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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Claudia Zuncheddu
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    Presente e futuro del Sardismo

    Liggiu cun prexerei tutti gli interventi, dai quali emerge sicuramente un forte sentimento nazionalitario che per la sua stessa natura non può che essere progressista. Cosa chiedere di più ai giovani che iniziano a intraprendere un percorso di lotta di liberazione nazionale? Dobbiamo prendere atto che i nuovi fermenti non sono contenibili all’interno di un Partito, così massacrato e privato del suo ruolo dalle vicissitudini interne e dalla soppressione del libero e democratico confronto sui temi legati alla “causa sarda”. E’ chiaro che si pone la necessità di ampliare il dibattito in un nuovo contesto, con i movimenti nazionalitari, indipendentisti e progressisti. Evitando comunque una “nostra condizione di isolamento”, seppur in un raggio d’azione più ampio con l’apertura del confronto politico sui nostri temi alle voci dell’”area progressista”.
    Il Psd’Az dopo 87 anni di storia è stato mortificato e ridotto a una “entità piccola e politicamente amorfa”, volutamente incapace di incidere sulla realtà sarda.
    L’uso strumentale, che costantemente è stato fatto del Partito, svuotandolo e trasformandolo di volta in volta in umiliante “mezzo di trasporto” a disposizione di qualcuno… non solo l’ha privato del suo ruolo di “guida storica” pei i sardi nella costruzione “a più voci” di un percorso politico, economico e culturale di liberazione; ma lo ha allontanato dalle nuove generazioni impedendogli di esprimere i suoi preziosi messaggi politici “sempre lungimiranti ed attuali” riassunti nello Statuto.
    Se numerosi giovani sardi, abbandonati dal Partito ad una “politica fai da te”, hanno seguito percorsi non solo all’interno di movimenti, ma anche in aree politiche più articolate come i partiti della Sinistra storica italiana, non è per loro demerito e tanto meno bisogna prendersela con loro o considerarli “in solitudine” e con la puzza al naso.
    Ribadisco che in un processo di ricostruzione e di rafforzamento del nostro progetto si debba inaugurare una nuova e più articolata fase politica con il coinvolgimento di idealità e di forze anche nel vasto ambito progressista. Non si può essere a fianco della giusta protesta di studenti e insegnanti per il diritto ad una scuola pubblica, laica, fruibile da tutti e poi fare accordi elettorali in Sardegna con gli amici della Gelmini.
    Sciogliamo una volta per tutte l’ambiguità del Psd’Az, quell’orribile e qualunquistico moto “non di destra non di sinistra”, slogan mai spiegato e a cui si aggrappa l’ignoranza di certi “sardisti”, tenuti volutamente al di fuori della storia, per permettere ai “soliti noti” di usarli volta per volta come massa di manovra per il loro esclusivi vantaggi.

    Con ciò non si vuol certo negare che nella prassi, Centro-Destra e Centro-Sinistra, spesso e volentieri si assomigliano o si “copiano” l’un con l’altro, anche a costo di volgarizzare le idealità che dovrebbero essere manifestate con progetti e riferimenti sociali nettamente differenti.
    Badate bene che la teoria delle “mani libere” si regge su questo orribile moto, funzionale alle scivolate da una parte o dall’altra, a seconda delle convenienze personali dei “soliti noti” che “guidano sa macchinedda, modello Psd’Az” facile e veloce per “arrivare” nei posti da loro ambiti.

    Non dobbiamo cadere in questa trappola, anzi dobbiamo denunciare questa mistificazione e ribellarci a questo stato di cose che crea un’”ignoranza diffusa” tesa solo a far regredire la lotta per la nostra causa.
    Noi vogliamo che il Psd’Az si riappropri del suo orgoglio politico per dar forza ai suoi valori dai quali è nato, e al suo ruolo di guida dei sardi verso la “liberazione nazionale”.
    La mia risposta a quelli del “non di destra e non di sinistra” è che il Psd’Az è nato nazionalitario, laico, progressista, azionista e socialista, ed è naturalmente divenuto indipendentista e come tale anticolonialista e NO-global.
    E’ con questo ricco bagaglio ideologico e storico che deve confrontarsi con l’area progressista come grande competitore in un progetto globale che abbia come obiettivo la libertà e la felicità dei sardi.
    Battista Colombu, testimone storico, diceva in un intervento a Bosa: “La sinistra l’abbiamo inventata noi sardisti…”. Per quanto riguarda i valori fondanti ha sicuramente ragione.
    Il patrimonio politico del Psd’Az per la sua emancipazione vola assai più in alto dei partiti della sinistra storica italiana. Noi siamo oltre... altro… e più avanti.

    Claudia Zuncheddu

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da ZunchedduBlog Visualizza Messaggio
    Ribadisco che in un processo di ricostruzione e di rafforzamento del nostro progetto si debba inaugurare una nuova e più articolata fase politica con il coinvolgimento di idealità e di forze anche nel vasto ambito progressista. Non si può essere a fianco della giusta protesta di studenti e insegnanti per il diritto ad una scuola pubblica, laica, fruibile da tutti e poi fare accordi elettorali in Sardegna con gli amici della Gelmini.
    Sciogliamo una volta per tutte l’ambiguità del Psd’Az, quell’orribile e qualunquistico moto “non di destra non di sinistra”
    Fueddu santusu...
    e aggiungerei pure che la destra italiana ha pure l'aggravante di non essere uno schieramento politico ma solo un comitato d'affari creato per riabilitare il lato più marcio della politica italiana. Le loro politiche, non liberali non conservatrici, non riformiste e non democratiche sono perfettamente riassunte da una finanziaria che non può avere nessun senso economico e politico se non quello di riaffermare l'evasione fiscale e il privilegio di casta.
    L'unica cosa che li caratterizza politicamente come destra è il razzismo ereditato pienamente dalla Lega Nord, a cui molti vorrebbero avvicinare il Psd'Az. Con tanti saluti per la nostra storia, la nostra dignità e la nostra identità.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da forastiu Visualizza Messaggio
    Fueddu santusu...
    e aggiungerei pure che la destra italiana ha pure l'aggravante di non essere uno schieramento politico ma solo un comitato d'affari creato per riabilitare il lato più marcio della politica italiana. Le loro politiche, non liberali non conservatrici, non riformiste e non democratiche sono perfettamente riassunte da una finanziaria che non può avere nessun senso economico e politico se non quello di riaffermare l'evasione fiscale e il privilegio di casta.
    L'unica cosa che li caratterizza politicamente come destra è il razzismo ereditato pienamente dalla Lega Nord, a cui molti vorrebbero avvicinare il Psd'Az. Con tanti saluti per la nostra storia, la nostra dignità e la nostra identità.
    Mi chi sa manu manca de su parlamentu italianu est sa matessi cosa, fortzis peri peus son, nessi sos ateros son unu pacu prus craros. Sos de su pd e cumpannia fachen sos progressistas, bellas paraulas e totu e in su matessi mamentu che imbian sos dirizentes issoro pro nos narrere chi non tenimus bisonzu de un ateru istatutu, chi custu ja andat bene e su bellu est chi ti lu naran che a meres. E sos theracos sardos de su partitu issoro ite fachen? Artzian sa voche? Ma ite semmus macos, mi chi non siet! Abbasan sa cara e si ponen a meulare carchi cosa chi cudda vochichedda de canisterios chi tenen, zustu pro narrere chi issos son autonomistas, chi travallan pro sa Sardinna.

    Pro comente la pesso jeo s'indipendentista potet esser de destra o de sinistra, no importat.
    Pro narrere, si jeo ipo istatu de destra e peri indipendentista non it chertu narrer chi isto chin Berlusconi o soe ratzista o chi mi piaghet sa destra italiana.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Zoroastro88 Visualizza Messaggio
    Mi chi sa manu manca de su parlamentu italianu est sa matessi cosa, fortzis peri peus son, nessi sos ateros son unu pacu prus craros. Sos de su pd e cumpannia fachen sos progressistas, bellas paraulas e totu e in su matessi mamentu che imbian sos dirizentes issoro pro nos narrere chi non tenimus bisonzu de un ateru istatutu, chi custu ja andat bene e su bellu est chi ti lu naran che a meres. E sos theracos sardos de su partitu issoro ite fachen? Artzian sa voche? Ma ite semmus macos, mi chi non siet! Abbasan sa cara e si ponen a meulare carchi cosa chi cudda vochichedda de canisterios chi tenen, zustu pro narrere chi issos son autonomistas, chi travallan pro sa Sardinna.

    Pro comente la pesso jeo s'indipendentista potet esser de destra o de sinistra, no importat.
    Pro narrere, si jeo ipo istatu de destra e peri indipendentista non it chertu narrer chi isto chin Berlusconi o soe ratzista o chi mi piaghet sa destra italiana.
    Sulla necessità di partiti autonomisti di destra sono pienamente d'accordo come ho scritto in una recente discussione sul forum.
    Ciò non toglie che la destra italiana e sarda non sia li per fare politica ma per difendere gli interssi del gruppo mediaset (come è chiaramente dimostrato dalla ricostruzione della fondazione di forza italia) a cui poi si è prontamente accodata l'associazione "il peggio degli ultimi 20 anni".
    La nuova finanziaria ne è la prova più concreta (se vuoi ne discutiamo nello specifico). Al confronto Prodi, Soru e (cosa grave) anche Veltroni sono dei virtuosi.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da forastiu Visualizza Messaggio
    Sulla necessità di partiti autonomisti di destra sono pienamente d'accordo come ho scritto in una recente discussione sul forum.
    Ciò non toglie che la destra italiana e sarda non sia li per fare politica ma per difendere gli interssi del gruppo mediaset (come è chiaramente dimostrato dalla ricostruzione della fondazione di forza italia) a cui poi si è prontamente accodata l'associazione "il peggio degli ultimi 20 anni".
    La nuova finanziaria ne è la prova più concreta (se vuoi ne discutiamo nello specifico). Al confronto Prodi, Soru e (cosa grave) anche Veltroni sono dei virtuosi.
    Ah beh, si m'allegas de sa destra "sarda" (solu de numene) acropata a cussa italiana tando soe de accordu peri jeo.
    Ipo nande de una destra sarda chi tenio in mente cando ipo iscrivende su messazu ma chi galu non b'esistit. Commo petzi theracheddos bi son.

  6. #6
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Citazione Originariamente Scritto da ZunchedduBlog Visualizza Messaggio
    Liggiu cun prexerei tutti gli interventi, dai quali emerge sicuramente un forte sentimento nazionalitario che per la sua stessa natura non può che essere progressista. Cosa chiedere di più ai giovani che iniziano a intraprendere un percorso di lotta di liberazione nazionale? Dobbiamo prendere atto che i nuovi fermenti non sono contenibili all’interno di un Partito, così massacrato e privato del suo ruolo dalle vicissitudini interne e dalla soppressione del libero e democratico confronto sui temi legati alla “causa sarda”. E’ chiaro che si pone la necessità di ampliare il dibattito in un nuovo contesto, con i movimenti nazionalitari, indipendentisti e progressisti. Evitando comunque una “nostra condizione di isolamento”, seppur in un raggio d’azione più ampio con l’apertura del confronto politico sui nostri temi alle voci dell’”area progressista”.
    Il Psd’Az dopo 87 anni di storia è stato mortificato e ridotto a una “entità piccola e politicamente amorfa”, volutamente incapace di incidere sulla realtà sarda.
    L’uso strumentale, che costantemente è stato fatto del Partito, svuotandolo e trasformandolo di volta in volta in umiliante “mezzo di trasporto” a disposizione di qualcuno… non solo l’ha privato del suo ruolo di “guida storica” pei i sardi nella costruzione “a più voci” di un percorso politico, economico e culturale di liberazione; ma lo ha allontanato dalle nuove generazioni impedendogli di esprimere i suoi preziosi messaggi politici “sempre lungimiranti ed attuali” riassunti nello Statuto.
    Se numerosi giovani sardi, abbandonati dal Partito ad una “politica fai da te”, hanno seguito percorsi non solo all’interno di movimenti, ma anche in aree politiche più articolate come i partiti della Sinistra storica italiana, non è per loro demerito e tanto meno bisogna prendersela con loro o considerarli “in solitudine” e con la puzza al naso.
    Ribadisco che in un processo di ricostruzione e di rafforzamento del nostro progetto si debba inaugurare una nuova e più articolata fase politica con il coinvolgimento di idealità e di forze anche nel vasto ambito progressista. Non si può essere a fianco della giusta protesta di studenti e insegnanti per il diritto ad una scuola pubblica, laica, fruibile da tutti e poi fare accordi elettorali in Sardegna con gli amici della Gelmini.
    Sciogliamo una volta per tutte l’ambiguità del Psd’Az, quell’orribile e qualunquistico moto “non di destra non di sinistra”, slogan mai spiegato e a cui si aggrappa l’ignoranza di certi “sardisti”, tenuti volutamente al di fuori della storia, per permettere ai “soliti noti” di usarli volta per volta come massa di manovra per il loro esclusivi vantaggi.

    Con ciò non si vuol certo negare che nella prassi, Centro-Destra e Centro-Sinistra, spesso e volentieri si assomigliano o si “copiano” l’un con l’altro, anche a costo di volgarizzare le idealità che dovrebbero essere manifestate con progetti e riferimenti sociali nettamente differenti.
    Badate bene che la teoria delle “mani libere” si regge su questo orribile moto, funzionale alle scivolate da una parte o dall’altra, a seconda delle convenienze personali dei “soliti noti” che “guidano sa macchinedda, modello Psd’Az” facile e veloce per “arrivare” nei posti da loro ambiti.

    Non dobbiamo cadere in questa trappola, anzi dobbiamo denunciare questa mistificazione e ribellarci a questo stato di cose che crea un’”ignoranza diffusa” tesa solo a far regredire la lotta per la nostra causa.
    Noi vogliamo che il Psd’Az si riappropri del suo orgoglio politico per dar forza ai suoi valori dai quali è nato, e al suo ruolo di guida dei sardi verso la “liberazione nazionale”.
    La mia risposta a quelli del “non di destra e non di sinistra” è che il Psd’Az è nato nazionalitario, laico, progressista, azionista e socialista, ed è naturalmente divenuto indipendentista e come tale anticolonialista e NO-global.
    E’ con questo ricco bagaglio ideologico e storico che deve confrontarsi con l’area progressista come grande competitore in un progetto globale che abbia come obiettivo la libertà e la felicità dei sardi.
    Battista Colombu, testimone storico, diceva in un intervento a Bosa: “La sinistra l’abbiamo inventata noi sardisti…”. Per quanto riguarda i valori fondanti ha sicuramente ragione.
    Il patrimonio politico del Psd’Az per la sua emancipazione vola assai più in alto dei partiti della sinistra storica italiana. Noi siamo oltre... altro… e più avanti.

    Claudia Zuncheddu
    Sottoscrivo interamente la tua splendida analisi, Claudia.
    Da parte mia volevo solo specificare, chiosando il concetto di NO-global, che può prestarsi a fraintendimenti in quanto accostato spesso impropriamente alla “sinistra antagonista”, di preferire quello di “Glocal”, sul quale in altre occasioni ci si è soffermati sul forum.
    Per brevità espositiva preferisco linkare la definizione, tratta da Wikipedia, della voce Glocalizzazione.
    In seguito, sarà interessante soffermarci, per cogliere i risvolti e significati relativamente al ruolo che l’economia, la società e la cultura sarda avrebbero in tale contesto.

    A s’intendi kitzi.

 

 

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