una bottiglia - dice - mi hanno lanciato una bottiglia». E quella che l'ha colpito in pieno volto non è l'unica volata. Dopo giorni di sgarbi e «strumentaliazzazioni nere» ai cortei medi, alle 13 avviene la resa dei conti. Tra l'«onda anomala» e Blocco Studentesco, la componente giovanile di Casa Pound Italia (organizzazione d'estrema destra appena fuoriuscita da Fiamma Tricolore). Si lanciano decine di sedie di vimini di un bar della piazza e un enorme pinocchio di legno, preso da un negozio di giocattoli. Poi contatti fisici con pugni, cascate e bastonate (dei neri). Cinque minuti di pura violenza nella manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. Con i ragazzi medi più piccoli ignari di quello che sta succedendo. «È un inferno, andiamo a metterci al riparo nel Mc Donald», urla una ragazza, non più che sedicenne, alle sue amichette mentre nella vicina piazza Navona c'è il fronteggiamento. Interrotto tardivamente, a suon di manganellate dalla polizia. Verranno fermati alla fine un giovane di sinistra e ventuno fascisti. Anche se poi alla questura centrale i neri, a sorpresa, avranno un solo arresto.
    Una giornata tesa fin dal mattino con centinaia tra liceali e studenti delle medie assiepati davanti al Senato, speranzosi nel miracolo che non ci sarà. Sono da poco passate le 10 quando si fa largo la notizia del via libera definitivo al decreto Gelmini. A quel punto, in pochi minuti, accade quello che non ti aspetti. Una cinquantina di studenti del Blocco tentano di arrivare alla transenna oltre la quale c'è solo Palazzo Madama. «Fatece largo - gridano - dobbiamo fare una iniziativa politica». La folle insorge. «Ogni iniziativa politica va discussa tutti quanti insieme» controbatte una ragazza. «Me ne frego», gli risponde uno dei ragazzi "dal cuore nero".
    E con lui se ne fregano tutti gli altri del Blocco che cominciano a farsi largo a suon di cinghiate. Gente piuttosto attempata rispetto alla media dell'età degli altri manifestanti. A piazza Navona, intanto, si è piazzato un camioncino bianco. «Pieno di bastoni, mazze e coltelli» qualcuno giura di aver visto. L'aria si fa sempre più tesa. Dal Blocco spunta anche qualche bandiera, un paio di tricolori. La connotazione politica è chiara e la piazza non gradisce. A loro viene rivolto uno striscione, lo stesso che ha capeggiato nei sit-in di questi giorni: «Né rossi né neri ma liberi pensieri». Ma i neri hanno altri pensieri. Fanno sul serio, impugnano caschi da moto e cominciano a picchiare, mentre gli studenti cercano di bloccarli per non fargli raggiungere la testa del sit-in. Ma niente, i fascisti non mollano, sfondano la folla, creano un vuoto al centro, accerchiano a gruppi di dieci e giù botte. L'effetto è un fuggi fuggi generale e tre feriti portati prima in ospedale e poi in questura per testimoniare sulla violenza subita. «Ero a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi - racconta Alessandro, uno degli aggrediti -. Ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente». I "neri" sembrano prenderci gusto e ad ogni voce che stona dalla loro partono cinture, bottiglie e caschi alla mano. Partono sms e telefonate: «Che dobbiamo fare? Questi ci stanno massacrando. Si stanno prendendo la piazza». Cominciano a rincorrersi le voci dell'imminente arrivo degli studenti della Sapienza.
    La manifestazione degli universitari, a cui si aggregano molti attivisti dei centri sociali, arriva incazzata: «Siamo stufi - dice uno - delle violenze squadriste». «Il nostro movimento è antifascista e loro sono solo i provocatori mandati da Cossiga», aggiunge l'altro. Ma l'arrivo a piazza Navona viene ostacolato dalla polizia che si mette di traverso, sbarrando la strada. Ci sono momenti di tensione, con la celere che minaccia una carica che non ci sarà mai. Anzi all'improvviso fanno avanzare il corteo. «Ci avevano assicurato che i fascisti se ne erano andati», dice Flavia D'Angeli, di Sinistra Critica, tra le più attive a dialogare coi responsabili di piazza.
    Cosa non vera. Il corteo studentesco si trova davanti il Blocco. Nell'altro angolo di piazza Navona, vicino all'edicola, c'è il loro camioncino con i camerati (non tutti studenti) che impugnano le aste dei tricolori, utilizzate come mazze. Molti hanno facce cattive e si preparano allo scontro con «la fierezza di esistere e combattere». Vestono guanti imbottiti e si sfilano le cinghie dai pantaloni per utilizzarle come armi offensive. Indossano felpe dell'organizzazione o del gruppo musicale ZetaZeroAlfa. Tutte da scontro (col cappuccio grande che copre il volto). Altri invece sono vestiti casual: camicia, jeans e faccia da bravi ragazzi. «Fuori, fuori dalla piazza», urlano invece gli attivisti di sinistra che avanzano fino al contatto.
    Cosa che avviene. «La nostra è legittima difesa» dice tutto concitato Francesco Brancaccio, uno dei portavoce dell'Onda anomala, appena finiti gli scontri. Che porteranno all'arresto di G.Y. trentaquattrenne di Rifondazione Comunista e di B.M. diciannovenne del Blocco. Tornata la calma in piazza regna lo smarrimento. Molti studenti medi hanno volti atterriti. «Il problema non è Casa Pound ma la Gelmini che ha approvato il decreto», dice Martina, look alternativo. Tra gli stessi attivisti di sinistra si parla di «trappola». «È stato tutto - dice Valerio - costruito a tavolino da coloro che hanno paura di questo movimento». Comunque passati i momenti di tensione, successivi all'impatto, gli studenti universitari lanciano un corteo. Spontaneo. A cui si accodano tutti i ragazzi presenti. Un successo di consenso. Ritornano alla Sapienza tra cori («Noi la crisi non la paghiamo») e voglia di continuare la protesta. Alle 15 la manifestazione arriva davanti la Minerva, dove centinaia di giovani seduti sulla scalinata del rettorato applaudono alla vista della testa del corteo.



  2. #2
    - IRREDENTISTA -
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    ANali

    ANtifascisti

  3. #3
    email non funzionante
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    A Verona corteo del blocco?? mai visti ieri in piazza...

  4. #4
    Toh Cazzo in Culo alla DC
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    Citazione Originariamente Scritto da Bandiera Nera Visualizza Messaggio
    A Verona corteo del blocco?? mai visti ieri in piazza...
    Forse si riferivano a questo:



    Dai compagni non è che ci possiamo aspettare che capiscano tutto

  5. #5
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    Lotta Studentesca Avanza !!!!

  6. #6
    alias D.J.Effetti
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    Citazione Originariamente Scritto da GIM VALERI Visualizza Messaggio
    Lotta Studentesca Avanza !!!!
    ... ma ogni post deve finire a "siamo meglio noi" etc?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Tommaso Visualizza Messaggio
    ... ma ogni post deve finire a "siamo meglio noi" etc?


    mai scritta sta cosa......

    è inutile che cerchi di mettere zizzagna.......me rimbarzi !!!

  8. #8
    alias D.J.Effetti
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    Citazione Originariamente Scritto da GIM VALERI Visualizza Messaggio
    mai scritta sta cosa......

    è inutile che cerchi di mettere zizzagna.......me rimbarzi !!!
    si parla di Blocco e Lotta Studentesca e uno si mette a fare il tifo ... bha!

  9. #9
    Forumista senior
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Tommaso Visualizza Messaggio
    si parla di Blocco e Lotta Studentesca e uno si mette a fare il tifo ... bha!


    ma quale tifo deficente....la mia era un'esternazione di gioia nel leggere su di un quotidiano nazionale il riconoscimento delle battaglie e dei risultati di LS......

 

 

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