Rif: Langone sul Risorgimento
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Miles
Senti, vuoi che ti posti tutti i riferimenti ai sacramenti contenuti nell'opera?
In ispecie confessione ed Eucarestia?
Ah, forse non te lo ricordi, ma il fulcro dei promessi sposi è proprio un sacramento (il matrimonio)
Guarda che l'esempio te l'ho già fatto.
Citazione:
Vabbeh il succo sarebbe che non è un giansenita perchè è troppo illuminista. O non è illuminista perchè un bel po' giansenista
A me sembra una spiegazione un po' troppo banale - e potenzialmente ricca di possibili interpretazioni erronee , ovvero l'equilibrio di un normale cattolico come mediazione tra due estremi.
Anche se , come si suol dire "in medio stat virtus".
Ricordati che la Chiesa è sempre stata un Et Et , non un Aut Aut
In Manzoni confluiscono sia illuminismo che romanticismo.
La spiritualità e la religiosità manzoniana sono di derivazione giansenista e questo ha influito sulla sua visione religiosa.
Il fatto che non sia scaduto negli eccessi più evidenti del giansenismo è dovuto alla grande importanza che Manzoni dava alla libertà.
Rif: Langone sul Risorgimento
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Giò91
No Miles, anche in tal caso vai fuori dal seminato.
La proposizione condannata dal Sillabo sul governo temporale della Chiesa è la seguente:
XXIV. La Chiesa non ha potestà di usare la forza, né alcuna temporale potestà diretta o indiretta
Non si fa riferimento a territori o donazioni varie.
Pertanto, posso dirti che effettivamente è vero che la Chiesa coi Patti Lateranensi ha rinunciato ad avere tutto il Lazio per sè come durante il Sacro Romano Impero. Ma questo perchè i tempi erano anche cambiati. Ciò non significò nè la rinuncia al potere temporale diretto sul Vaticano, che anzi venne riconosciuto, nè tanto meno il disconoscimento della potestà indiretta, la quale si concretizzò con una serie di leggi e provvedimenti attraverso cui lo Stato italiano attuò pienamente il primo articolo dello Statuto albertino.
Addirittura lo Stato italiano giunse a limitare fortemente il proselitismo delle confessioni estranee al Cattolicesimo Romano, a cominciare dai protestanti.
Crispi non riconobbe al Papa la potestà diretta e la sovranità piena sul Vaticano, ma voleva una semplice estensione delle legge delle guarentigie.
Corretto quello che dici sui rapporti Chiesa/Stato durante la WWI, ma come ben sai non si trattò di una riconciliazione piena ma di una sorta di 'tregua' che poi gettò le basi per la piena Conciliazione del 1929.
Il succo è semplice.
Il Magistero è infallibile e immutabile nella sostanza giacchè si poggia su verità rivelate (Divine).
E mutabile nella forma perchè , nella dispiegazione cronologica della Rivelazione questa viene di volta in volta diversamente disvelata.
E sai meglio di me che è così.
Perchè allora o è ancora in vigore il Non Expedit oppure è valida l'abrogazione dello stesso da parte di Benedetto XV (ed è un mero esempio) . E son due Papi preconciliari, giusto per precisazione.
Rif: Langone sul Risorgimento
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Originariamente Scritto da
Miles
Il succo è semplice.
Il Magistero è infallibile e immutabile nella sostanza giacchè si poggia su verità rivelate (Divine).
E mutabile nella forma perchè , nella dispiegazione cronologica della Rivelazione questa viene di volta in volta diversamente disvelata.
E sai meglio di me che è così.
Perchè allora o è ancora in vigore il Non Expedit oppure è valida l'abrogazione dello stesso da parte di Benedetto XV (ed è un mero esempio) . E son due Papi preconciliari, giusto per precisazione.
Scusa, ma questo nulla c'entra con il fatto che Manzoni disconobbe il potere temporale del Romano Pontefice.
Non è che Manzoni disse: "Dai, a sto povero Papa diamogli un pezzo di terra su cui governare, dato che gli spetta di diritto, ma per il resto teniamoci Lazio e Roma".
Ma negò proprio che al Papa spettasse autorità temporale diretta o indiretta.
Questo è il problema Miles.
Il Non expedit venne revocato perchè le condizioni per le quali venne emesso caddero.
Sic et simpliciter.
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Giò91
Di sicuro non è celtoligure.
:sofico:
Deo Gratias!
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Giò91
Nel decreto Post Obitum si dice chiaramente che:
Dopo la morte di Antonio Rosmini Serbati uscirono alla luce, sotto il nome di lui, alcuni scritti, nei quali vengono più chiaramente svolti e spiegati parecchi capi di dottrina, i cui germi erano contenuti nei libri precedenti di questo Autore. Le quali cose mossero a fare studi più accurati non solo uomini prestanti nelle filosofiche e teologiche discipline, ma anche i Sacri Pastori della Chiesa. Questi estrassero dai libri di lui, specialmente postumi, non poche proposizioni, le quali non sembravano conformi alla verità cattolica, e le sottoposero al supremo giudizio della Santa Sede.
Si vabbeh, ma qua stiamo ripostandoci lo stesso materiale da 20 post. Non ti rispondo, giacchè , la spiegazione riguardo l'origine di tali proposizioni è viceversa in altri due testi.
Anche perchè, noterai la stranezza e l'ambiguità di un generico richiamo "altre opere" che vuol dire tutto e nulla.
Non è così che si fanno i processi canonici, e lo sai.
Pertanto, gli errori filosofici di Rosmini hanno il loro fondamento anche negli scritti rosminiani precedenti a quelli trattati dal Sant'Uffizio.
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Originariamente Scritto da
Giò91
Guarda che l'esempio te l'ho già fatto.
Si ma è un esempio che contrasta con tutta e la costante parte rimanente dell'opera. Non puoi dire "tizio non si confessa" , giacchè viceversa tutti o quasi gli altri personaggi si confessano.
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Miles
Si ma è un esempio che contrasta con tutta e la costante parte rimanente dell'opera. Non puoi dire "tizio non si confessa" , giacchè viceversa tutti o quasi gli altri personaggi si confessano.
Devi tener conto però della particolarità della figura dell'Innominato.
Rif: Langone sul Risorgimento
L'Innominato è un figo, secondo me dopo aver provato cose nuove per noia torna a fare lo stronzo.
Rif: Langone sul Risorgimento
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Originariamente Scritto da
Giò91
Devi tener conto però della particolarità della figura dell'Innominato.
Quale? Quello che nel Cap XXIII fa un (edificantissimo) esame di coscienza e proposito di nuova vita nientedimeno col Cardinale Borromeo?
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Originariamente Scritto da
Miles
Quale? Quello che nel Cap XXIII fa un (edificantissimo) esame di coscienza e proposito di nuova vita nientedimeno col Cardinale Borromeo?
Ma non è presente nè il sacramento della confessione nè la penitenza nè l'eucarestia. O ti risulta?
Poi, per carità, queste sono sottigliezze rispetto ad altro.
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Giò91
Ma non è presente nè il sacramento della confessione nè la penitenza nè l'eucarestia. O ti risulta?
Poi, per carità, queste sono sottigliezze rispetto ad altro.
Ci stanno tutti e tre (ed altri) elementi in quel tomo.
Che so bene che viene trattato poco e male nelle scuole Italiane, ma ...
Rif: Langone sul Risorgimento
Da Langone all'innominato il fossato è ampio.Solo un appunto però.Qui non si discute della necessaria unificazione delle genti e delle terre italiane,tirando fuori le consuete cazzate sulle crudeltà dei piemontesi e sul meraviglioso ed efficente regno delle due sicilie.L'unità era necessaria a qualunque costo,anche umano.Anche a costo di fare il gioco degli inglesi e dei massoni forse.Ma resta il fatto che premesso questo,un cattolico non può che quantomeno schifarsi di gran parte dell'humus ideale,su cui il risorgimento venne poggiato.Quello stesso humus che ha fatto crollare il fascismo e che ancora oggi impesta la nostra vita politica e civile.Questo dice randellando con mestiere il buon Langone.Se poi ai sacri guardiani, oltretutto cattolici,del patriottardismo odierno,garibaldi val bene una blavatsky e massoni,teosofi,positivisti di ogni sesso e razza divengono magicamente gammeratti solo perchè avvolti nel tricolore,affari loro.