Riporto quest'articolo anche qui, mi sembra interessante. Si parla anche del partito e, ahimè, del ruolo inconcludente che ha avuto nella scorsa legislatura.
Anniversario Thyssen, cosa è cambiato?
Tra meno di un mese (6 dicembre 2008), sarà l'anniversario della strage sul lavoro alla Thyssenkrupp di Torino, dove persero la vita tragicamente 7 operai, morti le gravi ustioni riportate. Dopo un anno è lecito domandarsi, se qualcosa è cambiato, se c'è più sicurezza nelle fabbriche, se ci sono più controlli, se c'è più cultura della sicurezza, sia nei lavoratori, che nei datori di lavoro, se sono state previste pene esemplari per gli imprenditori che sono responsabili di infortuni gravi o mortali.
La mia mente torna indietro a quella strage, alla morte di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe De Masi, che morì dopo un agonia di 24 giorni. Tutta l'Italia s'indignò, ma poi alla fine dei conti non fu fatto niente di concreto per far si che queste stragi sul lavoro non accadessero mai più.
Ho ancora sul pc la lettera, datata 8 dicembre 2007, che insieme ad altri RLS inviammo all'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi, invitandolo a sbloccare le assunzioni dei tecnici della prevenzione dell'Asl. Ovviamente non bastavano solo quelli, ci voleva anche più cultura della sicurezza sul lavoro, più formazione e informazione ai lavoratori, e la certezza della pena. Non ricevemmo risposta!
Non posso fare a meno di non provare rabbia, quando nel giorno della strage sul lavoro alla Thyssen, l'allora Governo Prodi, classificava come inammissibile l'emendamento presentato dai deputati di Rifondazione per aumentare gli organici dei servizi ispettivi delle ASL. Motivazione? Carenza di compensazione o compensazione inidonea, ovvero per i controlli i non ci sono soldi! Con buona pace ai comunicati del Ministero della Salute che parlava di aumentare le ispezioni!
Non posso fare a meno di non provare rabbia, quando dopo un strage del genere, l'allora Governo Prodi, diceva, che a Gennaio 2008, se non a Dicembre 2007, sarebbero stati assunti 300 nuovi ispettori del lavoro, quando non sono loro che controllano la sicurezza nei luoghi di lavoro, o perlomeno solo marginalmente, ma bensì i tecnici della prevenzione dell'Asl.
Non posso a fare a meno di non provare rabbia, quando mentre l'Italia intera si mobilitava con la solidarietà, donando giornate di lavoro ai familiari delle vittime, i deputati del Parlamento di allora, organizzavano una raccolta per le vedove e gli orfani dei morti nel rogo della Thyssenkrupp, versando solo 9 euro a testa.
La colletta era iniziata prima di Natale e aveva raccolto 1300 euro. Preoccupati per la gogna mediatica, i deputati avevano rimesso mano al portafogli, così la cifra era salita a 6mila euro. Somma misera, tanto che i gruppi parlamentari erano intervenuti. Risultato: dopo l'Epifania la raccolta era arrivata a 12.500 euro.
L'imbarazzo alla Camera era cresciuto quando si era scoperto di aver fatto una colletta di molto inferiore a quella organizzata dai dipendenti di Montecitorio che hanno un'associazione chiamata "Gruppo di solidarietà" che ogni anno organizza una raccolta interna di fondi da devolvere in beneficenza. Più della metà partecipa versando la paga di una giornata lavorativa o di mezza: ogni anno raccolgono tra i 25 e i 35mila euro.
Non posso fare a meno di non provare rabbia, quando i sindacati metalmeccanici invece di proclamare una giornata di sciopero nazionale con manifestazione a Roma, proclamavano solo due ore di sciopero generale nazionale, senza nessuna manifestazione. Tutto quello che ci resta del Governo Prodi è un Dlgs 81, varato il 9 Aprile del 2008 (Testo Unico sicurezza sul lavoro), che l'attuale Governo Berlusconi sta smontando pezzo per pezzo per renderlo inoperativo, e se continua così ci riuscirà...
Le assunzioni dei tecnici della prevenzione dell'Asl non furono sbloccate allora, e non sono state sboccate oggi dall'attuale Governo Berlusconi. Allora i sindacati facevano un misero sciopero generale per la sicurezza sul lavoro, di sole due ore, oggi si sono ridotti a farli di un ora. Gli imprenditori non finivano in carcere allora, come non ci finiscono oggi. La cultura della sicurezza sul lavoro non c'era allora, come non c'è oggi. La mia domanda di allora, come quella che mi faccio oggi, è sempre la stessa: Cosa deve ancora succedere, perchè si faccia qualcosa di concreto per far si che si fermino queste stragi sul lavoro?
Marco Bazzoni
Operaio metalmeccanico
e Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza
(15 novembre 2008)
http://www.ilmessaggero.it/articolo....&sez=HOME_MAIL




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