Anche di sabato si muore sul lavoro: nel Cosentino
Si chiamava Lucio Caruso l'uomo morto in un incidente sul lavoro a San Sosti. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, l'uomo è caduto da un gabbione rimanendovi schiacciato. Era il titolare della ditta che si stava occupando della ristrutturazione della Basilica del Pettoruto a San Sosti. I lavori sono stati appaltati dalla Curia vescovile che fa capo alla diocesi di San Marco Argentano-Scalea. Sul posto sta giungendo anche il vescovo Domenico Crusco.
Sul posto sono giunti i medici dell'elisoccorso ma non è stato possibile rianimarlo. Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano che stanno ricostruendo la dinamica dell'accaduto e verificando eventuali responsabilità.
È invece vigile e risponde agli stimoli E.M., l'operaio di 27 anni dipendente di una ditta appaltatrice dell'Enel, caduto stamani da un ponteggio nel cantiere per la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord.
Prima di pronunciarsi sulle condizioni del ferito i medici vogliono eseguire tutti gli accertamenti.
Come hanno riferito i compagni di lavoro, cadendo da un'altezza di circa 5 metri in seguito ad un malore, il giovane operaio ha battuto violentemente la schiena.
Venerdì gli operai avevano commemorato nel cantiere Michele Cozzolino, il dipendente di un'altra ditta appaltatrice morto il 17 ottobre dello scorso anno in seguito ad un incidente sul lavoro nell'impianto perchè colpito alla testa da un pesante tubo di un'impalcatura caduta dall'alto durante la fase di smontaggio. Alla commemorazione avevano partecipato i dirigenti Enel responsabili del cantiere e della centrale.
Elsa Bertero, segretaria locale della Fiom - Cgil si chiede: «Fino a quando le istituzioni pretenderanno l'applicazione delle leggi per garantire la sicurezza sui posti di lavoro. Perchè anche se l'operaio metalmeccanico è caduto dal grigliato sul quale stava lavorando a 30 metri di altezza sul secondo gruppo a causa di un malore e finendo sul ponteggio sottostante, doveva essere previsto il fatto che non si può cadere di sotto. Doveva esserci una sbarra di protezione fra il grigliato e il ponteggio laterale. È doveroso - aggiunge - prevedere l'imprevedibile. Mi chiedo, quando le opere saranno èprogettate e realizzate insieme a tutte le misure di sicurezza».
«Proprio ieri abbiamo ricordato con un'omelia la morte di Michele Cozzolino, seguita a sei mesi di distanza da quella di Ivan Ciffary. Sempre ieri sul territorio nazionale ci sono stati otto morti sul lavoro. E oggi l'ennesimo incidente nel cantiere di Torrevaldaliga Nord. Fino a quando dovremo assistere a questo scandalo pubblico?». «In questo senso - conclude la segretaria della Fiom - è assolutamente scandaloso il comportamento dell'amministrazione comunale di
Civitavecchia che dopo la morte di Ciffory a luglio scorso aveva programmato un consiglio comunale straordinario e aperto sulla sicurezza in città. Assise che è stata prima rinviata e poi annullata. Se il Comune vuole continuare a farsi un altro sonno faccia pure, visto che tanto ci hanno sempre lasciati soli, e che rispetto alle problematiche del cantiere Enel di Torrevaldaliga Nord non si sono mai esposti».
Pubblicato il: 18.10.08
Modificato il: 18.10.08 alle ore 15.02
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80064





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