WASHINGTON (Reuters) - Una coalizione di ribelli iracheni e di talebani hanno ammonito il neoeletto presidente Usa Barack Obama chiedendo il ritiro delle truppe americane da Iraq e Afghanistan e minacciando altrimenti una resistenza più forte. Lo hanno riferito gruppi di monitoraggio americani.
I messaggi esprimono un'apertura a nuove relazioni con gli Stati Uniti sotto Obama, che ha promesso un'inversione di rotta rispetto alla politica del presidente uscente George W. Bush in entrambe le guerre, ma in cambio i gruppi militanti chiedono il ritiro Usa ed altre concessioni.
"Non c'è tristezza né gioia tra i gruppi talebani sull'elezione di Barack Obama come presidente Usa", ha detto Qari Mohammad Yousuf, portavoce dei talebani in Afghanistan, in una dichiarazione esaminata dal Middle East Media Research Institute, o Memri.
"Loro (Stati Uniti) hanno iniziato a combattere e loro devono mettere fine ritirando le truppe. Se non lo faranno gli afghani mostreranno forte resistenza ad ogni occupazione militare straniera", ha detto.
Un messaggio simile è giunto da un portavoce talebano in Pakistan.
In Iraq, il consiglio politico della Resistenza irachena, che raccoglie gruppi ribelli sunniti, ha detto in una lettera aperta a Obama: "La tua elezione promette di basarsi su un cambiamento ... concordiamo con te che è giunto il momento".
Il messaggio, esaminato dal Site Intelligence Group, promette flessibilità in una trattativa su un piano di ritiro, chiede di non essere accompagnato da un accordo sulla sicurezza con un "governo fantoccio" e chiede risarcimenti per i danni fisici, psicologici ed alle proprietà subiti dagli iracheni, oltre al rilascio di detenuti.
"Chi non ci rispetterà scoprirà la nostra volontà di sacrificare i nostri animi... sino alla liberazione del nostro Paese non esiteremo", dice ancora il messaggio.
http://it.notizie.yahoo.com/4/200811...a-ca02f96.html


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