lo ha fatto anche veltroni!
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Usa 2008/ Veltroni: Obama potrebbe essere vittima dei pregiudizi
Milano, 2 nov. (Apcom) - Walter Veltroni non si fida: la vittoria di Barack Obama alle presidenziali americane non è scontata, perché il candidato democratico potrebbe essere vittima del pregiudizio. "Chi è vittima del pregiudizio - ha detto Veltroni a Il Riformista - può avere qualche difficoltà a dichiarare un non voto per Obama. E il pregiudizio è sempre la cosa più difficile da sondare per chi fa valutazioni sull'opinione pubblica".
Dopo avere espresso la propria poca fiducia nei sondaggi pre elettorali, Veltroni si concentra sui temi globali legati alle elezioni americane: "Il voto americano - ha detto il leader Pd - dà il tempo all'Occidente. Quando l'America è andata a destra, l'Occidente pure. Quando ha scelto i democratici, l'Occidente è andato dalla parte giusta. Se prevarrà la paura, l'arroccamento - ha aggiunto Veltroni - vincerà McCain. Se prevarrà l'idea di una società affluente ma equa, di integrazione, multipolare, vincerà Obama e sarà una svolta senza precedenti".
Walter Veltroni è convinto che "queste elezioni sono ancora più decisive per due ragioni: per la profondità della crisi americana e per la qualità della scelta cui gli americani sono chiamati. Raramente si è presentata una così forte differenza di ispirazione non solo tra i due candidati, ma soprattutto tra i due ticket, perché la candidatura McCain è fortemente segnata, in negativo, da quella della Palin".
Dagli Stati Uniti all'Italia, dove sembra crescere, anche nel centrodestra, il numero dei sostenitori di Obama. "Chi come Berlusconi - ha detto il segretario del Pd - è stato in sintonia con lo spirito del tempo di Bush non può essere in sintonia con Obama. Il trasformismo è una grave malattia della politica italiana. Persino Gelmini si dice obamiama, però Barack ha un piano da 14 miliardi per il rilancio del sistema dell'istruzione e lei taglia a tutto spiano". E a chi lo accusa di cercare in America rivincite per la sconfitta elettorale, Veltroni replica: "Devo sperare che vinca McCain? Il Pd non cerca rivincite in America. Ma alla cultura del mugugno, che a sinistra è diffusissima, non va mai bene niente".
Se vincesse davvero, Obama potrebbe aprire la stagione a ribaltoni elettorali anche nel Vecchio continente, ne è convinto Veltroni: "Sono convinto che si potrà fare, forse si sta già facendo e il clima che arriva dall'America può aiutarci".
Fini: "Obama è afro e l'America non è pronta". Veltroni: "Una gaffe dalle gravi conseguenze"
ROMA - Gianfranco Fini, ospite con Massimo D'Alema a Tv7, fa un'incursione nella campagna elettorale americana, con un commento-gaffe su Barack Obama. "Sarebbe il primo presidente afro-americano e l'America non è pronta".
Quindi, se Obama superasse la Clinton, per Fini il repubblicano Mc Cain "potrebbe sovvertire il pronostico" e vincere.
Tornando alle elezioni italiane, il leader di An non vede pareggi in vista, neanche al Senato: "Confido nell'intelligenza degli italiani, nel senso che voteranno o per il Pdl o per il Pd. Non vedo per quale motivo dovrebbero disperdere il loro voto".
Poi attacca tutti gli ex alleati, a partire da Storace: strappera' consenso ad An mantenendo un profilo identitario piu' marcato? "Gli elettori di An- assicura Fini- sanno da tempo che l'identità o è un fatto di mera testimonianza, una sorta di reperto archeologico, un museo sia pure rispettabilissimo, oppure sta in una gerarchia di valori che deve diventare reale in un programma e in un'azione di governo".
E del resto- osserva il leader di An- non e' un caso che Paglia (militare paralizzato dopo messere stato colpito in Somalia) abbia scelto il Pdl: "E' perche'- taglia corto Fini- questa e' l'identita', non il simbolino".
Tocca quindi a Casini: "E' paradossale- sostiene Fini- che dia vita a un soggetto politico con la Rosa bianca, che poi non è niente altro che la vecchia Udc". Ecco, conclude il leader di An, "se questa è la novita' di un grande centro, io credo che gli italiani non si facciano abbagliare da questo gioco degli specchi".
Infine c'è Mastella: Gianfranco Fini gli rende "omaggio", ma ribadisce che con lui "non c'erano le condizioni per un'alleanza politica". In realta', sostiene il leader di An, "il problema di Mastella, forse al di la' delle sue colpe, e' che non si puo' fare politica in ragione obbligatoriamente dello stare al governo. Far politica- conclude Fini- qualche volta significa anche stare all'opposizione".
Sul commento a Obama, non si è fatta attendere la risposta del leader del Pd Walter Veltroni: "Fini, che e' stato ministro degli Esteri - commenta l'ex sindaco di Roma - oggi ha detto di non credere che gli Stati Uniti siano pronti per la presidenza di Obama, perche' sarebbe il primo presidente nero. E' una gaffe che puo' avere gravi conseguenze nei rapporti tra l'Italia e gli Stati Uniti".
7 marzo 2008
http://www.dire.it/HOME/fini_obama.php?c=9065&m=3&l=it




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