Opec del gas, Gazprom in troika con Iran e Qatar
Miller: "L'era degli idrocarburi a basso costo è finita"
Mosca, 21 ott. (Apcom - Nuova Europa) - Sembra un'Opec. Per ora è una troika. E potrebbe diventare una quadriga. I tre grandi produttori di metano - Iran, Qatar e Russia - hanno creato a Teheran un formato a tre, molto simile al cartello che lega i principali esportatori del greggio. E Gazprom ha suggellato il passo storico, con quello che è ormai un motto per Mosca: "L'era degli idrocarburi a basso costo è finita", ha detto da Teheran Aleksei Miller, numero uno del colosso dell'oro blu. Come uno slogan, per descrivere il futuro dell'accordo raggiunto dai rispettivi paesi. Ossia la creazione di "un'organizzazione comune del gas", per dirla con il ministro iraniano del petrolio Gholam Hossein Nozar. Mentre il collega di Doha Abdallah ben Hamad al-Attiyah, incorona con un "Inshallah" (Se Dio vorrà) la conferma del progetto nella prossima riunione interministeriale dei paesi esportatori di gas.
Gazprom è in prima linea. "Abbiamo una visione comune delle finalità e degli obiettivi" dice Miller secondo quanto apprende Apcom. Per poi sottolineare "la necessità di una rapida trasformazione" del "forum" in un "organismo permanente che serva a garantire affidabili e stabili forniture energetiche in tutto il mondo".
Quindi la troika del gas ha ben chiaro il principio di fondo. E - anche senza nominare mai il modello Opec - appare chiaro cosa sia successo a Teheran oggi, nella prima riunione congiunta dei vertici del metano: tre player con circa il 60% delle riserve del gas mondiale. Capaci di farsi beffe anche dei recenti ribassi del 'barile', che non minacciano il potenziale della troika, secondo Miller: "Abbiamo convenuto - ha detto - che la fluttuazione dei prezzi del petrolio non mette in discussione la tesi fondamentale: l'era degli idrocarburi a basso costo è finita. E le parti devono iniziare da questo per lavorare".
Di Opec del gas si parlavaormai da anni. Con una rincorsa di annunci e smentite. L'idea venne lanciata da Vladimir Putin, allora presidente russo, nel 2006. Quando l'attuale leader del Cremlino, Dmitri Medvedev presiedeva proprio Gazprom. Poi in retromarcia Igor Shuvalov, all'epoca sherpa al G8: "non ne abbiamo mai parlato". E infine a febbraio di quest'anno era sorta l'impressione che le cose si stessero muovendo più in fretta. Incontri a tutti i paralleli. Discorso tra grandi dell'energia su più fronti. E il metano resta quel qualcosa in comune, capace di trasformare ogni appuntamento in un successo.
Non solo sul fronte della cooperazione bilaterale. Putin sull'Opec faceva già progetti: considerando l'ipotesi "una buona idea". Innervosendo e preoccupando i paesi consumatori. Ma strizzando l'occhio agli altri produttori di oro blu. Compreso un interlocutore come Algeri, oltre a Teheran. "La Russia è il maggiore esportatore" di gas, sottolineava a febbraio Putin aprendo le porte del Cremlino al collega algerino Abdelaziz Buteflika. Mentre l'Algeria "è la quarta nazione al mondo per export di gas". In mezzo Iran e Quatar. E con Algeri la troika potrebbe diventare un quadriga. Di corsa al galoppo, verso l'Opec del gas.
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