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Discussione: Un voto di resa

  1. #1
    Bieco reazionario colonialista
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    Predefinito Un voto di resa



    di Karl Hammer

    Negli ultimi mesi si sono accentuate le polemiche attorno alle “cattive amicizie” di Barack Husseyn Obama, il candidato del Partito Democratico nella corsa alla Casa Bianca kenyota e mussulmano (di padre mussulmano, da cui ha ereditato il nome “Husseyn” e lo status di mussulmano, e checché se ne dica in merito alla sua fede religiosa ha anche frequentato dal 1967 al 1971 una scuola islamica in Indonesia). Questo signor nessuno, sbucato fuori all’improvviso, di colore, con un nome islamico, con un amico reverendo, Jeremiah Wright, noto per i suoi sermoni carichi di odio contro i bianchi e l’America, che ammette di aver fatto uso di droghe e che è subito piaciuto a personaggi della risma del suprematista afro-islamico Louis Farrakhan, di Jimmy Carter, di Zbigniew Brzezinski, di Jesse Jackson e perfino di Evo Morales e di Gheddafi, nonostante ciò è arrivato - secondo gli ultimi sondaggi - a mettere in seria difficoltà il candidato repubblicano John McCain. Non solo. Perfino Colin Powell è recentemente intervenuto in difesa del discutibile candidato democratico: Obama, secondo Powell, è vittima di una propaganda scorretta e razzista, è sempre stato cristiano e se anche fosse stato mussulmano come polemizzano molti non ci sarebbe stato nulla di male in un paese come l’America. Curioso, soprattutto se a questa ‘uscita’ di un personaggio come Colin Powell si somma la grande disponibilità di denaro di Obama per la sua campagna pubblicitaria che supera davvero molto la disponibilità di McCain.
    Da tempo ormai più di qualcuno mette in dubbio il valore e l’affidabilità degli Stati Uniti come «il più grande baluardo della civiltà occidentale», soprattutto perché i Bush e gli USA sono i principali partner e fornitori di liquidità di miliardari islamici, in particolar modo sauditi, i quali hanno grossi interessi in America e non trovano nemmeno particolari ostacoli nonostante le loro vere intenzioni siano assai dubbie, anzi come dimostrano gli incontri pubblici tra Bush padre e figlio e i regnati sauditi non ci sono problemi con coloro i quali in passato hanno finanziato islamisti in tutto il mondo e oggi finanziano la colonizzazione dell’America e dell’Europa di moschee, va detto che solo Rudy Giuliani quando era sindaco di New York fece un gesto coraggioso rigirando al mittente saudita un assegno milionario donato per le vittime degli attentati di New York dopo che il donatore aveva definito l’11 settembre il risultato di una politica aggressiva dell’America nei confronti del mondo islamico. Gli Stati Uniti, inoltre, promuovono l’ingresso della Turchia in Europa nell’interesse esclusivo della Nato, sono intervenuti militarmente in favore dell’islam e ai danni della civiltà occidentale e della Cristianità in Serbia (si legga a proposito il lavoro di Alexandre del Valle, Guerre contro l’Europa), tanto che l’allora presidente islamista della Bosnia compose un incredibile trio quando andò a citare in una intervista i suoi tre principali alleati: l’Iran khomeinista, l’Arabia Saudita e...gli Stati Uniti.
    Obama è esattamente il risultato di uno dei maggiori problemi della nostra civiltà: la supremazia dell’economia sulla politica imbelle, difatti dietro la comparsa di questo anonimo personaggio che infatua il dittatore libico pan-africanista e gli allogeni delle banlieues di Parigi che lo sono andati a sentire in massa durante la sua tappa in Francia c'è un pericoloso e infame finanziatore principale, George Soros. Obama si è cosi ritrovato alle primarie democratiche carico di milioni di dollari, ha costretto Hillary Clinton a dilapidare il patrimonio del Partito Democratico e il suo personale: più andava in rosso il conto di Hillary Clinton più quello di Obama era florido, dopo questa campagna per le primarie Obama si è presentato per la corsa alla Casa Bianca con vagonate di dollari, il suo staff non sa neanche come fare a spenderli tutti. C’è da aggiungere che Obama non ha neanche usufruito dei fondi federali che i candidati hanno a disposizione per la campagna elettorale. Ma chi è esattamente il finanziatore che ha puntato tutto su Obama?
    Speculatore americano di origini magiare, George Soros è un personaggio davvero interessante che saltò alle cronache quando mise in ginocchio mezza Europa nel settembre ’92 con una serie di attacchi speculativi diretti contro la sterlina inglese, il franco francese e la lira italiana, finanziatore del movimento no-global, di Obama, del partito radicale transnazionale, di associazioni umanitarie fittizie riconducibili al narcotraffico e al terrorismo internazionale, delle rivoluzioni colorate nell’Europa orientale e nel Caucaso, legato alle reti del traffico di droga a partire da Robert Vesco, braccio destro di Carlos Lehder Rivas del cartello di Medellin, fino alle vie della droga che passano nei Balcani e in Georgia, difese anche i narco-terroristi marxisti di Sendero Luminoso criminalizzando l’allora presidente peruviano Fujimori fino a costrigerlo alle dimissioni, in prima linea con l’oligarca Boris Berezowskij come finanziatore dei terroristi islamici in Cecenia, altrettanto fece nel Balcani con l’Uçk, e la lista potrebbe continuare a lungo fino all’istigazione della terza guerra mondiale tra Stati Uniti e Federazione Russa attraverso l’altra sua creatura Saakašvili. George Soros comunque è un liberal estremista, tra le tante belle cose che ha finanziato vi è naturalmente la campagna mondiale per la legalizzazione degli stupefacenti (marijuana, cocaina e LSD), critico verso Israele e la guerra al terrorismo lanciata dagli Stati Uniti, Putin naturalmente non lo può vedere, immigrazionista e mondialista fino al midollo, la sua visione del mondo può essere sintetizzata così: FMI, WTO, Trattati di Maastricht e di Lisbona, dissoluzione sociale, etnica, culturale.
    Ecco svelato dunque chi dobbiamo ringraziare per questa simpatica comparsa che risponde al nome di Barack Husseyn Obama. Con Obama alla presidenza della nazione più forte del mondo, ci fa capire Gheddafi, i rapporti tra USA e mondo islamico potranno essere ricuciti in nome di una dhimmitudine politicamente corretta simile a quella dell’Unione europea, sarà un segno per gli 800 milioni di africani e il miliardo di mussulmani nel mondo: in America comandiamo noi ed è solo l’inizio della scalata verso la colonizzazione, anche politico-amministrativa, da parte del Terzo Mondo delle nazioni del Settentrione, gli americani si sono arresi alla vittoria del terrorismo, gli occidentali sono dei poveri idioti impotenti e masochisti. In effetti non avrebbero tutti i torti, in nome del politically correct e del dogma multiculturalista stiamo coltivando la nostra autodistruzione.

    “Deleghiamo ogni cosa, anche l’esser violenti,
    Ma la guerra dei ventri ci scopre impotenti.
    Sempre sotto tutela di un corretto pensare
    Che ci castra quel tanto da tirare a campare
    Dentro a questo circuito senza ieri o domani,
    Per leccar quattro ossa come s’addice ai cani”
    (Ianva, L’Occidente)

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    carlomartello

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  2. #2
    Bieco reazionario colonialista
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    Predefinito Quest'uomo non rappresenta l'America, né la nostra civiltà



    carlomartello

  3. #3
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    Bellissimo articolo, da meditare con grande attenzione.

  4. #4
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    Ottimo articolo,come al solito di carlomartello,fa riflettere

 

 

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