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    Predefinito Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    http://www.corriere.it/cronache/09_m...4f02aabc.shtml

    Originari di Ghana e Sierra Leone, riaccompagnati nei loro Paesi entro 2 settimane
    Libia, nel centro dei «respinti»
    «Ma proveremo a ritornare»

    Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro


    Dal nostro inviato Fiorenza Sarzanini
    TRIPOLI — La luce filtra dalle sbarre delle finestre, loro stanno accasciati sulle stuoie, sono scalzi, hanno lo sguardo smarrito. Appena la porticina si apre balzano in piedi, cercano di uscire nel cortile. Vogliono spiegare, raccontare, chiedere aiuto. C’è chi conosce qualche parola di inglese, chi si arrangia con il francese. Hanno la pelle molto scura, la maggior parte sembra provenire dai Paesi dell’Africa subsahariana. I poliziotti li ammassano contro il muro, intimano loro di stare seduti. «Potete parlare, se qualcuno di voi ha qualcosa da chiedere può farlo», gridano. Un ragazzo che dice di avere 16 anni quasi implora: «Mi chiamo Emmanuel, vengo dalla Sierra Leone, i miei genitori sono a Londra. Ero partito per raggiungerli. I soldi per il viaggio me li ha dati mia nonna. Adesso non ho più niente, ma voglio andare da loro. Vi prego ci sarà un modo per riuscire a tornare dì là».


    Nel centro di accoglienza di Twescha, 35 chilometri a sud di Tripoli, ci sono gli immigrati che la Libia ha accettato di riprendersi

    Centro di accoglienza di Twescha, 35 chilometri a sud di Tripoli. Eccoli gli immigrati che la Libia ha accettato di riprendersi. Mer*coledì scorso erano sui barconi intercettati nelle acque maltesi. Nella notte sono stati trasferiti sulle motovedette italiane che han*no effettuato l’operazione di respingimento, provocando un caso internazionale, e sono tornati in porto. Li hanno divisi per na*zionalità e ora li tengono in questi stanzoni in attesa di riportarli a casa. Non c’è alcuna speranza che possano rimanere, entro due settimane saranno organizzati i voli per il rientro. E tutto ricomincerà daccapo. Perché, come chiarisce Suleyman, ghanese di 24 anni «noi non possiamo restare in Africa. Vogliamo andare in Europa, raggiungere la Grecia. E prima o poi ci riusciremo. Met*tiamo i soldi da parte, lavoriamo per pagare i trasferimenti. Un pezzo di strada per volta fino alla costa. Poi ci imbarcano». C’è chi sogna la Germania, chi sostiene di avere parenti in Italia. Samwi ha 19 anni, gli ultimi quattro mesi li ha trascorsi in un casa di Al Zwara — la cittadina all’estremo sud del Paese dove i mercanti di uomini ammassano la loro «merce» — ad aspettare l’ok degli scafisti. Pensava di esserci riuscito e invece la sua traversata non è durata neanche 100 miglia e si dispera. Traore, 20 anni, tira fuori un documento per dimostrare che lui è già entrato nel programma di protezione per i rifugiati, dice che lo ricevuto ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Ma se gli chiedi come mai era su una di quelle barche non sa rispondere, non è in grado di spiegare perché non ha sfruttato questa occasione per provare ad avere una nuova vita. I centri di accoglienza qui sono gestiti dalla polizia, gli agenti di guardia che chiariscono di aver già avviato le verifiche sul tesserino sostengono che potrebbe essere falso.


    Dopo le accuse di violazione dei diritti umani arrivate nelle ultime ore, le autorità libiche hanno deciso di consentire una visita nelle strutture, vogliono mostrare al mondo come vengono trattate queste persone. Quando si apre il padiglione dove sono i nigeriani e i ghanesi, la scena vista all’inizio si ripete. Sono quasi tutti ragazzi. Si tirano su, ti circondano «perché devi mandare un messaggio, dire che stiamo bene ma che vogliamo essere liberi». Negano di aver ricevu*to maltrattamenti, non hanno segni visibili di percosse. Ricordano di essere rimasti per ore e ore su quei barconi che rischiavano di andare alla deriva. «Abbiamo avuto tanta paura, era buio, potevamo morire», ripetono come in una litania. Fram ha la faccia da ragazzino, racconta di avere 17 anni, di essere giunto dal Gambia. E sostiene di non sapere dove si trova. «Libia? Non capisco. Io volevo andare a Malta». Le donne che erano sui barconi sono state trasferite nel centro di Zawia, 40 chilometri a nord della capitale. Lì finiscono anche i bambini, ma la polizia locale assicura che a bordo l’altra sera non ce n’era nemmeno uno. Le femmine erano 37 e una ventina erano con il marito. «Li abbiamo messi insieme, ma anche loro dovranno lasciare il Paese», chiariscono i respon*sabili delle strutture.

    I centri di accoglienza sono cinti da un muro alto, circondati dal filo spinato. I por*toni sono di ferro, la sorveglianza è affidate alle guardie armate. Non ci sono limiti di permanenza, ma si cerca di non farli restare più di 15 giorni. «Perché — chiarisce il direttore di Twescha — siamo sempre in emergenza, anche in questi giorni ci sono 400 persone in più». Al ministero dell’Interno dicono che in Libia ci sono «almeno un milione e mezzo di stranieri che vuole raggiungere l’Europa. Noi spendiamo ogni anno due miliardi e mezzo di dollari per gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina e non siamo più in grado di sostenere il fenomeno». Abdal Muammed, un alto funzionario della sicurezza che ha trattato con l’Italia l’accordo per effettuare i pattugliamenti congiunti, sa bene quante critiche si siano scatenate dopo le operazioni effettuate in acque internazionali. Ma non appare disposto a subire gli attacchi: «Non credo possibile che qualcuno pensi di aver risolto il problema dell’immigrazione clandestina mandando sei motovedette a controllare il mare. Noi siamo pronti a collaborare con il governo di Roma e lo stiamo dimostrando. Ma è l’Europa che deve farsi carico di questa situazione, avviare quei progetti negli Stati d’origine che promette da anni. E soprattutto, l’Unione deve rispettare gli impegni presi nei mesi scorsi: quando abbiamo condotto la mediazione per liberare le infermiere bulgare, sono stati siglati accordi per l’avvio della sorveglianza radar delle nostre frontiere meridionali. Non ne abbiamo saputo più nulla».

    Alla durissima presa di posizione del Vaticano, il rappresentante del governo libico risponde con altrettanta fermezza: «Quando abbiamo allentato i controlli siamo stati accusati di mandare la gente a morire. Ora che abbiamo deciso di potenziarli ci accusano di violare i diritti umani. Noi siamo aperti a tutti i tipi di cooperazione, se volete possiamo portare a piazza San Pietro tutti gli stranieri che le vostre navi hanno portato qui. Bisogna capire che la Libia da sola non ce la fa, queste persone scappano dalla fame, non dalla guerra. La coscienza dell’Europa deve svegliarsi perché noi proveremo a fermare chi affronta il mare per avere una vita migliore, però saremo costretti a fermarci se continueremo ad essere il luogo di transito di tutta l’Africa. E saremo costretti a sospendere i controlli delle frontiere verso l’esterno qualora ci rendessimo conto che il peso migratorio sta diventando troppo pesante».


    10 maggio 2009

  2. #2
    Antonello/Gianantonio
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    .......Alla durissima presa di posizione del Vaticano, il rappresentante del governo libico risponde con altrettanta fermezza: «Quando abbiamo allentato i controlli siamo stati accusati di mandare la gente a morire. Ora che abbiamo deciso di potenziarli ci accusano di violare i diritti umani. Noi siamo aperti a tutti i tipi di cooperazione, se volete possiamo portare a piazza San Pietro tutti gli stranieri che le vostre navi hanno portato qui....0 maggio 2009
    Eh, non sarebbe mica una brutta idea. Così vedremmo quanto di cristiano c'è rimasto ancora in vaticano....... hefico: :gluglu:

  3. #3
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Ma ci voleva un libico a dirlo per far sì che arrivasse su un quotidiano italiano?

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Sono d'accordo coi libici.

    Chi fa tante chiacchiere e chiede agli altri di agire potrebbe cominciare a farsi carico personalmente del problema.

    Il Vaticano che predica di fare sempre più figli farebbe finalmente i conti con la bomba demografica.

  5. #5
    Antonello/Gianantonio
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo coi libici.

    Chi fa tante chiacchiere e chiede agli altri di agire potrebbe cominciare a farsi carico personalmente del problema.

    Il Vaticano che predica di fare sempre più figli farebbe finalmente i conti con la bomba demografica.
    Dovrebbero cominciare a farli anche in vaticano i figli. Così rifletterebbero di più......... :eeh: :gluglu:

  6. #6
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    http://www.bluewin.ch/it/index.php/5...cuse_Vaticano/

    ....le bolle pontificie "Romanus Pontifex" (del 1454) e "Inter Caetera" (del 1493), che di fatto legittimarono la conquista del Nuovo Mondo e la distruzione sistematica dei popoli indigeni non cristiani...

    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo coi libici.

    Chi fa tante chiacchiere e chiede agli altri di agire potrebbe cominciare a farsi carico personalmente del problema.

    Il Vaticano che predica di fare sempre più figli farebbe finalmente i conti con la bomba demografica.
    Fanno chiacchiere poiché sanno che sono solo chiacchiere (per il gregge)...

  7. #7
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    http://www.bluewin.ch/it/index.php/5...cuse_Vaticano/

    Nel corso del secolo i bambini, per decisione del governo, furono strappati alle famiglie per essere "rieducati" in quelle scuole, nelle quali hanno subito ogni sorta di abuso. Nessuno in Canada è mai stato processato per quei crimini e secondo l'associazione degli aborigeni la Chiesa si rifiuterebbe di rivelare dove le vittime sono state sepolte.
    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    Dovrebbero cominciare a farli anche in vaticano i figli. Così rifletterebbero di più......... :eeh: :gluglu:
    ...chissà, magari poi ai loro figli di sangue non negherebbero una sepoltura veramente cristiana.

  8. #8
    vae victis
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Io sono d'accordo con la linea del governo,posso capire la differenza fra clandestino "semplice" e clandestino "rifugiato" ma è insostenibile far entrare migliaia di persone e poterle integrare vista già la alta presenza di immigrati e le problematiche ad essi legate .Purtroppo non possiamo farci carico dei mali del mondo,potremmo però (forse) esigere controlli più severi e costanti nei campi libici dove le violenze e le torture (specialmente sulle donne )sono quotidianetà anche se qualcuno cerca di ometterlo.
    Regressista amante della pucchiacca.

  9. #9
    vae victis
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    In Vaticano non fanno entrare neanche gli italiani senza permesso figurati i calndestini !iango:
    Regressista amante della pucchiacca.

  10. #10
    Sospeso/a
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    Predefinito Riferimento: Tripoli: i clandestini? Possiamo portarveli a San Pietro

    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    ...

    .... Non c’è alcuna speranza che possano rimanere, entro due settimane saranno organizzati i voli per il rientro. E tutto ricomincerà daccapo. Perché, come chiarisce Suleyman, ghanese di 24 anni «noi non possiamo restare in Africa. Vogliamo andare in Europa, raggiungere la Grecia. E prima o poi ci riusciremo. Mettiamo i soldi da parte, lavoriamo per pagare i trasferimenti. Un pezzo di strada per volta fino alla costa. Poi ci imbarcano»....

    10 maggio 2009
    Ma in quanto tempo avranno di nuovo il denaro per potersi pagare il viaggio?

 

 
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