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  1. #1
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    Predefinito Uffici chiusi: innocente resta in cella

    Uffici chiusi: innocente resta in cella

    di Vittorio Sgarbi
    Diego Volpe Pasini non è solo. Ancora in carcere, si spera, per un giorno, non è stato rinnegato se non dal sindaco di Udine che lo aveva nominato consigliere per la sicurezza. La vicenda è istruttiva per far intendere il rischio cui ogni cittadino è esposto davanti a una magistratura che non valuta i fatti ma le carte. Dunque, una mattina Volpe Pasini viene arrestato perché non ha dato gli alimenti alla moglie separata e al figlio.
    La prigione consacra la ritorsione di una moglie. Ed è un’evidente metafora del matrimonio. Fortunatamente non sarà un ergastolo. Perché lunedì Diego dovrebbe tornare libero essendo, oltre che il comportamento, anche le carte a posto. Eppure anche il lieto fine non è senza amarezza per l’indifferenza della «giustizia alla dignità degli uomini». Un amico comune sigilla il paradosso e noi siamo con lui: «Diego scarcerato uscirà lunedì perché il sabato e la domenica gli uffici sono chiusi. Roba da pazzi». Non si può essere liberi, o liberati, nei giorni festivi.
    Diego viene arrestato per essere stato un buon padre, per la causa di una donna delusa e, forse, pronta a rivendicare un diritto inesistente. Perché un uomo dovrebbe mantenere la ex moglie? Perché la fine di un rapporto deve avere un seguito, un «risarcimento» in danaro? Già questo indesiderato effetto sarebbe una buona ragione per non sposarsi, se il matrimonio serve a garantire ciò che viene dopo. Ma la magistratura è implacabile, e Diego viene arrestato anche se il fatto non sussiste.
    Della moglie so poco. Del figlio posso dire di averlo visto felice in compagnia del padre, in perfetta sintonia di idee e di affetti, pronti a sostenersi, a ridere, a giocare, con uno spirito d’avventura che segna i rapporti migliori fra padre e figlio. Immaginare che Diego sia arrestato, e quindi separato dal figlio, un padre-amico, è motivo sufficiente a una rivalsa contro lo Stato, e a una richiesta di danni per avere mortificato, con la pena del padre, proprio il figlio che lo ammirava e lo ammira. Certamente un trauma. E una punizione senza colpa. Perché, dopo un iniziale contenzioso con l’ex moglie, cui era seguita una condanna in primo grado a quattro mesi, Volpe Pasini aveva regolarmente pagato il contributo stabilito dal giudice. E pensando, con ciò, d’aver sanato il reato, probabilmente non aveva fatto appello contro la condanna. Così mi pare d’aver capito, perché la vicenda è punteggiata da telefonate di amici che, ogni giorno, hanno chiesto il mio intervento e mi hanno raccontato con orrore e scandalo di quest’avventura kafkiana. Colavitti, Mirko, Nicoletti, Versace, Del Negro, Agrusti: nessuno ha dimenticato Diego, innocente costretto a rimanere in cella perché c’è il week-end.
    Vittorio Sgarbi
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304652

    Incredibile, ennesimo caso di mala giustizia.

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  2. #2
    Osservatore del teatrino
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    La vicenda è istruttiva per far intendere il rischio cui ogni cittadino è esposto davanti a una magistratura che non valuta i fatti ma le carte.
    La magistratura si muove in un "range" dato dal legislatore.... forse qualche volta possono esagerare, e lo fanno anche i carabinieri o la polizia (ricordiamo il tifoso della lazio assassinato sull'autostrada), ma di questo bombardamento mediatico contro la magistratura, personalmente ne ho pieni gli zibidei, e talvolta sono propenso a credere che sia stato inventato ad arte da chi, anzichè fuggire ad Hammamet, è "sceso in campo" ed ha bisogno per sopravvivere, di questo clima di tensione.. tant'è che nonostante sia in politica da 14 anni, ed abbia governato per piu' di 6 anni con maggioranze schiaccianti, non ha legiferato nel senso risolutivo di queste problematiche.
    Comunque solidarietà da parte mia a questo padre..
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  3. #3
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    mi sembrava strano che si finisse in galera solo per non aver passato gli alimenti alla moglie.. cosi' mi sono un po' informato.. e pare che questo tizio, avesse altri precedenti.. tipo un omicidio colposo e qualcos'altro....
    ecco altre notizie che Sgarbi, si è "dimenticato" di fornire..
    inoltre è un leader politico.... e questo fa rientrare nell'alveolo della normalità tutta la questione.. ovvero, ci sono persone che si lamentano dei magistati solo quando indagano sui politici.. se indagano sul cittadino comune, allora va tutto bene..

    --------------------------------

    UDINE. La telefonata della Digos arriva verso le 9.30, dopo un consiglio comunale finito a ore piccole. Diego Volpe Pasini, delegato alla sicurezza, già capisce. Va in questura, dove arriva il suo avvocato e dove la polizia gli notifica l’arresto: deve scontare 4 mesi di carcere. Due ore di formalità, poi gli agenti lo accompagnano a casa per prendere gli effetti personali, quindi lo portano in via Spalato. Sono le 13.30.

    È una vicenda personale frutto d’una leggerezza, di un incidente di percorso, quella che ha portato in cella Volpe Pasini. Giuridicamente una “buccia di banana” in confronto ad altri reati e ad altri personaggi. Quei quattro mesi inflittigli a maggio 2007 per violazione degli obblighi di assistenza familiare (solo nei confronti dell’ex moglie) sono poi diventati sentenza definitiva perché l’appello non è stato presentato. Avendo già “bruciato” la sospensione condizionale della pena per due precedenti sentenze (omicidio colposo e utilizzo d’una badante straniera non in regola), Volpe Pasini si trova costretto a chiedere una misura alternativa al carcere e sceglie l’affidamento in prova.

    Nel frattempo presenta l’istanza per essere riammesso nei termini del processo d’appello, ma i giudici di Trieste gli rispondono “ picche”. Scatta il ricorso in Cassazione, quello per il quale Volpe Pasini invano chiede al tribunale di sorveglianza di Trieste di aspettare. Ma così non è: dopo due udienze (l’ultima la settimana scorsa) i giudici decidono e gli respingono l’istanza di affidamento in prova. Lunedì il sostituto procuratore Viviana Del Tedesco firma l’ordine di carcerazione, che ieri mattina la Digos esegue.

    Il resto è la cronaca d’una giornata frenetica, per il mondo politico udinese, ma anche per i difensori di Volpe Pasini, gli avvocati Francesco Luigi Rossi e Alberto Patrone. È quest’ultimo a presentarsi in questura per la notifica dell’arresto; è il secondo ad andare in carcere ieri pomeriggio. C’è un altro ricorso per Cassazione da scrivere in fretta, oltre a un’istanza di sospensione dell’esecutività dell’arresto, che potrebbe anche portare il politico fuori del carcere in breve tempo: giorni, forse qualche settimana.


    Da sempre impegnato in politica, fondatore e leader del movimento Sos Italia, Diego Volpe Pasini aveva giocato un ruolo non secondario nella recente campagna elettorale per il Comune, entrando in rotta di collisione con il Pdl per la candidatura di Enzo Cainero e appoggiando a sindaco Furio Honsell che, dopo l’e lezione, gli ha affidato la delega ai rapporti con i cittadini in materia di sicurezza.

    Ieri Volpe Pasini è entrato in via Spalato alle 13.30 in punto. A chi era fuori del carcere ha detto d’essere sereno, di avere fiducia nella giustizia e che nella vita possono capitare simili incidenti. Sottobraccio teneva un giornale e alcuni libri: di Oriana Fallaci, Sergio Romano e Antonello Caporale, giornalista de la Repubblica. Per il momento, il tribunale di sorveglianza ha stabilito che non è una persona “meritevole” di una “misura di utilità sociale”.
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  4. #4
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    del resto lo dice anche Toto' Riina, che il problema sono i giudici comunisti, e non lui che è mafioso..

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  5. #5
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    le "buccie di banana" capitano spesso a politici... magari scomodi

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic Visualizza Messaggio
    mi sembrava strano che si finisse in galera solo per non aver passato gli alimenti alla moglie.. cosi' mi sono un po' informato.. e pare che questo tizio, avesse altri precedenti.. tipo un omicidio colposo e qualcos'altro....
    ecco altre notizie che Sgarbi, si è "dimenticato" di fornire..
    inoltre è un leader politico.... e questo fa rientrare nell'alveolo della normalità tutta la questione.. ovvero, ci sono persone che si lamentano dei magistati solo quando indagano sui politici.. se indagano sul cittadino comune, allora va tutto bene..

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    UDINE. La telefonata della Digos arriva verso le 9.30, dopo un consiglio comunale finito a ore piccole. Diego Volpe Pasini, delegato alla sicurezza, già capisce. Va in questura, dove arriva il suo avvocato e dove la polizia gli notifica l’arresto: deve scontare 4 mesi di carcere. Due ore di formalità, poi gli agenti lo accompagnano a casa per prendere gli effetti personali, quindi lo portano in via Spalato. Sono le 13.30.

    È una vicenda personale frutto d’una leggerezza, di un incidente di percorso, quella che ha portato in cella Volpe Pasini. Giuridicamente una “buccia di banana” in confronto ad altri reati e ad altri personaggi. Quei quattro mesi inflittigli a maggio 2007 per violazione degli obblighi di assistenza familiare (solo nei confronti dell’ex moglie) sono poi diventati sentenza definitiva perché l’appello non è stato presentato. Avendo già “bruciato” la sospensione condizionale della pena per due precedenti sentenze (omicidio colposo e utilizzo d’una badante straniera non in regola), Volpe Pasini si trova costretto a chiedere una misura alternativa al carcere e sceglie l’affidamento in prova.

    Nel frattempo presenta l’istanza per essere riammesso nei termini del processo d’appello, ma i giudici di Trieste gli rispondono “ picche”. Scatta il ricorso in Cassazione, quello per il quale Volpe Pasini invano chiede al tribunale di sorveglianza di Trieste di aspettare. Ma così non è: dopo due udienze (l’ultima la settimana scorsa) i giudici decidono e gli respingono l’istanza di affidamento in prova. Lunedì il sostituto procuratore Viviana Del Tedesco firma l’ordine di carcerazione, che ieri mattina la Digos esegue.

    Il resto è la cronaca d’una giornata frenetica, per il mondo politico udinese, ma anche per i difensori di Volpe Pasini, gli avvocati Francesco Luigi Rossi e Alberto Patrone. È quest’ultimo a presentarsi in questura per la notifica dell’arresto; è il secondo ad andare in carcere ieri pomeriggio. C’è un altro ricorso per Cassazione da scrivere in fretta, oltre a un’istanza di sospensione dell’esecutività dell’arresto, che potrebbe anche portare il politico fuori del carcere in breve tempo: giorni, forse qualche settimana.


    Da sempre impegnato in politica, fondatore e leader del movimento Sos Italia, Diego Volpe Pasini aveva giocato un ruolo non secondario nella recente campagna elettorale per il Comune, entrando in rotta di collisione con il Pdl per la candidatura di Enzo Cainero e appoggiando a sindaco Furio Honsell che, dopo l’e lezione, gli ha affidato la delega ai rapporti con i cittadini in materia di sicurezza.

    Ieri Volpe Pasini è entrato in via Spalato alle 13.30 in punto. A chi era fuori del carcere ha detto d’essere sereno, di avere fiducia nella giustizia e che nella vita possono capitare simili incidenti. Sottobraccio teneva un giornale e alcuni libri: di Oriana Fallaci, Sergio Romano e Antonello Caporale, giornalista de la Repubblica. Per il momento, il tribunale di sorveglianza ha stabilito che non è una persona “meritevole” di una “misura di utilità sociale”.
    E' senza dubbio vero che gli strali dei media sono spesso arrivati in corrispondenza con indagati eccellenti.
    Il dato di fatto, che costituisce l'essenza dell'articolo di Sgarbi, è però un altro: Volpe, di diritto, dovrebbe uscire e viene trattenuto solo per l'inefficienza della giustizia italiana. Che abbia precedenti o meno è, in questo caso, del tutto ininfluente.
    E' giusto però ricordare che per un Volpe (che ha amici giornalisti e politici) esistono tanti signor nessuno sui quali non viene scritta una riga.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicola Parente Visualizza Messaggio
    E' senza dubbio vero che gli strali dei media sono spesso arrivati in corrispondenza con indagati eccellenti.
    Il dato di fatto, che costituisce l'essenza dell'articolo di Sgarbi, è però un altro: Volpe, di diritto, dovrebbe uscire e viene trattenuto solo per l'inefficienza della giustizia italiana. Che abbia precedenti o meno è, in questo caso, del tutto ininfluente.
    E' giusto però ricordare che per un Volpe (che ha amici giornalisti e politici) esistono tanti signor nessuno sui quali non viene scritta una riga.
    Bene, iniziamo ad andare nelle carceri e parlare dei signor nessuno... se no stiamo sempre a strapparci le veste per i politici che vanno in galera... non vorrei che ci "berlusconizzassimo" pensando che in un paese dove si ha uno dei piu' alti indici di corruzione, il problema siano soltanto i magistrati..
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  8. #8
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    bene parliamo di michele fabiani, incarcerato fino a non molto per una scritta sul muro al 41 bis.

    Michele Fabiani in semilibertà, concessa dal GUP del processo inerente l'operazione Brushwood, Ricciarelli, il quale ha rinviato al dibattimento per quanto riguarda tutti i capi di imputazione.

    I carabinieri hanno sgominato una cellula della Federazione anarchica informale
    Cinque persone in manette. I magistrati: "Sono pericolosi"

    PERUGIA - Operazione antiterrorismo in provincia di Perugia. I carabinieri del Ros, coordinati dalla procura del capoluogo umbro, hanno eseguito cinque arresti, mentre un'altra persona è indagata in stato di libertà. Sono tutti anarco-insurrezionalisti appartenenti alla Federazione anarchica informale. "E' una cellula pericolosa" dicono i magistrati. Sono state sequestrate apparecchiature informatiche e molti documenti, ora al vaglio degli inquirenti. Inoltre l'attenzione degli inquirenti si sta concentrando su "altre persone" probabilmente simpatizzanti dell'organizzazione.
    Gli arrestati sono tutti originari di Spoleto, incensurati o con piccoli precedenti per reati contro l'ordine pubblico. Si tratta di Michele Fabiani, 20 anni, Andrea Di Nucci, 20, Dario Polinori, 21, Damiano Corrias, 25, e Fabrizio Reali Roscini, 42 anni. Devono rispondere a vario titolo delle azioni addebitate dagli investigatori al gruppo. Sono stati tutti accusati di avere violato l'articolo 270 bis del codice penale che incrimina le "associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico".
    Tra l'altro, sono ritenuti responsabili anche dell'invio alla presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, nello scorso mese di agosto, di una busta contenente due proiettili calibro 38 special e di un volantino di rivendicazione contenente minacce di morte. Nella lettera si parlava di questioni come i lavori per la Tav e del Rio Fergia, lo sfruttamento di una sorgente di acqua nella zona di Nocera Umbra, ma anche a un incidente avvenuto in un cantiere edile nello spoletino. Il gruppo è tra l'altro accusato di avere minacciato di morte il sindaco di Spoleto e alcuni carabinieri e di aver danneggiato alcuni cantieri edili.
    L'indagine è stata denominata "Brushwood", prendendo spunto dal termine inglese che definisce la "boscaglia", spesso richiamata dagli arrestati anche nei volantini di rivendicazione quale ambito di riferimento per la "Guerriglia rivoluzionaria". Il gruppo minacciava anche un'"accelerazione armata alla guerra ecologista esplosa in Umbria" e aveva contatti in tutta Italia.
    La sigla Fai è comparsa per la prima volta nello scenario eversivo nel dicembre del 2003, quando aveva rivendicato i pacchi bomba spediti a Romano Prodi, all'epoca presidente della Commissione europea, oltre che al presidente della Banca centrale europea e alle sedi di Europol e Eurojust.
    (23 ottobre 2007)
    http://www.informa-azione.info/terro...urrezionalisti

    tutta na marea di cazzate, solidarietà a michele.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic Visualizza Messaggio
    Bene, iniziamo ad andare nelle carceri e parlare dei signor nessuno... se no stiamo sempre a strapparci le veste per i politici che vanno in galera... non vorrei che ci "berlusconizzassimo" pensando che in un paese dove si ha uno dei piu' alti indici di corruzione, il problema siano soltanto i magistrati..
    Fra l'altro il problema è la giustizia (come per esempio la ridicola e inapplicata obbligatorietà dell'azione penale) più che i magistrati in quanto tali e che sono costretti a lavorare in un sistema inefficiente.

  10. #10
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    la giustizia è un tasto "scottante" da toccare..
    La riforma è sempre piu' necessaria, e l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, vecchio "cavallo di battaglia" radicale, piu' che mai di attualità..

    non dimentichiamo inoltre anche i CPT..... bisognerà aprire un dibattito anche su questa situazione che, con schegge impazzite di neofascisti al governo, rischia di peggiorare...
    X

 

 
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