L'Opinione: Lunga vita a te, Maurito. Anche se l'Italia sembra ignorarti...
Zarate è sempre più uomo squadra. Lotito deve garantirgli una lunga permanenza in biancoceleste.
Se fosse capitato dall'altra parte del Tevere, o al Napoli, un giocatore del genere avrebbe scatenato attorno a sè il putiferio mediatico.
Argentino, classe 1987, piccolo di altezza ma tosto fisicamente, con un unico segno particolare: vince le partite da solo. Invece nessuno, dal punto di vista nazionale, tratta molto approfonditamente l'esplosione di Mauro Matias Zarate. Nessuno, perchè nei salotti bene dell'Italia pallonara la Lazio non fa gli ascolti che invece garantiscono molte altre squadre della massima serie.
E invece bisogna parlarne. Bisogna celebrare questo fuoriclasse argentino che è riuscito ad illuminare l'Olimpico dopo intere stagioni di anonimato. Quando prende palla la gente trattiene il respiro, dà sempre l'impressione di poter inventare qualcosa. Sempre. Questa, forse, è la caratteristica che più delle altre contribuisce a renderlo straordinario. Ha portato con i suoi gol, i suoi assist e le sue giocate (sei reti e sei assist nelle sue prime dieci apparizioni in Italia) la Lazio in una ottima posizione di classifica e, cosa ancora più importante, ha ricordato al popolo laziale come si fa a sognare, perchè lui è il primo a credere nelle potenzialità sue e in quelle della squadra.
Non bisogna nascondersi. Non bisogna aspettare. Maurito non è una bella promessa. Maurito è un fuoriclasse. Già da adesso. Con lui, negli anni, la sponda laziale del Tevere tornerà a vincere qualcosa di importante. Ne siamo convinti: di calciatori così forti, nella sua centenaria storia, la Lazio ne ha avuti ben pochi.
Roberto Arduini
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