COMUNICATO STAMPA
IMMIGRAZIONE, FOGGIATO (PNE): LA POLITICA METTA UN FRENO ALL'IMMIGRAZIONE

Il consigliere regionale: irresponsabile accogliere persone alle quali non possiamo dare un lavoro Venezia 6 novembre 2008 - «Così il Veneto scoppia». Il segretario di Progetto Nordest, Mariangelo Foggiato, riprende il titolo di un fortunato libro del politologo Giovanni Sartori per commentare l'allarme lanciato oggi dalle categorie economiche: sono in arrivo almeno 25 mila stranieri, se non addirittura 60 mila, ma le aziende della regione non sono in grado di assorbire nuova manodopera. «Le imprese sono alle prese con la recessione - spiega il segretario del PNE - e la politica non può far finta di nulla. Il governo nazionale, nel decreto flussi per l'immissione di lavoratori straniere, deve necessariamente tenere in considerazione la nuova situazione economica. In un momento di crisi mondiale, anche la locomotiva veneta arranca. Basti pensare che anche un settore come l'edilizia, tradizionalmente predisposto ad assumere stranieri, attraversa una fase di grande difficoltà, in particolare in alcune province della nostra regione. Le imprese, insomma, non richiedono manodopera straniera e il governo deve adeguarsi». «Il PNE - aggiunge Mariangelo Foggiato - chiede perciò che l'ingresso di extracomunitari sospeso. E' pericoloso aprire le porte del nostro paese a cittadini che sperano di trovare qui un'occupazione che invece non c'è. Se le nostre aziende non possono dare un posto di lavoro a queste persone, rischiamo di creare un cortocircuito sociale le cui conseguenze sono difficilmente immaginabili. La nostra regione registra già una presenza elevata di extracomunitari e i problemi di integrazione, per quanto contrastati, non mancano. Accoglierne altre migliaia, senza poter assicurare alcuna prospettiva occupazionale, sarebbe da irresponsabili. Una classe politica seria deve saper prendere decisioni anche difficili, evitando magari di strumentalizzare la questione con affermazioni e prese di posizione ideologiche e irrealistiche».