User Tag List

Pagina 4 di 4 PrimaPrima ... 34
Risultati da 31 a 37 di 37
  1. #31
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://milano.repubblica.it/dettagli...emento/1543634

    Milano, ecco i signori del cemento

    Da una parte la spinta all'housing sociale, dall'altra gli interessi forti dei grandi proprietari delle aree edificabili: i gruppi Ligresti, Cabassi, Pirelli
    di Rodolfo Sala
    Il sindaco Letizia Moratti
    Meno vincoli agli operatori, più business e oplà, il mercato immobiliare a Milano torna a tirare. Anche in presenza della fortissima crisi che coinvolge tutti i settori dell'economia reale. Non è uno slogan ma un programma, già enunciato dagli esponenti del "partito del mattone" sempre più insofferente alle regole urbanistiche e che chiede di voltar pagina in vista dell'appuntamento del 2015. Settecentomila abitanti in più nella città dell'Expo, indice di edificabilità da portare dall´attuale 0,65 a 1, il progressivo abbandono di un´urbanistica considerata finora troppo vincolata, un addio in grande stile agli standard.

    Carlo Masseroli, assessore comunale alla partita, lo ha detto in modo chiaro: «Le regole e i vincoli non fanno una città migliore, Milano ha bisogno di maggiore flessibilità». Di questo partito il forzista ciellino Masseroli è senz´altro un esponente di primo piano. Anzi, considerati i rapporti abbastanza tiepidi intrattenuti finora dal sindaco con il mondo dei costruttori (almeno fino a quando si era presentata all´assemblea di Assimpredil di quest´estate promettendo ai costruttori che l´Expo li avrebbe arricchiti), si potrebbe dire che Letizia Moratti abbia deciso di appaltare a lui e ai suoi amici tutta la partita dello sviluppo urbanistico.

    I grandi operatori del settore gradiscono parecchio il nuovo corso. A cominciare dal gruppo Ligresti, dominus pressoché incontrastato della Milano che verrà perché titolare di aree edificabili strategiche: Nuova Fiera, Citylife, Garibaldi-Repubblica, l´area Sud attorno al Cerba di via Ripamonti. Ma ci sono anche i Cabassi (Fiera) e il gruppo Pirelli, che dopo lo sbarco alla Bicocca si starebbe riposizionando sul mercato dell'housing sociale. E ha già una tessera onoraria del partito del mattone un imprenditore come Claudio De Albertis, leader lombardo di Assimpredil, l'associazione dei costruttori.


    Secondo voci insistenti che rimbalzano a Palazzo Marino, De Albertis avrebbe concordato con Masseroli le linee del documento urbanistico con cui si vogliono ritoccare all'insù le soglie di edificabilità. Una novità che non fa scandalo neppure tra le fila dell'opposizione. Intenzionata però, con diverse gradazioni, a dare battaglia su un punto considerato irrinunciabile: va bene dare agli operatori la possibilità di costruire di più, in deroga alle vecchie norme, purché a trarne beneficio sia la parte più debole della popolazione. Basilio Rizzo lo dice così: «Occorre rilanciare l´edilizia convenzionata e il mercato degli affitti; e per raggiungere questo obiettivo occorrono più vincoli, alla faccia del rifiuto della logica dirigistica teorizzato da Masseroli».

    «Sarebbe utile un ripensamento dei vincoli eccessivi - aggiunge Bruno Ferrante, già prefetto e candidato sindaco del centrosinistra, oggi lavora per il gruppo Ligresti - che hanno permesso di ostacolare progetti come quello del Cerba; la città è piccola e per il suo sviluppo bisogna guardare anche al di fuori della cinta daziaria». E nel Pd c´è chi, come la consigliera Carmela Rozza, invoca «uno scambio chiaro tra il Comune e i costruttori, a cui va dato il premio delle nuove volumetrie solo se verrà utilizzato per costruire case a prezzi calmierati e in affitto; se così fosse, anche noi andremmo a far parte del partito del mattone».

    Se così fosse. L'esperienza insegna che occorre andare con i piedi di piombo, che le speranze di uno sviluppo immobiliare a vantaggio di tutti non possono poggiare su basi solide. Non è stato così negli anni Ottanta, durante la stagione dell'edilizia contrattata che ha finito solo per favorire la speculazione e, spesso, il traffico delle mazzette. E neppure nel passato più recente la musica è stata questa. Lo ha ammesso, e senza tanti giri di parole, lo stesso Masseroli presentando nel giugno scorso in consiglio comunale la delibera "Ricostruire la grande Milano" (fu allora che l´assessore definì Ligresti «una grande risorsa per la città»).

    Il documento racconta, nero su bianco, anche la storia del fallimento registrato negli ultimi nove anni: 23mila 700 nuovi alloggi e 38mila residenti in più a Milano, ma di pari passo non c´è stata «una risposta adeguata al fabbisogno abitativo espresso dalla città per i redditi medio-bassi». Di più. Tra il 2000 e il 2008, con le regole vigenti, delle 147 proposte di programma integrato (ppi) presentate, per un totale di quasi sette milioni di metri quadrati, solo 84 sono diventate definitive. Altre 30 il Comune le ha ritenute inammissibili, e 21 sono state ritirate dagli operatori privati. Uno dei motivi individuati dall´assessore è la «decisione (di questi operatori) di verificare l´interesse per le nuove regole in corso di predisposizione», vale a dire l´aumento degli indici di edificabilità. E tra le proposte non realizzate ci sono i quasi due milioni di metri quadrati del piano Ticinello ? Vaiano Valle, in zona Sud. Dove domina Ligresti.
    Insomma, le "nuove regole" potrebbero sbloccare progetti fermi, c´è solo da chiedersi a vantaggio di chi, dal momento che la stragrande maggioranza dei progetti approvati si riferisce alla fascia medio-alta del mercato immobiliare, e ignora quasi del tutto l´edilizia convenzionata e calmierata. Certo, c´è chi preme - lo stanno facendo insieme la Lega delle Cooperative e la Compagnia delle opere, che per questo hanno costituito la Fondazione Abitare - per il rilancio dell´housing sociale, considerandolo conveniente anche per gli operatori perché il segmento alto del mercato è saturo e per di più indebolito nei suoi valori immobiliari molto di più rispetto a quello basso. Sta di fatto che a metà dicembre, per il bando con cui il Comune mette a gara otto aree per l´housing sociale, le adesioni sono ancora ridotte al lumicino.(11 novembre 2008)

    INDIPENDENZA

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #32
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...cia_expo.shtml


    L'indiscrezione nasce nei palazzi del governo
    Rinunciare all'Expo? Quelle voci da Roma
    Sarebbe una figuraccia e una sconfitta. Ma anche il sottosegretario Castelli dice che mancano tre miliardi







    MILANO - Forse è soltanto un ballon d'essai, un palloncino lanciato in aria per controllare da che parte soffia il vento. Forse, per dirla con Jannacci, qualcuno ha gridato «Aiuto, aiuto è scappato il leone Per vedere di nascosto l'effetto che fa». Ma il leone non c'entra. La voce che circola riguarda l'Expo: «L'Italia potrebbe rinunciare a ospitare l'Esposizione universale del 2015 a Milano». I pretesti non mancano: il debito pubblico aumenta, la crisi impone tagli dolorosi, i pochi soldi che ci sono potrebbero essere spesi meglio. Nessuno, per ora, osa teorizzare apertamente questa ipotesi, ma l'indiscrezione, partita dai palazzi romani del governo, si sta allargando come un'onda sismica. Chi l'ha messa in circolazione? Chi «vuol vedere di nascosto l'effetto che fa»? Qualcuno l'attribuisce al ministro Tremonti il quale non ha mai avuto alcun entusiasmo per l'Expo, ma l'uomo non è di quelli che si nascondono. Del resto anche il sottosegretario Roberto Castelli, leghista e perciò insospettabile (uno sfregio a Milano sarebbe un autogol per il Carroccio), ha detto senza mezzi termini che mancano tre miliardi e «Appare irrealistico che vengano stanziati nella Finanziaria». È possibile che l'Italia si esponga a una simile figuraccia internazionale? Nel 2002 in Francia il conservatore Raffarin prese il posto del socialista Jospin alla guida del governo e subito decise di rinunciare all'Esposizione Internazionale (quella del 2015 è Universale) del 2004 a Dugny. Ma fu una figuraccia, appunto.

    Per Milano rinunciare all'Expo non sarebbe soltanto una figuraccia internazionale. Significherebbe affermare che non ci basteranno sette anni per uscire dalla crisi, che le difficoltà di oggi saranno anche quelle di domani e di dopodomani, che ciò che fino a otto mesi fa ci sembrava un traguardo da raggiungere (ricordate le iniziative e i progetti messi in campo da Milano per conquistare l'Expo?), oggi è diventato un peso insostenibile. E poi diciamoci una volta per tutte che l'Esposizione universale non è il Ballo delle debuttanti, non è un'occasione mondana per esibire argenteria e abiti da gran sera. È invece un momento di crescita, il «pretesto» per realizzare quelle infrastrutture delle quali Milano e la Lombardia non possono più fare a meno, è l'opportunità per creare nuove relazioni internazionali e consolidare quelle esistenti.

    Tutti questi passaggi sono fondamentali per migliorare la qualità della vita di tutti e di ciascuno, per uscire dalla crisi ed anzi, proprio la presenza di una crisi così drammatica dovrebbe spingere a scelte più coraggiose e non a una sterile chiusura in difesa. Fra le ipotesi avanzate in questi giorni c'è quella di chiedere ai privati ciò che lo Stato non è in grado di fare. O almeno non è in grado di farlo per Milano e per la Lombardia, e questo rende ancora più sgradevole il ricordo dei recenti stanziamenti per Catania e per Roma. I privati, come sempre è avvenuto, faranno la loro parte. E non perché siano dei benefattori, ma forse perché più di altri colgono le opportunità di business offerte dall'Expo e dal suo indotto. Guai però se il Governo pensasse davvero alla possibilità di una rinuncia. Sarebbe uno sfregio che Milano e la Lombardia non potrebbero dimenticare.


    Claudio Schirinzi



    12 novembre 2008

    INDIPENDENZA

  3. #33
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    http://www.corriere.it/vivimilano/cr..._firmato.shtml


    Il retroscena
    Decreto ancora da pubblicare
    Il «giallo» dell'errore: per costituire una spa ci vuole una legge. Firmato il 22 ottobre, il documento non è in Gazzetta Ufficiale







    Chiamiamolo il giallo del decreto Expo. Firmato il 22 ottobre e mai pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Non è ancora stato registrato alla Corte dei Conti e a qualcuno è venuto un dubbio radicale. Vuoi vedere che il decreto con la firma di Berlusconi è sbagliato? Che non rispetta il dettato della legge? Come quando all'articolo 4 istituisce una spa, ossia una società per azioni. Ma il presidente del Consiglio non avrebbe il potere di istituire con decreto una spa. Ci vuole una legge specifica. Altrimenti, fa fede il vecchio decreto di giugno, quello che dà alla Moratti i poteri di commissario e rimanda a un futuro decreto «le istituzioni e gli organismi per la gestione dell'attività». Ossia un'agenzia. Pubblica. Come a Torino. Non una spa. C'è l'altro aspetto: quello che prevede l'adesione obbligatoria alla nuova spa dei soci pubblici. Chi può obbligare un ente pubblico a partecipare a un'operazione a rischio? Un decreto impugnabile. E a qualcuno viene il dubbio: ma non sarà stato scritto male apposta?


    Maurizio Giannattasio



    12 novembre 2008

    INDIPENDENZA

  4. #34
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Milano
    Messaggi
    18,827
    Mentioned
    47 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...cia_expo.shtml


    L'indiscrezione nasce nei palazzi del governo
    Rinunciare all'Expo? Quelle voci da Roma
    Sarebbe una figuraccia e una sconfitta. Ma anche il sottosegretario Castelli dice che mancano tre miliardi




    MILANO - Forse è soltanto un ballon d'essai, un palloncino lanciato in aria per controllare da che parte soffia il vento. Forse, per dirla con Jannacci, qualcuno ha gridato «Aiuto, aiuto è scappato il leone Per vedere di nascosto l'effetto che fa». Ma il leone non c'entra. La voce che circola riguarda l'Expo: «L'Italia potrebbe rinunciare a ospitare l'Esposizione universale del 2015 a Milano». I pretesti non mancano: il debito pubblico aumenta, la crisi impone tagli dolorosi, i pochi soldi che ci sono potrebbero essere spesi meglio. Nessuno, per ora, osa teorizzare apertamente questa ipotesi, ma l'indiscrezione, partita dai palazzi romani del governo, si sta allargando come un'onda sismica. Chi l'ha messa in circolazione? Chi «vuol vedere di nascosto l'effetto che fa»? Qualcuno l'attribuisce al ministro Tremonti il quale non ha mai avuto alcun entusiasmo per l'Expo, ma l'uomo non è di quelli che si nascondono. Del resto anche il sottosegretario Roberto Castelli, leghista e perciò insospettabile (uno sfregio a Milano sarebbe un autogol per il Carroccio), ha detto senza mezzi termini che mancano tre miliardi e «Appare irrealistico che vengano stanziati nella Finanziaria». È possibile che l'Italia si esponga a una simile figuraccia internazionale? Nel 2002 in Francia il conservatore Raffarin prese il posto del socialista Jospin alla guida del governo e subito decise di rinunciare all'Esposizione Internazionale (quella del 2015 è Universale) del 2004 a Dugny. Ma fu una figuraccia, appunto.

    Per Milano rinunciare all'Expo non sarebbe soltanto una figuraccia internazionale. Significherebbe affermare che non ci basteranno sette anni per uscire dalla crisi, che le difficoltà di oggi saranno anche quelle di domani e di dopodomani, che ciò che fino a otto mesi fa ci sembrava un traguardo da raggiungere (ricordate le iniziative e i progetti messi in campo da Milano per conquistare l'Expo?), oggi è diventato un peso insostenibile. E poi diciamoci una volta per tutte che l'Esposizione universale non è il Ballo delle debuttanti, non è un'occasione mondana per esibire argenteria e abiti da gran sera. È invece un momento di crescita, il «pretesto» per realizzare quelle infrastrutture delle quali Milano e la Lombardia non possono più fare a meno, è l'opportunità per creare nuove relazioni internazionali e consolidare quelle esistenti.

    Tutti questi passaggi sono fondamentali per migliorare la qualità della vita di tutti e di ciascuno, per uscire dalla crisi ed anzi, proprio la presenza di una crisi così drammatica dovrebbe spingere a scelte più coraggiose e non a una sterile chiusura in difesa. Fra le ipotesi avanzate in questi giorni c'è quella di chiedere ai privati ciò che lo Stato non è in grado di fare. O almeno non è in grado di farlo per Milano e per la Lombardia, e questo rende ancora più sgradevole il ricordo dei recenti stanziamenti per Catania e per Roma. I privati, come sempre è avvenuto, faranno la loro parte. E non perché siano dei benefattori, ma forse perché più di altri colgono le opportunità di business offerte dall'Expo e dal suo indotto. Guai però se il Governo pensasse davvero alla possibilità di una rinuncia. Sarebbe uno sfregio che Milano e la Lombardia non potrebbero dimenticare.


    Claudio Schirinzi



    12 novembre 2008

    INDIPENDENZA
    L'avevo detto, questo è il clima che si respira : l'enorme ritardo nell'approvazione del decreto per l'expo; le risorse finanziarie rimandate tra tre anni; il governo che blocca l'emendamento della Lega volto a costituire una lotteria per l'expo (non sia mai che questa vada a far concorrenza alle lotterie statali, che costituiscono forse la quarta entrata totale per lo stato itaglione); l'impugnazione, da parte del governo "nordista" amico, della legge lombarda sull'iter delle infrastrutture lombarde (a dimostrazione di quanto sia inutile in "federalismo" introdotto dal csx); la non promulgazione di norme speciali...per poter costruire le infrastrutture in tempo utile, sono indispensabili infatti norme speciali che rendano molto più spedito l'iter burocratico, come quelle varate per le Olimpiadi di Torino...il governo non ci pensa neanche; è evidente qual'è la sua volontà.
    Benissimo: a questo punto diventa urgente sapere quante risorse pubbliche sono investite per le infrastrutture del sud di cui ai lombardi e ai padani in genere non frega una beatissima mazza: la salerno reggio calabria, la metropolitana di roma, la metropolitana di nappule, la livorno-civitavecchia, la tav rroma-nappule, tutte queste belle infrastrutture che non percorreremo mai, mentre al nord non ci sono i soldi non tanto per l'expo, quanto per le infrastrutture connesse che aspettiamo da una vita e che è nostro santo diritto avere: come la Pedemontana e la BreBeMi, che sono finanziate interamente col project financing perchè di soldi pubblici non ce ne sono, come il terzo valico...perchè i soldi pubblici vanno ai fancazzisti di alitaglia e nelle opere pubbliche inutili del centrosud.

    Nella manovra triennale varata dal governo c'è scritta una cosa come questa: urgono spiegazioni con cifre dettagliate, da parte della Lega prima di tutto, dal momento che qui al nord il pdl non beccherà più mezzo voto:


    "Fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale (articolo 6-quinquies).
    Istituito, a decorrere dal 2009, nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico, un Fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale, comprese le reti di telecomunicazione ed energetiche. Nel Fondo confluiscono le risorse nazionali previste per l'attuazione del Quadro strategico nazionale (QSN) 2007-2013 in favore di programmi infrastrutturali di rilevanza strategica nazionale, di progetti speciali e di riserve premiali definite dal Cipe con delibera n. 166 del 2007, con esclusione di quelle risorse che alla data del 31 maggio 2008 siano già state vincolate all'attuazione di programmi già esaminati dal CIPE o destinate al finanziamento della "premialità". La dotazione del fondo sarà ripartita con delibera Cipe, su proposta del ministero dello Sviluppo economico, d'intesa con il ministero delle Infrastrutture, sentita la Conferenza Unificata. Lo schema di delibera è trasmesso al Parlamento per il parere delle Commissioni competenti. La ripartizione delle risorse del Fondo sarà effettuata nella percentuale dell'85% in favore delle Regioni del Mezzogiorno e del restante 15% in favore delle regioni del Centro Nord."

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...8-voci_9.shtml

  5. #35
    naufrago
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    La me car Legnàn
    Messaggi
    22,957
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    I nostri soldi continuano a finire oltre la linea gotica, anzi pare che ne arrivino ancora di più mano a mano che la legislatura entra a pieno regime, intanto da noi...


  6. #36
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    I nostri soldi continuano a finire oltre la linea gotica, anzi pare che ne arrivino ancora di più mano a mano che la legislatura entra a pieno regime, intanto da noi...

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...ia_fondi.shtml


    Finanziaria: niente finanziamenti per interventi a «sapore localistico»
    Il governo taglia i fondi per il Duomo
    «A rischio il restauro, Milano ci aiuti»
    La Veneranda Fabbrica: intervengano Comune, Regione e privati. «Da gennaio biglietti più cari ai turisti»







    Il Duomo di Milano (Corbis)
    MILANO
    - L'accordo politico era chiaro: escludere dalla Finanziaria «provvedimenti che potessero avere sapore localistico». E la linea è stata rispettata con il più localistico dei monumenti alla religione e alla storia: la legge di bilancio non dà niente al Duomo. La maggioranza alla Camera (Pdl e Lega) ha respinto l'emendamento del Pd a sostegno della Veneranda Fabbrica, un fondo da tre milioni di euro per tre anni. E purtroppo dell'istituzione oggi è in pericolo», sostiene il direttore. Per non dire dei restauri: chi paga? «Dovremo rivedere tempi e spese» per il recupero della Guglia Maggiore (6 milioni erano soldi «vitali, necessari», osservano i manager del Duomo: «Siamo sgomenti, vivamente preoccupati» dice Benigno Mörling Visconti Castiglione, direttore della Fabbrica. Motivo: il 31 dicembre scade il fondo statale da 5 milioni di euro l'anno (un terzo del bilancio del Duomo) ed è prevista solo una riserva da 2,5 milioni nel 2009.
    Così sono «a rischio» non solo i progetti ma anche «la manutenzione e la gestione ordinaria ». Risultato: da gennaio si ritocca il biglietto ai turisti, da 7 a 8 euro per salire in ascensore sulle guglie. E tra i 120 dipendenti inizia a girare una brutta parola: cassintegrazione. È la crisi del Duomo, simbolica ed economica. «La stessa sopravvivenza di euro), per la rinascita del Museo (10 milioni) e per la riqualificazione dell'area archeologica sotterranea, Basilica di Santa Tecla e battistero di San Giovanni alle Fonti. In sintesi, senza finanziamenti restano sulla carta due progetti su tre, ché «le nostre risorse sono insufficienti».
    Il Duomo è il simbolo dell'Expo, casa per 10mila persone al giorno e meraviglia per 600mila turisti paganti l'anno. Ma oggi vive uno sorta di «splendido isolamento» che costringe le sue istituzioni a lanciare «un forte richiamo a cittadini, enti locali e imprese». Fatevi avanti, servono «nuovi contributi sistematici». Ora: i 3 milioni di euro «proposti nel mio emendamento erano un'inezia per la Finanziaria, bocciarlo è stata un'assurdità» attacca Lino Duilio, deputato Pd. E ora? «Bisognerà trovare altri strumenti di finanziamento». La questione «sta a cuore al governo», replica il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas: «Vedremo di trovare una soluzione».
    Vedremo. Faremo. Per ora il Duomo è a secco. Le donazioni dei cittadini coprono lo 0,2 per cento delle entrate e il Comune ha chiuso il finanziamento nel 2005, congelando l'imposta di famiglia da 2,8 milioni l'anno che era certezza dal 1935 (la Fabbrica ha citato Palazzo Marino e aspetta la sentenza). Servono soldi e l'ultimo appello era di giugno: «Abbiamo aperto un dialogo con Regione e Comune» dice Visconti Castiglione. E la grande borghesia milanese? «Non s'è fatto avanti nessuno». Alla Fabbrica sperano adesso in un segnale d'attenzione dal ministero dei Beni culturali, «magari si può ritagliare qualcosa per il Duomo come monumento». Per l'istituzione Duomo c'è poco da fare. Troppo locale, troppo milanese.


    Armando Stella



    14 novembre 2008


    INDIPENDENZA

  7. #37
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,041
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    La maggioranza alla Camera (Pdl e Lega) ha respinto l'emendamento del Pd a sostegno della Veneranda Fabbrica, un fondo da tre milioni di euro per tre anni.

    Risultato: da gennaio si ritocca il biglietto ai turisti, da 7 a 8 euro per salire in ascensore sulle guglie.

    E tra i 120 dipendenti inizia a girare una brutta parola: cassintegrazione.

    E la grande borghesia milanese? «Non s'è fatto avanti nessuno».

    Per l'istituzione Duomo c'è poco da fare. Troppo locale, troppo milanese.
    .

 

 
Pagina 4 di 4 PrimaPrima ... 34

Discussioni Simili

  1. Milano Expo 2015
    Di Vegetaryan (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 08-04-08, 11:13
  2. Milano ha vinto -Expo 2016
    Di luigina nel forum Padania!
    Risposte: 74
    Ultimo Messaggio: 04-04-08, 18:15
  3. Expo di Milano, indovinate...
    Di Medsim nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 02-04-08, 16:34
  4. No a EXPO 2015 a Milano !!!
    Di linfield nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 122
    Ultimo Messaggio: 02-04-08, 16:11

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226