da: http://euro-holocaust.splinder.com/p...C3%A0+in+via+d
Elezioni USA 2008: dati sul voto e mappa dei Grandi Elettori
Oltre al precedente intervento [del 6 novembre 2008], riguardante alcune mappe elettorali e socio-economiche, è interessante andare più sul dettaglio del voto. Abbiamo già detto che esiste una differenza elettorale tra aree a fortissima urbanizzazione, forte presenza di comunità di immigrati e centri di potere élitario, rispetto all'America profonda, principalmente bianca e tradizionale. Le prime aree sono geograficamente meno ampie, ma con popolazioni percentualmente più ampie, oltre ad avere una maggiore visibilità mediatica, a differenza di quelle dell'America profonda. Significativa la già citata mappa sul voto contea per contea [MAPPA], dove si nota come i repubblicani hanno dominato su un numero decisamente più ampio di comunità locali, mentre i democratici hanno vinto "accontentandosi" solo di poche zone (parte della California e della restante area sul Pacifico, parte degli Stati verso il Messico, l'area nord-nord-est verso il Canada e pochissimo altro). Tale vittoria, la cosa è ben risaputa, è dovuta anche all'aumento delle minoranze immigrate e all'acquisizione di cittadinanza di una parte di esse. In pratica, che gli statunitensi se ne stiano rendendo conto o meno, gli USA si stanno via via spezzando in almeno due tronconi (a vantaggio non dei suoi abitanti storici). Con quali effetti si vedrà.
Da questo punto di vista, sarà interessante notare la "forma" che acquistano gli USA se si tiene conto dei Grandi Elettori. Come sapete, l'elezione presidenziale non è direttamente affidata al popolo, ma, una volta che questo ha votato, la decisione ultima arriva grazie al voto di determinati rappresentanti popolari, in numero differente a seconda dello Stato, seguendo una proporzionalità legata alla popolazione di quest'ultimo. Detto altrimenti, chi vince negli Stati con più Grandi elettori, vince la corsa elettorale, ma non è detto che abbia realmente avuto la maggioranza dei voti dei cittadini, così come, sicuramente in questo caso, non è detto che il suo sia il voto meglio diffuso su tutto il territorio nazionale.
Il voto statunitense, non è un vero voto democratico e popolare, ma tradisce una impostazione élitaria, che stavolta ha colpito proprio gli USA più tradizionali (la vera nazione). Si noti la mappa per Grandi Elettori [MAPPA]: essa mostra come la nazione è praticamente deformata, con l'area che dal Maine scende in Virginia, più la Florida e la California, costituendo da sole metà della nazione, nonostante nella realtà esse non siano neanche un terzo del totale. Gli USA più conosciuti all'estero, in realtà altro non sono che una piccola porzione della nazione.
Ma con questo voto, forse, questa differenza si è acuita. L'elezione del presidente che dovrebbe unire tutti gli "americani", forse mostrerà la menzogna in cui vivono gli sconfitti (o forse tutti). Intendiamoci, non stiamo affermando che sarebbe stato meglio McCain, perchè semplicemente sarebbe stato improponibile, essendo risaputa (e ne abbiamo parlato) la sua vicinanza al terrorismo kosovaro, così come il suo atteggiamento più che morbido sull'immigrazione, così come il suo voler proseguire sull'onda militaresca dell'era Bush. Quello che vogliamo dire è che esistono i presupposti affinchè le due "nazioni", di cui abbiamo parlato, si rendano conto della loro esistenza e differenza e che ciò abbia degli effetti, soprattutto espandendosi la crisi economica.
Per meglio comprendere l'esistenza di queste due "nazioni", andiamo a vedere alcuni dei dati che la CNN ha raccolto tra gli elettori. Si noterà il ripetersi di alcune costanti:Ci sembra che quest'ultimo punto già dia un'indicazione su quanto dicevamo sopra.
- I bianchi hanno votato in maggioranza McCain, mentre tutte le altre etnie hanno votato soprattutto Obama. Inoltre, il fattore razziale è stato considerato importante soprattutto tra le minoranze etniche e non tra i bianchi [PERCENTUALI].
- Dal punto di vista religioso, i protestanti sono gli unici che hanno votato maggiormente per McCain (a differenza di tutte le altre confessioni), ma se andiamo ad incrociare il dato religioso con quello razziale, possiamo vedere che i protestanti bianchi e i cattolici bianchi hanno votato McCain, mentre le altre minoranze etniche o religiose hanno votato democratico (in particolare gli ebrei bianchi, che, col loro 83%, sono la minoranza che più ha sostenuto Obama dopo gli afro-americani) [PERCENTUALI].
- Se controlliamo i dati per razza e sesso, uomini e donne bianchi hanno votato per McCain, mentre tutti gli altri democratico. Incrociando dato razziale e percorso di studi, i bianchi, sia quelli laureati, sia gli altri, hanno votato repubblicano, mentre le minoranze hanno fatto l'opposto, votando tutti, per Obama [PERCENTUALI].
- Consideriamo ora età e razza. A parte i più giovani, i bianchi dai 30 anni in su hanno tutti votato per McCain, mentre le minoranze hanno tutte votato democratico (con differenze comunque da rilevare tra afro e centro-sudamericani) [PERCENTUALI].
- Per quanto riguarda le differenze di reddito tra i cittadini, i bianchi hanno comunque votato soprattutto per McCain, al contrario delle minoranze [PERCENTUALI].
- Se andiamo a vedere i redditi, indipendentemente dal fatto etnico, si può notare come il grosso della classe media abbia preferito McCain, mentre i meno abbienti, ma anche i più ricchi, abbiano scelto Obama. Inoltre, chi ha votato per McCain stima che l'economia stia volgendo al peggio, mentre, sempre costoro, tendono a giudicare negativamente il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari per l'economia statunitense [PERCENTUALI].
- Se consideriamo il dato religioso, inteso come partecipazione, chi ha votato per McCain tende a seguire maggiormente le funzioni religiose, con particolare riferimento a quelle protestanti e cattoliche [PERCENTUALI].
- In ultimo, chi ha votato per McCain è più portato ad affermare che le relazioni razziali peggioreranno in futuro [PERCENTUALI].





Rispondi Citando
