...con Silvio che lo sostiene
Roma. Governo e Cai (Compagnia aerea
italiana) mettono alle corde il sindacato
autonomo dei piloti dedito ai veti. Roberto
Colaninno e i tre ministri che si sono seduti
al tavolo di Palazzo Chigi – Altero Matteoli
(Infrastrutture), Maurizio Sacconi
(Welfare) e Claudio Scajola (Sviluppo economico)
– spingono all’angolo le organizzazioni
del no. Colaninno, presidente della
Cai, ieri ha anticipato che, in caso di necessità,
è pronto ad assumere piloti sul
mercato, a partire da quelli di Ryanair,
mentre i tre esponenti dell’esecutivo hanno
ribadito che la trattativa è chiusa. Inoltre
hanno annunciato l’abolizione degli
ammortizzatori sociali per chi rifiuterà il
passaggio in Cai e la tolleranza zero verso
chi sciopererà bloccando gli scali. Una linea
che di fatto avalla e sostiene la decisione
della nuova società di presentare
l’offerta per rilevare Alitalia, senza avere
il “sì” di tutte le organizzazioni dei lavoratori.
Sulla base di questa impostazione non
meraviglia, quindi, l’annuncio di Colaninno. Ieri, a margine della visita agli stabilimenti
Piaggio di Hanoi, ha chiarito che si
procederà con chiamate individuali, senza
la cogestione dei sindacati: “Manderemo
una lettera e diremo ad esempio: cara signorina,
vuole fare l’assistente di volo sulla
tratta Milano-Boston? Se dice di sì, va all’ufficio
del personale, accetta e firma”.
Non definitele “chiamate dirette”, però:
“Sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà
qualcuno che non è di Alitalia e fa la sua
domanda. Noi, per esempio, potremo assumere
anche i piloti di Ryanair”.
L’iniziativa di procedere con chiamate
singole, per molti osservatori, finirà per
sfaldare il fronte del “no”. Troppo arduo
tenere serrate le fila in simili circostanze.
Il leader dell’Unione piloti, Massimo Notaro,
ha invitato la categoria a non cedere,
e in una diretta di Radio24 ha aggiunto
che lui personalmente non andrà mai a lavorare
per Cai. Il suo collega Marco Veneziani,
comandante e leader della Uil Trasporti,
ha però precisato che il sacrificio
di Notaro non è volontario, il capo dell’Upfigurerà
tra gli esuberi per una questione
anagrafica. Dal Vietnam, dove si trova per
la missione imprenditoriale organizzata da
Confindustria, Abi e Ice, l’imprenditore
mantovano ha mostrato fermezza anche
sulle eventuali forme di protesta che potranno
sorgere (auspicate dall’ex ministro
Antonio Di Pietro): “Quando Cai sarà ufficialmente
il proprietario, quelli che saranno
assunti potranno manifestare i loro
interessi, quelli che non saranno assunti
non potranno neanche entrare. Se uno non
è assunto cosa viene a reclamare? Andranno
a reclamare in casa degli altri?”.
In realtà i cinque sindacati del fronte
del no, almeno per ora, non intendono ricorrere
a forme estreme di lotta, consapevoli
di essere rimasti isolati. Le sigle di piloti
(Anpac e Up) e assistenti di volo (Sdl,
Anpav e Avia) ripetono di voler riprendere
il dialogo e ai messaggi di determinazione
fanno seguire una vaga disponibilità negoziale.
Aperture però non raccolte. Cai ritiene
che con la presentazione dell’offerta
per la polpa buona di Alitalia, la fase del delle
trattative sia definitivamente conclusa.
Una posizione condivisa anche dal governo.
Il titolare delle infrastrutture, Matteoli,
non ha fatto sconti anche ai piloti, categoria
da sempre vicina alla destra: “I sindacati
sbagliano anche se hanno la mia
stessa tessera politica – ha dichiarato Matteoli,
il cui figlio è un pilota di medio raggio
assunto di recente da Alitalia – Anzi sono
maggiormente dispiaciuto. E poi se hanno
la tessera di Forza Italia o di Alleanza
nazionale mi lascia indifferente”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il
ministero dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola: “Il tempo delle mediazioni
è finito”. Da Maurizio Sacconi, titolare
del dicastero del Welfare, è arrivato
un annuncio: chi, pilota o assistente di volo
Alitalia, rifiuta un contratto Cai non potrà
usufruire della cassa integrazione,
prevista dal governo. Infine da segnalare
che l’Istituto Bruno Leoni ha evidenziato
come il salvataggio dell’ex compagnia di
bandiera costerà ai contribuenti 3 miliardi
di euro.
www.ilfoglio.it 05 11 08
saluti




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