ALCUNE DOMANDE A FIORE SULLA CRISI ECONOMICA
(ripreso da un periodico greco)


Siamo in mezzo di una crisi economica enorme , con gravi conseguenze sociali. Come ci siamo arrivati?
L’enorme inganno di una finanza basata sulla pratica dell’usura e della speculazione sta crollando su se stesso in modo inarrestabile. In conseguenza di questo crollo buona parte dell’ economia reale mondiale è entrata in sofferenza. Recessione, disoccupazione, inflazione rappresentano la febbre di un corpo malato destinato a soffrire prima di guarire. Il problema del momento è che molti paesi (Islanda, Ungheria) saranno “salvati” dalla bancarotta da un intervento del IMF che chiederà ristrutturazioni dell’ economia che in sintesi consisteranno in:
licenziamenti di massa, abbassamento del tenore di vita, calo delle nascite e controllo delle risorse nazionali

Molti economisti stanno parlando di fine del Mondialismo. E’ possibile questo e cosa si possono aspettare i popoli in una situazione post mondialista?
Putin di recente ha affermato: “Questa è la fine del capitalismo”. Tale affermazione è più precisa di “fine del mondialismo”, perché il mondialismo è la conseguenza logica della degenerazione capitalista.
Il capitalismo nazionale non esiste perché per antonomasia il capitalismo è il fenomeno del capitale che libero da ogni vincolo che non si sottomette a nulla: logiche politiche, sociali, etiche. La libera impresa, invece, è altra cosa e può avere una funzione etica e sociale non coincidendo con il capitalismo selvaggio-liberista.


Quanto e’ vero che questa crisi porterà ad un aperto conflitto di capitali Anglo – sionisti contro i capitali della Russia, della Cina e del mondo Arabo?
Per quel poco che si può capire, allo stato attuale delle cose, non ci troviamo di fronte a un problema di capitali ma a uno scontro di logiche e ricchezze.
Da una parte c’è l’ America, le lobby finanziarie inglesi e sioniste con il mondo delle banche, delle assicurazioni e delle grandi burocrazie politiche ad esse asservite. Dall’ altra c’è chi vi si oppone, quindi i Russi , parte del mondo arabo e potenzialmente l’ Europa. Infatti il terreno di scontro è l’ Europa ; se il nostro continente avrà il coraggio di uscire dalle logiche oramai perdenti della grande finanza grazie anche alle sue tradizioni e la sua superiorità culturale sarà in grado di vincere.

Ci sono somiglianze con la crisi del 1929? Possiamo aspettare anche situazioni politiche simili ai movimenti nazional pololari degli anni ‘30? Molti analisti internazionali prevedono un cataclisma politico in cui l’ estrema destra aumenterà i consensi. In realtà, noi potremo cavalcare la tigre della crisi solamente se sapremo offrire l’antidoto al cancro della finanza e cioè il ritorno ad una economia del reale e del bene comune, intrinsecamente cristiana e anticapitalista.

L’ Unione Europea, per affrontare la crisi, sta tornando a un sistema economico statale. Lei come vede le decisioni che sono state prese dai capi di governo europei ? La tendenza è apparentemente buona ma nasconde un grande inganno.
I governi europei, Gran bretagna in primis stanno entrando nella proprietà azionaria delle grandi banche. Ma i capitali da dove vengono ? Dalla Banca d’ Inghilterra e dalla BCE. Da dove prendono i capitali costoro ? Dal nulla, lo creano arbitrariamente e senza basi di ricchezza. Chi restituirà questi soldi alla Banca d’ Inghilterra e alla BCE ? il popolo inglese ed i popoli europei. Quindi ci sarà un impoverimento violento dei popoli dovuto a questa manovra apparentemente nazionalista.

La risposta nazional - popolare a questa crisi del capitalismo quale e? L’ eurodebutato Roberto Fiore e il movimento di Forza Nuova quali iniziative prendeno per far conoscere alla gente le tesi nazionali su questo?
La nostra strategia si dipanerà in questo modo :

in Europa denunceremo gli Stati Europei per gli aiuti iilegali (secondo la stessa legge comunitaria) alle banche. L’Europa non ha aiutato gli agricoltori e l’ Alitalia ma aiuta le banche ; questa contraddizione va fatta saltare
Inoltre va resa nota la nostra proposta rivoluzionaria e decisiva dell’ emissione di denaro da parte dello Stato. In questo modo e d’ incanto avrà fine il sistema finanziario usuraio che ha portato all’ assurdo (come diceva Cobbett) « della carestia nel mezzo all’ abbondanza » ; cioè un sistema che nonostante l’ enorme progresso scientifico ed economico dell’ ultimo secolo ha portato, grazie alle bolle usurarie, alla crisi ed alla devastazione economica.
Infine dovremo tornare alla vera economia che si basa su agricoltura , casa e attività manifatturiera : questa è la vera economia perchè si basa sull’ eterna necessità degli uomini di mangiare, di ripararsi sotto un tetto e di vestirsi.

http://www.forzanuova.org/domande_fi..._economica.htm