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  1. #1
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Marche, economia e lavoro.

    La crisi morde anche nelle Marche. Propongo di discuterne in questo trhead.

    Iniziamo riportando un commento di due docenti della Politecnica di Ancona


    http://www.corriereadriatico.it/arti...8F80A9E936B7FB

    Paradisi: “Era previsto”. Alessandrini: “Il peggio deve venire”


    ANCONA - Vola il pessimismo e la speranza di una ripresa prossima si riduce al lumicino. E non siamo ancora al clou di una crisi che, quanto pare, avrà i suoi effetti peggiori di qui ai mesi a venire. Parola di esperti che commentano i dati sull’andamento dell’economia marchigiana diffusi dalla filiale di Ancona della Banca d’Italia. “Era tutto previsto, i segnali di rallentamento ci sono ormai da due o tre anni”, è il giudizio di Mariangela Paradisi, docente di Economia dell'Università Politecnica delle Marche. Secondo la docente, infatti, questa situazione conferma che “sta andando in crisi il modello marchigiano con la manifattura che tende a prosciugarsi. La 'troppa' occupazione industriale già da diversi anni faceva temere il peggio”. Insomma, “siamo ancora piu' poveri e anche l'edilizia si ferma visto che non c'è la domanda”. Tutto questo, naturalmente, “frena l'economia. I nostri settori si stanno ristrutturando da almeno un decennio: è il sistema produttivo che si riorganizza. Era prevedibile ma per avere un'idea precisa ci vogliono dati che nessuno finora ha tirato fuori”. Ma non ci fermeremo qui. “Per il calzaturiero - avverte Paradisi -, il fondo è stato toccato, ora c'è in ballo la meccanica e gli effetti saranno ancora piu' ampi. Abbiamo raschiato il barile? No, non credo proprio”.

    Ne è convinto anche Pietro Alessandrini, docente di politica monetaria alla Politecnica. “I comportamenti di banche e famiglie sono ragionevoli perchè siamo di fronte ad una crisi - spiega il professore - Anzi, tutto sommato, il sistema mostra di tenere come confermano, per esempio, i dati sulle sofferenze che sono contenuti. Ma siamo solo agli inizi e la durezza della crisi non si è fatta ancora sentire. In un momento di incertezza finanziaria, è logico che le famiglie preferiscano il deposito bancario”. Insomma, i risultati mettono in evidenza “l'avvio di scelte prudenziali che, con ogni probabilità, si trasformeranno in comportamenti di sfiducia verso le banche con una diminuzione dei depositi stessi”.

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  2. #2
    gentiluomo di campagna
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    http://www.corriereadriatico.it/arti...9B7AF7EB23A79F

    E’ tutto fermo tranne la cassa integrazione


    ANCONA - L’economia singhiozza, la produzione industriale va in stand-by, cresce la sfiducia degli operatori. Il segno meno caratterizza l primo semestre 2008 dell’economia marchigiana. Le imprese tagliano sugli investimenti, la domanda scivola verso il basso. Come i consumi. Si comprano meno case e anche l'edilizia viaggia con il fiato sul collo come moda e soprattutto meccanica. Cresce il ricorso alla cassa integrazione. Sul fronte bancario, si attenua la crescita dei prestiti sia alle imprese sia alle famiglie. Perfino i servizi segnalano una fase di stagnazione mentre gli scambi con l'estero diminuiscono del 10,8%. Insomma, si va a rilento e a ricordarcelo, ora, c'è anche la Banca d'Italia con i dati del primo semestre 2008.

    La quasi totalità delle aziende, intervistate tra settembre e ottobre, ritiene di trovarsi in presenza di una recessione (35%) o comunque di una stagnazione (60%). E le aspettative a breve termine degli operatori rimangono negative. Per ora le difficoltà congiunturali non si sono tramutate in un calo dei livelli occupazionali. Nei primi nove mesi del 2008, però, si è intensificato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni con ore più che raddoppiate rispetto al 2007.

    Ristagna la produzione industriale e le difficoltà, presenti nel settore moda, si sono estese alla meccanica, influenzata anche dal brusco calo dell’attività nel comparto apparecchi a uso domestico. E dopo un decennio di espansione, nella prima parte del 2008 si è ridotta anche l’attività edilizia, complice l’indebolimento della domanda di abitazioni delle famiglie con conseguente contrazione delle quantità scambiate, più che dei prezzi. Il numero delle transazioni immobiliari si è fortemente ridotto (-17 % rispetto al secondo semestre 2007), mentre le quotazioni immobiliari sono leggermente salite in termini nominali (circa l’1%), suggerendo che esse siano solo di poco scese se corrette per l’incremento dei prezzi al consumo.

    Le difficoltà congiunturali, estesesi anche al terziario, hanno reso più prudenti le decisioni di spesa delle famiglie soprattutto per acquisti di beni durevoli. Il mercato delle autovetture ha fatto registrare un -13,8% di immatricolazioni nei primi nove mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007. Nel primo semestre del 2008 si è attenuata la crescita dei prestiti bancari (+4,8%; +9,3% nel 2007) e molte famiglie hanno rinegoziato i mutui portandoli a tasso fisso (dal 90% di tasso variabile nel 2006 si è passati al 68% del giugno scorso). Sono saliti i tassi di interesse sui prestiti: di circa il +0,1% (al 7,2%) su quelli a breve termine, di circa mezzo punto su quelli a scadenza più lunga (al 6,1%). Sono risultati pressochè stazionari i tassi sui nuovi mutui alle famiglie (al 5,8%). Stabile il tasso d’ingresso in sofferenza mentre sono aumentati i crediti caratterizzati da temporanea difficoltà di rimborso (incagli, rate impagate). La loro incidenza sui prestiti è salita al 3,7 % a giugno 2008 (dal 3% di fine 2007).

    In forte crescita la raccolta bancaria (10,9% a giugno 2008 e in particolare +18% per le obbligazioni; +5,5% nel 2007), favorita anche dalla minore propensione delle famiglie all’acquisto di abitazioni e a investire nel risparmio gestito. Stabile il valore nominale dei titoli in deposito ma con composizione più favorevole ad obbligazioni non bancarie a discapito delle quote degli Organismi di investimento collettivo del risparmio. Si è arrestata anche la crescita dei titoli di Stato, dopo un lungo periodo di espansione. Sono diminuite anche le gestioni patrimoniali e la raccolta dei fondi comuni. Insomma, un quadro complessivo dalle tinte fosche.

    FEDERICA BURONI,

  3. #3
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    http://www.corriereadriatico.it/arti...6A2E073C7C7179

    “crisi di liquidita’ e fiducia”


    ANCONA - “C'è una crisi di liquidità e di fiducia. I messaggi che ci vengono dal Governatore della Banca d'Italia Draghi volgono al peggio ma è nostro compito, come istituzioni, rassicurare la comunità per ridare fiducia”. L’assessore regionale all'Industria, Gianni Giaccaglia, scuote la testa. Nonostante tutto, i suoi sono pensieri positivi. “La crisi finanziaria è grave e ora si sta ripercuotendo sull'economia reale - spiega -: proprio per questi motivi come Regione ci siamo attivati sia con la legge Marzano per l'Antonio Merloni sia con l'accordo di programma sia infine con il fondo di garanzia. Tutte iniziative che nascono da un'esigenza specificia ma che stanno interessando tutto il territorio”. L'obiettivo, insiste l'amministratore, è di “dare un po’ di ossigeno. Oggi le aziende hanno bisogno di liquidità e le nostre iniziative rispondono a questo”. Insomma, “si parte da Fabriano per poi coinvolgere l'intera regione. E' necessario far ripartire la macchina e instillare fiducia. La Regione Marche sta lavorando su questo: far sì che gli imprenditori ricquistino l'ottimismo così da favorire gli investimenti”.


  4. #4
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    Il settore meccanico è in difficoltà anche nel Senigalliese

    http://www.corriereadriatico.it/arti...F13808ADDBC20C
    La Cgia chiede l’impegno di istituzioni e banche
    Settore metalmeccanico già chiuse 17 aziende


    SENIGALLIA - In un anno nel settore della metalmeccanica nel solo comune di Senigallia hanno chiuso 17 imprese artigiane, passando da 315 a 298. Si tratta di un settore economico fondamentale per il territorio. E’ tutto il comparto del manifatturiero, sottolinea la Confartigianato, a risentire di una fase di incertezza e di difficoltà. Soprattutto le piccole imprese artigiane, già in sofferenza da anni sono chiamate oggi ad ulteriori sacrifici per far fronte ad un nuovo processo di ristrutturazione.

    “La Confartigianato - dichiara Andrea Rossi responsabile del settore meccanica - ribadisce le peculiarità del comparto manifatturiero: le statistiche confermano che per le tipologie di prodotto di alta gamma ed elevata specializzazione tecnologica e di qualità, non temiamo confronti. Proprio la piccola dimensione che significa flessibilità, alta specializzazione, tempestività sono invece elementi di forte competitività del nostro tessuto imprenditoriale. Certo non si possono negare le difficoltà che ci sono, ma si intravedono anche segnali di ottimismo. Ed è proprio adesso che bisogna riorganizzarsi. Occorre allora incentivare processi di aggregazione e forme di coordinamento tra imprese”.

    E’ il compito che si è data la Confartigianato che porta avanti da tempo un progetto di reti di impresa nel quale sono coinvolte già 50 aziende della provincia , unite in varie reti che hanno raggiunto diverse parti del mondo: Federazione Russa, Argentina, Bulgaria, Cina. Sono reti composte da 6/7 imprese che hanno dimostrato come l’internazionalizzazione non sia un processo ad esclusivo appannaggio della grande industria. Quello che manca infatti non è certo la dinamicità o la capacità di risolvere problemi complessi. C’è invece un gap di conoscenza delle opportunità di business nei mercati nazionali e internazionali. Proprio per questo la Confartigianato mette a disposizione delle imprese interessate 10 consulenti che subito possono dare una prima risposta sulle opportunità di business nei Paesi di interesse.

    “Il nostro consiglio - conclude la Confartigianato - per le imprese è ancora una volta quello di tenere duro, continuare ad investire in formazione, innovazione, internazionalizzazione. Alle banche e alle istituzioni invece spetta il compito di dare fiducia al nostro sistema produttivo, soprattutto alle microimprese, che proprio per le loro caratteristiche meglio possono superare questa stagione di forte crisi”


  5. #5
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    L’ammortizzatore socialescatta per un gruppo di operaie impiegati dei siti di Jesi e PesaroIl Gruppo occupa 400 dipendenti
    Altra crisi aziendale in arrivo, è la volta della CLABO di Iesi.

    http://www.corriereadriatico.it/arti...54274BD8586B1D
    Claudio Bocchini ricorre alla cassa integrazione. In 45 restano a casa
    Calano gli ordinativi, Clabo in difficoltà


    JESI - In attesa che venga risolto il rebus crisi globale o crisi creata dalla globalizzazione, l’empasse produttivo raggiunge anche il Gruppo Clabo che da domani mette in cassa integrazione 45 lavoratori - su un totale di circa 400 -, degli stabilimenti di Jesi e Pesaro. Impiegati e operai, in proporzioni ancora non ufficializzate. Cassa integrazione ordinaria, calo delle commesse. Un altro campanello d’allarme per una crisi che evidentemente non è relegata al sistema bancario globale per tante speculazioni, ma che attacca il mondo produttivo, la parte sana dell’economia.

    La Clabo, di cui è amministratore delegato lo jesino Pierluigi Bocchini, tra qualche mese approderà in Borsa, una sorta di Olimpo dell’industria. La Clabo produce banchi refrigerati per bar, pasticcerie e gelaterie. Ha clienti in mezzo mondo e l’export rappresenta l’obiettivo primario. I primi sei mesi dell’anno in corso avevano visto un trend in linea con l’anno precedente, con ricavi per oltre 28 milioni e ordinativi in crescita del 3,9 per cento. Un’azienda con tutte le carte in regola per approdare a piazza Affari e attirare l’interesse di broker e cercatori di azioni favorevoli.

    Lo stesso ad Bocchini dichiarava, a metà luglio scorso, dichiarava di contare “su una crescita dei ricavi grazie all’export che rappresenta metà del fatturato, nonostante le difficoltà dei mercati dell’area dollaro che si sommano a quelle ben note del mercato interno”. Ma non solo, perché l’ad parlava di crescita ulteriore sostenendo che “la finestra temporale individuata in accordo con gli advisor ci consentirà di affrontare il collocamento a piazza Affari in un periodo di maggiore stabilità rispetto a quello attuale”. Invece, da luglio a tutt’oggi non solo è mancata la maggiore stabilità, ma l’economia internazionale ha ricevuto e sta ricevendo colpi tali da farla barcollare pericolosamente.

    Il Gruppo Clabo è solido, attuale, produttivo. Se il calo degli ordinativi resta marginale e tale da compromettere solo il 10 per cento della forza lavoro, la crisi diventa superabile con un certo ottimismo. Se invece si aggrava, anche Clabo - come tutte le aziende di ogni settore - sarà chiamata a resistere e attivare gli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Siamo tutti nelle mani del mercato globale, che è stato creato forse troppo in fretta e forse senza valutare bene tutti i rischi annessi.

    Soltanto nei prossimi giorni il Gruppo Clabo potrà illustrare la situazione attuale e, soprattutto, le intenzioni per l’immediato futuro. Soprattutto se confermerà l’intenzione di quotarsi in Borsa, oppure se sceglierà strategie alternative. La competenza e la grinta di Pierluigi Bocchini restano garanzie assolute sulla capacità di tenere ben saldo il timone durante il mare grosso.

    Intanto, da oggi, vanno in cassa integrazione ordinaria impiegati e operai dei due stabilimenti di Jesi e Pesaro. Pare che quelli jesini siano per lo più impiegati e in numero minore rispetto ai pesaresi. La speranza di tutti è che la crisi duri poco e si possa sperare nella ripresa.

    BRUNO LUMINARI,

  6. #6
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    http://www.corriereadriatico.it/arti...C4285F3578DB3D

    Contro la crisi Itama e Pershing sbarcano a Barcellona


    MONTE PORZIO – Alla crisi economica che si sta respirando anche nella cantieristica navale, le principali aziende del settore rispondono con nuovi modelli sempre più tecnologici e con la partecipazione ai più prestigiosi saloni nautici internazionali. Tra le acque catalane, fino al 16 novembre, si terrà la 47° edizione del Salone nautico internazionale di Barcellona che, grazie ad una costante crescita di pubblico, è oggi uno dei più importanti palcoscenici della nautica internazionale. Itama, che ha gli uffici commerciali a Castelvecchio di Monte Porzio, prende parte alla manifestazione di respiro internazionale rilanciando il suo ruolo di ambasciatore del più autentico italian style nel mondo. Prestigiosa vetrina internazionale, il Salone nautico di Barcellona è anche la prima kermesse in cui il grande pubblico avrà la possibilità di provare in mare alcune delle più interessanti novità del mercato, recentemente presentate al Salone Nautico di Genova. Sarà dunque questa l’occasione di visitare e provare in prima persona l’intera flotta Itama, marchio che ha fatto la storia degli open italiani: Itama Seventyfive, Itama Fiftyfive e Itama Forty . A Barcellona non mancherà nemmeno la Pershing di Mondolfo, brand dello yachting Made in Italy parte del gruppo Ferretti. Saranno presenti quattro imbarcazioni tra le più rappresentative della sua flotta: il raffinato Pershing 90’, il premiato Pershing 72’ eletto “European Powerboat of the Year 2008”, il Pershing 62’ e il versatile Pershing 56’. Classe senza compromessi, tecnologie applicate a un comfort evoluto e dotazioni in grado di regalare agli armatori un modo esclusivo di vivere ogni momento in mare.


  7. #7
    gentiluomo di campagna
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    La canrieristica da diporto marchigiana, continua a ricevere la fiducia dal sistema finanziario. E vista la crisi di liquidità che investe l'intero sistema economico mondiale, la fiducia dimostrata dalle banche nei confronti di ISA, è un fatto estremamente importante, per la città di Ancona e per le Marche.http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=627DEC6D678609FA168A7A49A845D 587

    Pool di banche a sostegno dei cantieri Isa


    ANCONA - Un pool di banche guidato da UniCredit Corporate Banking ha messo mette a disposizione una linea di credito di 57 milioni di euro a supporto dei piani di sviluppo dell’International Shipyards Ancona, società specializzata nella progettazione, costruzione e gestione di mega yacht di lusso. Del pool fanno parte Banca Mb, Banca Antonveneta, Banca Carim, Banca Marche, Bpvi e Bpa.

    Le linee di credito aperte saranno due, entrambe con scadenza quinquennale: la prima, per cassa, è a supporto delle esigenze di capitale circolante della società, la seconda, per firma, ha lo scopo di garantire gli anticipi cash dei committenti. I nuovi azionisti del cantiere marchigiano (Yachting Investors Group di Londra ha acquisito l’80% del cantiere alla fine del 2006, mentre il management controlla il restante 20%), hanno elaborato un piano di sviluppo che prevede la focalizzazione del cantiere sulla produzione di mega yacht full custom, che a oggi rappresentano i segmenti a più elevato tasso di crescita dell’intero settore.

    Sempre più solida e di prestigio la presenza dei cantieri Isa nello scalo dorico. E continua a contribuire per garantire lo sviluppo al porto, che sempre più si caratterizza come polo del lusso.

    I maxi yacht danno lustro all’attività in banchina, l’eccellenza è la scelta strategica abbracciata anche dall’amministrazione comunale. La nautica di lusso fa da traino alla crescita economica dello scalo e aiuta a ricostruire il rapporto con la città.


 

 

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