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    Predefinito > *Comunicato del CPE sulla “riforma” della scuola e dell’università*

    30.10.2008 -
    > *Comunicato del CPE sulla “riforma” della scuola e dell’università*
    >
    >
    > http://www.cpeurasia.org/?read=14795
    > <http://www.cpeurasia.org/?read=14795>
    >
    > /La posizione del Coordinamento Progetto Eurasia sulla "riforma" della
    > scuola e dell'università. Orientamenti generali./
    >
    >
    > Il Coordinamento Progetto Eurasia, senza entrare nel merito dei
    > singoli dettagli della “riforma” della scuola e dell’università,
    > ribadisce alcuni princîpi di carattere generale.
    >
    > Alla scuola e all'università, in tutte le loro componenti, dev’essere
    > restituita *autorevolezza*, in quanto luoghi deputati allo *studio*
    > <http://www.etimo.it/index.php?term=studio> e perciò alla formazione
    > della *persona umana*, in sé e in quanto facente parte di una comunità.
    > Tutto il contrario del diplomificio-parcheggio attuale, salvo poche e
    > lodevoli eccezioni.
    > Tutto il contrario delle moderne "educazione" e "pedagogia"
    > sessantottine e cattoliche.
    > Quindi, *no alla scuola delle "tre I"* (“inglese, internet, impresa”),
    > sì a una scuola che formi *cittadini consapevoli* e che avvii sia al
    > *lavoro* (vero, non quello "precario") sia all'università, a
    > prescindere dal censo, per la reale formazione di cittadini preparati
    > e, in particolare, la creazione di una élite finalmente "giovane",
    > sulla base del principio secondo cui *l’ignoranza significa esclusione
    > dalla partecipazione*.
    > *Soldi pubblici a scuola e università pubbliche*, quindi, mentre le
    > scuole private - che hanno il diritto di esistere - devono finanziarsi
    > da sole.
    >
    > Quanto alle manifestazioni di protesta contro il “decreto Gelmini”, il
    > Coordinamento Progetto Eurasia invita a non “scambiare il dito per la
    > luna”. Se questa “riforma”, al di là di singoli aspetti coi quali si
    > può essere d’accordo o meno, sancisce un arretramento del “pubblico”
    > rispetto al “privato” nell’ambito della scuola e dell’istruzione, è
    > bene, prima di prendersela col ministro di turno, individuare *nella
    > mancanza di sovranità nazionale dell’Italia
    > <http://www.cpeurasia.org/?read=9667> la radice del problema*.
    >
    > *L’Italia*, infatti, *è una colonia degli Stati Uniti
    > <http://byebyeunclesam.wordpress.com/>*, i quali la occupano con oltre
    > 100 installazioni militari e ne condizionano pesantemente la politica,
    > l’economia e la cultura. Gli Stati Uniti fanno e disfanno i governi
    > “italiani”, fanno e disfanno i partiti “italiani”, impongono questo o
    > quel ministro “italiano”. Le “riforme” da essi dettate sono quelle che
    > *rafforzano loro e indeboliscono noi*. Ecco perché la nostra
    > università non deve funzionare e la nostra scuola deve andare allo
    > sfascio! Il resto lo fanno dei *nani politici* che, incarnando
    > ataviche tare degli italiani, pensano di fare l’“interesse nazionale”
    > servendo l’America.
    >
    > Il Coordinamento Progetto Eurasia approva perciò tutte quelle
    > “proteste” di *carattere propositivo* che accolgano i suddetti,
    > sintetici principi di carattere generale. Non approva invece il
    > “ribellismo” fine a se stesso e le strumentalizzazioni di gruppi di
    > “politicizzati”, “di destra” e “di sinistra”, che inscenando scontri
    > fuori dalla storia svolgono il classico ruolo degli “utili idioti”
    > ipermediatizzati da giornali e tv. Si auspica perciò che dal seno
    > della scuola e dell’università emergano *personalità* che, rifiutando
    > lo *status di colonia imposto all’Italia dal 1945*
    > <http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=3437&ext =_big.ram>,
    > elaborino idee e proposte che sanciscano una definitiva rottura con un
    > modello di scuola e d’università estraneo alla natura, alla cultura e
    > alla storia del popolo italiano.
    >
    Giampaolo Cufino

  2. #2
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    In un comunicato sulla riforma della scuola non trovate niente di meglio da dire che "l'Italia è una colonia degli USA"?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da dasein Visualizza Messaggio
    In un comunicato sulla riforma della scuola non trovate niente di meglio da dire che "l'Italia è una colonia degli USA"?
    onore!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da dasein Visualizza Messaggio
    In un comunicato sulla riforma della scuola non trovate niente di meglio da dire che "l'Italia è una colonia degli USA"?

    non sei contento di ciò?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    non sei contento di ciò?
    Se sono contento che voi non sappiate articolare un pensiero sensato senza scagliarvi contro realtà che dalle gente "normale" non sono neanche minimamente percepite? Sì, certo che sono contento.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da dasein Visualizza Messaggio
    In un comunicato sulla riforma della scuola non trovate niente di meglio da dire che "l'Italia è una colonia degli USA"?
    In realtà la frase è molto più pertinente di quanto si creda.... la privatizzazione di tutti i settori economici e sociali dello Stato (quindi pure l'istruzione con la Legge 133) è frutto dell'ennesima scopiazzatura del sistema nordamericano.
    Prossimo passo: la Sanità (e lì veramente non si dovrà cedere di un millimetro).

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    In realtà la frase è molto più pertinente di quanto si creda.... la privatizzazione di tutti i settori economici e sociali dello Stato (quindi pure l'istruzione con la Legge 133) è frutto dell'ennesima scopiazzatura del sistema nordamericano.
    Prossimo passo: la Sanità (e lì veramente non si dovrà cedere di un millimetro).
    Ma se anche fosse significativa la questione, ti sembra normale buttarla lì così?
    Tipo "questa riforma danneggia la scuola, tutta colpa del mondialismo". Dai, ma è roba da fuori di testa.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da dasein Visualizza Messaggio
    Ma se anche fosse significativa la questione, ti sembra normale buttarla lì così?
    Tipo "questa riforma danneggia la scuola, tutta colpa del mondialismo". Dai, ma è roba da fuori di testa.
    Se tu non sei capace di comprendere la causa ultima della deriva turbo-liberista che sta prendendo l'Italia, non è colpa nostra.
    Giampaolo Cufino

  9. #9
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    30.10.2008 - Comunicato del CPE sulla “riforma” della scuola e dell’università

    La posizione del Coordinamento Progetto Eurasia sulla "riforma" della scuola e dell'università. Orientamenti generali.

    Il Coordinamento Progetto Eurasia, senza entrare nel merito dei singoli dettagli della “riforma” della scuola e dell’università, ribadisce alcuni princîpi di carattere generale.

    Alla scuola e all'università, in tutte le loro componenti, dev’essere restituita autorevolezza, in quanto luoghi deputati allo studio e perciò alla formazione della persona umana, in sé e in quanto facente parte di una comunità.
    Tutto il contrario del diplomificio-parcheggio attuale, salvo poche e lodevoli eccezioni.
    Tutto il contrario delle moderne "educazione" e "pedagogia" sessantottine e cattoliche.
    Quindi, no alla scuola delle "tre I" (“inglese, internet, impresa”), sì a una scuola che formi cittadini consapevoli e che avvii sia al lavoro (vero, non quello "precario") sia all'università, a prescindere dal censo, per la reale formazione di cittadini preparati e, in particolare, la creazione di una élite finalmente "giovane", sulla base del principio secondo cui l’ignoranza significa esclusione dalla partecipazione.
    Soldi pubblici a scuola e università pubbliche, quindi, mentre le scuole private - che hanno il diritto di esistere - devono finanziarsi da sole.

    Quanto alle manifestazioni di protesta contro il “decreto Gelmini”, il Coordinamento Progetto Eurasia invita a non “scambiare il dito per la luna”. Se questa “riforma”, al di là di singoli aspetti coi quali si può essere d’accordo o meno, sancisce un arretramento del “pubblico” rispetto al “privato” nell’ambito della scuola e dell’istruzione, è bene, prima di prendersela col ministro di turno, individuare nella mancanza di sovranità nazionale dell’Italia la radice del problema.

    L’Italia, infatti, è una colonia degli Stati Uniti, i quali la occupano con oltre 100 installazioni militari e ne condizionano pesantemente la politica, l’economia e la cultura. Gli Stati Uniti fanno e disfanno i governi “italiani”, fanno e disfanno i partiti “italiani”, impongono questo o quel ministro “italiano”. Le “riforme” da essi dettate sono quelle che rafforzano loro e indeboliscono noi. Ecco perché la nostra università non deve funzionare e la nostra scuola deve andare allo sfascio! Il resto lo fanno dei nani politici che, incarnando ataviche tare degli italiani, pensano di fare l’“interesse nazionale” servendo l’America.

    Il Coordinamento Progetto Eurasia approva perciò tutte quelle “proteste” di carattere propositivo che accolgano i suddetti, sintetici principi di carattere generale. Non approva invece il “ribellismo” fine a se stesso e le strumentalizzazioni di gruppi di “politicizzati”, “di destra” e “di sinistra”, che inscenando scontri fuori dalla storia svolgono il classico ruolo degli “utili idioti” ipermediatizzati da giornali e tv. Si auspica perciò che dal seno della scuola e dell’università emergano personalità che, rifiutando lo status di colonia imposto all’Italia dal 1945, elaborino idee e proposte che sanciscano una definitiva rottura con un modello di scuola e d’università estraneo alla natura, alla cultura e alla storia del popolo italiano.


    questo si legge meglio senza i >>>

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da COMBAT82 Visualizza Messaggio
    30.10.2008 - Comunicato del CPE sulla “riforma” della scuola e dell’università

    La posizione del Coordinamento Progetto Eurasia sulla "riforma" della scuola e dell'università. Orientamenti generali.

    Il Coordinamento Progetto Eurasia, senza entrare nel merito dei singoli dettagli della “riforma” della scuola e dell’università, ribadisce alcuni princîpi di carattere generale.

    Alla scuola e all'università, in tutte le loro componenti, dev’essere restituita autorevolezza, in quanto luoghi deputati allo studio e perciò alla formazione della persona umana, in sé e in quanto facente parte di una comunità.
    Tutto il contrario del diplomificio-parcheggio attuale, salvo poche e lodevoli eccezioni.
    Tutto il contrario delle moderne "educazione" e "pedagogia" sessantottine e cattoliche.
    Quindi, no alla scuola delle "tre I" (“inglese, internet, impresa”), sì a una scuola che formi cittadini consapevoli e che avvii sia al lavoro (vero, non quello "precario") sia all'università, a prescindere dal censo, per la reale formazione di cittadini preparati e, in particolare, la creazione di una élite finalmente "giovane", sulla base del principio secondo cui l’ignoranza significa esclusione dalla partecipazione.
    Soldi pubblici a scuola e università pubbliche, quindi, mentre le scuole private - che hanno il diritto di esistere - devono finanziarsi da sole.

    Quanto alle manifestazioni di protesta contro il “decreto Gelmini”, il Coordinamento Progetto Eurasia invita a non “scambiare il dito per la luna”. Se questa “riforma”, al di là di singoli aspetti coi quali si può essere d’accordo o meno, sancisce un arretramento del “pubblico” rispetto al “privato” nell’ambito della scuola e dell’istruzione, è bene, prima di prendersela col ministro di turno, individuare nella mancanza di sovranità nazionale dell’Italia la radice del problema.

    L’Italia, infatti, è una colonia degli Stati Uniti, i quali la occupano con oltre 100 installazioni militari e ne condizionano pesantemente la politica, l’economia e la cultura. Gli Stati Uniti fanno e disfanno i governi “italiani”, fanno e disfanno i partiti “italiani”, impongono questo o quel ministro “italiano”. Le “riforme” da essi dettate sono quelle che rafforzano loro e indeboliscono noi. Ecco perché la nostra università non deve funzionare e la nostra scuola deve andare allo sfascio! Il resto lo fanno dei nani politici che, incarnando ataviche tare degli italiani, pensano di fare l’“interesse nazionale” servendo l’America.

    Il Coordinamento Progetto Eurasia approva perciò tutte quelle “proteste” di carattere propositivo che accolgano i suddetti, sintetici principi di carattere generale. Non approva invece il “ribellismo” fine a se stesso e le strumentalizzazioni di gruppi di “politicizzati”, “di destra” e “di sinistra”, che inscenando scontri fuori dalla storia svolgono il classico ruolo degli “utili idioti” ipermediatizzati da giornali e tv. Si auspica perciò che dal seno della scuola e dell’università emergano personalità che, rifiutando lo status di colonia imposto all’Italia dal 1945, elaborino idee e proposte che sanciscano una definitiva rottura con un modello di scuola e d’università estraneo alla natura, alla cultura e alla storia del popolo italiano.


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