Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 32
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    ComunismoE'Libertà
    Messaggi
    3,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda

    Le riflessioni che seguiranno questa breve presentazione, sono state sopratutto elaborate attraverso un dialogo e un confronto sul forum di politicaonline. Nello specifico mi riferisco alla sezione tematica regionale di "Sardegna/Sardinnya". Scontri aspri, ma anche proficui scambi di opinioni, avvenuti in un brevissimo, ma intenso arco di tempo durante i miei primi post.
    Da tempo stò maturando l'idea che la Sardegna sia in una condizione di scambio economico e culturale diseguale rispetto all'Europa, e allo Stato italiano. Uno scambio economico e culturale diseguale, che non è certo generato dalla malasorte o dal destino cinico e baro dei sardi. L'obbiettivo di questa riflessione è l'apertura di un dibattito plurale e aperto, da Sinistra, sulla Questione Sarda.

    robertoguidi

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    ComunismoE'Libertà
    Messaggi
    3,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda

    Il conflitto sociale, è la premessa per una analisi sull'affermazione dei diritti della Nazione Sarda. Dall’analisi dei nostri limiti culturali e politici, dalla riflessione sulla società che viviamo, la Sinistra deve rilanciare l’autodeterminazione del popolo sardo contrastando il massacro sociale generato dal neoliberismo, e ricercando e sperimentando costantemente nuove forme di lotta e connessione con la realtà sociale che ci circonda.

    Fare analisi sulle peculiarità socio-economiche della Sardegna è molto difficile, dare risposte e ricette che determinino la liberazione politica, economica e culturale dei Sardi diviene addirittura impossibile, nel momento in cui ci limitiamo a indicare soluzioni che devono valere per tutti. Per questo è necessario produrre metodi di inchiesta costante e permanente per capire e percepire l’utilità sociale della Sinistra nei confronti della società sarda e sopratutto capire e percepire cosa è utile alla società sarda nel suo complesso.

    Senza inchiesta del vivere quotidiano che ci circonda, non andiamo da nessuna parte, cominciamo a chiederci come ci vede, come ci percepisce, quali esigenze e bisogni hanno gli esclusi, il precario del comune, il lavoratore socialmente utile, l’operatore del call center, il migrante, il pensionato, lo studente, il disoccupato, l’artigiano, il pastore e l’agricoltore.

    Come ho avuto modo di scrivere più volte su questo forum, mi piacerebbe vedere una sinistra pacifista, ambientalista, femminista, comunista, autonomista e sardista con una sinistra nazionalitaria combattere assieme, contro le basi militari, contro il G8 in Sardegna, lottare per una terra smilitarizzata, una terra di incontro e dialogo tra le culture del Mediterraneo, una terra che cresca e si sviluppi producendo lavoro buono, indeterminato e sano, legato alle peculiarità dei nostri territori, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti civili e sociali.

    La Sardegna, come il resto del mondo, è la protagonista passiva di un modello di sviluppo selvaggio, che produce solitudine e precarietà, un modello di sviluppo dominato da un capitalismo predatore, che viaggia di pari passo con una tendenza culturale che ci vorrebbe tutti da soli, ognuno per conto suo, in una dimensione egoista e individualista, non solo nel lavoro, ma anche nella quotidianità della vita. La Sardegna vive in maniera drammatica e violenta un processo di deindustrializzione costante, un processo parallelo alla distruzione della cultura operaia e contadina, visibile nel tentativo di mercificazione dei beni comuni, dalla privatizzazione dell’acqua, alla svendita della conoscenza, della cultura e dei saperi.

    Solo lottando per la rigenerazione della cultura comunitaria, mutualistica e ribelle che storicamente ha contraddistinto il movimento operaio sardo, possiamo chiudere per sempre il capitolo del colonialismo culturale ed economico, e possiamo contribuire a ricostruire una coscienza collettiva di classe e di popolo.


    robertoguidi


  3. #3
    PERilBENEdiTUTTI
    Data Registrazione
    12 Jun 2008
    Località
    ELMAS (CA)
    Messaggi
    323
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda

    mi piacerebbe vedere una sinistra pacifista, ambientalista, femminista, comunista, autonomista e sardista con una sinistra nazionalitaria combattere assieme, contro le basi militari, contro il G8 in Sardegna, lottare per una terra smilitarizzata, una terra di incontro e dialogo tra le culture del Mediterraneo, una terra che cresca e si sviluppi producendo lavoro buono, indeterminato e sano, legato alle peculiarità dei nostri territori, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti civili e sociali.

    Robertoguidi ottimo quello che dici mi piacerebbe vedere una sinistra

    Ma quello che dici è e deve essere la QUESTIONE dell'intero popolo sardo
    bisogna SUPERARE la DIVERGENZA destra e sinistra che serve solo a dividere

    IL popolo sardo deve solo capire che

    http://it.youtube.com/watch?v=FfjQGlsE7p8

    Fintzas a kando nois non semus UNIOS e KUSIOS pro essi unu populu KENTZE MERES
    e fintzas a kando no semus a una sola VOKE pro VINKERE amus a ABBARRARE TZERAKOS de MERES ISTRANZOS

    FRADES ASKURTADE KUSTA VOKE DE UNIDADE e SEDIMOS IN sa MESA pro ARREJIONARE proite es KUSTU suniku modu pro VINKERE

    UNIOS si no AKATAMUS su modu lu FAKIMOS
    Kun AFFETTUOSU SALUDU a sos FRADES SARDOSUNIOS PROsuBENIdeTOTTUS

    AMENTAIBOS e ARREGORDAI ka si semus UNIOS e KUSIOS BINCEUS e FAKIMOS e FAEUS su beni de sa SARDIGNA e de sos SARDOS pro essi unu populu KENTZEMERES

    ZOVANOS SARDOS BALENTES azudai kusta fortza a diventare MANNA pro AUMENTARE e KUSSITZARE sos VALORES SARDOS de PAKE, TRABALLU e LIBERTADE kirkande sa KUNCORDIA e UNIDADE I sardi hanno una storia tutta ancora da scrivere.




  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    ComunismoE'Libertà
    Messaggi
    3,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Mario Flore,

    Ti ringrazio per avermi risposto. A me non basta immaginare l'autodeterminazione del popolo sardo in termini di confini da delimitare e separare dal resto del mondo. Nemmeno mi interessa. Vorrei immaginare la liberazione umana, culturale ed economica della Sardegna, ma in termini di Classe.

    Da lavoratore e studente precario, come potrò unirmi nella lotta assieme all'imprenditore sardo, ma senza scrupoli che sfrutta e divide i lavoratori? Come potrò unirmi nella lotta assieme alle gerarchie confessionali e clericali cattoliche sarde che vogliono decidere per il mio corpo e la mia vita privata?

    Come posso unirmi nella lotta assieme a tutti quei personaggi sardi, del mondo dell'economia, della politica e della cultura, che pensano che la Sardegna possa crescere e svilupparsi grazie alla cultura del cemento, dei tagli allo stato sociale, e della subordinazione alla dimensione economica dei diritti sociali e ambientali e della salute?

  5. #5
    Meda sabios paris
    Data Registrazione
    02 Dec 2004
    Località
    Atlantide
    Messaggi
    5,063
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Da lavoratore e studente precario, come potrò unirmi nella lotta assieme all'imprenditore sardo, ma senza scrupoli che sfrutta e divide i lavoratori? Come potrò unirmi nella lotta assieme alle gerarchie confessionali e clericali cattoliche sarde che vogliono decidere per il mio corpo e la mia vita privata?
    Come posso unirmi nella lotta assieme a tutti quei personaggi sardi, del mondo dell'economia, della politica e della cultura, che pensano che la Sardegna possa crescere e svilupparsi grazie alla cultura del cemento, dei tagli allo stato sociale, e della subordinazione alla dimensione economica dei diritti sociali e ambientali e della salute?
    Questi personaggi son tutti grandi sostenitori dell'Italiga caro Guidi, e fieri nemici dell'Indipendentzia, che vedono come il loro peggior incubo.....
    E in più ti invito a leggere ciò che ho già scritto in altro 3d italigano, per capire (a prescindere dalle classi) dove sta il problema:

    Il declino iniziò quando è nato lo stato italiano, carcere di popoli peggio dell'impero austro ungarico (cha almeno le nazionalità le riconosceva e valorizzava). Lo stato italiano è una aberrazione massonica nata per volere di inglesi e francesi in modo da bloccare l'espansionismo germanico a sud, uno stato cuscinetto tipo georgia e ucraina.
    Lo stato italiano, già dai tempi di Crispi, Sonnino e Giolitti, ha imposto un sistema economico di tipo capitalistico-industriale a nord e un sistema mafioso di tipo coloniale al sud (servendosi dei baronetti malavitosi locali), e una dittatura militar-poliziesca di tipo burocratico in Sardegna (ereditandola dal sistema piemontese): questo fa si che da una parte vi sia industrializzazione selvaggia con conseguente immigrazione e urbanizzazione disumana e dall'altra braccia da sfruttare, forza lavoro, quindi spopolamento, emigrazione e sottosviluppo (un sottosviluppo voluto dallo stato, che non permette, anche attraverso la repressione militare o mafiosa, qualsiasi forma di economia privata o di libera concorrenza non parassitaria).

    Questo meccanismo di sopravvivenza basato sullo sfruttamento e sul centralismo sarà inesorabilmente spazzato via dall'Europa Unita e le varie secessioni/Indipendenze degli Stati linguistici, geografici e etnici diverranno alla fine una necessità storica. La domanda è solo: violenta o non violenta?

    Le "maggioranze", quelle passive, non esistono, sono le minoranze coscienti a fare la Storia (lo dimostra la creazione stessa dello stato italiano).... Per la Sardegna la domanda quindi non è quanti accettano (o subiscono) l'italia, ma quanti sarebbero disposti a difenderla, e al momento mi sembrano un'insulsa minoranza.

  6. #6
    Forumista
    Data Registrazione
    03 Feb 2007
    Messaggi
    402
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Caro Mario Flore,

    ... A me non basta immaginare l'autodeterminazione del popolo sardo in termini di confini da delimitare e separare dal resto del mondo...
    ...

  7. #7
    U.R.N. Sardinnya
    Data Registrazione
    15 Jan 2008
    Località
    www.partitosardo.org Per il Partito Nazionale Sardo
    Messaggi
    1,447
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da lavoratore e studente precario, come potrò unirmi nella lotta assieme all'imprenditore sardo, ma senza scrupoli che sfrutta e divide i lavoratori? Come potrò unirmi nella lotta assieme alle gerarchie confessionali e clericali cattoliche sarde che vogliono decidere per il mio corpo e la mia vita privata?
    Come potremo parlare di Questione Sarda se non si include nel discorso l'imprenditoria Sarda? Come possiamo parlare di condizioni disagevoli a carico del lavoratore se prima non analizziamo il perché la "classe" imprenditoriale sia costretta talvolta a limare nel personale a causa di uno stato opprimente sotto tutti i punti di vista dello sviluppo? -Infrastrutture, fiscalità, burocrazia, etc-
    Come possiamo parlare di "classi" in un economia territoriale in cui prevalentemente l'impresa ha carattere familiare di medio-basse dimensioni?

    Come possiamo parlare di Questione Sarda se giudichiamo "gli altri", i cittadini che credono nell'autorità ecclesiastica e la rispettano?

    Se non ci mettiamo in testa che la Questione Sarda riguarda al 100% il tessuto socio-economico sardo diventa solo "Questione di Parte"...
    Con rispetto.

  8. #8
    pro sa Repubrica de Sardigna
    Data Registrazione
    06 Oct 2007
    Località
    Ollastra
    Messaggi
    403
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Il conflitto sociale, è la premessa per una analisi sull'affermazione dei diritti della Nazione Sarda. Dall’analisi dei nostri limiti culturali e politici, dalla riflessione sulla società che viviamo, la Sinistra deve rilanciare l’autodeterminazione del popolo sardo contrastando il massacro sociale generato dal neoliberismo, e ricercando e sperimentando costantemente nuove forme di lotta e connessione con la realtà sociale che ci circonda.

    Fare analisi sulle peculiarità socio-economiche della Sardegna è molto difficile, dare risposte e ricette che determinino la liberazione politica, economica e culturale dei Sardi diviene addirittura impossibile, nel momento in cui ci limitiamo a indicare soluzioni che devono valere per tutti. Per questo è necessario produrre metodi di inchiesta costante e permanente per capire e percepire l’utilità sociale della Sinistra nei confronti della società sarda e sopratutto capire e percepire cosa è utile alla società sarda nel suo complesso.

    Senza inchiesta del vivere quotidiano che ci circonda, non andiamo da nessuna parte, cominciamo a chiederci come ci vede, come ci percepisce, quali esigenze e bisogni hanno gli esclusi, il precario del comune, il lavoratore socialmente utile, l’operatore del call center, il migrante, il pensionato, lo studente, il disoccupato, l’artigiano, il pastore e l’agricoltore.

    Come ho avuto modo di scrivere più volte su questo forum, mi piacerebbe vedere una sinistra pacifista, ambientalista, femminista, comunista, autonomista e sardista con una sinistra nazionalitaria combattere assieme, contro le basi militari, contro il G8 in Sardegna, lottare per una terra smilitarizzata, una terra di incontro e dialogo tra le culture del Mediterraneo, una terra che cresca e si sviluppi producendo lavoro buono, indeterminato e sano, legato alle peculiarità dei nostri territori, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti civili e sociali.

    La Sardegna, come il resto del mondo, è la protagonista passiva di un modello di sviluppo selvaggio, che produce solitudine e precarietà, un modello di sviluppo dominato da un capitalismo predatore, che viaggia di pari passo con una tendenza culturale che ci vorrebbe tutti da soli, ognuno per conto suo, in una dimensione egoista e individualista, non solo nel lavoro, ma anche nella quotidianità della vita. La Sardegna vive in maniera drammatica e violenta un processo di deindustrializzione costante, un processo parallelo alla distruzione della cultura operaia e contadina, visibile nel tentativo di mercificazione dei beni comuni, dalla privatizzazione dell’acqua, alla svendita della conoscenza, della cultura e dei saperi.

    Solo lottando per la rigenerazione della cultura comunitaria, mutualistica e ribelle che storicamente ha contraddistinto il movimento operaio sardo, possiamo chiudere per sempre il capitolo del colonialismo culturale ed economico, e possiamo contribuire a ricostruire una coscienza collettiva di classe e di popolo.


    robertoguidi

    Giai mi praxinti pagu cussus comenti a tui ca si preninti sa ucca de "natzione sarda","autodeterminazione del popolo sardo"..ma itta ses kircande votos?

    Autodeterminazione de su populu sardu po mei olli nai fetti INDIPENDENTZIA!!!

    Tottusu is politicu a destra e a manca candu nc'esti fragu de elezionisi s'arregordanta ca sa Sardigna est affundende .Ma itta ti creisi ca de tottus custas cosas chi as nau nosu non d'iscieusu nudda?

    Olis gherrai po sa Sardigna? Incuminza a allegai de indipendentzia si nono appiccas mali is craisi.

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 May 2009
    Messaggi
    7,923
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    ... A me non basta immaginare l'autodeterminazione del popolo sardo in termini di confini da delimitare e separare dal resto del mondo. Nemmeno mi interessa.
    ..
    prova a immagginare (tanto è a gratis, almeno quello) il contrario

  10. #10
    Dilli che tu sì a voce rivolta
    Data Registrazione
    29 Oct 2005
    Località
    Partidu Natzionale Sardu po s' Indipendèntzia
    Messaggi
    1,515
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Caro Mario Flore,

    Ti ringrazio per avermi risposto. A me non basta immaginare l'autodeterminazione del popolo sardo in termini di confini da delimitare e separare dal resto del mondo. Nemmeno mi interessa. Vorrei immaginare la liberazione umana, culturale ed economica della Sardegna, ma in termini di Classe.

    Da lavoratore e studente precario, come potrò unirmi nella lotta assieme all'imprenditore sardo, ma senza scrupoli che sfrutta e divide i lavoratori? Come potrò unirmi nella lotta assieme alle gerarchie confessionali e clericali cattoliche sarde che vogliono decidere per il mio corpo e la mia vita privata?

    Come posso unirmi nella lotta assieme a tutti quei personaggi sardi, del mondo dell'economia, della politica e della cultura, che pensano che la Sardegna possa crescere e svilupparsi grazie alla cultura del cemento, dei tagli allo stato sociale, e della subordinazione alla dimensione economica dei diritti sociali e ambientali e della salute?
    Beh Robè, a me sembra che tu incarni abbastanza bene la schizofrenia (non vuole essere un termine offesivo, ma puramente tecnico) della sinistra sarda: da una parte (puramente teorica) si afferma "ma certo, è sacrosanto che la Sardegna debba autodeterminarsi" dall' altra (pratica) viene citata qualsivoglia motivazione per restare incollati all' Italia. Questo è.
    Ciò che a mio parere costituisce il punto debole in tutto il tuo ragionamento è questo: per non unirti a imprenditori, gerarchie ecclesiastiche e cementificatori residenti in Sardegna di fatto ti unisci nella lotta alle medesime categorie sociali italiane (o sarde che vogliono restare dipendenti dall' Italia).
    Che poi la battaglia sia attiva o resti passiva poco cambia: sempre di presa di posizione politica si tratta.
    E qualunque sia la presa di posizione quelle categorie sociali da te citate ci finiscono in mezzo sempre e comunque, sta a te scegliere da che parte stare.

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Riflessioni sulla sinistra spaiata
    Di moebius nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 08-05-09, 13:33
  2. Per l'autodeterminazione del popolo sardo. La Sinistra e la Questione Sarda
    Di robertoguidi nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 98
    Ultimo Messaggio: 09-11-08, 15:31
  3. Riflessioni da Sinistra sulla Questione Sarda
    Di robertoguidi nel forum Sardismo
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 05-11-08, 16:16
  4. Riflessioni sulla questione cecena
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-11-02, 16:06

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito